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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

Periodicamente la pagina verrà aggiornata con nuovi articoli: torna a trovarci!!

N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Guanti sensoriali

  Vitamina Gioco al nido, che ringraziamo, ha condiviso con noi questa proposta semplicissima e originale, adatta anche ai bambini molto piccoli. Facile da realizzare e pressoché infinita nelle variabili che possiamo creare, andando a riempire i guanti con qualsiasi materiale reputiamo interessante per le mani ed i piedi dei bimbi! A seconda dell’età, i guanti possiamo costruirli con loro come attività conclusiva di un percorso sensoriale volto all’esplorazione dei materiali stessi nelle loro diverse caratteristiche....

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Giocare con la pasta sabbia!

  Condividiamo questa ricetta di Vitamina Gioco al nido relativa alla PASTA SABBIA!! Due tazze di sabbia, due tazze e mezzo di farina, mezza tazza di sale fino, un cucchiaio di cremortartaro, un cucchiaio di olio, una tazza di acqua molto calda, da aggiungere lentamente. L’impasto deve risultare leggermente umido. Se al momento di usare la pasta, dopo circa un’ora scarsa, questa sarà ancora appiccicosa, aggiungere un po’ di farina. Si conserva a lungo a temperatura ambiente, in un contenitore con coperchio (quelli del gelato sono perfetti). Come tutte le paste homemade all’inizio risulterà un po’ umida e leggermente appiccicosa. Aspettate prima di aggiungere altra farina. Se dopo circa un’ora è ancora difficile da manipolare, solo allora aggiungete la farina. Buon divertimento!...

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La grafomotricità al nido: il racconto di un’esperienza

  di Stefania Oggioni e Alice Cogliati,  Nido “Con le mie manine” – Bellinzago Lombardo     Vogliamo raccontarvi una nuova avventura che coinvolge tutti i bambini dell’Asilo Nido Con Le Mie Manine di Bellinzago Lombardo, con un’attenzione particolare per quelli dai 2 anni in poi. Attraverso una professionista, la D.ssa Maria Matera, rieducatrice della scrittura, specializzata nei programmi di avvio al gesto grafico, abbiamo appreso l’importanza di ampliare il nostro programma di psicomotricità alla ”grafo-motricità”, per educare i nostri bambini all’utilizzo corretto degli strumenti che preparano alla presa corretta e funzionale della matita e avviarli alla realizzazione delle prime forme grafiche. Il nostro progetto educativo si basa sulla proposta di attività che...

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Lo scarabocchio infantile

  di Melania Cavalli, arteterapeuta       “Noi vediamo o che gli individui vivono creativamente e trovano che la vita reale vale la pena di essere vissuta o che non possono vivere in maniera creativa e dubitano del valore di vivere. Questa variabile negli essere umani è direttamente in rapporto alla qualità e alla quantità di opportunità ambientali all’inizio e nelle prime fasi di vita di ciascun bambino” Donald Winniccott   Lo scarabocchio è la prima manifestazione artistica nel bambino, il suo mondo che si traduce in linee. Prendere in mano un pennarello e lasciare un segno, trasformare un cerchio in un pesce con un semplice pastello. Lo scarabocchio è la nascita del segno. La nascita del segno Il bambino, già dai primi mesi di vita, osserva la realtà che lo circonda e cerca di...

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Quando i bambini dicono le parolacce…

  di Silvia Iaccarino     Ecco…è successo….il tanto temuto e paventato momento in cui il proprio bambino dice la sua prima parolaccia è arrivato!!!! Eh sì, perché prima o poi capita più o meno a tutti i genitori di bambini in età prescolare di fare questa esperienza… Indubbiamente ai bambini piacciono ed interessano le parolacce, perché fondamentalmente hanno una grande curiosità verso le parole, e ancora di più per quelle nuove, e ancora ancora di più per quelle “proibite”. Di solito, iniziano quando sono molto piccoli: potrebbe capitare infatti già nella fascia di età del nido (2/3 anni), che il bambino inizi a pronunciarne qualcuna, tipicamente senza comprenderne il significato e perché l’ha udita da fratelli o amici più grandi, se non dai genitori...

