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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Il cibo: mezzo per lo sviluppo globale

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     L’attenzione data all’alimentazione negli ultimi anni (basti pensare alla riqualificazione della figura degli chef, ai corsi di cucina, alle trasmissioni televisive sull’argomento), ci suggerisce che il potere e il valore del cibo va al di là del semplice aspetto nutrizionale, ancor più quando lo si contestualizza all’inizio del ciclo di vita di una persona. Il cibo, infatti, anche in ambito pedagogico non viene più solo associato ad un discorso alimentare, perché implica e mette in gioco aspetti diversi per natura e significati, quali per esempio: l’esperienza e l’educazione sensoriale: gli alimenti oltre al gusto hanno colori, odori, consistenze, suoni specifici; la socializzazione e la relazione: i bambini mangiano in gruppo e/o...

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Autosvezzamento al Nido

  di Daniela Ghidini, pedagogista e Gabriella Pilone, educatrice     Qualche tempo fa, nel gruppo Facebook di Percorsi Formativi 06®  c’è stato un interessante scambio relativamente al pranzo al nido, e in particolare all’autosvezzamento, cosa che aveva fatto sorgere alcune domande circa la sua praticabilità in tale contesto. Premetto che il pranzo è un momento fondamentale al nido, come già Silvia Iaccarino ha sottolineato, condividendo nel gruppo FB l’articolo http://infanziaepedagogiaattiva.blogspot.com/2013/06/la-ricchezza-del-cibo-tra-nutrizione-e.html, che partiva dalle osservazioni, riflessioni e pratiche educative di Loczy (Emmi Pikler e collaboratori). E’ una situazione in cui la famiglia è fortemente “presente”, anche se non fisicamente, sia per il bambino, che porta la...

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Educare all’attesa

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     Spesso si assiste ad un’incapacità generalizzata di attendere:  si deve sempre fare, ci si deve sempre intrattenere con qualcosa, si deve sempre essere produttivi, con effetti a lungo termine rischiosi, che vanno al di là dell’intolleranza della noia o della possibilità di giovare dell’ozio.  Questa nuova tendenza non riguarda solo gli adulti, ma anche i bambini. I genitori sono i primi ad attivare questo comportamento nei propri figli, fondamentalmente per due ragioni: in primis è una dimostrazione della loro presenza e attenzione “ho cercato e trovato un passatempo adatto a mio figlio” ; in seconda battuta è una forma di controllo che rassicura i più ansiosi: “so cosa fa in mia assenza” . Gli educatori, di conseguenza, si sentono...

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Emozioni ed attività manipolativa dei bambini: uno sguardo diverso su un’esperienza frequente nei servizi educativi 06 anni – SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino   CONTINUA   Continuiamo la nostra esplorazione nel mondo della manipolazione…   Oltre a quanto espresso nella prima parte di questo articolo, Aucouturier mette in luce un’altra sfumatura per leggere questa dinamica manipolativa, con riferimento ai fantasmi collegati all’allattamento ed afferma: “all’asilo nido e alla scuola materna i bambini fanno dei buchi nel materiale per modellare e vi inseriscono degli oggetti. Gli incastri sono riferibili ai fantasmi d’azione di penetrazione reciproca o di interpenetrazione che, secondo Haag, nascono dalle esperienze di allattamento durante le quali madre e bambino si interpenetrano attraverso il seno o il biberon a livello della bocca, ma anche attraverso il contatto della pelle, il calore, il tono, il ritmo della...

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Emozioni ed attività manipolativa dei bambini: uno sguardo diverso su un’esperienza frequente nei servizi educativi 06 anni – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino       La manipolazione è un’attività fondamentale per i bambini in età prescolare e unisce in sé diversi elementi: esplorazione, scoperta, gioco combinatorio, costruttivo, simbolico,  e dove il processo prevale sul prodotto (come di norma dovrebbe essere).  Questa, come molte altre attività, consente al bambino di acquisire fiducia e sicurezza nelle proprie risorse e capacità, in quanto egli può costruirsi un progetto di esplorazione e di gioco, in base alle sue esigenze e abilità. Oltre allo sviluppo cognitivo, la manipolazione può sostenere il percorso di crescita del bambino anche sul piano emotivo, supportandolo nell’elaborazione di diverse emozioni.  In particolare, ad esempio, la manipolazione con la pasta di pane, di sale, il didò, la creta, lo stucco, etc....

