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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

I litigi tra bambini: una palestra per crescere

  di Silvia Iaccarino   “Litigare e’ un diritto dei bambini”  D. Novara   “Il litigio dei bambini è qualcosa che può e deve essere utilizzato per aiutare a crescere” P. Ragusa     “Mi raccomando, non litigate!”, “giocate bene senza litigare”, “la smettete di litigare?”…Quante volte, noi per primi da piccoli, ci siamo sentiti dire queste frasi? E quante volte, anche senza rendercene conto, le rivolgiamo oggi ai bambini di cui ci occupiamo? Siamo mediamente tutti cresciuti in una cultura educativa che ha visto nel litigio qualcosa di negativo, da sedare, tenere a bada se non da eliminare del tutto in quanto spesso portatore di aggressività. Esso tendenzialmente è sempre stato qualcosa che ha disturbato i nostri genitori, i quali lo hanno giudicato come sbagliato, inutile,...

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Al supermercato con i bambini

  di Silvia Iaccarino     Il momento dedicato al fare la spesa al supermercato, già stressante di per sè (soprattutto se di sabato), può diventare una vera sfida quando i bambini sono con noi.  Il supermercato rappresenta, dal punto di vista sensoriale, un luogo iper-stimolante per i bambini, in particolare per quelli 0-6 anni e ancora di più 0-3 anni. Infatti, luci, suoni, colori, odori, oggetti,  persone che si muovono all’interno, etc sono presenti in quantità e letteralmente “bombardano” il sistema sensoriale del bambino (anche il nostro, a dirla tutta, e ciò rappresenta pure per noi un elemento di stress).  Poiché i bambini in età prescolare sono ancora molto immaturi dal punto di vista cerebrale e del loro sistema nervoso, ciò significa che tutti questi input sensoriali possono...

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I bambini piccoli e la condivisione

di Silvia Iaccarino   Quello della condivisione tra bambini è un tema che solitamente interessa molto sia i genitori che i professionisti che si occupano di bambini 0-6 anni e ancora di più 0-3 anni. Mediamente,  sia mamme e papà che educatrici ed insegnanti tengono molto al fatto che i bambini imparino ad essere generosi e cooperativi e tendono a giudicare in modo negativo quei piccoli che invece non manifestano tali comportamenti. Tra genitori, poi, soprattutto al parchetto o durante feste e incontri vari di aggregazione tra bambini, non sono infrequenti giudizi e frecciate verso quegli adulti i cui bambini non condividono spontaneamente i loro giochi. Ciò comporta in talune situazioni sia difficoltà relazionali tra genitori, che sensi di inadeguatezza e di colpa in quelle mamme e papà...

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L’importanza di sentirsi al sicuro – SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino   CONTINUA   Nella prima parte di questo contributo abbiamo iniziato a conoscere la teoria polivagale di Porges la quale enfatizza l’importanza, per noi umani, di sentirci al sicuro dal punto di vista psicologico ed ambientale per funzionare al meglio, a tutti i livelli. Abbiamo visto che il nostro sistema nervoso autonomo, regolatore della nostra fisiologia e del nostro equilibrio, si esprime attraverso tre vie gerarchicamente connotate, dalla più recente (dal punto di vista filogenetico) alla più arcaica. Due di queste vie sono mammifere, mentre una terza via l’abbiamo ereditata dai rettili.  Si tratta della via ventro-vagale, la più recente in assoluto, tipicamente mammifera, che regola le relazioni sociali; del sistema simpatico, mammifero, che regola la...

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L’importanza di sentirsi al sicuro – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino     In questo articolo vorrei focalizzare un aspetto fondamentale della vita di noi umani per poi declinarlo rispetto alla vita dei bambini nei servizi educativi 06 anni: si tratta del tema della sicurezza, intesa nel senso del “sentirsi al sicuro”.  In particolare, l’articolo è composto da due parti. In questa corposa prima parte, delineo gli aspetti teorici di quanto vado trattando affinché possano essere ben compresi. Potrebbe essere necessaria una seconda lettura o più per recepire del tutto le informazioni: è normale! 😉  Nella seconda parte dell’articolo, a seguire, evidenzierò le ricadute pratiche della teoria, in modo che i professionisti dell’educazione possano avere chiare indicazioni rispetto a come, operativamente, lavorare al meglio coi bambini per...

