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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Yoga al Nido, si può!

 Progetto “Yoga al nido” presso Nido Bolocan a Pavia, Cooperativa AldiaA cura di Elena Lazzari, educatrice e Sandra Goldin, pedagogista  Il progetto “Yoga al nido” nasce circa 3 anni fa prendendo spunto da un corso a cui ho partecipato (Elena) rivolto ai bambini della scuola d’infanzia. Il corso mi ha dato modo di riflettere e di lavorare sull’adattamento della proposta fino a giungere alla realizzazione di un Progetto rivolto ai bimbi dell’ultimo anno di nido.Lo Yoga è una disciplina che mira alla conoscenza del proprio corpo, stimola e favorisce l’attenzione e la concentrazione, aiuta la coordinazione, la flessibilità e l’agilità. Così per gli adulti, ho pensato potesse essere interessante vedere come potessero viverlo i bambini, fin da molto piccoli.La proposta viene presentata come...

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La gentilezza salverà il mondo

di Silvia Iaccarino La gentilezza è un bene raro e preziosissimo che dovremmo impegnarci tutti a trasmettere ai bambini, innanzitutto col nostro esempio e poi con l’empatia verso le loro emozioni e stato d’animo. Quando diciamo con dolcezza a un bambino: “sei triste, ti capisco. Sono qui con te” oppure quando accogliamo la sua rabbia o ancora quando accompagniamo la sua paura senza volerla per forza eliminare, stiamo compiendo anche atti di gentilezza verso di lui, veicolati dall’empatia. Stiamo lavorando per nutrire quelle innate caratteristiche umane che tutti possediamo e che possiamo far fiorire solo in ambienti che ci fanno sentire protetti e al sicuro sul piano relazionale. Ciò non significa certamente evitare ai bambini le emozioni spiacevoli: fanno...

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Riconnettiamo i bambini alla Natura

  di Silvia Iaccarino   Oggi molti adulti sono quasi spaventati dal fatto che, stando all’aria aperta, i bambini possano sporcarsi ed ammalarsi e/o farsi male. L’iper protezione che connota questi ultimi anni però sta veramente danneggiando l’infanzia, come sempre più ricerche evidenziano. Certo non stiamo traumatizzando i bambini, non si tratta di questo. Però stiamo letteralmente togliendo loro forza, psicologica e fisica, capacità di autodeterminarsi, autoefficacia, fiducia in se stessi: “Studi e test standardizzati iniziano a dimostrare che la forza dei bambini nel complesso sta diminuendo. Uno studio pubblicato sulla rivista di salute infantile ‘Acta Pediatrica’ ha misurato nel 2008 la forza di 315 bambini di 10 anni nella regione dell’Essex, comparandola...

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Il diritto alla Bellezza

  di Danilo Vaghi, istruttore di nuoto, atelierista dell’acqua e ideatore dell’approccio Water Hug dedicato ai bambini da 4 mesi a 6 anni     Cos’è la Bellezza? Perché è così importante? Quale legame ha con la relazione in Acqua? Educare un bambino alla Bellezza non significa educare un bambino alla Perfezione. Bellezza e perfezione non sono sinonimi. Per la filosofia greca “Bellezza” è armonia e proporzione delle parti. Educare un bambino alla Bellezza significa coltivare in un lui non solo, certamente, un senso estetico, ma soprattutto renderlo consapevole di ció che lo attrae e in cui percepisce armonia e pulizia. Allestire un contesto in cui tutto è chiaro, pulito, è fondamentale per la sua sicurezza e per la sua crescita sempre rivolta alla ricerca e...

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La prensione dello strumento grafico

  di Martina Verdese, TNPEE Terapista della Neuro Psicomotricità dell’Età Evolutiva     Inizialmente la prensione dello strumento grafico è definita “a pugno palmare”, passando da quella a “pugno digitale”, poi una “quadripode o tripode statica” per giungere alla prensione matura detta “PRENSIONE A TRE DITA DINAMICA”: polpastrello del pollice e dell’indice e lato radiale del medio, a 2-3 cm dalla punta, parte superiore della penna inclinata a destra per i destrimani e viceversa per i mancini.    È buona prassi quella di impostare correttamente la prensione scorretta e/o poco funzionale, ad esempio se eccessiva tensione o rigidità della mano causano crampi, dolori e affaticabilità. Nella scuola dell’infanzia è utile favorire l’uso dei colori a dita e degli acquerelli,...

