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di Manuela Caruselli, psicologa e psicoterapeuta, consulente sonno bambini

 

 

Come dormivano i nostri antenati? E come dormivamo anche solamente cento anni fa?

Partiamo dalla nostra storia per comprendere con quali modalità e per quali motivi la nuova tecnologia può interferire con il sonno dei nostri bambini e quindi con le funzioni, emotive e cognitive, ad esso legato.

Ci siamo evoluti per centinaia di migliaia di anni in base al ciclo naturale del nostro pianeta. In particolare, per quanto riguarda il sonno abbiamo seguito il ritmo circadiano, ovvero l’alternarsi del giorno e della notte. Questo alternarsi ciclico di luce e buio ha fatto sì che il nostro organismo abbia sviluppato un ormone, la melatonina, che il nostro corpo comincia a produrre nel momento in cui la retina, membrana del nostro occhio, non viene più stimolata dalla luce.

La lampadina è stata inventata poco più di 100 anni fa e negli ultimi 20 anni l’utilizzo di luci bianche, sia per illuminare gli ambienti che provenienti da dispositivi elettronici, è cresciuta esponenzialmente.

Sicuramente abbiamo avuto innumerevoli vantaggi grazie alla luce elettrica, ma anche degli “effetti collaterali”: infatti, se siamo sottoposti a fonti luminose in maniera eccessiva oltre l’orario del tramonto, il nostro organismo rischia di andare in tilt! E questo è tanto più vero nei bambini in quanto la loro fisiologia è ancora in evoluzione ed essi hanno bisogno di consolidare il loro equilibrio. La genetica (ovvero ciò che tramandano mamma e papà) dice che dovrebbero dormire dopo un tot di ore di veglia, ma il loro organismo, se eccessivamente stimolato dalla luce, non dà il segnale secernendo melatonina. Ecco il tilt!

I bambini sottoposti la sera a stimolazione luminosa, come quella di tablet e cellulari, non sentiranno lo stimolo del sonno perchè il loro corpo non produrrà la melatonina come dovrebbe. Diventeranno facilmente nervosi e faticheranno ad addormentarsi.

Inoltre, il sonno potrebbe risultare disturbato perchè la stimolazione diurna, e in particolare quella delle ore che precedono l’addormentamento, incide notevolmente sui contenuti onirici e sullo “stato d’animo” durante il sonno stesso, quindi sulla sua tranquillità e qualità.

La Società Italiana di Pediatria sconsiglia l’uso dei dispositivi digitali prima dei due anni e ne consiglia un’uso limitato (un’ora al giorno) tra i 3 e i 5 anni; tra i 5 e gli 8 anni massimo 2 ore al giorno (e a me sembrano comunque tante).

Inoltre, i pediatri avvertono sui rischi per i bambini rispetto ad un utilizzo poco controllato di tali dispositivi: cefalee, dolori muscolari, difficoltà di concentrazione, tic.

Ricordiamoci quanto noi genitori siamo sempre un modello per i nostri bambini: loro imitano in maniera automatica quello che ci vedono fare, piuttosto che ascoltare le nostre parole. Il nostro comportamento può aiutarli a limitarsi più di mille regole.

Difficilmente accetteranno di passare poco tempo davanti a tablet e smartphone se vedranno mamma e papà che fanno esattamente il contrario… Ormai per molti adulti lo smartphone è diventato un’estensione del proprio corpo: si vive per condividere ciò che si vive, le emozioni che si provano e i pensieri che si hanno.

Ricordiamoci di mostrare ai nostri figli quanto una chiacchierata insieme, una passeggiata o la lettura di un buon libro o di una rivista siano piacevoli per noi, trasmettiamogli amore per ciò che possiamo “sentire” e toccare, per la natura, le passeggiate all’aria aperta e i giochi in movimento.

Nei primi 5/6 anni di vita il bambino forma il suo schema corporeo. E’ importante che in questo periodo abbia la possibilità di muoversi nello spazio il più possibile per scoprire il suo corpo: questo gli permetterà sviluppare agilità e coordinazione. Non esistono bambini nati goffi ma bambini che non hanno avuto la possibilità di “sentire” e “sperimentare” il proprio corpo nel periodo sensibile (appunto i primi 5/6 anni di vita).

Prediligiamo il gioco in movimento alla passività e immobilità di tablet e smartphone, in questo modo agevoleremo il nostro bambino nel suo sviluppo psico-fisico e lo aiuteremo ad avere un buon sonno. Un corpo scarico si rilassa con maggiore facilità e, se non sottoposto ad eccessiva stimolazione luminosa, cederà al sonno proprio quando ha bisogno di riposare!