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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

La gentilezza come valore educativo

  di Silvia Iaccarino   Oggi parto da questa citazione che trovo molto bella 😍😍     Ci dà il senso di quanto sia importante il modo in cui ci rapportiamo ai bambini anche nell’uso del nostro linguaggio verbale… Dire a un bambino, per esempio, “sei cattivo”, “sei monello”, “sei un pasticcione”, etc. comporta il costruire in lui un’immagine di sé negativa, che andrà ad impattare sulla sua autostima. E poiché noi ci muoviamo nel mondo in base a come pensiamo di essere, è chiaro che più abbiamo una buona opinione di noi stessi, meglio è.  Infatti, le parole e i giudizi che, fin da piccoli, ci vengono trasmessi, diventano il nostro dialogo interno, il modo in cui noi stessi ci parliamo nella nostra mente. Penseremo pertanto  di noi idee...

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Quando i genitori si separano…come gestire l’evento coi bambini? SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino   Nella prima parte dell’articolo ci siamo soffermati su cosa dire ai bambini quando i genitori si separano.  Qui vediamo, invece, alcune utili indicazioni per la fase successiva.  In primis, i bambini hanno bisogno di sapere che, anche se i genitori non vivono più insieme, saranno sempre e comunque presenti nella loro vita, a prescindere da tutto. Ciò significa che essi necessitano di continuare a godere di una stabile sicurezza affettiva, potendo vedere con continuità mamma e papà  (sebbene nei tempi e modi che verranno decisi durante il processo di separazione).  Il fatto che il bambino transiti su due abitazioni differenti può essere una risorsa e non obbligatoriamente uno svantaggio: sarà compito degli adulti focalizzare i punti di forza della situazione ed...

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Quando i genitori si separano…come gestire l’evento coi bambini? PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino     Sono sempre più frequenti le situazioni di separazione e divorzio nelle coppie con bambini anche molto piccoli, per i più svariati motivi che non analizzeremo in questa sede.  Contrariamente alle credenze abituali, la separazione/divorzio non per forza rappresenta un evento traumatico nel percorso di vita di un bambino (vedi anche questo mio altro articolo), sebbene sia indubbiamente un evento triste e spiacevole: che il piccolo viva emozioni dolorose è indubbio, ma ciò NON significa automaticamente che egli sia traumatizzato. Il trauma accade quando i vissuti “spiacevoli” non possono essere pensati ed elaborati per poter essere superati. Ma, se debitamente accompagnati sul piano emotivo, i piccoli possono affrontare pressoché qualsiasi esperienza. L’importante...

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Dov’è finito “sbagliando si impara”?

  di Alice Bonello, psicomotricista funzionale, pedagogista   “Chiudiamo gli occhi e iniziamo a guardare” A. Catalano   Spesso e volentieri dietro ai modi di dire si nascondono grandi verità, tramandate di generazione in generazione. Ognuno di noi è cresciuto con nonni o genitori che all’occorrenza si affidavano a proverbi o modi di dire per spiegarci concetti o verità assodate, da prendere e considerare come realtà assolute: dei veri e propri assiomi che non lasciavano possibilità di replica!!!  “Sbagliando si impara” è uno fra i tanti… ma in questo momento socio-educativo ne sento professionalmente un po’ la mancanza. Dov’è finita la consapevolezza profonda che l’errore è maestro di vita? Negli ultimi anni questo viene visto troppo spesso con sospetto,...

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Bambini e animali: un rapporto speciale

  di Silvia Iaccarino   Il legame tra umani e animali è speciale, lo sappiamo. E per i bambini può rappresentare, fin da molto piccoli, una grande risorsa in tanti frangenti. Ancora di più per i bambini altamente sensibili di cui spesso parlo, i quali con gli animali hanno un rapporto molto intenso. Avere un animale domestico con cui relazionarsi può sostenere lo sviluppo infantile in molti modi. In particolare, tra le altre cose, il bambino può: – imparare ad essere empatico e sviluppare un senso di responsabilità nel prendersi cura del suo cucciolo, con un impatto positivo anche sulla sua autostima; – beneficiare di minore stress e maggiore calma e tranquillità in quanto accarezzare un animale ha un potente effetto calmante, grazie al rilascio di endorfine e altri ormoni...

