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di Silvia Iaccarino

 

 

Il momento dedicato al fare la spesa al supermercato, già stressante di per sè (soprattutto se di sabato), può diventare una vera sfida quando i bambini sono con noi. 

Il supermercato rappresenta, dal punto di vista sensoriale, un luogo iper-stimolante per i bambini, in particolare per quelli 0-6 anni e ancora di più 0-3 anni.

Infatti, luci, suoni, colori, odori, oggetti,  persone che si muovono all’interno, etc sono presenti in quantità e letteralmente “bombardano” il sistema sensoriale del bambino (anche il nostro, a dirla tutta, e ciò rappresenta pure per noi un elemento di stress). 

Poiché i bambini in età prescolare sono ancora molto immaturi dal punto di vista cerebrale e del loro sistema nervoso, ciò significa che tutti questi input sensoriali possono facilmente mandare in overbooking il sistema nervoso stesso, ancora di più se il bambino ha delle fatiche sul piano dell’integrazione sensoriale. Infatti, la processazione delle informazioni in entrata è molto faticosa di fronte alla presenza di così tanti stimoli contemporanei. 

Questo è un aspetto di cui tenere conto ed a cui invece raramente si pensa, in quanto non è ancora molto diffusa la conoscenza di come funziona il sistema nervoso dei bambini piccoli e di come la capacità di integrare le informazioni sensoriali possa essere più critica per alcuni di essi.

Avere in mente che il supermercato (come altri luoghi iper-stimolanti) può avere un impatto sul “funzionamento” del bambino è importante, a mio avviso, affinché il genitore possa, da un lato, avere più pazienza e tolleranza verso i comportamenti “inadeguati” del figlio, comprendendo come questi sono facilmente dettati proprio dalla fatica del bambino di gestire gli stimoli, e, dall’altro, possa attivare strategie utili a rendere il momento della spesa più gestibile. 

Quando e se possibile, in particolare per chi ha bambini 0-3 anni, fare la spesa online è senz’altro utile oltre che comodo, e si può così evitare a tutti la fatica di quest’attività, spendendo piuttosto il tempo al parco o a leggere insieme un libro 😉

Se, invece, la spesa online non è una strada percorribile, ecco di seguito alcune utili indicazioni:

 

 

 

Le funzioni esecutive al supermercato 

Vorrei, infine, spezzare una lancia a favore della spesa al supermercato in quanto, man mano che il bambino cresce, può diventare una vera e propria palestra per allenare le cosiddette FUNZIONI ESECUTIVE (FE).

Le  FE  sono delle capacità che sviluppiamo man mano che cresciamo e che il nostro cervello matura. Risiedono nella nostra corteccia pre-frontale e le ricerche evidenziano quanto siano più importanti del quoziente intellettivo per determinare la riuscita di una persona nella vita. 

Si tratta, in particolare, della capacità di:

  • risolvere i problemi;
  • prendere decisioni;
  • pianificare i propri comportamenti in base ai traguardi da raggiungere;
  • valutare i pro e contro delle situazioni e delle proprie azioni;
  • prevedere le conseguenze dei propri comportamenti; 
  • regolare i propri impulsi ed emozioni in modo appropriato al contesto;
  • mantenere l’attenzione focalizzata su un compito;
  • tollerare l’attesa;
  • gestire le informazioni grazie alla memoria di lavoro per utilizzarle finalizzate ai propri scopi.

Da un bambino di due anni non possiamo ancora aspettarci molto dal punto di vista della prestazione delle FE, ma possiamo e dobbiamo “allenarlo” affinchè esse possano via via svilupparsi.

Infatti, le FE per maturare richiedono un allenamento giornaliero, che in realtà non c’è bisogno di pianificare a tavolino con attività strutturate ad hoc**: la vita stessa, nella sua quotidianità, fornisce continuamente occasioni per mettere in campo quanto abbiamo poc’anzi elencato.

La spesa al supermercato rientra tra queste occasioni e, anche utilizzando le indicazioni fornite nella grafica di cui sopra, il bambino può avere l’opportunità di mettere in campo diversi elementi delle FE, come la capacità di regolare gli impulsi e le emozioni; pianificare i propri comportamenti; prevedere le conseguenze delle proprie azioni; mantenere l’attenzione focalizzata su un compito; tollerare l’attesa; prendere decisioni…

 

I comportamenti “inadeguati” al supermercato

Guardare alla spesa da questo punto di vista può rendere il genitore più consapevole di quanti apprendimenti sono possibili nelle diverse occasioni quotidiane, da un lato, e, dall’altro, anche comprendere quanto comunque tutto ciò richieda al bambino una spesa energetica che, se da una parte lo “allena”, dall’altro lo stanca. 

Ciò significa, quindi, comprendere anche la normalità di comportamenti “esagerati”o “inadeguati” o delle crisi di rabbia dei più piccoli. 

Il bambino, durante la spesa al supermercato, sta spendendo molto sia per gestire tutte le informazioni sensoriali in entrata che per cercare di gestire i propri impulsi e di regolare i propri comportamenti. Se è piccolo, stanco, affamato, annoiato, etc farà ancora più fatica a maneggiare tutti questi aspetti e pertanto facilmente tenderà a dis-organizzarsi, iniziando a “comportarsi male”.

E’ importante che il genitore comprenda che la disorganizzazione NON è volontaria (parlando di bambini piccoli ovviamente) ma il segnale della fatica del bambino. Per questo, anche se la spesa può essere un momento formativo, è utile non protrarla a lungo onde evitare di andare troppo oltre la soglia di tolleranza del piccolo. Su questo punto ciascuno si potrà regolare in base all’osservazione ed alla conoscenza di come “funziona” il proprio figlio.

Qualora il bambino manifestasse la classica “crisi di rabbia” o altri comportamenti “inadeguati”,  è importante cercare di farsi influenzare il meno possibile dagli sguardi dei presenti; evitare di sgridarlo (altrimenti si  “butta benzina sul fuoco”)  e piuttosto ri-direzionare la sua attenzione verso un compito interessante per lui; finire il prima possibile la spesa.

In generale, osservare il proprio bambino e vedere quanto tempo regge prima di iniziare a dis-organizzarsi può essere utile per il genitore in modo da comprendere le tempistiche da dedicare a questa attività. Inoltre, può aiutare anche cercare di cogliere, sempre grazie all’osservazione, quei segnali “premonitori” della crisi imminente, cioè quei segnali, solitamente corporei, che indicano quando il vaso del bambino è quasi pieno e che quindi da lì a poco si rischia che trabocchi. In questo modo, è possibile prevenire l’eventuale crisi, per esempio prendendo il bambino in braccio per qualche momento (il contatto fisico rilascia la tensione) oppure facendo qualche battuta divertente (ridere rilascia la tensione) oppure proponendo al bambino un nuovo compito interessante, o altro ancora in base a come ognuno conosce il proprio piccolo.

A questo punto, che altro dire…Buona spesa a tutti! 😉😉

 

 

**la ricerca ha comunque evidenziato che alcuni bambini hanno delle difficoltà nello sviluppo delle FE e che alcune attività, come lo yoga e le arti marziali, possono essere di aiuto in queste situazioni