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di Silvia Iaccarino

 

Grazie a Gianfranco Zavalloni per questo elenco di diritti dei bambini. Aspetti molto importanti su cui riflettere oggi in ambito educativo e non solo.
  1.  Il diritto all’ozio: oggi saturiamo la giornata dei bambini con proposte e attività di ogni tipo. Non è loro concesso di avere dei momenti “vuoti”, come del resto non ce li concediamo neanche noi adulti. Tutto è pieno, riempito, otturato. Non c’è spazio per la riflessione, per fermarsi a osservare se stessi e il mondo, non c’è spazio per “stare”, per “essere”… 

     

  2. Il diritto a sporcarsi: impediamo troppo spesso ai bambini il contatto con la terra, la natura e in generale ciò che è “sporchevole”, in una smania igienista che, come evidenziano le ricerche, sta impoverendo il microbiota e le nostre difese immunitarie, rendendoci sempre più vulnerabili (anche a causa dell’uso smodato degli antibiotici). Recuperare il contatto con la Natura è fondamentale per la nostra salute fisica e mentale. 
  3. Il diritto al silenzio: siamo costantemente immersi in un bagno di suoni, di rumori, bombardati da stimoli sonori da ogni dove. Talmente abituati che, se ci troviamo nella natura, spesso infiliamo le cuffie nelle orecchie…Ci perdiamo così l’immensità del silenzio, la possibilità di ascoltare i suoni naturali, la possibilità di ascoltare noi stessi… 
  4. Il diritto alle sfumature: vivendo molto al chiuso, siamo sempre più abituati a luce/buio, e ci sfuggono le innumerevoli sfumature dei colori del cielo, delle stagioni che passano, del mondo naturale che ci circonda. Che peso ha nella nostra esistenza questa perdita? Perdere le sfumature, anche a livello simbolico, che risvolti potrebbe avere, anche sul piano sociale? 

     

  5. Il diritto agli odori: in una società iper-igienista, tutto deve essere pulito e disinfettato, gli odori sono mal tollerati, tutto deve sapere di pulito…Sto estremizzando (forse)… Eppure l’olfatto è uno dei sensi per noi più importanti, che si sviluppa in modo molto significativo già in utero…Avere fiuto, nella vita, è importante, ci rimanda anche alle nostre capacità intuitive…Quanto spazio diamo al mondo olfattivo nell’esperienza dei bambini? 

     

  6. Il diritto al dialogo: quanto spesso dialoghiamo coi bambini? Intendo esattamente “dialogare” come scambio di vissuti, emozioni, opinioni, esperienze…Non di rado la comunicazione oggi, in famiglia ma non solo, è funzionale: si impartiscono consegne e direttive, si parla per organizzare la giornata, la spesa, la cena, l’uscita con gli amici… Ma quanto scambio profondo e intimo avviene tra le persone, in particolare tra adulti e bambini? Siamo oramai tutti testimoni di come, anche in società, gli schermi la facciano da padrone… 

     

  7. Il diritto all’uso delle mani: in parte ci rimanda al punto 2 (diritto di sporcarsi), ma non solo. Oggi nei contesti educativi assistiamo sempre più di frequente a una fatica significativa dei bambini nella motricità fine. Bambini che hanno difficoltà a impugnare correttamente la penna, le posate, i pastelli; che faticano ad abbottonarsi una camicia o non sono in grado di fare un nodo…La nostra società che tutto spiana ai piccoli affinché non vivano frustrazioni, li rende sempre meno autonomi e in grado di prendersi cura di sè. Tutto questo ha un impatto, non solo rispetto alle difficoltà scolastiche quando si arriva alla scuola primaria, ma in generale nel percorso evolutivo personale. Dovremmo concedere ai bambini la possibilità di provare e sbagliare, di cimentarsi anche in un compito più difficile del solito e fallire, per imparare a gestire la frustrazione e sviluppare la determinazione e la volontà di riuscire, impegnandosi…Altrimenti, anche in prospettiva, come potranno affrontare le sfide della vita? Noi adulti non potremo proteggerli per sempre… 

