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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

Periodicamente la pagina verrà aggiornata con nuovi articoli: torna a trovarci!!

N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Alleanze educative: sono ancora possibili?

di Silvia Iaccarino   Durante il mese di gennaio 2018 ho ricevuto una intervista da Bologna Nidi  sul tema dell’alleanza scuola-famiglia all’interno dei servizi educativi 0-6 anni. “Intervista a… Oggi torno a dialogare con Silvia Iaccarino, formatrice e psicomotricista, ha una grande esperienza in fatto d’infanzia e di servizi educativi ZeroSei. L’abbiamo già incontrata tempo fa per farci raccontare come affrontare il lutto al nido (leggi qui) Oggi affrontiamo insieme un tema altrettanto difficile e spinoso:  le alleanze educative tra genitori e servizi educativi/scuole. Le domande sono tante e il tema è davvero complesso. Con puntualità ed estrema chiarezza la dottoressa Iaccarino riesce a restituirci un quadro della situazione e individuare possibili...

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Dal gesto grafico alla scrittura: come favorire questo passaggio?

di Annalisa Riva, Arteterapista e Educatrice del Gesto Grafico e della Scrittura  Sempre più spesso i bambini della scuola dell’infanzia sono osservati da noi adulti con la prospettiva del loro futuro e coinvolti in attività preparatorie al passaggio alla scuola primaria. Il pensiero di molti genitori ed educatrici della scuola è puntato sugli apprendimenti e spesso, anche con una certa preoccupazione, si guarda alle difficoltà che possono sopravvenire, soprattutto nell’ambito dell’apprendimento della letto-scrittura. In molti contesti si parla già a questa età di prevenzione di disturbi specifici, in particolare della disgrafia. Se la lettura viene in genere considerata come una capacità che il bambino acquisisce naturalmente, seppur con i propri tempi, la scrittura invece viene intesa...

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Il metodo inRelazione®

di Chiara Degli Esposti e Ornella Cavalluzzi, psicologhe e psicoterapeute, ideatrici del metodo inRelazione®     Nel libro da noi scritto: “inRELAZIONE, come il benessere dell’educatore favorisce l’apprendimento a scuola”  abbiamo voluto mettere tutta la nostra voglia di cambiare le cose. Attraverso esempi di vita quotidiana abbiamo cercato di rendere concreto e possibile l’applicabilità delle teorie e dei pensieri a cui ci siamo inspirate negli anni. Come psicologhe psicoterapeute che lavorano nel mondo della scuola e della formazione, abbiamo ritenuto necessario mettere in dialogo la psicologia con la pedagogia, individuando delle strategie per ridurre l‘incidenza di stress e malessere che caratterizza questa professione. Gli educatori e gli insegnanti sono purtroppo poco...

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Click! Un attimo ed è magia!

a cura di Silvia Iaccarino, Carola Castoldi e Elisa Rizzardi della Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone     Condividiamo con piacere questo lavoro narrativo che restituisce e testimonia un’esperienza di gioco con la luce molto interessante. Pensiamo che fare cultura dell’infanzia comporti, tra le altre cose, il “rendere visibile l’apprendimento”, mostrando la profondità dei processi che i bambini attivano durante il gioco, evitando di ridurre e banalizzare le loro condotte ludiche, come a volte accade.  Il pensiero bambino è alto, è profondo, è ampio, è divergente, impertinente, luminoso…   Qui ne abbiamo un esempio: “Click! Un attimo ed è magia”  ...

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Il diritto al divertimento

di Danilo Vaghi, istruttore di nuoto, atelierista dell’acqua e ideatore dell’approccio Water Hug dedicato ai bambini da 4 mesi a 6 anni Cos’è il divertimento? Perchè è così importante? “Divertimento” deriva dal latino “Devèrtere” ossia “Volgere altrove”. Freud affermava che il Divertimento è molto importante per il benessere psicologico; é quel momento ludico-creativo che aiuta a distogliersi dal meccanismo di lavoro-gratificazione. “Il divertimento è una cosa seria” affermava I.Calvino. Divertimento, pensando ai bambini, fa spesso rima con gioco.  Il gioco è una cosa seria.  Il gioco è un momento in cui il principio di realtà incontra un contesto immaginario, fantastico, creativo, in cui tutto è possibile....

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Il gioco libero è veramente libero?

  di Ilenia Schioppetti, Nido famiglia “La casetta delle favole”, Venezia     Domande. Risposte. Dubbi. Certezze. Setting. Scelta di materiale. Sembrerebbe una struttura questa. Eppure è una destrutturazione. Il nido non cambia forma. I bambini sono liberi di scegliere. Setting. Per ampliare i materiali a disposizione. Per disfarlo, per ricostruirlo, per sviluppare pensieri, per aggiungere materiali. Per… Provocazioni. Oggi piccolo e grande.   I bambini saranno liberi di rispondere al materiale presente nella stanza ognuno secondo le sue necessità? Nel gioco libero i bambini saranno davvero liberi di usare o non usare qualsiasi materiale a disposizione nella stanza sia questo proposto o scelto da loro? Tutti i materiali nella stanza saranno raggiungibili...