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La psicomotricità

  di Silvia Iaccarino     “Il vero obiettivo della psicomotricità non è il movimento, ma l’emozione implicata dal movimento. Il corpo allora è visto e considerato come un ‘linguaggio’ che esprime ciò che il bambino vive dentro di sé.” G. Nicolodi “La psicomotricità si riconosce per il suo essere un’esperienza naturale, la forma originale del bambino di stare al mondo, di rappresentarlo e di conoscerlo” I. Gamelli     La psicomotricità si presenta come una proposta di educazione globale del bambino con un approccio completo e capace di stimolarlo su tutti i canali espressivi e comunicativi, incontrandolo là dove egli è più attivo nei primi anni di vita: nel movimento, nell’azione. Infatti, all’interno della seduta di psicomotricità troviamo il gioco di rappresentazione che si esplica con...

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Il temperamento al Nido/Scuola dell’Infanzia – SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino     CONTINUA DALLA PRIMA PARTE   “La scuola impone una serie di nuove esigenze al bambino, che deve affrontarle insieme o separatamente. Tra queste ci sono la capacità di padroneggiare compiti cognitivi sempre più complessi e, contemporaneamente, la richiesta di adattarsi a un nuovo setting, a adulti estranei, che ricoprono ruoli non familiari e a una quantità di nuove regole e regolamenti” Thomas & Chess   Dopo aver analizzato nella prima parte gli aspetti da osservare e su cui riflettere in merito a questo argomento, vediamo ora più operativamente quali strategie gli insegnanti al Nido ed alla Scuola dell’Infanzia potrebbero attivare per favorire l’adattamento dei piccoli in base al loro temperamento. Avere consapevolezza rispetto a come il temperamento...

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Il temperamento al Nido/Scuola dell’Infanzia – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino     A partire dalle considerazioni già evidenziate nel precedente articolo sul temperamento, vediamo ora quali sono le implicazioni per il lavoro delle educatrici e insegnanti al Nido/Scuola dell’Infanzia. Un primo aspetto riguarda il supporto alla genitorialità. Il discorso sul temperamento non è molto conosciuto, soprattutto dai genitori, e quindi diventa importante che le educatrici possano condividere con loro queste informazioni, in modo da aiutare mamme e papà a comprendere meglio i propri bambini, imparando a leggere i loro comportamenti anche attraverso questa lente. Infatti, soprattutto per i genitori che hanno a che fare con bambini “difficili”, la relazione educativa può essere molto impattata dai tratti dei piccoli e gli adulti possono sentirsi...

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Il temperamento – SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino   CONTINUA DALLA PRIMA PARTE   Vediamo ora nel dettaglio le tre tipologie temperamentali individuate da Thomas & Chess.   Il temperamento facile (circa il 40% nel New York Longitudinal Study) comprende tutti quei bambini che presentano regolarità nelle funzioni biologiche, prevalenza di risposte positive di approccio a situazioni e persone nuove, rapida adattabilità ai cambiamenti, umore positivo, livello non elevato di intensità delle risposte agli stimoli. Il temperamento difficile (circa 10% nel New York Longitudinal Study) comprende tutti i bambini che presentano irregolarità nelle funzioni biologiche, reazioni di ritiro di fronte a situazioni nuove, lentezza nell’adattarsi alle situazioni nuove, umore negativo e irritabilità, risposte emotive di intensità...

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Il temperamento – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino       Coloro che si occupano di bambini piccoli, tanto genitori quanto educatori, osservano tipicamente in essi modalità differenti nell’approcciare le diverse situazioni e di reagire alle stesse ed agli stimoli, così come modi diversi di comportarsi. Spesso si sente dire che il bambino o la bambina “ha un carattere forte” o, al contrario, che “è timida/timido”. I genitori, le mamme in particolare, possono affermare che già da quando il bimbo o la bimba era in utero “aveva un bel caratterino”, o “era molto tranquilla” e così via… Nelle affermazioni esemplificate (ma mille altre se ne potrebbero riportare) ciò che viene evidenziato dagli adulti è che il bambino ha un suo modo particolare di essere e di agire, fin dal periodo prenatale. Ciò che però solitamente accade...

