L’ambientamento in 3 giorni: una testimonianza – SECONDA PARTE

Nido

L’ambientamento in tre giorni all’asilo nido domiciliare “Il bosco incantato” – Firenze

di Barbara Mencherini

CONTINUA

Il quarto giorno è stato piuttosto sereno.  Per oggi sono molto sollevata di aver riposto fiducia in questo metodo.

Sms con Silvia
Io:Il metodo 3 giorni non è il miracoloso ma ci si avvicina parecchio =)) sta andando tutto molto bene


Silvia: Sono molto contenta!!


Io: E io molto sollevata. Anche perché posso rassicurare gli incerti avendo toccato con mano. Ci sentiamo domani


Messaggi dai genitori:

Mamma S.: Buongiorno a tutti. Ieri sera la M. batteva le dita e poi i pugni sul tappeto e rideva a più non posso ; fantastica la canzoncina del buongiorno !!!! 
Buon lavoro e buona giornata a tutti

Io: Grazie S.! Questa è una grande carica in previsione di oggi.

Quarto giorno (pensieri di notte)
Oggi il diario è molto lungo. 
Semplicemente costituito da report giornalieri che sembrano quelli di un ordinario … settimo? Ottavo? Nono? Chissà quale giorno di un ambientamento tradizionale. Siamo già molto più vicini ai giorni del consolidamento! 
Faccio questo lavoro da molti anni, da sempre direi. Il mio nido funziona da 5 anni. Le mie figlie, mio marito, mia madre che spesso fa da spalla a casa nostra, soprattutto quando sono più presa, tutti loro mi guardano con occhi increduli. Guardano questi bimbi tranquilli e si stupiscono. Tutto questo è positivamente anomalo e costruttivo. Questo risuonare di canti e giochi per la maggior parte della giornata lascia vibrare corde meno tese, corde non in emergenza, corde che si stanno legando con dolcezza. Si formano nodi che diventano ogni giorno più forti. Mi viene l’immagine dei bimbi portati in fascia. Anzi direi che mi torna questa immagine perché me la sono già trovata nei pensieri elaborando il progetto. I bimbi portati, certi delle sicurezze che il contatto con il genitore gli ha trasmesso, ad un certo punto scendono dalla fascia e decidono di camminare da soli, correndo o lasciandosi tenere la mano, ma comunque sicuri del loro desiderio. L’ambientamento in 3 giorni è la fascia che accompagna il passaggio da casa a nido e dai genitori agli educatori. È il sostegno emotivo che rinforza il piccolo, rassicura il genitore e agevola la nuova figura di riferimento. Io mi sento diversa, in allerta certo, per cogliere tutto, ma serena, positiva e leggera.
 Sto galleggiando su questo successo, ma con i piedi ben piantati per terra. I 2 (soli) bimbi dell’ambientamento speciale sono di facile gestione (o lo sono grazie all’ambientamento speciale?) e sono un numero piccolissimo, un paragone da nulla. Però hanno il valore dei primi due, i casi da confermare, l’esperienza fatta. 
Ci sarà sicuramente una terza “coppia 3 giorni” e forse una quarta, con le quali aggiungerò materiale alla valigia.
 Per quello che ho ricevuto fin qui sono molto contenta di aver provato.

L’esperienza fatta, anche e soprattutto di relazione, cresce …

 

Sabato 16 settembre, @ a tutti i genitori

Mamma B.: 
Alla fine di questi quattro giorni di inserimento… ecco … mi sento di dirvi grazie! Grazie per l’accoglienza e per  la bella esperienza che ha permesso anche a noi mamme di esserci, di vivere anche noi un po’ di quello che vivono e vivranno i nostri cuccioli .

Io: alla fine di queste due settimane di ambientamento io dico grazie a voi per aver accolto la proposta del metodo tre giorni. Nei prossimi giorni inizierà un nuovo periodo di assestamento, osservazione, valutazione. Ci saranno momenti travolti dalle emozioni e momenti di lavoro obiettivo di valutazione dei traguardi raggiunti, dei pro dei contro, dei miglioramenti e degli aggiustamenti.
 Visto la passione con cui fin da subito Silvia Iaccarino ci seguiti da dietro le quinte, ci tengo a restituirle la nostra esperienza. Questo servirà ad ampliare la sua conoscenza del tema anche negli aspetti che più lo caratterizzano e lo differenziano all’interno del nido domiciliare. Sarà una restituzione fatta di diari quotidiani, domande che hanno trovato risposte, tecnicismi e emozioni. 
Se volete partecipare con la vostra personale esperienza potete scriverla o raccontarmela. Può rimanere privata o amalgamarsi con tutto il resto. Sono curiosa di capire se fra voi genitori è emerso quello che (in teoria) mi aspettavo. A dire il vero credo di si!
 Ci aspettano ancora giorni impegnativi, ma credo che insieme abbiamo costruito buone fondamenta
.Buon fine settimana di riposo e recupero