     

  8. Il diritto a un “buon inizio”: i primi anni di vita, i famosi 1000 giorni, sono quelli che la ricerca scientifica ci dice essere i più importanti per lo sviluppo umano. Sono gli anni in cui si gettano le fondamenta della personalità e, pertanto, un buon inizio è fondamentale affinché tutto il palazzo si costruisca al meglio. Ciò, però, non significa che il bambino non debba vivere frustrazioni o emozioni spiacevoli! Al contrario, c’è bisogno che egli possa esplorare, vivere, maneggiare tutta la gamma emotiva per “farsi i muscoli” ed essere così in grado di confrontarsi anche con le esperienze negative che inevitabilmente affronterà lungo il suo percorso di crescita. Troppo spesso oggi, invece, si teme il trauma per ogni minimo pianto o frustrazione dei bambini! Ma nella nostra smania iper-protettiva li depotenziamo, passando loro l’idea che senza di noi non potranno cavarsela nella vita, da un lato e, dall’altro, illudendoli che la strada sia sempre sgombra, cosicchè alla prima difficoltà si sentiranno privi di mezzi… 

     

  9. Il diritto alla strada: in questi tempi i bambini vivono per troppo tempo al chiuso tra quattro mura. Non esistono più giochi di strada, giochi in cortile. Eppure la strada e il cortile, oltre che la Natura, sono stati per secoli i luoghi di crescita e sviluppo dei bambini. Fino a pochissimo tempo fa. Oggi non è più così. La vita dei bambini si svolge a scuola, a casa, in palestra, etc per la maggior parte del tempo, ed è una vita organizzata (come detto al punto 1). Ma la strada è luogo di incontro, di scambio, è palestra sociale ed emotiva…Persino negli stabili dotati di cortile non è più concesso che i bambini vi si incontrino e giochino, perchè “disturbano”… 

     

  10. Il diritto al selvaggio: richiamando alcuni punti già espressi fin qui, ribadiamo l’importanza del contatto con la Natura. Non con il parchetto attrezzato di scivoli e altalene, ma con il parco e il bosco e tutti quei luoghi naturali dove la mano dell’uomo non ha pre-organizzato tutto. Se osserviamo i bambini in Natura, ci rendiamo conto molto facilmente di come quella sia la loro dimensione, di come siano capaci di concentrazione e motivazione nell’esplorare, curiosare, costruire, inventare…Oltre che rappresentare un luogo dove il corpo può essere coinvolto nella sua globalità, rafforzando così la costruzione del Sè del bambino a tutti i livelli (schema corporeo, identità, fiducia in se stesso, autostima, autodeterminazione, auto efficacia, problem solving, etc). 

    “Una delle preoccupazioni che spesso hanno gli adulti nel pensare all’organizzazione degli spazi verdi e’ quella di attrezzarli con arredi, giochi strutturati, proposte organizzate. In realtà lo spazio esterno, il mondo naturale, ha di per sé tutto quanto serve per accendere la curiosità e l’interesse dei bambini: il fuori non ha bisogno di nulla, e già tutto lì. L’adulto può e deve accompagnare il bambino dentro questa infinità di stupori, talvolta spaesante agli occhi attenti dei bambini. C’è un mondo infinito fuori e dentro la terra, tra gli alberi e l’erba, tra cielo e prato. La cosa importante è il tempo: dare e darsi tempo con i bambini, permettere loro di sostare per guardare e vedere, annusare e ascoltare, toccare e capire, provare e riprovare. Ogni esperienza accompagnata da emozione primaria impressa nella mente di adulti e bambini (…). L’esterno, il parco, consente ai bambini di esprimersi spontaneamente con maggiore libertà corporea ed emotiva, stimola la curiosità permettendo di sperimentare la grande varietà di elementi e le loro trasformazioni”  

     

    L. Borghi, L. Fantini, M. Settepassi