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Grazie a Carola Castoldi per questo contributo che pubblichiamo con piacere anche in collegamento al nostro articolo sull’uso degli oggetti frangibili che potete leggere qui

 

di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport

 

Spesso l’adulto ha paura… il rischio fa paura.

Ma in educazione il rischio è generativo e noi adulti dobbiamo concedere ai bambini alcune possibilità.

Come rendere i bambini sicuri? Per noi insegnanti è lo sguardo dell’adulto che osserva, sostiene, rilancia per far sì che si superi la paura, il rischio si faccia piccolo e la scoperta così grande da annullare il resto.

 

NOI OGGI A SCUOLA CI SIAMO RIUSCITI. Come?

Sezione. Il nostro atteso e desiderato “Angolo del The”.

Francesco e Diego. Con la vostra infinita pacatezza siete immersi in questa scena. Vi osservo da lontano. Io sto lavorando con un gruppo di amici nel mini atelier… ma ad un tratto un rumore. È chiaro: qualcosa è caduto… e molto probabilmente si è rotto.

Vi raggiungo.

Per un attimo il pensiero è di raccogliere i cocci della vostra tazzina e tornare a ciò che stavo facendo. Ma no… noi non siamo fatti cosi. Chiedo il cambio a Chiara nel Mini atelier e inizio a parlare con voi di ciò che è successo.

Come l’esperienza della caduta e della conseguente rottura di una tazzina di ceramica può tradursi in una preziosa occasione di apprendimento?

Francesco: “Caduto, terra… pum!”

Educatrice: Cosa possiamo fare adesso?

Pietro, che ha assistito da vicino alla scena, s’inserisce con una proposta: “Aggiustiamo con lo scotch…”

Francesco: “Aiuto io..” (Mette il dito tenendo il pezzo rotto sulla tazzina)

Educatrice: Attenzione che taglia…

Pietro: “Perchè taglia? È come il vetro?”

Educatrice: Eh, si è bisogna stare molto attenti! 

Proviamo ad aggiustare la tazzina con lo scotch ma alcuni frammenti di ceramica piccoli sono stati dispersi… e non è possibile terminare l’assemblaggio.

Marta: “Si è perso (un pezzo)… adesso butti.”

Pietro: “Nooo… la mamma lo deve vedere!”

Cosi prepariamo sul nostro tavolo delle documentazioni un supporto per la nostra tazzina rotta…

 

In assemblea facciamo insieme ai bambini una rilettura dell’esperienza e infine chiediamo: 

Allora, cosa succede quando oggetti di vetro e ceramica come le tazzine cadono?

Francesco: “Si rompono… e non ci sono più!”

Alessia: “Via…”

Solo interagendo con il materiale il bambino ha la possibilità di scoprirne le caratteristiche, le proprietà . Nell’esperienza della caduta di un oggetto frangibile, e di fronte alla conseguente rottura, il bambino sperimenta emozioni, suggerisce soluzioni, formula ipotesi, rintraccia connessioni logiche. 

Tutto ciò lo aiuta a percepire e interiorizzare la differenza fra i diversi materiali, fra sé e gli altri e ad essere capace di attribuire a se stesso e ai propri gesti ciò che accade. Solamente attraverso l’esperienza diretta le mani del bambino diverranno abili nell’affinare gesti lenti e di grande attenzione nei confronti del materiale fragile.