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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Povero vuol dire ricco

di Simona Vigoni, pedagogista e psicomotricista     A volte le vedi arrivare la mattina presto con una scatola di scarpe piena di ritagli di legno, rigorosamente ancora tutti da scartavetrare, altre volte le vedi al computer nei momenti di pausa intente a trascrivere una chilometrica lista di materiali, i più disparati, ma obbligatoriamente di riciclo, da consegnare alle famiglie in occasione della riunione, altre volte ancora, le immagini con la “faccia tosta” in un negozio a chiedere scarti e rimasugli di gomme e tessuti che possano fornire alla vista, al tatto, all’udito spunti e tracce per i pensieri dei bambini, oppure compaiono con una busta di plastica piena di gomitoli…. la vicina di casa della suocera li stava per buttare via…”Sacrilegio!” Grida la collega alla vista di cotanta...

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L’importanza del gioco con materiali destrutturati

di Lucia Vichi, pedagogista e coordinatrice   Il gioco è per il bambino un diritto, ossia una piacevole ed essenziale attività che contribuisce alla costruzione soggettiva. Nel processo di costruzione dell’identità, infatti, il gioco è uno degli strumenti privilegiati, in particolare il gioco corporeo ( la scoperta delle mani, la scoperta dei piedi, la scoperta della propria voce, …) , il gioco senso motorio ( ossia quello legato alla sperimentazione degli equilibri, delle altezze, dei limiti, …) e il gioco simbolico ( da non confondere e scambiare con il “gioco del faccio finta”). E’ proprio attraverso il gioco che il bambino elabora la progressiva conoscenza e comprensione della realtà, la strutturazione dello spazio, l’elaborazione e la simbolizzazione dei desideri, delle angosce e...

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Crescere nella musica

  di Elena Costa, musicista e Insegnante Audiation Institute, ideatrice dei corsi Bimbincanto     “La capacità di comprendere la musica è importante perchè l’ascolto e la produzione musicale diretta sono esperienze quotidiane: sviluppando questa attitudine il bambino imparerà ad apprezzare e ascoltare la musica con una consapevolezza che renderà la sua vita più ricca di significato”. Edwin Gordon   Edwin Gordon, musicista e ricercatore,  descrive i processi di apprendimento musicale del bambino fin dall’età neonatale attraverso  la Music Learning Theory: una teoria dell’apprendimento musicale la quale si fonda sul presupposto che la musica si possa apprendere secondo le stesse modalità con le quali si apprende il linguaggio. Perchè è importante crescere nella...

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Quando troppi giochi soffocano la creatività dei bambini

    Recentemente sul quotidiano “La Repubblica” è uscito un interessante articolo riguardante l’eccessiva quantità di giochi che i bambini possiedono e che, contrariamente a quanto si possa pensare, ne disturba il processo creativo e lo sviluppo di attenzione e concentrazione. Qui puoi leggere l’articolo completo: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/12/07/se-troppi-giocattoli-cancellano-la-creativita31.html?ref=search      ...

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I benefici del gattonamento

di Silvia Iaccarino       Quella del gattonamento è una fase dello sviluppo motorio del bambino che diamo per scontata, anche se alcuni piccoli saltano questa tappa e passano direttamente alla deambulazione. Il fatto che un bambino salti la fase del gattonamento, però, secondo alcuni studi andrebbe considerato come un potenziale campanello d’allarme rispetto al regolare procedere dello sviluppo, e non solo motorio. Ciò non significa che se il bambino salta questa tappa allora sicuramente avrà delle problematiche: si tratterebbe più che altro di un fattore di rischio, che comunque da solo non sarebbe sufficiente a delineare una certa fatica nella crescita. Rispetto a questo punto, comunque, c’è un dibattito in corso per cui secondo alcuni studiosi saltare questa tappa sarebbe uno...