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Liberamente libera mente!

a cura di Silvia Iaccarino Nel nostro gruppo FB Percorsi formativi 06 – per crescere professionalmente oggi  lavoriamo molto, tutte insieme, per produrre cambiamento nei servizi educativi 0-6 anni e per suscitare nuove riflessioni, osservazioni, sguardi sui bambini. Crediamo fortemente nell’importanza di fare cultura dell’infanzia e di comunicare con valore i processi di crescita ed apprendimento dei piccoli. Intendiamo fare in modo che gli adulti, tanto i genitori che i professionisti, affinino la vista e lo sguardo per andare in profondità e osservare la ricchezza del lavoro dei bambini, per dare valore al gioco autonomo, libero, spontaneo che nasce a partire da spazi, tempi e materiali adeguati e pensati, messi a disposizione dall’educatore. Qui condivido la...

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Domande generative

 a cura di Silvia Iaccarino e del gruppo FB di Percorsi formativi 0-6 Il lavoro educativo e’ entusiasmante, ma anche faticoso, sia dal punto di vista fisico che emotivo.La relazione con i bambini e’ sicuramente gratificante, ma anche molto complessa. Alla “brava educatrice/insegnante” non serve solo il sapere ed il saper fare, ma soprattutto il saper essere, competenza che non si impara sui libri, studiando, ma attraverso il lavoro su se stessi per acquisire una capacita’ riflessiva che possa veicolare, tra le altre cose, l’intelligenza emotiva e le competenze relazionali, così fondamentali in questo lavoro.Si tratta di competenze che si imparano “sul campo”, dedicando del tempo a se stessi e confrontandosi con le colleghe.  Come dice Elisabetta Biffi, “l’educare richiede al vivere di...

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E se si rompe? I bambini piccoli e l’uso di oggetti frangibili

di Silvia Iaccarino     E’ usanza trovare nelle nostre case e nelle nostre strutture educative quantità di giochi e giocattoli tipicamente in plastica, dai colori sgargianti e, spesso, vita breve.  Infatti, questi oggetti tendono a catturare l’attenzione dei bambini solo per un tempo scarso. Abbiamo tutti in mente scenari natalizi dove, poco dopo l’apertura dei regali, i piccoli sono presi a giocare con l’incarto o con la scatola piuttosto che col giocattolo donato.  Come mai ciò accade? Perché i giocattoli in plastica in primis sono poco interessanti dal punto di vista sensoriale e in secondo luogo sono predefiniti: con un gioco sonoro con gli animali, un bambino può fare solo ciò per cui il gioco stesso è costruito, non ha la possibilità di inventarsi altro e di utilizzarlo...

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Ri-pensare lo spazio come “mediatore pedagogico” – SECONDA PARTE

  di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport     Riprendendo dalla prima parte dell’articolo, ecco dunque il mio Vademecum. “Ri-Pensare gli ambienti”, che non vuole essere un condensato di indicazioni pratiche, ma una serie di possibilità, punti di vista, sguardi rispetto ai quali ogni educatore si possa collocare con una giusta vicinanza/distanza per ricercare il proprio modo di progettare lo spazio educativo. Quando “Ri-Penso” i luoghi educativi ritrovo, infatti, alcuni presupposti che permeano il mio procedere progettuale: Nessuno spazio è considerato marginale: dai corridoi ai bagni, ogni scelta è sorretta da un...

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Ri-pensare lo spazio come “mediatore pedagogico” – PRIMA PARTE

  di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport   “Nel progettare luoghi ed esperienze è utile pensare al luogo educativo come ad un luogo abitativo, ciò significa pensare di arricchire ogni giorno questo luogo come un “laboratorio di interesse“, significa selezionare materiali in grado di restituire curiosità e stupore.”                                                   Carla Rinaldi   Parlare di spazi. Pensare agli spazi. Progettare gli spazi. Nella mia esperienza come educatrice trovo che molto spesso ci fossilizziamo a cercare delle risposte, senza dapprima interrogarci su ciò che stiamo ricercando. Come allestire lo...

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I bambini e l’uso delle forbici

di Silvia Iaccarino     Troppo spesso gli adulti non offrono ai bambini l’opportunità di utilizzare le forbici già da molto piccoli per timore che si facciano male. Ma in commercio ne esistono di assolutamente sicure, con punte arrotondate e che possono tranquillamente essere utilizzate dai bambini sotto i 3 anni di età (comunque sotto la supervisione dell’adulto). L’uso delle forbici, fin dai 2 anni, favorisce lo sviluppo sotto diversi punti di vista: – rafforzamento dei muscoli della mano, fondamentale per imparare poi a scrivere, oltre che per diverse azioni quotidiane, come lavarsi i denti, impugnare e maneggiare correttamente le posate, etc.; – allenamento della motricità fine (capacità di controllare i movimenti delle dita e della mano),...

