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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Povero vuol dire ricco

di Simona Vigoni, pedagogista e psicomotricista     A volte le vedi arrivare la mattina presto con una scatola di scarpe piena di ritagli di legno, rigorosamente ancora tutti da scartavetrare, altre volte le vedi al computer nei momenti di pausa intente a trascrivere una chilometrica lista di materiali, i più disparati, ma obbligatoriamente di riciclo, da consegnare alle famiglie in occasione della riunione, altre volte ancora, le immagini con la “faccia tosta” in un negozio a chiedere scarti e rimasugli di gomme e tessuti che possano fornire alla vista, al tatto, all’udito spunti e tracce per i pensieri dei bambini, oppure compaiono con una busta di plastica piena di gomitoli…. la vicina di casa della suocera li stava per buttare via…”Sacrilegio!” Grida la collega alla vista di cotanta...

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L’importanza del gioco con materiali destrutturati

di Lucia Vichi, pedagogista e coordinatrice   Il gioco è per il bambino un diritto, ossia una piacevole ed essenziale attività che contribuisce alla costruzione soggettiva. Nel processo di costruzione dell’identità, infatti, il gioco è uno degli strumenti privilegiati, in particolare il gioco corporeo ( la scoperta delle mani, la scoperta dei piedi, la scoperta della propria voce, …) , il gioco senso motorio ( ossia quello legato alla sperimentazione degli equilibri, delle altezze, dei limiti, …) e il gioco simbolico ( da non confondere e scambiare con il “gioco del faccio finta”). E’ proprio attraverso il gioco che il bambino elabora la progressiva conoscenza e comprensione della realtà, la strutturazione dello spazio, l’elaborazione e la simbolizzazione dei desideri, delle angosce e...

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Diario di un’esperienza: dolci colori e profumo di terra

  di Simona Vigoni, pedagogista e psicomotricista     “Per me l’arte è un grandissimo divertimento, è il migliore dei giochi….e penso che l’uomo debba realizzare cose con le sue mani, cantare con la sua voce, ballare con il suo corpo….FIN DA PICCOLO.”(G. Dorfles)   La premessa per questa esperienza è sempre la medesima: soddisfare il bisogno di esplorazione, manipolazione e scoperta del bambino. I materiali naturali, si sa, offrono una molteplicità di sensazioni, per la diversità della consistenza, dei colori, degli odori, delle forme che prendono, del calore, della duttilità e del conseguente potere trasformativo che possiedono: se dovessimo trovare un aggettivo potremmo definirli polisensoriali. I materiali naturali “prendono corpo con i corpi dei bambini”, corpi che si sporcano, si...

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“Arte astratta temporanea”…come Kandinsky

di Benzi Claudia     Sono una maestra di scuola dell’infanzia e, pur non essendo un’esperta d’arte, questa mi piace molto. Tra i tanti pittori che adoro c’è Kandinsky. Nei suoi quadri è molto evidente l’uso di elementi geometrici ed il rapporto tra forme e colori dà, a mio avviso, un effetto di libertà e leggerezza…Le sue opere sono poi disseminate da una quantità di punti, macchie, linee che, spesso, creano un effetto di tridimensionalità. Un giorno, mi sono detta, perché non trasformare i bambini della mia sezione in piccoli Kandinsky!? La mia idea di scuola, basata sulla condivisione e sulla collaborazione, mi porta a sperimentare sempre idee nuove e la mia passione per l’arte fa il resto… Come insegnante sono una promotrice del lavoro di gruppo e sono convinta che in ogni...