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Decalogo del Buon Educatore al Nido

di Lucia Vichi, pedagogista   1- Non toccare, non baciare, non abbracciare mai un bambino se non si è stati invitati da lui a farlo; 2- Avere cura del rapporto con la famiglia del bambino, fondamentale per un buon percorso di crescita al Nido; 3- Concentrarsi sul rafforzare e aiutare lo sviluppo di ciò che è positivo nel bambino (sui suoi pregi e i suoi talenti). Mai etichettarlo e mai categorizzarlo; 4- Essere attivi nel preparare l’ambiente. Prendersene cura in modo meticoloso e costante. Aiutare il bambino a stabilire relazioni positive con esso. Mostrare il posto giusto dove i materiali di sviluppo sono conservati e riposti; 5- Essere sempre disponibili e pronti a rispondere serenamente alla chiamata del bambino che ha bisogno di voi, non dimostrandosi scocciati, ascoltare e...

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14 indizi per capire se un bambino è plusdotato

di David Polezzi e Francesco Gallimberti, psicologi e psicoterapeuti dell’età evolutiva     Il 2% dei bambini mostra un’intelligenza marcatamente più elevata di quella dei coetanei. Questi bambini sono detti “plusdotati”. Ma come si riconosce un bambino con un livello così elevato di intelligenza? Di seguito alcune delle principali caratteristiche che indicano la presenza di plusdotazione cognitiva. Imparano a leggere e scrivere prima di andare a scuola: la maggior parte dei bambini impara a leggere e scrivere sui banchi di scuola grazie all’aiuto delle maestre, i bambini “gifted”, invece, hanno già scoperto da tempo come farlo. Grazie alla lettura, inoltre, molti di questi bambini partiranno avvantaggiati anche in altre materie come scienze, storia o geografia e faranno meno...

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Educazione del movimento in età evolutiva secondo i principi del Body Mind Centering®

  di Valentina Saitta, operatrice Body Mind Centering®     L’importanza del movimento nel primo anno di vita Fra i regali più grandi che possiamo fare ai bambini vi sono un senso di benessere fisico ed emotivo, la gioia di vivere, il comfort, la fiducia, la curiosità, la capacità di stabilire relazioni, di perseguire i propri obiettivi, di diventare autonomi. Queste capacità sono fortemente influenzate dalle prime esperienze legate al tatto ed al movimento. Attraverso il modo in cui siamo stati toccati e messi in movimento si forma il nostro rapporto con la gravità, con lo spazio, il come percepiamo noi stessi e gli altri, la capacità di modulare attività e riposo, la nostra disponibilità a perseguire e raggiungere ciò che desideriamo, la capacità di vivere legami e relazioni, di...

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Processo o prodotto? Una riflessione sui “lavoretti”

  di Silvia Iaccarino     “Chi lavora coi bambini non deve tanto acquisire approfondite conoscenze disciplinari, quanto appropriarsi di un metodo di lavoro che riesca a sostenere i bambini nei loro processi investigativi intorno ai fenomeni del quotidiano, disponendo contesti appositamente pensati per loro, finalizzati a rinforzare e sviluppare in modo creativo le loro naturali competenze” E. Giordano e M. C. Onida*     A partire da questa citazione, evidenziamo come, per un equilibrato sviluppo in tutte le aree, sia importante che i bambini possano investigare e scoprire il mondo che li circonda. Per favorire ciò, l’adulto dovrebbe promuovere curiosità, interesse, motivazione all’apprendimento attraverso un “metodo di lavoro” che, basandosi sulla propria sapiente regia, predispone...

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Disciplina dolce: cosa si intende?

di Valeria Falovo, psicologa   Diventare genitori significa, quasi dal primo momento (ma già durante i nove mesi di attesa), dover prendere delle scelte quotidiane che vanno lentamente a delinearsi come uno “stile di accudimento/educazione”. Scegliere come crescere i nostri bambini, quali valori trasmettere loro, come educarli, come renderli sicuri e sereni è una delle sfide più entusiasmanti ma anche più complesse che si aprono davanti a noi nel momento in cui diventiamo “mamme e papà”. La nostra identità viene ribaltata: prima eravamo figli, adesso siamo genitori. Siccome la mente umana tende ad affrontare le situazioni nuove facendo riferimento a ciò che già conosce, viene spontaneo e naturale “fare i genitori” così come abbiamo visto fare, quindi seguendo e ascoltando ciò che abbiamo...