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Il tempo: come spiegarlo ai bambini

di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     Gli adulti fanno riferimento costantemente al concetto di tempo nell’arco di una giornata, con molte sfumature e declinazioni, illudendosi di essere sufficientemente chiari nel parlare con il proprio interlocutore “torno tra poco”, “5 minuti e si torna a casa”, “il prossimo week end andiamo al mare”, “dopo preparo da mangiare”, “che tempo fa?” “oggi che giorno è?”. Ma se chi ascolta è un bambino in età prescolare, quest’ultimo si ritrova a confrontarsi con una serie di parole e frasi di cui, invece, non riesce a comprendere il significato, perché il tempo si rifà ad un concetto puramente astratto. I bambini fino ai 6 anni percepiscono lo scorrere del tempo, l’organizzazione della giornata, hanno in mente episodi singoli, situazioni...

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La comunicazione con i bambini – Come esprimersi, verbalizzare e collaborare con i piccoli

  di Valeria Falovo, psicologa     “Quante volte devo ripeterti la stessa cosa?” “Quando fai così non voglio vederti!” “Guarda che se non la smetti…” Sono alcune frasi che spesso diciamo ai nostri bambini (oppure che ci venivano dette) e che possono racchiudere un mondo. 
Dal punto di vista della Disciplina Dolce (ma di tutta la psicologia in generale), la comunicazione rappresenta lo strumento elettivo per costruire, mantenere e regolare le relazioni interpersonali.
 Con le parole definiamo noi stessi e gli altri, ma soprattutto trasmettiamo messaggi, informazioni e significati. In queste comunicazioni vengono veicolate anche emozioni, bisogni, intenzioni, desideri e aspettative ma spesso queste componenti rimangono “silenti”, ossia vengono trasmesse in maniera implicita e...

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Educazione intergenerazionale

di Adriano Capoccia, Asilo Nido La Caracolita – Roma     “ Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi, l’energia, l’allegria per strapparti ancora sorrisi”   R. Zero   Il nostro progetto di educazione tra generazioni nasce dall’ispirazione illuminante che ci ha dato il Centro intergenerazionale di Piacenza, dove un asilo nido, un centro diurno e una casa di riposo condividono la stessa struttura e ,citando la Cooperativa unicoop, si superano le barriere tra la generazione dell’esperienza e la generazione dell’energia. Alla base di questo progetto intergenerazionale vi è la certezza che anziani e bambini possano stare bene insieme e possano essere ricchezza gli uni per gli altri. Per i bambini il giovamento viene dal fatto di incontrare figure...

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La motricità fine

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     I bambini sono sempre più a contatto con un mondo tecnologico e digitale, in cui le mani, o meglio, le dita hanno un ruolo fondamentale. Questo continuo toccare, schiacciare, spingere, pressare, muovere le dita, però, non è assolutamente sufficiente a sviluppare la motricità fine in quanto l’esperienza diretta con l’ambiente viene meno. La motricità fine, ovvero tutto ciò che concerne la manualità del bambino attraverso la coordinazione oculo-manuale con l’obiettivo di compiere gesti raffinati e precisi, è una tappa essenziale per lo sviluppo e la crescita del bambino stesso con benefici secondari importanti, di cui si tende a dimenticarsi. La motricità fine, infatti, è essenziale per un corretto sviluppo psicofisico del bambino, perché è...