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Emozioni ed attività manipolativa dei bambini: uno sguardo diverso su un’esperienza frequente nei servizi educativi 06 anni – SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino   CONTINUA   Continuiamo la nostra esplorazione nel mondo della manipolazione…   Oltre a quanto espresso nella prima parte di questo articolo, Aucouturier mette in luce un’altra sfumatura per leggere questa dinamica manipolativa, con riferimento ai fantasmi collegati all’allattamento ed afferma: “all’asilo nido e alla scuola materna i bambini fanno dei buchi nel materiale per modellare e vi inseriscono degli oggetti. Gli incastri sono riferibili ai fantasmi d’azione di penetrazione reciproca o di interpenetrazione che, secondo Haag, nascono dalle esperienze di allattamento durante le quali madre e bambino si interpenetrano attraverso il seno o il biberon a livello della bocca, ma anche attraverso il contatto della pelle, il calore, il tono,...

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Emozioni ed attività manipolativa dei bambini: uno sguardo diverso su un’esperienza frequente nei servizi educativi 06 anni – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino       La manipolazione è un’attività fondamentale per i bambini in età prescolare e unisce in sé diversi elementi: esplorazione, scoperta, gioco combinatorio, costruttivo, simbolico,  e dove il processo prevale sul prodotto (come di norma dovrebbe essere).  Questa, come molte altre attività, consente al bambino di acquisire fiducia e sicurezza nelle proprie risorse e capacità, in quanto egli può costruirsi un progetto di esplorazione e di gioco, in base alle sue esigenze e abilità. Oltre allo sviluppo cognitivo, la manipolazione può sostenere il percorso di crescita del bambino anche sul piano emotivo, supportandolo nell’elaborazione di diverse emozioni.  In particolare, ad esempio, la manipolazione con la pasta di pane, di sale, il didò, la...

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Giocare con la carta al Nido: più di quel che sembra

  di Silvia Iaccarino     Come sappiamo, il corpo è per il bambino in età prescolare, e soprattutto al Nido, lo strumento principale per conoscere se stesso e il mondo circostante. Con il corpo il bambino esplora e sperimenta l’ambiente, si coinvolge nella relazione con lo spazio, gli oggetti, gli altri e va costruendo via via il suo Sè in modo più o meno solido e strutturato in base alle esperienze che vive. Trai differenti materiali che i bambini incontrano al Nido, la carta rappresenta un oggetto estremamente versatile ed a basso costo, ma con grandi potenzialità. Come già fatto nell’articolo sulla manipolazione, anche qui desideriamo portare l’attenzione sui risvolti emotivi del gioco con la carta e su come, pertanto, questo materiale può rappresentare per i bambini...

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La continuità 06 anni

  di Chiara Ferrari, educatrice di Asilo Nido     Prende forma finalmente il progetto che prevede la creazione di nuove connessioni tra i servizi rivolti ai bambini e alle bambine della fascia zero e sei anni. Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo le principali tappe normative. La legge 107 del 2015 per la prima volta promuove una riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione che si pone come obiettivo l’istituzione del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni, al fine di garantire ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco. L’intento espresso dalla legge 107 viene portato avanti dal decreto legislativo 65 del 2017, il quale definisce con maggior chiarezza il percorso...

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“Uno spazio per creare… con l’arte progettare”

di Federica Fossati, Scuola dell’Infanzia “Ariberto da Intimiano” , Capiago Intimiano (CO)   In questo articolo desidero condividere il laboratorio artistico che è stato proposto ai bambini grandi della nostra scuola e che è stato pensato in collegamento alla programmazione annuale delle attività didattiche su “la conoscenza del nostro paese”. All’interno di questa tematica si è voluta porre l’attenzione sul costruire, stimolando i bambini a pensare alla realtà che vedono tutti i giorni, a come è fatta e costruita, per tradurla a proprio modo e con diversi materiali. Il laboratorio ha visto un momento di progettazione e di ideazione del setting, una fase di raccolta e di classificazione dei materiali occorrenti ed infine un adattamento importante in...

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Time out o time in al nido/scuola dell’infanzia? – seconda parte

di Silvia Iaccarino   Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto come il time out sia uno strumento utile in alcune situazioni, ma non in altre. Cosa fare dunque al posto del time out? Mantenersi calmi e presenti con il bambino come regolatori emotivi, rispecchiando le sue emozioni e verbalizzando l’accaduto, mettendo quindi parole sui vissuti (mentalizzazione): “Ti sei arrabbiato perché Giovanni ti ha preso la macchinina e tu non volevi. Non sapevi come dirglielo così l’hai morso…”;   Evidenziare al bambino l’azione inadeguata, fornendo valide alternative di comportamento: “Non voglio che mordi, mordere fa male. Vedi che Giovanni piange? La prossima volta diglielo con le parole: ‘ci sto giocando io’”;   Dare speranza al bambino che, nel tempo, imparerà a gestire...

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