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Video per riflettere e per narrare

    di Lucia Malorzo, pedagogista ed educatrice     Nell’era in cui i media sono considerati invadenti e ci sentiamo un po’ sopraffatti dalle immagini in movimento, spesso dai ritmi veloci e incalzanti, niente ci farebbe dire che siamo davanti a tecniche che ci possono aiutare a riflettere in campo educativo. Inoltre, il timore che la potenza persuasiva delle immagini ci privi della nostra capacità di valutazione delle situazioni non gioca a favore dell’uso dei prodotti audiovisivi per documentare o narrare situazioni educative. Come per tutte le tecniche comunicative ed espressive, anche quella “visuale” necessita della conoscenza approfondita dei relativi codici, affinché si possa non solo comprendere e interpretare il suo linguaggio ma anche, in un certo senso, usarlo il più...

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Infanzia e natura: una relazione possibile?

di Chiara Ferrari, educatrice     Il tempo attuale è il tempo del disorientamento perché è aumentata la distanza tra l’uomo e le sue caratteristiche naturali. Uomo e natura si sono allontanati così tanto che diventa sempre più difficile ritrovare il punto di contatto. Ma cosa intendiamo con il termine natura? Una prima accezione fa riferimento a ciò che è naturale in quanto originario e costitutivo, ciò che appartiene all’uomo in quanto uomo e che, di conseguenza, non può essere insegnato dall’esterno. La celebre metafora che dipinge il bambino come una pianta (e che attraversa l’intera letteratura pedagogica da Rousseau in avanti) fa riferimento a questo primo significato. La seconda accezione del termine si riferisce invece alla natura intesa come ambiente e paesaggio non urbanizzato,...

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RischiAmo il rischio?

di Chiara Ferrari, educatrice     Una delle tematiche attualmente più controverse per chi si occupa, a diverso titolo, di educazione è quella del rapporto tra infanzia e rischio. Come porsi di fronte alla richiesta dei bambini di confrontarsi con scenari che a noi adulti appaiono rischiosi? Negli ultimi trent’anni una forte tendenza a eliminare il rischio ha portato alla costruzione di ambienti di vita sempre più sicuri ed alla conseguente perdita di complessità e varietà dell’esperienza. I parchi gioco sono studiati per eliminare qualsiasi fonte di rischio: poggiano su pavimentazioni in gomma anti-trauma e le inclinazioni sono accuratamente previste dalle normative vigenti. Eliminando gli elementi potenzialmente rischiosi, si è però eliminato ogni fattore di sorpresa e i...

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Outdoor Education e igiene

di Adriano Capoccia, Asilo Nido La Caracolita, Roma     Questo articolo nasce dallo spirito battagliero e un po’ polemico di chi intraprende un progetto ambizioso come quello di cambiare radicalmente le abitudini educative della scuola e della famiglia. 😉 Da coordinatore e gestore di un nido Convenzionato con il Comune di Roma, negli ultimi 4 anni ho intrapreso un percorso verso una scuola all’aperto e una scuola di quartiere.  Per fortuna, negli ultimi anni le scuole outdoor suscitano molto interesse in tutti i contesti sociali: se prima questa modalità educativa era predominante nelle zone rurali, attualmente si sta sviluppando nei grandi centri abitati, dove l’abitudine a confrontarsi con ambienti naturali può risultare scarsa e talvolta stereotipata. La problematica...

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L’integrazione sensoriale e la sua importanza nello sviluppo del bambino – TERZA PARTE

    di Silvia Iaccarino     Dopo aver esplorato in cosa consiste l’integrazione sensoriale ed aver visto quali segnali potrebbero essere importanti da notare, vediamo ora in che modo si possono sostenere i bambini che si trovano alle prese con le sfide della sensorialità.   Cosa fare a casa e nelle strutture educative per supportare il bambino con scarsa integrazione sensoriale? Innanzitutto è importante dire che il bambino è inconsapevole della sua difficoltà. O meglio, si rende conto, ad un certo punto, di essere diverso dagli altri (e quindi è fondamentale lavorare per sviluppare una buona autostima) ma non riesce a comprendere cosa gli succede, in quanto “il problema è nei processi mentali che sono oltre la coscienza e il controllo“[1]. Pertanto, è inutile che...

