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di Silvia Iaccarino

 

Per i bambini il corpo è il primo e principale strumento di conoscenza di sé e del mondo. Nel primo anno di vita, di fatto, l’unico.

Ciò significa che è fondamentale per i piccoli poter fare esperienza diretta, in prima persona, delle cose della vita. Non basta guardarle su uno schermo, non basta scorrere un dito su una tavoletta luminosa per apprendere, per costruire il cervello e la mente, per costruire la propria personalità in modo armonico ed equilibrato. Serve la vita vera!

Oggi, invece, vediamo una letterale de-corporeizzazione: i bambini passano sempre più tempo sugli schermi e mancano delle necessarie e fondanti esperienze, sensoriali e corporee, per il loro sano sviluppo.

Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di monitorarne e limitarne l’uso. Il problema è, infatti, l’abuso di tali devices.

Abbiamo una grande responsabilità come adulti nel presidiare questo territorio e orientare i bambini verso esperienze in grado di favorire un forte senso del Sè corporeo, prima di tutto, perché da questo sviluppo deriva anche un buono sviluppo cognitivo.

Come affermato anche nella seguente citazione, i concetti astratti noi possiamo comprenderli, afferrarli, solo se prima di tutto abbiamo fatto esperienze corporee le quali hanno garantito uno sviluppo cerebrale adeguato.

 

 

 

 

Le neuroscienze, infatti, stanno evidenziando come lo sviluppo cognitivo si appoggi in larga parte sullo sviluppo motorio. Ovvero, per diverse nostre operazioni mentali complesse di ordine cognitivo (ma non solo) utilizziamo circuiti neuronali che si sono costituiti grazie alle esperienze motorie che hanno coinvolto il corpo nella sua globalità. 

E allora permettiamo ai bambini di vivere il loro corpo al meglio. Portiamoli fuori, innanzitutto: permettiamo loro di correre, saltare, arrampicarsi, sporcarsi, sperimentare il corpo in tutte le sue possibilità. Permettiamo loro, anche in casa, di darci una mano con le faccende, per esempio: apparecchiare la tavola, caricare la lavatrice, aiutarci in cucina…

Impariamo a tenere a bada le nostre ansie, senza proiettarle sui bambini, affinché essi possano procedere nel loro percorso di crescita in linea con il naturale percorso evolutivo umano. E’ in gioco il loro benessere presente e futuro. Non solo, è in gioco il futuro della società umana stessa…