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Leggere a due o più fratelli: quel delicato equilibrio da ritrovare

  di Francesca Tamberlani, Milkbook     La lettura ad alta voce in famiglia fatta da mamma o papà cambia, e non poco, quando le orecchie in ascolto da due diventano quattro o più. L’arrivo in casa di un fratellino o una sorellina porta inevitabilmente a rimodulare tempi, modi e luoghi di questa insostituibile attività, che è bene non interrompere mai, nonostante le iniziali difficoltà dell’adulto nel “gestire” fasce d’età differenti e dunque bisogni e tempi di attenzione assai distanti. Neonato in ascolto Durante i primi mesi di vita del nuovo arrivato, potrete continuare a leggere al primogenito, come avete sempre fatto. Mantenere l’abitudine è fondamentale anche per dimostrargli quanto amate questo tempo trascorso insieme e che non intendete rinunciarci. Se l’organizzazione ve lo...

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Il corpo del bambino è solo suo

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     Il bambino è una persona a tutti gli effetti, ma spesso per le sue dimensioni fisiche, per i traguardi che deve ancora raggiungere, per la sua impossibilità a comunicare come gli adulti vista la sua fisiologica e graduale acquisizione di una serie di competenze, l’adulto si arroga il diritto di trattarlo come “inferiore”, spesso senza interpellarlo e coinvolgerlo in una serie di decisioni che lo riguardano a pieno titolo fin da quando è appena nato.  E non si parla di scelte complesse, ma di gesti naturali e automatici che però celano valori e significati importanti, soprattutto per l’uomo o la donna che diventerà in futuro, ovvero la gestione e la relazione con il suo corpo e con quello degli altri bambini e adulti con cui si relazionerà....

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Il cibo: mezzo per lo sviluppo globale

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     L’attenzione data all’alimentazione negli ultimi anni (basti pensare alla riqualificazione della figura degli chef, ai corsi di cucina, alle trasmissioni televisive sull’argomento), ci suggerisce che il potere e il valore del cibo va al di là del semplice aspetto nutrizionale, ancor più quando lo si contestualizza all’inizio del ciclo di vita di una persona. Il cibo, infatti, anche in ambito pedagogico non viene più solo associato ad un discorso alimentare, perché implica e mette in gioco aspetti diversi per natura e significati, quali per esempio: l’esperienza e l’educazione sensoriale: gli alimenti oltre al gusto hanno colori, odori, consistenze, suoni specifici; la socializzazione e la relazione: i bambini mangiano in gruppo e/o...

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Autosvezzamento al Nido

  di Daniela Ghidini, pedagogista e Gabriella Pilone, educatrice     Qualche tempo fa, nel gruppo Facebook di Percorsi Formativi 06®  c’è stato un interessante scambio relativamente al pranzo al nido, e in particolare all’autosvezzamento, cosa che aveva fatto sorgere alcune domande circa la sua praticabilità in tale contesto. Premetto che il pranzo è un momento fondamentale al nido, come già Silvia Iaccarino ha sottolineato, condividendo nel gruppo FB l’articolo http://infanziaepedagogiaattiva.blogspot.com/2013/06/la-ricchezza-del-cibo-tra-nutrizione-e.html, che partiva dalle osservazioni, riflessioni e pratiche educative di Loczy (Emmi Pikler e collaboratori). E’ una situazione in cui la famiglia è fortemente “presente”, anche se non fisicamente, sia per il bambino, che porta la...

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Educare all’attesa

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     Spesso si assiste ad un’incapacità generalizzata di attendere:  si deve sempre fare, ci si deve sempre intrattenere con qualcosa, si deve sempre essere produttivi, con effetti a lungo termine rischiosi, che vanno al di là dell’intolleranza della noia o della possibilità di giovare dell’ozio.  Questa nuova tendenza non riguarda solo gli adulti, ma anche i bambini. I genitori sono i primi ad attivare questo comportamento nei propri figli, fondamentalmente per due ragioni: in primis è una dimostrazione della loro presenza e attenzione “ho cercato e trovato un passatempo adatto a mio figlio” ; in seconda battuta è una forma di controllo che rassicura i più ansiosi: “so cosa fa in mia assenza” . Gli educatori, di conseguenza, si sentono...