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Povero vuol dire ricco

di Simona Vigoni, pedagogista e psicomotricista     A volte le vedi arrivare la mattina presto con una scatola di scarpe piena di ritagli di legno, rigorosamente ancora tutti da scartavetrare, altre volte le vedi al computer nei momenti di pausa intente a trascrivere una chilometrica lista di materiali, i più disparati, ma obbligatoriamente di riciclo, da consegnare alle famiglie in occasione della riunione, altre volte ancora, le immagini con la “faccia tosta” in un negozio a chiedere scarti e rimasugli di gomme e tessuti che possano fornire alla vista, al tatto, all’udito spunti e tracce per i pensieri dei bambini, oppure compaiono con una busta di plastica piena di gomitoli…. la vicina di casa della suocera li stava per buttare via…”Sacrilegio!” Grida la collega alla vista di cotanta...

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L’importanza del gioco con materiali destrutturati

di Lucia Vichi, pedagogista e coordinatrice   Il gioco è per il bambino un diritto, ossia una piacevole ed essenziale attività che contribuisce alla costruzione soggettiva. Nel processo di costruzione dell’identità, infatti, il gioco è uno degli strumenti privilegiati, in particolare il gioco corporeo ( la scoperta delle mani, la scoperta dei piedi, la scoperta della propria voce, …) , il gioco senso motorio ( ossia quello legato alla sperimentazione degli equilibri, delle altezze, dei limiti, …) e il gioco simbolico ( da non confondere e scambiare con il “gioco del faccio finta”). E’ proprio attraverso il gioco che il bambino elabora la progressiva conoscenza e comprensione della realtà, la strutturazione dello spazio, l’elaborazione e la simbolizzazione dei desideri, delle angosce e...

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Diario di un’esperienza: dolci colori e profumo di terra

  di Simona Vigoni, pedagogista e psicomotricista     “Per me l’arte è un grandissimo divertimento, è il migliore dei giochi….e penso che l’uomo debba realizzare cose con le sue mani, cantare con la sua voce, ballare con il suo corpo….FIN DA PICCOLO.”(G. Dorfles)   La premessa per questa esperienza è sempre la medesima: soddisfare il bisogno di esplorazione, manipolazione e scoperta del bambino. I materiali naturali, si sa, offrono una molteplicità di sensazioni, per la diversità della consistenza, dei colori, degli odori, delle forme che prendono, del calore, della duttilità e del conseguente potere trasformativo che possiedono: se dovessimo trovare un aggettivo potremmo definirli polisensoriali. I materiali naturali “prendono corpo con i corpi dei bambini”, corpi che si sporcano, si...

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“Arte astratta temporanea”…come Kandinsky

di Benzi Claudia     Sono una maestra di scuola dell’infanzia e, pur non essendo un’esperta d’arte, questa mi piace molto. Tra i tanti pittori che adoro c’è Kandinsky. Nei suoi quadri è molto evidente l’uso di elementi geometrici ed il rapporto tra forme e colori dà, a mio avviso, un effetto di libertà e leggerezza…Le sue opere sono poi disseminate da una quantità di punti, macchie, linee che, spesso, creano un effetto di tridimensionalità. Un giorno, mi sono detta, perché non trasformare i bambini della mia sezione in piccoli Kandinsky!? La mia idea di scuola, basata sulla condivisione e sulla collaborazione, mi porta a sperimentare sempre idee nuove e la mia passione per l’arte fa il resto… Come insegnante sono una promotrice del lavoro di gruppo e sono convinta che in ogni...

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Libri in inglese e bilinguismo

    A noi di Percorsi Formativi06 interessano diversi argomenti, tra cui il bilinguismo fin dall’età precoce e come favorirlo attraverso la lettura con i piccoli. Per approfondire il tema, abbiamo interpellato Francesca Tamberlani di Milkbook la quale ha intervistato per noi Michela Macchi, fondatrice di atelierstorytime un sito dedicato all’insegnamento delle lingue ai bambini tramite lo storytelling. Vi presentiamo quindi questa interessante intervista.   1) Libri in lingua: come renderli strumenti utili all’apprendimento della seconda lingua in famiglie monolingua? I libri sono uno strumento molto efficace per l’apprendimento di una lingua straniera, sia in classe, come alternativa ad altre attività pedagogiche, sia a casa, con genitori, zii, nonni o babysitter. Quello che rende...

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