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Prevenire il burnout secondo il metodo inRELAZIONE

Prevenire il burnout secondo il metodo inRELAZIONE. Consapevolezza, qualità delle relazioni, condivisione in gruppo   di Ornella Cavalluzzi e Chiara Degli Esposti, psicologhe e psicoterapeute, ideatrici del metodo inRelazione     Il malessere presente nel sistema scolastico rispecchia la società in cui viviamo, una società performante, individualista che spinge all’isolamento e al disinvestimento nelle relazioni. Vivere in un contesto sociale fortemente individualista stimola la competitività in ogni ambito della nostra vita e comporta l’interruzione del circuito empatico che è alla base delle relazioni umane. In ambito scolastico il malessere è spesso evidente e tangibile: i casi di maltrattamento sono sempre più frequenti e risulta essere in forte aumento la sindrome di burnout tra gli...

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L’interazione tra il bambino e il contesto: una breve riflessione

  di Silvia Iaccarino   Partendo dalla seguente citazione vorrei fare qui una breve riflessione     Credo sia davvero un pensiero profondo e su cui dovremmo soffermarci molto a riflettere, genitori/familiari dei bambini e professionisti. La prospettiva interazionista evidenzia l’aspetto fondamentale dell’influenza dell’ambiente (inteso in senso ampio, quindi anche relazionale) sui comportamenti dei bambini: “Abbracciare questa visione delle cose significa smetterla di pensare ai problemi come radicati ‘nel bambino’ per cominciare a valutarli in termini di ‘bambino nel contesto’” B. K. Keogh Dovremmo allora sempre chiederci, a casa come al Nido/Scuola: “cosa sta succedendo (o è successo) nell’ambiente affinché il bambino si comportasse così?”. I...

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Bambino ideale, bambino reale

  di Silvia Iaccarino   Lo scarto tra il bambino ideale, il bambino che abbiamo in mente e il bambino reale che sta davanti a noi può essere molto grande, a volte. Altre volte lo è meno, ma comunque esiste.     Riflettere su immagine reale e ideale del bambino, per arrivare ad accettare quello che è il bambino in carne e ossa che abbiamo davanti è basilare per poter lavorare (genitore o professionista) con maggiore lucidità e libertà di pensiero sul bambino stesso e sulle situazioni. Altrimenti le nostre interpretazioni del comportamento del bambino e le nostre reazioni emotive saranno “inquinate” dalla delusione per non avere davanti il bambino sognato. E lo stesso vale nei confronti di noi adulti stessi. Creiamo un ideale di noi come “buoni genitori/educatori” e...

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L’educazione può cambiare il mondo…

  di Silvia Iaccarino   Come l’educazione può cambiare il mondo?       Con questa citazione possiamo riflettere su come, in questo periodo storico, stiamo iniziando finalmente a renderci conto che la “pedagogia nera” può e deve essere superata se vogliamo un mondo diverso, un mondo migliore. Per secoli la “pedagogia nera” ha permeato le prassi “educative” degli adulti con un’idea di bambino “selvaggio”, “da raddrizzare fin da piccolo” (anche a suon di botte), che deve imparare subito “chi comanda”, che “non può averle vinte”, etc. E con un’idea di “mondo” ostile e difficile, per cui ti devi fare la pelle dura fin da piccolo per essere pronto a farvi fronte. E allora al bando...

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I bambini e le faccende domestiche

  di Silvia Iaccarino   E’ importante coinvolgere fin da molto piccoli i bambini nei mestieri, sia a casa che nelle strutture educative. Nel metodo Montessori, per esempio, le attività di “vita pratica” sono uno dei pilastri del metodo stesso. Ma, a prescindere da ogni metodo, per i bambini è gratificante poter contribuire alla vita di casa/del nido/della scuola, risponde al loro bisogno di “ordine” dei primi anni di vita, responsabilizza, favorisce l’apprendimento a tutti i livelli, li aiuta a sentirsi “grandi” e “padroni di sè”, supportando lo sviluppo di una buona autostima e dell’autoefficacia (“sono in grado di modificare il mondo secondo la mia volontà”). E voi? A casa, al nido, a scuola come coinvolgete...