Mamma S.: Ciao Barbara, prima di iniziare l’inserimento avevo un po’ paura che la M. non si staccasse facilmente dal suo ambiente familiare e quindi non riuscisse a giocare interagire ecc ecc ; piange e piangerà ancora tante altre volte ma io la vedo serena , allegra e la sera quando finalmente riesco a passare un po’ di tempo con lei vedo che sta crescendo anche nel modo di giocare con me … batte le manine in terra ( imita la canzone del buongiorno ) batte i pugni e ride ride …. questo mi fa capire che è serena, che ho fatto bene a fidarmi di voi. Per me è molto importante essere tranquilla di saperla nel “posto giusto ” perché lavorando tutto il giorno ho bisogno di essere tranquilla anche io. Quindi ti rinnovo i miei “complimenti ” e sono felice di aver scelto il tuo asilo . Buona giornata

Io: Grazie S.. Per ogni bambino c’è un lavoro da fare e ogni bambino ha il suo lavoro da fare. Adesso la serenità comincia a farsi spazio e noi abbiamo tutto da imparare … giocando

. Buon riposo e fine settimana

Mercoledì 20 settembre, Whattsapp con Silvia

(Un bimbo va in crisi e la mia fiducia nel metodo inizia a vacillare)

Io: Buondì, V. dopo aver iniziato il nido il 4 settembre fino a mercoledì della sua seconda settimana è crollato sotto raffreddore e febbre. 
Rientrato oggi è stato in crisi piena dall’arrivo in poi. Niente lo ha distolto dal pensiero mamma. Considerando i giorni precedenti, direi che è rientrato come se non avesse interrotto. Infatti, in seconda settimana stava già scivolando verso la crisi. Perciò non ho voluto forzare la mano con la nanna. Avendo la mamma disponibile (e ancora col pancione), l’ho mandato a casa dopo pranzo 
… capita anche questo nell’ordinario dell’ambientamento in tre giorni?
 Credo che ogni bimbo abbia i suoi tempi e che V. non avrebbe avuto un percorso diverso con l’ambientamento tradizionale.
 Perciò penso che il 3 giorni abbia notevoli vantaggi ma non ci fa camminare sulle acque. Non sono critica, sto riflettendo. Mi ero illusa che potesse attenuare questo tipo di aspetti; che l’iniezione di fiducia iniziale facesse da vaccino. E siccome sono un’ottimista, ora spero stia formando una bella massa di anticorpi.

Silvia: grazie Barbara come sempre dei tuoi aggiornamenti! Forse il mio entusiasmo nel parlarne crea l’aspettativa che sia miracolistico, cosa che non è, ovviamente…
condivido con te che comunque ogni bambino ha un suo percorso e confido a mia volta nella creazione degli anticorpi! A presto cara e un abbraccio





h 22, metto insieme i pensieri:
 

1) L’accettazione della separazione all’arrivo è andata a buon fine per V., L. e M.B.; Ma. ha lievi difficoltà al distacco ma si lascia attrarre facilmente da giochi e situazioni.

2) I genitori sono molto gratificati da questa full immersion. Anche la mamma di M.B., che in più di un’occasione ho trovato in difficoltà di fronte al comportamento della figlia

3) Assistere alle dinamiche genitore-figlio dà un notevole aiuto a conoscere i bambini, il genitore e il suo stile educativo

4) Assistere ad un diverso stile educativo stimola il genitore e l’educatore

5) Affrontare i primi tre giorni totalmente affiancati risparmia ai bimbi la fatica di sopportare il (a volte forte) senso di smarrimento e riduce nei giorni successivi l’ansia da separazione perché hanno già un bagaglio di conoscenze acquisite

6) Il punto 5 non esclude che la crisi per la presa di coscienza non si manifesti più o meno forte nei giorni successivi

7) Il punto 5 non esclude che le modalità di frequenza preventivate risultino non praticabili. Pertanto, come può capitare di modificare, allungando i tempi, durante un ambientamento tradizionale, può capitare di dover aggiustare alcuni aspetti organizzativi dopo i primi tre giorni

8) I bimbi hanno la stessa reazione all’ambientamento con entrambe le modalità? Credo che L., V. e Ma. avrebbero dato le stesse risposte. M. B. forse no. A posteriori è ancora incerta la risposta. Scegliendo una qualunque delle due strade è sempre nel presente che scorre la carreggiata. Le opzioni sull’altra scelta restano solo ipotesi. Non so decidere se l’allungare i tempi sia così determinante.

