Seleziona una pagina

 

di Ilenia Schioppetti, Nido famiglia “La casetta delle favole”, Venezia

 

 

Domande. Risposte. Dubbi. Certezze.

Setting. Scelta di materiale. Sembrerebbe una struttura questa. Eppure è una destrutturazione. Il nido non cambia forma. I bambini sono liberi di scegliere. Setting. Per ampliare i materiali a disposizione. Per disfarlo, per ricostruirlo, per sviluppare pensieri, per aggiungere materiali. Per…

Provocazioni. Oggi piccolo e grande.

 

I bambini saranno liberi di rispondere al materiale presente nella stanza ognuno secondo le sue necessità?

Nel gioco libero i bambini saranno davvero liberi di usare o non usare qualsiasi materiale a disposizione nella stanza sia questo proposto o scelto da loro?

Tutti i materiali nella stanza saranno raggiungibili senza il bisogno di chiedere? O dall’esterno interverremo noi dando indicazioni di cosa può essere usato e cosa no.

I bambini saranno liberi di usare qualsiasi materiale proposto nel modo che gli è più affine senza che l’adulto intervenga andandone a stimolare capacità cognitive lontane anni luce dai loro pensieri?

O mostreremo loro come si fa, quando pensiamo che sia necessario.

I bambini saranno liberi di usare in sicurezza tutti i materiali presenti senza che l’adulto ne interrompa il pensiero?

O dovremo intervenire costantemente per metterli in sicurezza perché il materiale proposto non è adatto.

I bambini saranno liberi di muoversi nello spazio, usare il corpo, trasportare i materiali, viverli?

O gli indicheremo come e dove li devono usare.

I materiali proposti potranno essere usati in modo diverso da come noi adulti possiamo prevedere?

O durante l’osservazione interverremo modificando e correggendo.

I bambini saranno liberi di prendere delle decisioni che non ci piacciono?

O saranno fermati perché va bene tutto ma quello proprio no!

I bambini saranno liberi di usare spazi diversi?

Anche se questo vuol dire spostare tutte le cose di un mobile andando ad aggiungere disordine a quello già accumulato?

O li inviteremo a rimanere dove hanno già creato il loro mondo per evitare l’espandersi del disordine.

I materiali proposti daranno luogo ad azioni diverse e inaspettate?

E non solo ad azioni finite.

Saranno concessi ai bambini altri materiali oltre quelli presenti se il loro pensiero ne richiede la necessità?

O gli verrà risposto che c’è già tanta roba fuori, di usare quella!

Sarà garantita la protezione dello spazio personale qualora qualcuno ne abbia esigenza?

O la richiesta di spazio verrà vista come un isolarsi, e quindi evitata.

I bambini avranno spazi personali in cui lavorare?

O siccome i materiali sono di tutti verranno invitati a condividere.

I bambini saranno liberi di portare tutto quello che vogliono nel loro spazio personale?

I bambini saranno liberi di disfare gli spazi per ampliare le loro visuali?

Saranno liberi davvero di vedere le cose dal loro punto di vista? Anche se questo scombussola il nostro!

I bambini saranno liberi di muoversi, creare percorsi, togliersi le calze, i pantaloni costruendo esperienze sensoriali personali?

O gli sarà vietato perché non è il momento!

I bambini saranno liberi davvero di usare tutto, ma proprio tutto, ma proprio tutto il materiale presente nella stanza?

Anche se fuori ce n’è tantissimo? O gli sarà consigliato di riordinare in gioco prima di prenderne un altro!

I bambini saranno liberi di osservare e notare cose senza essere interrotti?

Anche se si tratta di un pezzo di polvere?

O ci preoccuperemo di toglierlo prima.

 
 
 
 

I bambini saranno liberi di continuare a fare un’azione anche quando questa è’ visibilmente impossibile?

O li interromperemo consigliandogli una soluzione.

I bambini saranno liberi di starsene in un angolo a leggere i libri?

Di entrare e uscire dal gioco a loro piacimento?

O li inviteremo a prenderne parte quando vediamo che si allontanano.

I bambini saranno liberi di creare delle barche e di invitarci a viaggiare con loro?

E noi, saremo in grado di entrare in punta di piedi nel loro mondo accondiscendendo alle richieste?

O risponderemo di no perché abbiano tante cose da fare, e ci sono altri bambini con cui giocare.

I bambini saranno liberi di spostare in continuazione il loro mondo?

Anche se l’hanno già spostato tante volte. E nessuna delle volte il materiale è stato riordinato.

I bambini saranno liberi di guardare? Senza muoversi?

O li inviteremo a prendere parte ad un gioco offrendo loro del materiale.

I bambini avranno sempre a disposizione qualcosa per lasciare un segno qualora ne avessero bisogno?

O proporremo altri momenti per farlo.

I bambini saranno liberi di creare delle barche e di invitarci a viaggiare con loro?

E noi, saremo in grado di entrare in punta di piedi nel loro mondo accondiscendendo alle richieste?

O risponderemo di no perché abbiano tante cose da fare, e ci sono altri bambini con cui giocare.

Saremo in grado di rimanere calme e neutre in mezzo ad un disordine che a volte spaventa, riuscendo a leggere proprio in mezzo a quel disordine la vita, le azioni, le scoperte, le crescite, i pensieri, i piani, i progetti, i problemi, le risoluzioni? Saremo in grado di osservare dall’esterno le azioni dei bambini senza fermarle, senza intrometterci, senza inibirle, senza stopparle se non in caso di estremo pericolo? Se la risposta a tutte queste domande e’ si… possiamo parlare di gioco libero. Anche se io preferisco sempre definirla LIBERTÀ DI GIOCO