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La costruzione della casa nello sviluppo del bambino

di Valentina Campetelli, psicomotricista e Luca Bosco, psicologo, psicoterapeuta, psicomotricista    Case….. grandi, piccole, in alto, in basso, sicure, sbilenche, solide, incerte, ariose, impraticabili, castelli, tane, gallerie, bunker, con tetti che proteggono, con tetti leggeri e trasparenti per guardare il cielo e, di notte, le stelle… isolate, che si mettono in comunicazione attraverso strade, ponti, corridoi… di tutti, da soli, rifugi, luoghi di birbanterie, che ricordano la casa reale, o dove vige la legge dei bambini… Le case costruite nelle sedute di psicomotricità dicono molto del mondo interno, della percezione di sé e del livello di organizzazione dei bambini. Esse possono apparire se i bambini sono sufficientemente strutturati dal punto di...

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Cosa sono i pregrafismi

 di Martina Verdese, TNPEE Terapista della Neuro Psicomotricità dell’Età Evolutiva  Pregrafismo = tutto ciò che anticipa la grafia, ovvero la scrittura vera e propria. I bambini si approcciano agli strumenti grafici con istintivo interesse e non appena saranno capaci di impugnare una matita o un pastello produrranno “opera d’arte” uniche, senza avere la cognizione che questo allenamento servirà in futuro per imparare a scrivere.Possiamo riassumere le tappe dello sviluppo delle varie forme pre grafiche come segue:    Inizialmente gli scarabocchi sono un’attività legata al piacere sensoriale del muovere un oggetto su un foglio; gli scarabocchi non sono controllati e non sono ancora la rappresentazione di qualcosa in particolare.L’utilizzo del foglio e delle matite come possibili...

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Il ruolo dei genitori tra affettività e distanza educativa

  di Sara Blesio, pedagogista     Scegliere di diventare genitori oggi significa accettare una sfida tanto complessa quanto nuova, non solo a causa delle macroscopiche peculiarità che delineano questa fase storica (il prorompere della tecnologia e la pressione commerciale in primis), ma anche per una mutata consapevolezza pedagogica tesa ad assegnare una nuova identità al rapporto genitori-figli. Determinati a prendere le distanze dal paradigma educativo di tipo normativo assunto dalle generazioni precedenti, ma non potendo ancora contare su solide fondamenta per mancanza di modelli cui riferirsi, i genitori di oggi si ritrovano spesso ad arrangiarsi come meglio possono, rischiando di dar vita a relazioni non meno discutibili da un punto di vista pedagogico. Molti genitori...

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I pre-requisiti del linguaggio

    di  Stefania Chiaravallotti, logopedista    Tutti i bambini, in assenza di patologie specifiche e tenendo conto delle estreme variabilità individuali,  iniziano a produrre le prime parole a partire dai 12 mesi.  L’accesso al linguaggio verbale è preceduto e favorito dalla maturazione di una serie di competenze comunicative che il bambino sviluppa nel corso del primo anno di vita: i prerequisiti. In assenza dei prerequisiti, il linguaggio verbale potrebbe emergere in ritardo o non emergere affatto. Molto spesso l’attenzione è focalizzata esclusivamente sul linguaggio espressivo. Il più delle volte ci si accorge della presenza di difficoltà quando il bambino, all’età di due/tre anni o, nel peggiore dei casi, anche più tardi,  dice poche parole o non parla ancora. In...

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Sulla scena…in scena

a cura dello staff del Vitamina Gioco al Nido, Segrate A noi di Percorsi formativi 0-6 interessa molto fare cultura dell’infanzia per far comprendere, in primis alle famiglie, quanto sia ricco il mondo interiore dei bambini e quanto le loro azioni non siano affatto semplicistiche né banali. I piccoli, anche nella fascia 0-3 anni, possiedono un mondo interno estremamente complesso e variegato ed hanno una capacità di guardare il mondo con meraviglia e stupore che noi adulti, ahimè, abbiamo il più delle volte perso per strada. Così, un bambino che sta conoscendo il mondo e sta iniziando ad esplorarlo in tutte le sue forme, senza schemi pre-definiti, ma costruendo via via il suo sapere, può coinvolgersi profondamente con un materiale estremamente semplice come del cartone ed un...

