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“I genitori possono aiutare il proprio bimbo dimostrandogli il loro affetto incondizionato. Lui deve sapere che non ha bisogno di mostrarsi geloso per ottenere la loro attenzione, ma deve anche sapere che loro continuano a volergli bene anche quando si mostra geloso”

C. Gonzalez

 

Nel precedente articolo abbiamo iniziato a ragionare sulla normalità dell’emozione “gelosia” e sul suo valore adattivo. Oggi, dopo aver anche parlato di come gestire l’arrivo del fratellino in un altro contributo, continuiamo il nostro viaggio, focalizzando l’attenzione sul cosa fare per far fronte a questa spinosa emozione.

 

Come gestire la gelosia?

Partiamo quindi dal presupposto che la gelosia è del tutto normale ed è solo una delle tante emozioni che un bambino sperimenta quando nasce un fratellino/sorellina. E’ spesso l’emozione di cui gli adulti si preoccupano di più e su cui si interrogano rispetto alla sua gestione.

Vediamo, quindi, dal punto di vista pratico, in che modo possiamo accompagnare i bambini nel fare la conoscenza di questa (spesso nuova) emozione e come aiutarli a gestirla:

  • innanzitutto, la gelosia non va negata, repressa o “sradicata”. Abbiamo detto che tutte le emozioni sono legittime, quindi anch’essa lo è. Il primo lavoro da fare è pertanto quello di accoglierla e riconoscerla, facendo vedere al bambino che noi lo accettiamo anche quando prova emozioni “spiacevoli” e che ciò che sente è normale. Questo può essere espresso, per esempio, in questo modo: “Luca, forse sei un po’ geloso della tua sorellina…Ti capisco…è normale sentirsi così…Potresti avere paura che mamma e papà non ti vogliano più bene come prima..Un po’ per volta vedrai che andrà meglio…”. Poi ascoltare il bambino e rassicurarlo sul nostro costante affetto (vedi punto seguente);

“Le persone molto gelose spesso hanno avuto da piccole la sfortuna di non aver potuto esprimere la propria gelosia e la propria aggressività. Se avessero avuto questa possibilità, sarebbero riuscite a superare la gelosia e se ne sarebbero liberate, come succede alla maggior parte dei bambini”[1]

D. W. Winnicott

  • Infatti, come espresso in precedenza, di fronte alla nascita del fratellino/sorellina, il primogenito teme di perdere l’amore dei propri cari, per lui assolutamente vitale per sopravvivere, a tutti i livelli. Il bambino non sa ancora che l’amore può moltiplicarsi e teme che invece si divida. La sua paura è quindi quella di essere meno amato di prima. E’ importante dunque lavorare per rassicurarlo sull’immutato amore di mamma e papà. Per esempio, in questa testimonianza, Valentina, mamma di Margherita (4 anni), a fronte della sua domanda: “Mamma mi vorrai bene come prima o faremo a metà io e il fratellino?”, risponde: “No, Margi, nel mio cuore ci sono molte stanze, una per ogni affetto e ora si apre una stanza nuova per il fratellino. Non ti preoccupare, tesoro mio, perché l’amore non si divide come una torta ma si moltiplica” [2]. Il bambino ha quindi bisogno, principalmente, di vedere accolte le proprie emozioni e di essere rassicurato a parole ed a gesti, che l’amore verso di lui continuerà a scorrere come prima.

 “Se il nostro bambino si mostrerà geloso, non rattristiamoci. E non stanchiamoci di rassicurarlo, anche se i suoi atteggiamenti ci sembreranno particolarmente pesanti da gestire. Teniamo sempre a mente che si tratta di una fase passeggera e soprattutto…che è tutta una questione d’amore. Offerto, ricevuto, desiderato. Intensamente. Che la nostra risposta sia…una promessa d’amore!” G. Cozza[3]