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Libri in inglese e bilinguismo

    A noi di Percorsi Formativi06 interessano diversi argomenti, tra cui il bilinguismo fin dall’età precoce e come favorirlo attraverso la lettura con i piccoli. Per approfondire il tema, abbiamo interpellato Francesca Tamberlani di Milkbook la quale ha intervistato per noi Michela Macchi, fondatrice di atelierstorytime un sito dedicato all’insegnamento delle lingue ai bambini tramite lo storytelling. Vi presentiamo quindi questa interessante intervista.   1) Libri in lingua: come renderli strumenti utili all’apprendimento della seconda lingua in famiglie monolingua? I libri sono uno strumento molto efficace per l’apprendimento di una lingua straniera, sia in classe, come alternativa ad altre attività pedagogiche, sia a casa, con genitori, zii, nonni o babysitter. Quello che rende...

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Crescere nella musica

  di Elena Costa, musicista e Insegnante Audiation Institute, ideatrice dei corsi Bimbincanto     “La capacità di comprendere la musica è importante perchè l’ascolto e la produzione musicale diretta sono esperienze quotidiane: sviluppando questa attitudine il bambino imparerà ad apprezzare e ascoltare la musica con una consapevolezza che renderà la sua vita più ricca di significato”. Edwin Gordon   Edwin Gordon, musicista e ricercatore,  descrive i processi di apprendimento musicale del bambino fin dall’età neonatale attraverso  la Music Learning Theory: una teoria dell’apprendimento musicale la quale si fonda sul presupposto che la musica si possa apprendere secondo le stesse modalità con le quali si apprende il linguaggio. Perchè è importante crescere nella...

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Le vacanze di Natale coi bimbi

di Silvia Iaccarino     Ecco finalmente la tanto agognata pausa natalizia! Periodo di stop fondamentale per recuperare energie utili ad arrivare all’estate, sebbene con qualche pausa qua e là 😉 Si apre quindi un periodo di riposo durante il quale passare del tempo con i propri bambini, avendo a disposizione ritmi in teoria più distesi. Se, da un lato, ciò fa piacere, dall’altro talvolta i genitori avvertono anche la fatica di gestire il proprio bambino per l’intera giornata, e per diversi giorni consecutivi. Infatti, le routine si modificano, gli orari sballano, le attività quotidiane cambiano, e magari anche la location, il tutto condito dall’eccitazione tipica del Natale, dal via vai di parenti e amici, dall’overbooking di oggetti, di cibo, di stimoli di ogni tipo…Insomma, sono...

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Quando troppi giochi soffocano la creatività dei bambini

    Recentemente sul quotidiano “La Repubblica” è uscito un interessante articolo riguardante l’eccessiva quantità di giochi che i bambini possiedono e che, contrariamente a quanto si possa pensare, ne disturba il processo creativo e lo sviluppo di attenzione e concentrazione. Qui puoi leggere l’articolo completo: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/12/07/se-troppi-giocattoli-cancellano-la-creativita31.html?ref=search      ...

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I benefici del gattonamento

di Silvia Iaccarino       Quella del gattonamento è una fase dello sviluppo motorio del bambino che diamo per scontata, anche se alcuni piccoli saltano questa tappa e passano direttamente alla deambulazione. Il fatto che un bambino salti la fase del gattonamento, però, secondo alcuni studi andrebbe considerato come un potenziale campanello d’allarme rispetto al regolare procedere dello sviluppo, e non solo motorio. Ciò non significa che se il bambino salta questa tappa allora sicuramente avrà delle problematiche: si tratterebbe più che altro di un fattore di rischio, che comunque da solo non sarebbe sufficiente a delineare una certa fatica nella crescita. Rispetto a questo punto, comunque, c’è un dibattito in corso per cui secondo alcuni studiosi saltare questa tappa sarebbe uno...

