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a cura di Silvia Iaccarino e del gruppo FB di Percorsi Formativi 06®

 

 

 

Dopo aver pubblicato “I diritti naturali dei bambini” di Zavalloni, ho chiesto al gruppo FB di Percorsi formativi 06®: “Che ne pensate? Quale diritto vi colpisce di più? Quali altre interpretazioni, oltre a quanto ho scritto io nell’articolo, potremmo dare ai diversi punti?”

Ecco le riflessioni del gruppo: 

Miria Quintili suggerirei “il diritto al pianto per un buon inizio” in questa fase di adattamento…(ndr: siamo a settembre e quindi periodo di ambientamenti 😉 )

Letizia Robustelli il diritto alla verità nel momento dei primi distacchi: le mamme e i papà vanno a lavoro e non vanno a fare un attimo pipi’!

Rita Butta il diritto a prendere le distanze dai genitori, per poi tornare da loro come in un porto sicuro

Grace Mary il diritto ad usare le mani e fare esperienza del mondo senza barriere continue

Amy Peronato il “diritto al selvaggio” nella declinazione del “non inquinato” dagli adulti, dagli stereotipi, dalla plastica (giocattoli, stoviglie, ….), dalle costrizioni

Amy Peronato il “diritto ad essere bambino” e non adulto in miniatura

Mia Ivone il diritto ad arrabbiarsi..non ci sono emozioni negative o positive, hanno tutte uguale importanza..anche la rabbia…Il diritto  ad avere una scuola che tenga conto delle peculiarità dei suoi bambini, punto di partenza per organizzare spazi ed esperienze

Beatrice Panzetti il diritto alla gentilezza, nei modi e nelle parole. Diritto a non subire quello che a un adulto non faresti.

Adele Guerra il diritto al dialogo… Tutti hanno il dovere di ascoltare un bambino. Anche e soprattutto i suoi Silenzi.

Ilenia Schioppetti il diritto alla ribellione.

Dolores Cicoria  aggiungerei il diritto al bello e non come fatto estetico ed esteriore! 

Marina Zaccheo il diritto di fare da soli

Cristina Molinaroli il diritto al silenzio. Troppe parole, troppe domande girano intorno ai bambini.

Patrizia Apos il diritto ad essere bambini

Centro Studi Einstein Damiani il diritto alla noia…I bambini di oggi hanno orari scanditi da mille cose che gli adulti scelgono per loro…

Giulia De Clemente il diritto a essere considerati pari e non inferiori a noi, prendendo le distanze dalle parole che diciamo (ndr: nel senso che il bambino ha diritto ad avere una opinione diversa dalla nostra)

Maria Rita Rossi il diritto al rispetto e all’ascolto da parte dell’adulto. Il diritto a stare un po’ di più a casa propria

Chiara Sampaoli Io direi il diritto alla libertà…liberi di fare una cosa prima o dopo qualcun altro, senza per forza essere “giudicati” troppo indietro o troppo avanti rispetto ad un ideale…ricordiamoci sempre che ogni bambino ha bisogno dei suoi tempi

Silvia Caldara il diritto al rischio

Roberta Usai il diritto ad avere tempo…Per ascoltarsi, per sperimentare, per aspettare, per decidere…e così via

Argentina Faenzi il diritto al pensiero.. Purtroppo spesso, implicitamente, si trasmettono pensieri e contenuti ‘’dall’alto” senza aspettare nel bambino la costruzione di un suo pensiero attraverso la relazione con il mondo.

Miri Marcolla Cavallini  il diritto al silenzio… troppe nozioni inculcate ai bambini attraverso corsi e lezioni varie… troppo tempo lasciati davanti alla TV così stanno tranquilli… anche all’asilo e a scuola a volte noi educatrici parliamo troppo invece dovremmo lasciare esprimere loro anzichè prevenirli su tutto…facciamo un po’ di silenzio in modo che possano percepire i suoni della natura e possano esprimersi loro stessi…

Roberta Panzeri aggiungerei “il diritto alla lentezza” che è quello che dovremmo provare a garantire almeno noi educatori nel tempo nido/scuola. In un mondo che va di fretta, i bambini hanno il diritto di prendersi i loro tempi per godersi quelle piccole cose che solo la lentezza permette di notare!

Laura Bolco  il diritto di sbagliare

Valentina Campana  il diritto di essere bambini, divertirsi a creare e giocare felici

Mirella d’Arma il diritto alle sfumature….siamo portati a pensare che tutto sia bianco o nero….si fa così non si fa così….invece spesso serve anche il….si fa così….ma adesso per svariati motivi si può anche fare così…

Anna Bedognè  il diritto alla tenerezza, alle coccole… le coccole che placano e contengono la rabbia, che confortano la tristezza condividendola, che rassicurano e danno forza, che permettono di rilassarsi prendendosi un attimo di pausa dal mondo intorno a noi… perché le coccole non sono vizi, sono il modo più sincero ed efficace che abbiamo per far sentire al bambino che noi non siamo lì con lui e per lui solo fisicamente ma anche con il cuore

 

Grazie a tutte per queste belle riflessioni!! 🙂