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di Silvia Iaccarino

 

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Continuiamo la nostra esplorazione nel mondo della manipolazione…

 

Oltre a quanto espresso nella prima parte di questo articolo, Aucouturier mette in luce un’altra sfumatura per leggere questa dinamica manipolativa, con riferimento ai fantasmi collegati all’allattamento ed afferma: “all’asilo nido e alla scuola materna i bambini fanno dei buchi nel materiale per modellare e vi inseriscono degli oggetti. Gli incastri sono riferibili ai fantasmi d’azione di penetrazione reciproca o di interpenetrazione che, secondo Haag, nascono dalle esperienze di allattamento durante le quali madre e bambino si interpenetrano attraverso il seno o il biberon a livello della bocca, ma anche attraverso il contatto della pelle, il calore, il tono, il ritmo della suzione e lo sguardo.” 

Attraverso la manipolazione, pertanto, il bambino può elaborare il suo vissuto legato alla nutrizione fisica ed affettiva con la madre, “egli crea un’illusione di azione per ritrovare il piacere della soddisfazione, per ricreare la madre in sua assenza e assicurarne in tal modo la permanenza 

Infine, possiamo segnalare ancora un’altra funzione della manipolazione, ovvero la possibilità per il bambino di sperimentare l’autoefficacia, la quale può rinforzarne l’autostima e l’autonomia. 

L’autoefficacia attiene alla capacità di agire sull’ambiente, lasciando un segno, una traccia di sé e modificando il mondo secondo il proprio volere. 

Manipolando e creando con l’impasto ciò che desidera/necessita, il bambino sperimenta quindi la possibilità di sentirsi agente, ovvero capace di agire nel mondo e sul mondo secondo la propria intenzionalità, attraverso il corpo, in particolare attraverso le mani. 

Esse rappresentano la capacità di fare e di modificare il mondo a propria immagine, così come anche la capacità di prendere e dare: prendere ciò di cui si ha bisogno, dare agli altri in uno scambio reciproco ed arricchente (non dimentichiamo che, come umani, siamo esseri profondamente sociali ed orientati alla relazione di scambio con l’altro). 

Dal punto di vista pratico, la manipolazione può essere proposta in diversi momenti nel corso della vita al nido o alla scuola dell’infanzia, modificando il materiale proposto (dal didò alla pasta di sale, di pane, etc) in base all’età dei bambini (lo stucco e la creta per i bambini più grandi; didò, pasta di sale e di pane per tutti). 

Si può decidere di fornire il semplice materiale manipolativo, oppure di aggiungere anche altro materiale destrutturato per consentire altri tipi di esplorazione cognitiva ed emotiva (vedi la proposta di materiale piccolo da nascondere nell’impasto). Tale materiale andrà fornito all’interno di diversi contenitori bassi in vimini o in plastica trasparente, suddiviso per tipo, in modo da facilitarne l’utilizzo ed il riordino da parte dei bambini. 

Altri materiali che i bambini possono utilizzare per la manipolazione sono rappresentati dalle farine, dall’acqua, dalla terra, dai semi e legumi, pasta e riso, etc. 

Questi materiali possono stimolare nuove esplorazioni e scoperte sul piano sensoriale, cognitivo ed espressivo, si prestano anch’essi al lavoro sulla permanenza dell’oggetto (mani, piedi ed oggetti possono sparire sotto, per esempio, la farina, per poi ricomparire) e,  a differenza del materiale modellabile, possono essere usati per i travasi e quindi per “riempire e svuotare”. 

In particolare, relativamente a quest’ultimo aspetto, Aucouturier  scrive: “il gioco di riempire-vuotare è una simbologia dell’allattamento e dell’evacuazione. È interessante notare il modo in cui il bambino riempie e vuota: per alcuni il bussolotto non si riempie mai abbastanza in fretta, altri invece aspettano con evidente piacere che si riempia del tutto e che debordi, altri ancora vuoteranno con lentezza il contenuto oppure in modo pulsionale, altri lo riempiranno ma non vorranno mai vuotarlo e altri proveranno piacere a vuotare mentre riempiono. Tutti questi modi di fare sono l’espressione di fantasmi d’azione più o meno contenuti, generali dall’oralità e dall’analità e sono in rapporto con la relazione inconscia con la madre

Alcuni di questi materiali (come le farine e la terra) possono poi essere sperimentati anche insieme all’acqua. Bagnati, questi materiali si prestano a ulteriori nuove scoperte ed attività di “pasticciamento”, le quali, come descritto in precedenza relativamente all’uso degli impasti modellabili, possono veicolare lo scarico di tensioni e dell’aggressività.  

Utilizzando colla e colore, i materiali naturali possono dare vita a nuove condotte esplorative, ludiche ed espressive e diventare anche attività grafico-pittoriche, rimandando quindi a tutte le potenzialità di comunicazione ed espressione di sé.

Inoltre, soprattutto per i bambini più grandi, l’uso di questi, come degli altri materiali, si presta al gioco rappresentativo-simbolico, per cui essi possono investire sia il materiale che l’attività di nuovi significati, consapevolmente, e dare vita a nuovi giochi e possibilità espressive del proprio mondo interno, dei propri vissuti, delle proprie emozioni e sentimenti.    

L’attività manipolativa richiede che l’adulto abbia un atteggiamento attento, connotato da spirito osservativo, senza essere intrusivo né direttivo, in modo che il bambino possa investire il materiale dei suoi simboli e significati. 

L’adulto si occuperà poi di “manipolare il setting” in modo che i piccoli possano avere sempre a disposizione ciò che serve loro in modo ordinato, ritirando ciò che non serve più perché i bambini vi hanno perso interesse, riordinando il materiale sparso, riproponendolo in uno o più contenitori, in modo da consentire l’opportunità per un nuovo utilizzo dello stesso. 

Ovviamente, la manipolazione ha anche significativi risvolti sul piano cognitivo e sulla creatività del bambino, sebbene tali aspetti non vengano qui approfonditi.