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L’importanza di rispettare i tempi dei bambini

  di Silvia Iaccarino   Nel rapporto con i bambini, molto spesso, gli adulti di oggi tendono ad aspettarsi risultati piuttosto rapidi a fronte delle loro azioni educative. Si tende cioe’ a pensare che essi velocemente siano in grado di mettere in atto i suggerimenti e le indicazioni di corretto comportamento che gli forniamo. Ma non funziona così. Il percorso di crescita umano richiede tempi ampi e distesi affinché il programma genetico, in stretta connessione con l’ambiente, si dispieghi. Se piantiamo oggi un albero da frutta, passerà molto tempo prima che inizi a fruttificare. Nel frattempo dovremmo avere in mente che il nostro ruolo è come quello del giardiniere: ci occupiamo di quanto abbiamo piantato, fertilizzando il terreno, bagnandolo, estirpando le erbacce, proteggendo dalle...

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Linee guida sull’uso del digitale 0-6 anni

  di Silvia Iaccarino   Uno studio incrociato relativo alle abitudini tecnologiche di 350 bambini tra i 6 mesi e i 4 anni ha evidenziato che il 96,6% di loro utilizza i DD (digital devices). La maggior parte di essi (92,2%) ha iniziato ad utilizzarli prima dell’anno di età. E a due anni molti utilizzano quotidianamente gli schermi. Non si tratta certo di demonizzare la tecnologia ma è un dato di fatto che innumerevoli studi evidenziano i rischi per lo sviluppo dei bambini in età precoce, in quanto i loro sistemi non sono ancora maturi. I pediatri italiani, in linea con la AAP (America Academy of Pediatrics), evidenziano le seguenti principali linee guida per limitare gli effetti negativi dell’esposizione agli schermi in età precoce:     Altre indicazioni pratiche sull’uso del...

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Fammi giocare solo per gioco…

  di Silvia Iaccarino   Abbiamo perso l’idea del piacere di giocare fine a se stesso e continuamente proponiamo attività e stimolazioni ai bambini finalizzate all’apprendimento, sovraccaricandoli così di informazioni e rischiando che ciò susciti in loro una precoce ansia da prestazione.       Ci aspettiamo che non ci deludano, che imparino, che si divertano, che siano sempre al top…Non solo, se un bambino gioca per conto suo, subito ci preoccupiamo perchè non sta socializzando, quando invece è un innato bisogno umano (e vale anche per noi adulti) lo stare per conto proprio. Giocare da soli non va quindi sempre e comunque letto come segno di disagio, bassa autostima, depressione o quant’altro (a volte può esserlo, ma non sempre). Anzi, semmai possiamo leggere la...

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Il gioco libero dei bambini si è estinto?

  di Silvia Iaccarino     Se masticate l’inglese o lo leggete coi sottotitoli merita veramente di investire 16′ del proprio tempo per guardare questo video relativo a uno speech di Peter Gray: https://www.youtube.com/watch?t=1s&v=Bg-GEzM7iTk&app=desktop Ne faccio comunque qui una sintesi. Peter Gray da tempo sta portando avanti una sensibilizzazione significativa rispetto al tema del gioco dei bambini evidenziando come, dagli anni ’50 ad oggi, abbiamo rubato loro, pezzo per pezzo, tempo di gioco libero ed auto-diretto a favore della scuola, o comunque tempo organizzato e sotto il controllo adulto. Egli evidenzia come, a causa della diminuzione del tempo dedicato al gioco libero, per contro è in aumento la depressione infantile, l’ansia, il narcisismo, la...

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Dalle cure all’autonomia: lavarsi le mani

  di Sara Blesio, pedagogista     Le cure, si sa, sono estremamente importanti nel contesto dell’asilo nido. Attraverso quei gesti lenti, che esprimono tenerezza e rispetto, infatti, l’educatrice crea e mantiene un’intesa speciale con il bambino consentendo a quest’ultimo di sentirsi prezioso, amato e protetto. Prendersi cura di un bambino però è molto più di questo. Significa costruire una relazione di fiducia reciproca che si consolida giorno per giorno a fronte di uno scrupoloso lavoro di conoscenza dell’altro. Responsabile di ciò, l’educatrice è chiamata ad accorgersi di quali siano i bisogni e le competenze del bambino e di come questi cambino, in un’ottica costante di ascolto e aiuto. Prendersi cura di un bambino allora significa non soltanto procurargli benessere, ma anche capire...

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Le bugie dei bambini: sono davvero tanto negative?

