La comunicazione umana, sia essa verbale o non verbale, rappresenta lo strumento che ogni individuo, fin dalla nascita, mette in campo per interagire con gli altri. Infatti, essa rappresenta un bisogno fondamentale alla sopravvivenza, nonché un sacrosanto diritto.

Affinché avvenga comunicazione, tuttavia, oltre al desiderio di interagire con l’altro, sono necessari altri due fattori: dei canali di espressione efficaci e condivisi, e dei canali di recezione integri ed integrati.

Nello sviluppo tipico, la crescita di questi tre elementi avviene in modo fluido e naturale, consentendo al bambino di poter disporre di mezzi di interazione comunicativa rapidi e potenti, che gli permettono di stare serenamente all’interno del gruppo sociale di appartenenza, tra pari e adulti di riferimento.

Tuttavia, sono molteplici i fattori che possono intervenire nell’alterare questo delicato equilibrio: periodi di abbassamento dell’udito, ridotte stimolazioni ambientali, inserimento in contesti culturalmente e/o linguisticamente nuovi, situazioni di disagio emotivo,…..fino a vere e proprie alterazioni del neurosviluppo (ritardi cognitivi, alterazioni o assenza di linguaggio, disturbi dello spettro dell’autismo, paralisi cerebrali infantili, disprassie verbali,….).

E’ dunque necessario che Educatori ed Insegnanti, quali figure quotidianamente a stretto contatto con soggetti in rapida evoluzione, e quanto mai bisognosi di comunicare, interagire e sentirsi parte attiva di un gruppo, conoscano e sappiano organizzare sostegni visivi utili sia per sostenere la comprensione verbale che per favorire l’espressione linguistica. Infatti, l’utilizzo di un canale dotato di estrema immediatezza e assolutamente translinguistico come quello visivo permette di supportare, seppure in modo diverso, entrambi queste aree linguistiche, garantendo positive ripercussioni in ambito comunicativo, interattivo, sociale, cognitivo ed emotivo-affettivo.