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L’ambientamento in tre giorni all’asilo nido domiciliare “Il bosco incantato” – Firenze

di Barbara Mencherini

 

A giugno ho incontrato per la prima volta l’ambientamento in tre giorni, su facebook. Ho alzato le sopracciglia per lo stupore, ho storto il naso sospettando una fregatura, sono passata oltre.

In agosto si è aperto un nuovo capitolo. Tra i nuovi iscritti c’è un bimbo di 2 anni con un fratellino in arrivo per fine settembre. La madre manifesta il forte desiderio di accompagnarlo nell’ambientamento. Nel preparare gli ambientamenti ho pensato che se in quell’annuncio di facebook avessi trovato un po’ di pedagogia, forse poteva fare al caso mio. Ho iniziato le ricerche, ho cercato informazioni, letteratura e ho trovato il contatto di Silvia Iaccarino. Le informazioni erano tutte voci entusiaste di educatrici e genitori soddisfattissimi. Ma il materiale in rete è pochissimo. Quasi tutti articoli o interviste su blog. I principi alla base del metodo mi convincevano, ma trovavo tutto troppo positivo. Niente critiche, nessun difetto. Ho deciso di chiedere direttamente a Silvia. In sostanza le ho raccontato quello che avevo letto e quello che credevo di aver capito. Le ho spiegato le mie perplessità. Le sue parole mi hanno fatto abbandonare ogni resistenza e, con la sua assistenza a distanza, ho dato il via alla sperimentazione all’interno del mio asilo nido domiciliare.

A fine agosto ho organizzato un’incontro informativo per i genitori. Ho preparato un libretto contenente gli articoli più significativi scaricati da internet e uno schema dei passaggi del metodo di ambientamento in tre giorni (supervisionato da Silvia). Hanno partecipato i genitori di tre bambini nuovi su quattro nuovi iscritti; la quarta famiglia non era ancora rientrata dalle vacanze; i genitori della bimba frequentante dall’anno precedente non erano disponibili.
Lo abbiamo letto insieme, ho spiegato e approfondito i dettagli. Ho sottolineato le differenze tra metodo tre giorni e ambientamento tradizionale. Ho offerto loro la possibilità di indicare la loro preferenza. In base all’esito della riunione avrei definito il programma di ambientamento.

I genitori presenti si sono subito dati disponibili ad accompagnare i loro bambini con il metodo tre giorni; gli assenti sono stati aggiornati e la nuova famiglia ha accettato con entusiasmo la proposta. La modalità di rientro proposta per la bimba frequentante dall’anno precedente, pensata in versione “tre giorni”, è stata positivamente accolta dai genitori.
C’è stato modo di approfondire ancora il tema in occasione dei colloqui individuali preliminari all’ambientamento. Il primo step prevede l’ingresso contemporaneo di tre nuovi bimbi a cui si aggiungerà, in terza giornata, con tempo corto, la bimba che rientra dall’anno precedente.

Lunedì 4 settembre 2017
 si parte! I preparativi sono stati impegnativi. Molto dal punto di vista emotivo. Negli ultimi giorni sono stata tesa e concentrata in un’unica direzione: il nido. Partendo a pieno regime tutto ha dovuto essere pronto. Tutto, i fondamentali e anche i dettagli.
…

Come ogni anno, ambientamento è: riconoscere i bisogni e aggiustare la scena programmare ogni giorno ed essere disposti a ripensare tutto, accudire ogni bambino ed ogni esigenza individuale. Qualunque sia il metodo “aggiustare i programmi e rimodulare” diventa quotidianità.

Alla fine del primo giorno di frequenza accompagnata dai genitori, la positività mi ha travolta e al tempo stesso mi ha ripagata e rilassata. Non era proprio scontato che il nido domiciliare fosse adeguato a vivere questo tipo di esperienza. I messaggi scambiati nel pomeriggio con le mamme hanno alimentato la mia fiducia:

Io: Mi viene una frase difficile da esprimere ma importante per tutti noi.
Stiamo vivendo un’esperienza emotivamente molto impegnativa, perciò vi chiedo di ascoltarvi senza timore. I sentimenti non emergono per caso e in questo spazio e in questo momento ci possiamo fermare a leggerli insieme, rispettando ciascuno di essi, se volete


Mamma S.: Per me è veramente un’esperienza importante. Vedere la mia piccola rapportarsi con altre persone con le quali poi passerà del tempo senza di me mi suscita tante diverse emozioni e gioie perché è come se mi crescesse sotto gli occhi ancor più veloce che mai …..Non sono preoccupata anzi sono fiduciosa e positiva , migliorerà in tante cose e crescerà 


Io: Grazie S.

Mamma S.: Grazie a te, grazie a Simona 


Mamma V.: Oggi è stata una giornata positiva per me e anche per V., sicuramente facilitata dal fatto che erano solo due bimbi e con noi mamme, vediamo come reagisce nei prossimi giorni, ma sono fiduciosa ed ottimista…Grazie del pensiero. A domani

Io: Grazie

Mi sono confrontata con il mio gruppo di coordinamento pedagogico composto dalla coordinatrice e altri 5 educatori/titolari di asilo nido domiciliare. I dubbi emersi sono stati:

– da non distacco a distacco totale, non sarà troppo? magari si potrebbe mediare, su questo?
– in uno spazio piccolo come i nostri, può essere un numero di persone gestibile?
– va bene per il genitore tipo svedese, ma sarà adeguato per il genitore italiano?

Oltre ai dubbi sono stati riconosciuti tutti i notevoli vantaggi relativi alla costruzione del legame tra adulti
. In quella data non potevo affermare con certezza se il nido fosse adatto al metodo 3 giorni o se il metodo 3 giorni dovesse essere in parte modificato per il nido. Allora non vedevo criticità da correggere. Era il terzo giorno.

In parallelo, quotidianamente, aggiorno Silvia:  “Oggi è il ‘grande giorno’..vediamo come va.”

SilviaTieni presente che, se necessario, potrete allungare un po’ i tempi mantenendo ancora il genitore in affiancamento al bambino. L’importante è che ciò non passi al bambino l’idea che il nido è un posto “spiacevole” dove deve sempre essere accompagnato (ciò lo intendo principalmente da parte del genitore). La modalità di inserimento in 3 gg è altamente flessibile e ciascuno la può adattare in base al proprio contesto. Non c’è un unico modo di attivare questo approccio. 

h. 07:28, rispondo: “Tieni presente che, se necessario, potrete allungare un po’ i tempi mantenendo ancora il genitore in affiancamento al bambino” …. significa che se il saluto è troppo carico di tensione faccio entrare per un po’ il genitore che dopo se ne andrà? Esempio: restando per il buongiorno e poi saluto? O si attiva direttamente il 4 giorno insieme?
Immagino che per ogni coppia in ambientamento sia diverso, ma dicendo che 3 giorni sono sufficienti si può intendere che il saluto non sarà faticoso o che sarà di una fatica contenibile?
Grazie per questo inizio giornata didattico  :)”

Silvia: sì, l’idea sarebbe entra ancora per un po’ poi il genitore se ne va. Da valutare se attivare l’intera giornata…inizierei a ragionare, se necessario, sul “resto per il buongiorno e poi vado”.
Ovviamente non aspettarti che non ci siano reazioni da parte dei bambini! potrebbero certamente piangere, ci sarete voi a sostenerli e consolarli, l’inserimento in 3 gg non è “miracoloso”! 😉 

 

CONTINUA