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Emozioni ed attività manipolativa dei bambini: uno sguardo diverso su un’esperienza frequente nei servizi educativi 06 anni – SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino   CONTINUA   Continuiamo la nostra esplorazione nel mondo della manipolazione…   Oltre a quanto espresso nella prima parte di questo articolo, Aucouturier mette in luce un’altra sfumatura per leggere questa dinamica manipolativa, con riferimento ai fantasmi collegati all’allattamento ed afferma: “all’asilo nido e alla scuola materna i bambini fanno dei buchi nel materiale per modellare e vi inseriscono degli oggetti. Gli incastri sono riferibili ai fantasmi d’azione di penetrazione reciproca o di interpenetrazione che, secondo Haag, nascono dalle esperienze di allattamento durante le quali madre e bambino si interpenetrano attraverso il seno o il biberon a livello della bocca, ma anche attraverso il contatto della pelle, il calore, il tono, il ritmo della...

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Emozioni ed attività manipolativa dei bambini: uno sguardo diverso su un’esperienza frequente nei servizi educativi 06 anni – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino       La manipolazione è un’attività fondamentale per i bambini in età prescolare e unisce in sé diversi elementi: esplorazione, scoperta, gioco combinatorio, costruttivo, simbolico,  e dove il processo prevale sul prodotto (come di norma dovrebbe essere).  Questa, come molte altre attività, consente al bambino di acquisire fiducia e sicurezza nelle proprie risorse e capacità, in quanto egli può costruirsi un progetto di esplorazione e di gioco, in base alle sue esigenze e abilità. Oltre allo sviluppo cognitivo, la manipolazione può sostenere il percorso di crescita del bambino anche sul piano emotivo, supportandolo nell’elaborazione di diverse emozioni.  In particolare, ad esempio, la manipolazione con la pasta di pane, di sale, il didò, la creta, lo stucco, etc....

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Giocare con la carta al Nido: più di quel che sembra

  di Silvia Iaccarino     Come sappiamo, il corpo è per il bambino in età prescolare, e soprattutto al Nido, lo strumento principale per conoscere se stesso e il mondo circostante. Con il corpo il bambino esplora e sperimenta l’ambiente, si coinvolge nella relazione con lo spazio, gli oggetti, gli altri e va costruendo via via il suo Sè in modo più o meno solido e strutturato in base alle esperienze che vive. Trai differenti materiali che i bambini incontrano al Nido, la carta rappresenta un oggetto estremamente versatile ed a basso costo, ma con grandi potenzialità. Come già fatto nell’articolo sulla manipolazione, anche qui desideriamo portare l’attenzione sui risvolti emotivi del gioco con la carta e su come, pertanto, questo materiale può rappresentare per i bambini una opportunità...

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Lo sviluppo del linguaggio: come non ostacolarlo

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     Ogni bambino ha i propri tempi per raggiungere le diverse competenze e abilità che lo aiuteranno nel relazionarsi con gli altri e gestirsi autonomamente nella vita, ma alle volte i genitori si appoggiano troppo facilmente a questa teoria senza interrogarsi sulle proprie responsabilità di un eventuale ritardo nell’acquisizione di alcuni step di crescita del proprio figlio. Valorizzare le qualità individuali del bambino riconoscendo, facilitando e rinforzando i suoi interessi, le sue curiosità, le sue preferenze e attitudini è compito di ogni figura educativa che si relaziona con il bambino, ma è necessario ricordarsi che ciò non vuol dire assecondarlo “passivamente”.  Il comportamento e atteggiamento di ciascuna figura di riferimento del...

