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di Melania Cavalli, arteterapeuta

 

 

 

“Noi vediamo o che gli individui vivono creativamente e trovano che la vita reale vale la pena di essere vissuta o che non possono vivere in maniera creativa e dubitano del valore di vivere. Questa variabile negli essere umani è direttamente in rapporto alla qualità e alla quantità di opportunità ambientali all’inizio e nelle prime fasi di vita di ciascun bambino”

Donald Winniccott

 

Lo scarabocchio è la prima manifestazione artistica nel bambino, il suo mondo che si traduce in linee. Prendere in mano un pennarello e lasciare un segno, trasformare un cerchio in un pesce con un semplice pastello. Lo scarabocchio è la nascita del segno.

La nascita del segno

Il bambino, già dai primi mesi di vita, osserva la realtà che lo circonda e cerca di intereagire con essa. La sua mano è percepita all’ inizio come esterma, viene poi man mano percepita come parte di sé. Le mani diventano strumento di esplorazione e di comunicazione con il mondo.
Le prime tracce grafiche del bambino sono create con saliva, cibo, acqua e sabbia, per esempio. In questa fase, possiamo osservare nel bambino il piacere di sporcare unito al desiderio di lasciare una traccia. Affinché egli possa essere facilitato nella suo percorso di sviluppo grafico, ha bisogno di sperimentare stimolazioni ambientali favorevoli. I bambini che vivono in ambienti privi di stimoli sono poco motivati, a differenza di quelli che hanno la fortuna di avere intorno a sè situazioni facilitanti, che possono dare vita alla comparsa delle prime tracce in età precoce, anche a sei, otto mesi.

Lo stadio dello scarabocchio

Stadio che va dia dicitotto mesi ai due anni. I primi scarabocchi sono spontanei, in quanto nessuno insegna ai bambini a scarabocchiare. I risultati di queste prime tracce sono molto variabili. Esistono varie teorie le quali concludono che lo scarabocchio registri il movimento del braccio. Gli scarabocchi sono il primo passo di avvicinamento al concetto di linee e forme sulla carta e i bambini possono rappresentare oggetti del loro ambiente. All’inizio i movimenti sono molto grossolani poi diventano sempre più raffinati (questo stadio dello sviluppo artistico corrisponde con l’ultima parte del periodo definito senso motorio nello sviluppo cognitivo e anche con l’inizio di quello preoperativo).

Vari studiosi (Lowenfeld 1947 ) hanno tentato di organizzare gli scarabocchi in questi stadi:

Disordinati (caotici e disorganizzati);

Longitudinali;

Circolari ( che richiedono un controllo maggiore);

Significanti ( passaggio dalla fase cinestetica al quella simbolica)

Rhoda Kellog (1968) ha compiuto studi approfonditi sull’attività grafica infantile e considera gli scarabocchi immagini importanti per lo sviluppo successivo: ipotizza due tipi di scarabocchi: loop e cerchi (movimenti circolari) e linee parallele. La ricerca condotta dall’autrice si basa sullo studio e l’analisi di circa un milione di disegni e scarabocchi eseguiti da bambini di tutto il mondo, dai due agli otto anni.

Tra i tre e i quattro anni

Dopo i due tre anni i bambini arrivano allo stadio simbolico e cominciano ad attribuire un significato agli scarabocchi e possono inventare storie. Chi lavora con i bambini sa quanta fantasia e immaginazione sono capaci di avere.
Verso i tre o quattro anni oltre agli scarabocchi iniziano a comparire anche forme come i mandala ( forme circolari, disegni o motivi )

Interpretazione degli scarabocchi

Il gesto che accompagna lo scarabocchio può darci informazioni sul bambino. Scarabocchi delicati per temperamenti più dolci o segni che bucano i fogli quando l’energia è troppa. Secondo la Oliverio Ferraris (1973) le linee da sole possono esprimere stati emotivi come la tristezza, depressione, gaiezza, fatica o sicurezza: un tipo di scarabocchio con linee spezzate, intersecate, può manifestare un vissuto di rabbia o collera, mentre un tracciato buono caratterizzato da linee curve,arrotondate può corrispondere a vissuti
di tranquillità e soddisfazione.

Aiutare i bambini a disegnare

Come aiutarli quando sono cosi piccoli attraverso i materiali artistici ?

1) Creando uno spazio per loro nella casa dove possano disegnare con tranquillità (un semplice foglio, che puo essere piccolo oppure formato un metro per un metro sul pavimento, a seconda del bambino e delle sue esigenze);

2) Offrendo matitone o pennarelli di vario tipo con colori vivaci;

3) Valorizzando i loro piccoli prodotti artistici appendendoli. Questo semplice gesto aumenta la loro autostima.

4) Standogli vicino quando disegnano e magari scarabocchiando con loro sullo stesso foglio (se gradiscono);

Gli scarabocchi sono storie: l’inizio, l’anello di una lunga catena, come diceva Arno Stern, di piccole o grandi storie che hanno bisogno di essere ascoltate.

 

 

Bibliografia

Capire i disegni infantili di Cathy A. Malchiodi;  Centro Scientifico Editore

Il significato del disegno infantile di Anna Oliverio Ferraris; Bollati Boringhieri

Lo scarabocchio al nido. Emozioni e tracce grafiche di Fiorella Monti, Ramona Fava, Barbara Luppi; edizioni Junior