  • Potrà capitare in diverse situazioni che il bambino manifesti sentimenti ostili, se non comportamenti aggressivi verso i genitori, soprattutto verso la mamma, oppure che abbia improvvisi scatti di collera, “capricci”, etc., anche con parole forti come “Ti odio!”. Tutto normale. Sta “solo” dicendo che è arrabbiato ed ha paura. E’ una “questione d’amore”. E’ fondamentale ricordare il bisogno di conferme del bambino, mantenere la calma e rassicurarlo nuovamente. Sarà necessario farlo più e più volte, finché ne avrà bisogno: grazie a questo atteggiamento egli avrà la “prova provata” dell’immutato amore dei suoi genitori: “Ai bambini serve sapere che volete loro tanto bene da riuscire ad ascoltarli anche quando esprimono emozioni aggressive; serve sapere che siete grandi abbastanza da sopportarle senza crollare né urlare. Dalla vostra accettazione nascerà la sua” [4].
  • Quando il bambino mostrerà insofferenza verso il fratellino, soprattutto quando entreranno in gioco il tema della condivisione e degli spazi, è importante che i genitori riconoscano al “grande” il diritto di difendere il suo “territorio”, comprese le sue cose. Evitare quindi frasi tipo: “Sofia, ma tu sei grande, fai giocare Giulia con le tue bambole“. Fondamentale invece, al contrario, proteggere il primogenito dalle incursioni del più piccolo. Per esempio: “Giulia, mi dispiace ma Sofia non vuole prestarti le sue bambole ora. Puoi giocare con i tuoi peluches o con le costruzioni. Cosa preferisci?”. Sofia si sentirà accolta, rispettata e rassicurata e in questo modo, nel tempo, sarà più facile che diventi autenticamente generosa verso la sorella. Se, invece, forziamo il bambino grande a condividere col piccolo, aumenterà la sua rabbia verso di lui e verso i grandi, amplificando la sua gelosia. Se poi Giulia ci rimane male perché Sofia non le presta la bambola, è normale, va bene così. Il fatto di essere più piccola non deve essere garanzia di poter ottenere tutto ciò che vuole, ed è anzi importante che faccia i conti con la frustrazione, supportata dal conforto dell’adulto.  Per gestire il tema “territorio e possedimenti” ;-)) è molto utile creare degli spazi ben chiari: il fratello maggiore ha un luogo preciso dove sono presenti i suoi giochi e le sue cose e che ha il diritto di non condividere col fratello più piccolo. Il fratello minore ha lo stesso luogo e lo stesso diritto. Esiste poi un luogo terzo, dove ci sono i giochi in comune, di tutti e due, e per i quali la regola della condivisione è prestabilita. Questi ultimi sono pertanto gli oggetti su cui gli adulti potranno far valere la regola stessa.
  • Se il bambino più grande vive una fase di regressione, per cui torna a volere il pannolino, non mangia più né si veste più da solo, etc., anche questo è normale. I bambini tipicamente regrediscono quando affrontano importanti cambiamenti nella loro vita. Un po’ come un saltatore con l’asta, hanno bisogno di prendere la rincorsa, per saltare più in alto…Generalmente, anche in questo caso, quando gli adulti comprendono, rassicurano e accolgono, aumentando la quota di coccole, la regressione rientra da sé in modo rapido. Se invece gli adulti la ostacolano dicendo al bambino frasi tipo: “Ormai sei grande, devi fare da solo“, la sua insicurezza e il suo timore aumentano, rendendo la regressione più duratura e complessa da superare.
  • Garantire, appena possibile, spazi e tempi di attenzione esclusiva per il bambino più grande, sia con mamma che con papà, è importante. Ciò significa organizzarsi in modo che esista un appuntamento fisso, prestabilito, regolare in cui il fratello maggiore ha il genitore tutto per sé. Non si tratta di organizzare qualcosa di molto frequente: deve essere un momento sostenibile per l’organizzazione familiare complessiva. Anche poco, ma è importante che ci sia.
  • Evitare di fare paragoni tra i fratelli, per non fomentare la competizione ed evitare anche di essere troppo attenti a dare in modo uguale a ciascuno. Se gli adulti sono troppo precisi nel “dosare” qualità e quantità di attenzioni, oggetti, situazioni, etc. i bambini tendono a diventare anche in questo caso più competitivi e si rischia di attivare l’idea che esista un preferito per cui è necessario misurare tutto.

 

Da evidenziare come spesso il bambino più grande sperimenta e mostra con molta frequenza tenerezza, affetto, protezione verso il fratellino/sorellina, come ogni genitore ha potuto osservare: la gelosia è soltanto una delle emozioni presenti in questo lieto evento.

Ricordiamocelo, per non focalizzare troppo lo sguardo solo sulle difficoltà!

 

“Non si deve temere che la gelosia impedisca lo sviluppo di un legame profondo tra i fratelli. Tutt’altro. Si è intensamente gelosi perché si ama intensamente. Lentamente, contradditoriamente, nasce, fino a prendere il sopravvento, un rapporto tenace con il fratello che, per il resto della vita, rimarrà il riferimento più stabile e affidabile”[5]

N. Laniado

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

BIBLIOGRAFIA PER BAMBINI

Per una rassegna di libri sul tema: “Mamma, puoi dire al bambino di andare via?” di F. Tamberlani

 

 

[1] D.W. Winnicott, “Colloqui con i genitori“, ed. Cortina, Milano, 1993

[2] G. Cozza, “Benvenuto fratellino. Benvenuta sorellina“, ed. Il Leone Verde, Torino, 2013

[3] ibidem

[4] P. Hames, “I bambini non fanno mai i capricci“, ed. Red, Como, 2007

[5] N. Laniado, “Gelosia tra fratelli. Come intervenire con tatto ed efficacia“, ed. Red, Como, 2014