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La capacità di pensare se stessi e gli altri: la TEORIA DELLA MENTE

di Silvia Iaccarino   Per Teoria della Mente (ToM – Theory of Mind) intendiamo un complesso insieme di competenze che ci consente di attribuire, a noi stessi ed agli altri, stati interni quali credenze, desideri, emozioni, pensieri, aspettative, grazie a cui interpretare e prevedere il proprio comportamento (garantendo continuità all’esperienza del Sé) e quello degli altri. La ToM (detta anche mentalizzazione o capacità mentalistica o comprensione sociale o funzione riflessiva) consente di: attribuire stati mentali a se stessi ed agli altri attribuire una causa al comportamento degli altri predire il comportamento altrui anticipare le conseguenze di eventi guidare il proprio comportamento regolare le emozioni, controllare gli impulsi esperire se stessi come autoefficaci nel mondo...

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La grafomotricità al nido: il racconto di un’esperienza

  di Stefania Oggioni e Alice Cogliati,  Nido “Con le mie manine” – Bellinzago Lombardo     Vogliamo raccontarvi una nuova avventura che coinvolge tutti i bambini dell’Asilo Nido Con Le Mie Manine di Bellinzago Lombardo, con un’attenzione particolare per quelli dai 2 anni in poi. Attraverso una professionista, la D.ssa Maria Matera, rieducatrice della scrittura, specializzata nei programmi di avvio al gesto grafico, abbiamo appreso l’importanza di ampliare il nostro programma di psicomotricità alla ”grafo-motricità”, per educare i nostri bambini all’utilizzo corretto degli strumenti che preparano alla presa corretta e funzionale della matita e avviarli alla realizzazione delle prime forme grafiche. Il nostro progetto educativo si basa sulla proposta di attività che...

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Lo scarabocchio infantile

  di Melania Cavalli, arteterapeuta       “Noi vediamo o che gli individui vivono creativamente e trovano che la vita reale vale la pena di essere vissuta o che non possono vivere in maniera creativa e dubitano del valore di vivere. Questa variabile negli essere umani è direttamente in rapporto alla qualità e alla quantità di opportunità ambientali all’inizio e nelle prime fasi di vita di ciascun bambino” Donald Winniccott   Lo scarabocchio è la prima manifestazione artistica nel bambino, il suo mondo che si traduce in linee. Prendere in mano un pennarello e lasciare un segno, trasformare un cerchio in un pesce con un semplice pastello. Lo scarabocchio è la nascita del segno. La nascita del segno Il bambino, già dai primi mesi di vita, osserva la realtà che lo circonda e cerca di...

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Quando i bambini dicono le parolacce…

  di Silvia Iaccarino     Ecco…è successo….il tanto temuto e paventato momento in cui il proprio bambino dice la sua prima parolaccia è arrivato!!!! Eh sì, perché prima o poi capita più o meno a tutti i genitori di bambini in età prescolare di fare questa esperienza… Indubbiamente ai bambini piacciono ed interessano le parolacce, perché fondamentalmente hanno una grande curiosità verso le parole, e ancora di più per quelle nuove, e ancora ancora di più per quelle “proibite”. Di solito, iniziano quando sono molto piccoli: potrebbe capitare infatti già nella fascia di età del nido (2/3 anni), che il bambino inizi a pronunciarne qualcuna, tipicamente senza comprenderne il significato e perché l’ha udita da fratelli o amici più grandi, se non dai genitori...

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La psicomotricità

  di Silvia Iaccarino     “Il vero obiettivo della psicomotricità non è il movimento, ma l’emozione implicata dal movimento. Il corpo allora è visto e considerato come un ‘linguaggio’ che esprime ciò che il bambino vive dentro di sé.” G. Nicolodi “La psicomotricità si riconosce per il suo essere un’esperienza naturale, la forma originale del bambino di stare al mondo, di rappresentarlo e di conoscerlo” I. Gamelli     La psicomotricità si presenta come una proposta di educazione globale del bambino con un approccio completo e capace di stimolarlo su tutti i canali espressivi e comunicativi, incontrandolo là dove egli è più attivo nei primi anni di vita: nel movimento, nell’azione. Infatti, all’interno della seduta di psicomotricità troviamo il gioco di rappresentazione che si esplica con...

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