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L’integrazione sensoriale e la sua importanza nello sviluppo del bambino – SECONDA PARTE

    di Silvia Iaccarino   Nella prima parte di questo articolo abbiamo iniziato a conoscere l’integrazione sensoriale e la sua importanza per la crescita equilibrata del bambino. Vediamo ora cosa accade quando siamo in presenza di una fatica in questa area dello sviluppo.   Gli effetti di una scarsa integrazione sensoriale   “Quando il cervello non elabora in maniera adeguata  un input sensoriale, i bambini sperimentano il mondo esterno in maniera diversa. Non sempre riescono ad acquisire un’idea precisa e attendibile del loro corpo e dell’ambiente che li circonda, e questa percezione erronea ha come risultato una serie di problemi nello sviluppo e nell’elaborazione delle informazioni. Poiché essi non sempre elaborano in modo corretto l’informazione...

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L’integrazione sensoriale e la sua importanza nello sviluppo del bambino – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino   Avete mai sentito parlare dell'”integrazione sensoriale“? E’ un argomento, a mio avviso, troppo poco conosciuto, anche dai professionisti, ma di fondamentale importanza anche per comprendere diverse fatiche dei bambini nella loro vita quotidiana sia nei contesti educativi che familiari. L’integrazione sensoriale attiene alla capacità, da parte del cervello, di elaborare le informazioni sensoriali che riceve (sia dal mondo esterno che dal corpo) in modo adeguato e di organizzarle in maniera efficace e funzionale al nostro muoverci ed esserci nel mondo: “integrazione è ciò che cambia le sensazioni in percezioni“[1]. Quello percettivo è un processo complesso: non si tratta solo di ricevere le informazioni dagli organi di senso...

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Che fare con le crisi di rabbia?

di Silvia Iaccarino   Le crisi di rabbia dei bambini piccoli, per quanto normali e fisiologiche, creano facilmente una fatica negli adulti rispetto a come gestirle. Qui vi presentiamo una infografica che illustra rapidamente come si potrebbe intervenire in queste situazioni. Ovviamente non si tratta di ricette magiche e ogni volta bisognerà scegliere il proprio intervento educativo in base alla situazione ed al bambino. Per approfondire: I capricci, che...

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Ah il ciuccio…!! Croce (dei genitori) e delizia (dei bambini)! SECONDA PARTE

di Silvia Iaccarino     Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto quali sono le funzioni della suzione non nutritiva e come i genitori solitamente vivono l’uso del ciuccio/dito in bocca da parte dei bambini. Ora vedremo insieme alcune indicazioni sia per un uso “corretto” del ciuccio che, poi, per il suo graduale abbandono, tenendo a mente che esso non è dannoso in sé, ma è la frequenza e la quantità di tempo di utilizzo che lo rendono potenzialmente tale da un certo punto in poi dello sviluppo (dopo i 3 anni), soprattutto rispetto al corretto sviluppo oro-facciale. Per l’uso equilibrato del ciuccio sono importanti alcune considerazioni: esso è un oggetto consolatorio che è utile il bambino possa utilizzare (fino ad una certa età) ma NON deve diventare un comodo “tappo” che gli...

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Ah il ciuccio…!! Croce (dei genitori) e delizia (dei bambini)! PRIMA PARTE

di Silvia Iaccarino       “Il ciuccio è prima di tutto un oggetto consolatorio” E. Rossini/E. Urso     Quello del ciuccio (o del dito in bocca) è un argomento controverso. Tra gli esperti c’è chi ne sostiene l’uso, principalmente quando il bambino è molto piccolo, e chi lo sconsiglia vivamente. Per i genitori può essere un sollievo in molti momenti della quotidianità, finché non diventa un dilemma quando il bambino è alle soglie della scuola dell’infanzia e deve necessariamente sbarazzarsene, secondo le indicazioni della scuola stessa… Come orientarsi in tutto questo? Innanzitutto, cerchiamo di comprendere più a fondo il tema. Il bisogno innato di succhiare del bambino risponde a diverse istanze, oltre alla nutrizione: sostiene la scoperta del proprio corpo ed il piacere del...

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