9) La letteratura scaricata da internet consiste in esperienze raccontate da genitori e succinte illustrazioni del metodo. Traspare una positività che non lascia presagire un critico dopo. Non c’è scritto che l’accompagnamento parentale non vale come “buono sconto difficoltà successive”.
 Se dal punto di vista dei genitori e dell’educatore si vedono molti vantaggi e ho riscontrato che quanto mi aspettavo era ottenibile, dal punto di vista del bambino vedo due pro: non affronta il nuovo da solo; può riconoscere quello che ha intorno quando il genitore non è più al nido

10) Avendo i genitori al nido la fatica dell’educatore è “solo” organizzativa e il carico emotivo  è infinitamente inferiore rispetto al tradizionale

11) Avere i genitori al nido permette di captare suggerimenti spendibili quando si diviene l’adulto di riferimento
.

Sabato 30 settembre, riflessioni @ con il coordinamento
Dopo l’entusiasmo iniziale ho avuto bisogno di un tempo di riflessione. Ora posso scrivere di nuovo.

Leggendo quel poco che si trova ho avuto l’impressione, per quanto incredula e con il desiderio di verificare, che i 3 giorni fossero risolutivi. Pareva che avessero la capacità magica di alleviare sofferenze. Trovo invece che la disillusione mi abbia riportato una realtà meno leggera, ma carica di considerazioni che mi fanno comunque arrivare a dire “lo rifarei”
. Di fronte alla naturale e consueta reazione dei bambini (pianto, disperazione, inquietudine, …) ho avuto un attimo di sbandamento. Dubbi pesanti si sono fatti avanti. Ho iniziato ad osservare, riflettere e valutare. Pro e contro sono stati incasellati e se dovesse uscirne un articolo ci sarà un paragrafo dedicato al dopo 3 giorni.
 Mi sono chiesta: ma i bambini ci guadagnano o subiscono una organizzazione che porta indubbi (e verificati) vantaggi a genitori e educatori?
 Tengo ben presente che la mia esperienza si basa su numeri davvero limitati e variabili che si sono presentate puntualmente come ogni anno educativo, ma anche su un’esperienza di diversi anni di gestione degli ambientamenti tradizionali. 
Quello che ho raccolto mi porta a pensare che ogni bambino farà il proprio percorso e avrà da affrontare il proprio ciclone emotivo. Per alcuni, i meno sereni, i meno forti, i più dipendenti sarà una strada più lunga e faticosa con entrambe le tipologie di ambientamento. Però chi avrà fatto un ambientamento tradizionale avrà goduto “solo” della gradualità. Il bambino che avrà vissuto i tre giorni avrà goduto dell’essere accompagnato molto a lungo dal genitore e aver condiviso questi importantissimi primi momenti senza la separazione. Avrà mostrato con spontaneità se stesso all’educatrice che, con delicatezza, ha la possibilità di inserirsi come nuovo elemento e di stare in osservazione. La raccolta di questi giorni aggiungerà molti elementi a quelli emersi nei colloqui preliminari. Le sensazioni acquistano concretezza. Certe risposte chiariscono la domanda a monte. Si accumula un bagaglio formidabile da sfruttare nei giorni successivi. Con alcuni genitori scattano facilmente la complicità, la collaborazione e si accende una relazione chiara. Il genitore che avrà vissuto i tre giorni si porta a casa tanto e avrà tanto da restituire perché il vissuto tocca la pelle e scivola dentro per poi far vibrare corde che non tutti sanno di avere. L’educatore si trova a collaborare con genitori più consapevoli.
Il convivere quei tre giorni in aggiunta ai colloqui individuali, mi hanno aiutata a chiarirmi le idee. Tutto quello che potevo “prevedere” come modalità di reazione dei singoli bambini (e che ho riscontrato) sarebbe successo anche dopo le 2 settimane tradizionali. 
Insomma l’ambientamento è un momento destabilizzante e di stabilizzazione in divenire, ma il metodo tre giorni conferma tutti i vantaggi che mi aveva anticipato.

Quest’ultima riflessione ha praticamente chiuso un lungo periodo di pensieri, dubbi, ricerche, illusioni, disillusioni, conferme e crescita professionale. Nei giorni successivi sono stata presa da studiar rimedi a crisi importanti. E ora quella prima esperienza, travolgente ed impegnativa, è dentro il mio nido e dentro di me, messa a dimora ma condivisa e pronta ad essere rinnovata.

Argomenti:

Qualche suggerimento di lettura…

0
    0
    Carrello
    Il tuo carrello è vuotoTorna all'hompage