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Giocare con la carta al Nido: più di quel che sembra

  di Silvia Iaccarino     Come sappiamo, il corpo è per il bambino in età prescolare, e soprattutto al Nido, lo strumento principale per conoscere se stesso e il mondo circostante. Con il corpo il bambino esplora e sperimenta l’ambiente, si coinvolge nella relazione con lo spazio, gli oggetti, gli altri e va costruendo via via il suo Sè in modo più o meno solido e strutturato in base alle esperienze che vive. Trai differenti materiali che i bambini incontrano al Nido, la carta rappresenta un oggetto estremamente versatile ed a basso costo, ma con grandi potenzialità. Come già fatto nell’articolo sulla manipolazione, anche qui desideriamo portare l’attenzione sui risvolti emotivi del gioco con la carta e su come, pertanto, questo materiale può rappresentare per i bambini una opportunità...

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Lo sviluppo del linguaggio: come non ostacolarlo

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     Ogni bambino ha i propri tempi per raggiungere le diverse competenze e abilità che lo aiuteranno nel relazionarsi con gli altri e gestirsi autonomamente nella vita, ma alle volte i genitori si appoggiano troppo facilmente a questa teoria senza interrogarsi sulle proprie responsabilità di un eventuale ritardo nell’acquisizione di alcuni step di crescita del proprio figlio. Valorizzare le qualità individuali del bambino riconoscendo, facilitando e rinforzando i suoi interessi, le sue curiosità, le sue preferenze e attitudini è compito di ogni figura educativa che si relaziona con il bambino, ma è necessario ricordarsi che ciò non vuol dire assecondarlo “passivamente”.  Il comportamento e atteggiamento di ciascuna figura di riferimento del...

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La capacità di pensare se stessi e gli altri: la TEORIA DELLA MENTE

di Silvia Iaccarino   Per Teoria della Mente (ToM – Theory of Mind) intendiamo un complesso insieme di competenze che ci consente di attribuire, a noi stessi ed agli altri, stati interni quali credenze, desideri, emozioni, pensieri, aspettative, grazie a cui interpretare e prevedere il proprio comportamento (garantendo continuità all’esperienza del Sé) e quello degli altri. La ToM (detta anche mentalizzazione o capacità mentalistica o comprensione sociale o funzione riflessiva) consente di: attribuire stati mentali a se stessi ed agli altri attribuire una causa al comportamento degli altri predire il comportamento altrui anticipare le conseguenze di eventi guidare il proprio comportamento regolare le emozioni, controllare gli impulsi esperire se stessi come autoefficaci nel mondo...

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La grafomotricità al nido: il racconto di un’esperienza

  di Stefania Oggioni e Alice Cogliati,  Nido “Con le mie manine” – Bellinzago Lombardo     Vogliamo raccontarvi una nuova avventura che coinvolge tutti i bambini dell’Asilo Nido Con Le Mie Manine di Bellinzago Lombardo, con un’attenzione particolare per quelli dai 2 anni in poi. Attraverso una professionista, la D.ssa Maria Matera, rieducatrice della scrittura, specializzata nei programmi di avvio al gesto grafico, abbiamo appreso l’importanza di ampliare il nostro programma di psicomotricità alla ”grafo-motricità”, per educare i nostri bambini all’utilizzo corretto degli strumenti che preparano alla presa corretta e funzionale della matita e avviarli alla realizzazione delle prime forme grafiche. Il nostro progetto educativo si basa sulla proposta di attività che...