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Dal gesto grafico alla scrittura: come favorire questo passaggio?

di Annalisa Riva, Arteterapista e Educatrice del Gesto Grafico e della Scrittura  Sempre più spesso i bambini della scuola dell’infanzia sono osservati da noi adulti con la prospettiva del loro futuro e coinvolti in attività preparatorie al passaggio alla scuola primaria. Il pensiero di molti genitori ed educatrici della scuola è puntato sugli apprendimenti e spesso, anche con una certa preoccupazione, si guarda alle difficoltà che possono sopravvenire, soprattutto nell’ambito dell’apprendimento della letto-scrittura. In molti contesti si parla già a questa età di prevenzione di disturbi specifici, in particolare della disgrafia. Se la lettura viene in genere considerata come una capacità che il bambino acquisisce naturalmente, seppur con i propri tempi, la scrittura invece viene intesa...

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Il metodo inRelazione®

di Chiara Degli Esposti e Ornella Cavalluzzi, psicologhe e psicoterapeute, ideatrici del metodo inRelazione®     Nel libro da noi scritto: “inRELAZIONE, come il benessere dell’educatore favorisce l’apprendimento a scuola”  abbiamo voluto mettere tutta la nostra voglia di cambiare le cose. Attraverso esempi di vita quotidiana abbiamo cercato di rendere concreto e possibile l’applicabilità delle teorie e dei pensieri a cui ci siamo inspirate negli anni. Come psicologhe psicoterapeute che lavorano nel mondo della scuola e della formazione, abbiamo ritenuto necessario mettere in dialogo la psicologia con la pedagogia, individuando delle strategie per ridurre l‘incidenza di stress e malessere che caratterizza questa professione. Gli educatori e gli insegnanti sono purtroppo poco...

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Crescere nello stupore – SECONDA PARTE

di Silvia Iaccarino CONTINUA DALLA PRIMA PARTE Come educare, dunque, allo stupore? “Se un bambino deve tenere vivo il suo senso innato di meraviglia, ha bisogno della compagnia di almeno un adulto con cui condividerla, riscoprendo in lui la gioia, l’eccitazione e il mistero del mondo in cui viviamo”Rachel Carson Come anticipato, si tratta di essere registi e “architetti dello stupore”.  Della regia educativa abbiamo già accennato, evidenziando il ruolo dell’adulto come facilitatore, ovvero come presenza che crea le condizioni per interrogare la mente infantile, per generare curiosità ed interesse, mettendo a disposizione dei bambini spazi, tempi e materiali adeguati, come detto anche in altri nostri articoli:  Loose parts e arte effimera  Il gioco con i materiali...

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Crescere nello stupore – PRIMA PARTE

di Silvia Iaccarino dal dizionario  “Stupore: senso di grande meraviglia, incredulità, disorientamento provocato da qualcosa di inatteso” “Lo stupore è il desiderio di sapere qualcosa” Tommaso d’Aquino “La capacità di stupirsi è ciò che spinge il bambino alla scoperta del mondo. E’ la sua motivazione interna, la sua prima sollecitazione naturale. (…) Dobbiamo solo accompagnarlo, procurandogli un ambiente circostante favorevole alla scoperta. ” C. L’Ecuyer “L’inizio della nostra felicità sta nel comprendere che la vita senza meraviglia non vale la pena di essere vissuta. Quello che ci manca non è la volontà di credere, ma la volontà di meravigliarci” A. Heschel Oggi la ricerca scientifica e neuroscientifica sta ponendo al centro della propria riflessione sul mondo dell’infanzia un...

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Il diritto al divertimento

di Danilo Vaghi, istruttore di nuoto, atelierista dell’acqua e ideatore dell’approccio Water Hug dedicato ai bambini da 4 mesi a 6 anni Cos’è il divertimento? Perchè è così importante? “Divertimento” deriva dal latino “Devèrtere” ossia “Volgere altrove”. Freud affermava che il Divertimento è molto importante per il benessere psicologico; é quel momento ludico-creativo che aiuta a distogliersi dal meccanismo di lavoro-gratificazione. “Il divertimento è una cosa seria” affermava I.Calvino. Divertimento, pensando ai bambini, fa spesso rima con gioco.  Il gioco è una cosa seria.  Il gioco è un momento in cui il principio di realtà incontra un contesto immaginario, fantastico, creativo, in cui tutto è possibile....