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     Ogniqualvolta un bambino racconta una bugia, gli adulti si allarmano e si agitano pensando subito ad un affronto personale, ma se si cambiasse punto di vista si scoprirebbe che non c’è alcun fine (almeno iniziale) malevolo dietro a quelle “false” affermazioni.  Trattare e concepire i bambini come essere umani non equivale a pensarli e a relazionarsi con loro come se fossero adulti, per cui è necessario smantellare alcune convinzioni che li riguardano per capire fino in fondo cosa accade quando dicono una “bugia”. I bambini non hanno cattive intenzioni, agiscono per emulazione, sono in posizione di continua recezione e assimilazione di informazioni, apprendono per prove ed errori, testano incessantemente i propri e altrui limiti, cercano di...

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Buongiorno genitori…

  di Alice Bonello, psicomotricista funzionale, pedagogista     Da sempre e, sicuramente, per sempre i neo-genitori si domandano se saranno in grado di essere “il genitore perfetto”, se e quali errori commetteranno, e se riusciranno a capire a dovere la necessità dei loro pargoletti.  Niente paura… Non sarete genitori perfetti, commetterete molti errori, e capirete a singhiozzo ciò che i vostri figli vi chiederanno (e la cosa peggiorerà con l’adolescenza). Ma va bene così… perchè il bello dell’essere genitori sta proprio qui: nell’insegnare al bambino che la perfezione non esiste; che anche gli adulti sono fonte sempre rinnovata di errori e che per riuscire a capirsi si fa una fatica nera! 😉 Nella genitorialità viene a galla tutta la fragilità...

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Goccia dopo goccia

  di Elisa Pierri, Il mio Nido – Treviglio     I percorsi di outdoor education partono tutti dall’ascolto…ogni genitore ha una storia da raccontare, spesso una paura. Lasciare i propri figli all’aria aperta spaventa molto ma, se noi riuscissimo a parlare al bambino che siamo stati, tutto diverrebbe più limpido e più semplice. Ognuno di noi ha uno splendido vissuto nel cortile di un amico che, purtroppo, oggi per varie vicessitudini o mancanze di tempo non possiamo donare ai nostri figli, ed ecco dunque la ragione per la quale la scuola, di ogni ordine e grado, dovrebbe sopperire a questo bisogno. Maria Montessori fonda un’educazione al silenzio, non in una connotazione negativa, anzi: il silenzio va insegnato ai bambini sin da piccoli per aiutarli a ritrovare il piacere di...

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Giocare all’aperto d’inverno: il freddo non fa ammalare

  di Silvia Iaccarino     Come ho già avuto modo di dire in un altro articolo, è essenziale che i bambini possano recuperare il contatto con la Natura e stare il più possibile all’aria aperta. Questa opportunità dovrebbe essere garantita tutto l’anno e non solo con la bella stagione! Molto spesso, invece, ai primi freddi gli adulti chiudono i bambini in casa, a  scuola, in palestra, riducendo così sensibilmente la quota di vita all’aria aperta, temendo per la salute dei piccoli. Eppure nessuna ricerca scientifica ha indiscutibilmente affermato che il freddo faccia ammalare*. In autunno ed inverno ci si ammala di più perché, da un lato, sono più presenti i virus che causano i malanni e, dall’altro, il fatto stesso che siamo più al chiuso, in locali poco arieggiati...

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I diritti naturali dei bambini – SECONDA PARTE

  a cura di Silvia Iaccarino e del gruppo FB di Percorsi Formativi 06®       Dopo aver pubblicato “I diritti naturali dei bambini” di Zavalloni, ho chiesto al gruppo FB di Percorsi formativi 06®: “Che ne pensate? Quale diritto vi colpisce di più? Quali altre interpretazioni, oltre a quanto ho scritto io nell’articolo, potremmo dare ai diversi punti?” Ecco le riflessioni del gruppo:  Miria Quintili suggerirei “il diritto al pianto per un buon inizio” in questa fase di adattamento…(ndr: siamo a settembre e quindi periodo di ambientamenti 😉 ) Letizia Robustelli il diritto alla verità nel momento dei primi distacchi: le mamme e i papà vanno a lavoro e non vanno a fare un attimo pipi’! Rita Butta il diritto a prendere le distanze dai genitori, per poi tornare da loro come in...

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