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Lo scarabocchio infantile

  di Melania Cavalli, arteterapeuta       “Noi vediamo o che gli individui vivono creativamente e trovano che la vita reale vale la pena di essere vissuta o che non possono vivere in maniera creativa e dubitano del valore di vivere. Questa variabile negli essere umani è direttamente in rapporto alla qualità e alla quantità di opportunità ambientali all’inizio e nelle prime fasi di vita di ciascun bambino” Donald Winniccott   Lo scarabocchio è la prima manifestazione artistica nel bambino, il suo mondo che si traduce in linee. Prendere in mano un pennarello e lasciare un segno, trasformare un cerchio in un pesce con un semplice pastello. Lo scarabocchio è la nascita del segno. La nascita del segno Il bambino, già dai primi mesi di vita, osserva la realtà che lo circonda e cerca di...

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Quando i bambini dicono le parolacce…

  di Silvia Iaccarino     Ecco…è successo….il tanto temuto e paventato momento in cui il proprio bambino dice la sua prima parolaccia è arrivato!!!! Eh sì, perché prima o poi capita più o meno a tutti i genitori di bambini in età prescolare di fare questa esperienza… Indubbiamente ai bambini piacciono ed interessano le parolacce, perché fondamentalmente hanno una grande curiosità verso le parole, e ancora di più per quelle nuove, e ancora ancora di più per quelle “proibite”. Di solito, iniziano quando sono molto piccoli: potrebbe capitare infatti già nella fascia di età del nido (2/3 anni), che il bambino inizi a pronunciarne qualcuna, tipicamente senza comprenderne il significato e perché l’ha udita da fratelli o amici più grandi, se non dai genitori...

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La psicomotricità

  di Silvia Iaccarino     “Il vero obiettivo della psicomotricità non è il movimento, ma l’emozione implicata dal movimento. Il corpo allora è visto e considerato come un ‘linguaggio’ che esprime ciò che il bambino vive dentro di sé.” G. Nicolodi “La psicomotricità si riconosce per il suo essere un’esperienza naturale, la forma originale del bambino di stare al mondo, di rappresentarlo e di conoscerlo” I. Gamelli     La psicomotricità si presenta come una proposta di educazione globale del bambino con un approccio completo e capace di stimolarlo su tutti i canali espressivi e comunicativi, incontrandolo là dove egli è più attivo nei primi anni di vita: nel movimento, nell’azione. Infatti, all’interno della seduta di psicomotricità troviamo il gioco di rappresentazione che si esplica con...

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Il temperamento al Nido/Scuola dell’Infanzia – SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino     CONTINUA DALLA PRIMA PARTE   “La scuola impone una serie di nuove esigenze al bambino, che deve affrontarle insieme o separatamente. Tra queste ci sono la capacità di padroneggiare compiti cognitivi sempre più complessi e, contemporaneamente, la richiesta di adattarsi a un nuovo setting, a adulti estranei, che ricoprono ruoli non familiari e a una quantità di nuove regole e regolamenti” Thomas & Chess   Dopo aver analizzato nella prima parte gli aspetti da osservare e su cui riflettere in merito a questo argomento, vediamo ora più operativamente quali strategie gli insegnanti al Nido ed alla Scuola dell’Infanzia potrebbero attivare per favorire l’adattamento dei piccoli in base al loro temperamento. Avere consapevolezza rispetto a come il temperamento...

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Il temperamento al Nido/Scuola dell’Infanzia – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino     A partire dalle considerazioni già evidenziate nel precedente articolo sul temperamento, vediamo ora quali sono le implicazioni per il lavoro delle educatrici e insegnanti al Nido/Scuola dell’Infanzia. Un primo aspetto riguarda il supporto alla genitorialità. Il discorso sul temperamento non è molto conosciuto, soprattutto dai genitori, e quindi diventa importante che le educatrici possano condividere con loro queste informazioni, in modo da aiutare mamme e papà a comprendere meglio i propri bambini, imparando a leggere i loro comportamenti anche attraverso questa lente. Infatti, soprattutto per i genitori che hanno a che fare con bambini “difficili”, la relazione educativa può essere molto impattata dai tratti dei piccoli e gli adulti possono sentirsi...