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Posiziona-Menti in educazione

di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport       “Il problema è che aspettiamo sempre il bambino nelle grandi stazioni, ma non siamo capaci di vedere come viaggia il bambino, né di vedere se si diverte o no, né che problema incontra o che interrogativi si pone…” Si parla di bambino, si parla di apprendimenti, di programmi e progetti.  Ma che ruolo ha l’adulto in questa cornice?  Troppo spesso viene trascurata la significatività dell’agire dell’adulto all’interno dei contesti di apprendimento. O meglio, ancora troppo spesso, l’adulto-insegnante viene considerato come il mero esecutore di un progetto, di un programma, colui che si...

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I bambini e l’acqua: un approccio innovativo

di Danilo Vaghi, istruttore di nuoto, atelierista dell’acqua e ideatore dell’approccio Water Hug dedicato ai bambini da 4 mesi a 6 anni Qualcosa si muove nel mondo del nuoto; negli ultimi anni i corsi di acquaticità per i neonati sono gettonatissimi, video di immersioni e galleggiamenti spopolano sui social. Cresce la curiosità, crescono le competenze e le offerte per genitori sempre più attenti. A Milano si sta proponendo un nuovo approccio all’acqua: il WaterHug Approach.  WaterHug è un abbraccio d’acqua, un modo nuovo di pensare e immaginare l’attività in acqua per i bambini. Un approccio in grado di considerare tutti gli aspetti del bambino:  quello relazionale, emotivo, cognitivo, motorio, linguistico, logico matematico, artistico. Non si tratta di...

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Il piatto unico nei servizi educativi: un modo alternativo di proporre il pasto

di Silvia Iaccarino   Nel nostro gruppo FB Percorsi formativi 0-6 – per crescere professionalmente oggi ci confrontiamo continuamente su pressoché qualsiasi argomento, in modo articolato e profondamente e reciprocamente arricchente. Qualche tempo fa, in un post dove discutevamo di cibo e di forzature o non forzature al mangiare ed all’assaggio, Ilenia Schioppetti e Nido Orsetti Scorzè hanno condiviso con noi il loro modus operandi con il piatto unico che, personalmente, ritengo sia una soluzione valida da ragionare. Per tale motivo mi fa piacere condividerla qui: potrebbe rappresentare per qualcuno un interessante spunto sia di riflessione che operativo 😉 Chiaramente gli aspetti organizzativi sono importanti e non tutti, seppure magari interessati, possono praticare...

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Il pranzo al Nido

  di Silvia Iaccarino, foto di Sandra Lencioni e dell’equipe del Nido “Il Paese delle meraviglie” di Lucca      Il pranzo rappresenta un passaggio chiave nei servizi educativi 0-6 anni, ed è ancora più significativo al Nido, dove l’età dei bambini e la loro forte dipendenza dagli adulti richiede una responsabilità sostenuta da parte degli educatori nel pensare questo delicato momento affinché i piccoli possano viverlo al meglio.  La dimensione della cura al Nido vede intrecciati diversi aspetti, tutti importanti, i quali, se ben progettati e pensati, possono garantire le necessarie condizioni per favorire il benessere dei bambini ma anche degli adulti che se ne occupano.   Esiste una dimensione fisica e materiale della cura rispetto alle azioni concrete...

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Il gioco libero è veramente libero?

  di Ilenia Schioppetti, Nido famiglia “La casetta delle favole”, Venezia     Domande. Risposte. Dubbi. Certezze. Setting. Scelta di materiale. Sembrerebbe una struttura questa. Eppure è una destrutturazione. Il nido non cambia forma. I bambini sono liberi di scegliere. Setting. Per ampliare i materiali a disposizione. Per disfarlo, per ricostruirlo, per sviluppare pensieri, per aggiungere materiali. Per… Provocazioni. Oggi piccolo e grande.   I bambini saranno liberi di rispondere al materiale presente nella stanza ognuno secondo le sue necessità? Nel gioco libero i bambini saranno davvero liberi di usare o non usare qualsiasi materiale a disposizione nella stanza sia questo proposto o scelto da loro? Tutti i materiali nella stanza saranno raggiungibili...

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