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Il temperamento – SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino   CONTINUA DALLA PRIMA PARTE   Vediamo ora nel dettaglio le tre tipologie temperamentali individuate da Thomas & Chess.   Il temperamento facile (circa il 40% nel New York Longitudinal Study) comprende tutti quei bambini che presentano regolarità nelle funzioni biologiche, prevalenza di risposte positive di approccio a situazioni e persone nuove, rapida adattabilità ai cambiamenti, umore positivo, livello non elevato di intensità delle risposte agli stimoli. Il temperamento difficile (circa 10% nel New York Longitudinal Study) comprende tutti i bambini che presentano irregolarità nelle funzioni biologiche, reazioni di ritiro di fronte a situazioni nuove, lentezza nell’adattarsi alle situazioni nuove, umore negativo e irritabilità, risposte emotive di intensità...

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Il temperamento – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino       Coloro che si occupano di bambini piccoli, tanto genitori quanto educatori, osservano tipicamente in essi modalità differenti nell’approcciare le diverse situazioni e di reagire alle stesse ed agli stimoli, così come modi diversi di comportarsi. Spesso si sente dire che il bambino o la bambina “ha un carattere forte” o, al contrario, che “è timida/timido”. I genitori, le mamme in particolare, possono affermare che già da quando il bimbo o la bimba era in utero “aveva un bel caratterino”, o “era molto tranquilla” e così via… Nelle affermazioni esemplificate (ma mille altre se ne potrebbero riportare) ciò che viene evidenziato dagli adulti è che il bambino ha un suo modo particolare di essere e di agire, fin dal periodo prenatale. Ciò che però solitamente accade...

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Il tempo: come spiegarlo ai bambini

di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     Gli adulti fanno riferimento costantemente al concetto di tempo nell’arco di una giornata, con molte sfumature e declinazioni, illudendosi di essere sufficientemente chiari nel parlare con il proprio interlocutore “torno tra poco”, “5 minuti e si torna a casa”, “il prossimo week end andiamo al mare”, “dopo preparo da mangiare”, “che tempo fa?” “oggi che giorno è?”. Ma se chi ascolta è un bambino in età prescolare, quest’ultimo si ritrova a confrontarsi con una serie di parole e frasi di cui, invece, non riesce a comprendere il significato, perché il tempo si rifà ad un concetto puramente astratto. I bambini fino ai 6 anni percepiscono lo scorrere del tempo, l’organizzazione della giornata, hanno in mente episodi singoli, situazioni...

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La comunicazione con i bambini – Come esprimersi, verbalizzare e collaborare con i piccoli

  di Valeria Falovo, psicologa     “Quante volte devo ripeterti la stessa cosa?” “Quando fai così non voglio vederti!” “Guarda che se non la smetti…” Sono alcune frasi che spesso diciamo ai nostri bambini (oppure che ci venivano dette) e che possono racchiudere un mondo. 
Dal punto di vista della Disciplina Dolce (ma di tutta la psicologia in generale), la comunicazione rappresenta lo strumento elettivo per costruire, mantenere e regolare le relazioni interpersonali.
 Con le parole definiamo noi stessi e gli altri, ma soprattutto trasmettiamo messaggi, informazioni e significati. In queste comunicazioni vengono veicolate anche emozioni, bisogni, intenzioni, desideri e aspettative ma spesso queste componenti rimangono “silenti”, ossia vengono trasmesse in maniera implicita e...

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Educazione intergenerazionale

di Adriano Capoccia, Asilo Nido La Caracolita – Roma     “ Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi, l’energia, l’allegria per strapparti ancora sorrisi”   R. Zero   Il nostro progetto di educazione tra generazioni nasce dall’ispirazione illuminante che ci ha dato il Centro intergenerazionale di Piacenza, dove un asilo nido, un centro diurno e una casa di riposo condividono la stessa struttura e ,citando la Cooperativa unicoop, si superano le barriere tra la generazione dell’esperienza e la generazione dell’energia. Alla base di questo progetto intergenerazionale vi è la certezza che anziani e bambini possano stare bene insieme e possano essere ricchezza gli uni per gli altri. Per i bambini il giovamento viene dal fatto di incontrare figure...

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