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Un mondo di sapori

di Stefania Tombolato e Anna Seniga, Micronido Nemo e Dory      “Quando nutriamo i nostri figli passiamo loro molto più del cibo, li nutriamo anche delle emozioni che noi abbiamo mentre stiamo cucinando per loro e gli stiamo dando da mangiare. Li nutriamo anche di quello che è il nostro rapporto con il nostro corpo e con il cibo, di quello che è il nostro modo di dare, di ricevere, di rifiutare, di accogliere e di reagire al rifiuto.” Chiara Giudici   Quest’anno 2017-18 si è deciso di sviluppare un progetto educativo che abbiamo chiamato “Un mondo di sapori” attraverso il quale le attività proposte saranno mirate alla scoperta alimentare, soprattutto ai prodotti di frutta e verdura. La scelta di condividere un progetto generale offre a noi educatrici l’opportunità di maggiore confronto...

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Decalogo del Buon Educatore al Nido

di Lucia Vichi, pedagogista   1- Non toccare, non baciare, non abbracciare mai un bambino se non si è stati invitati da lui a farlo; 2- Avere cura del rapporto con la famiglia del bambino, fondamentale per un buon percorso di crescita al Nido; 3- Concentrarsi sul rafforzare e aiutare lo sviluppo di ciò che è positivo nel bambino (sui suoi pregi e i suoi talenti). Mai etichettarlo e mai categorizzarlo; 4- Essere attivi nel preparare l’ambiente. Prendersene cura in modo meticoloso e costante. Aiutare il bambino a stabilire relazioni positive con esso. Mostrare il posto giusto dove i materiali di sviluppo sono conservati e riposti; 5- Essere sempre disponibili e pronti a rispondere serenamente alla chiamata del bambino che ha bisogno di voi, non dimostrandosi scocciati, ascoltare e...

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14 indizi per capire se un bambino è plusdotato

di David Polezzi e Francesco Gallimberti, psicologi e psicoterapeuti dell’età evolutiva     Il 2% dei bambini mostra un’intelligenza marcatamente più elevata di quella dei coetanei. Questi bambini sono detti “plusdotati”. Ma come si riconosce un bambino con un livello così elevato di intelligenza? Di seguito alcune delle principali caratteristiche che indicano la presenza di plusdotazione cognitiva. Imparano a leggere e scrivere prima di andare a scuola: la maggior parte dei bambini impara a leggere e scrivere sui banchi di scuola grazie all’aiuto delle maestre, i bambini “gifted”, invece, hanno già scoperto da tempo come farlo. Grazie alla lettura, inoltre, molti di questi bambini partiranno avvantaggiati anche in altre materie come scienze, storia o geografia e faranno meno...

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Educazione del movimento in età evolutiva secondo i principi del Body Mind Centering®

  di Valentina Saitta, operatrice Body Mind Centering®     L’importanza del movimento nel primo anno di vita Fra i regali più grandi che possiamo fare ai bambini vi sono un senso di benessere fisico ed emotivo, la gioia di vivere, il comfort, la fiducia, la curiosità, la capacità di stabilire relazioni, di perseguire i propri obiettivi, di diventare autonomi. Queste capacità sono fortemente influenzate dalle prime esperienze legate al tatto ed al movimento. Attraverso il modo in cui siamo stati toccati e messi in movimento si forma il nostro rapporto con la gravità, con lo spazio, il come percepiamo noi stessi e gli altri, la capacità di modulare attività e riposo, la nostra disponibilità a perseguire e raggiungere ciò che desideriamo, la capacità di vivere legami e relazioni, di...

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Re-interpretare la storia e l’immagine tradizionale di ‘maestra’ come ‘balia’

  di Beatrice Jane Vittoria Balfour, PhD in Scienze dell’Educazione presso Università’ di Cambridge, Professoressa Associata all’ Universidad Nacional de Educación (Ecuador) e Direttrice del Progetto ‘Unidad Educativa – UNAE’, una scuola laboratorio per studenti tra i 3-18 anni     In questo articolo presento una piccola parte dei risultati della mia ricerca etnografica condotta come parte del mio dottorato nelle scuole d’infanzia ed asili municipali di Reggio Emilia (parte dei risultati che presento in questo breve articolo sono stati pubblicati in Balfour, 2016). Queste scuole ed asili sono conosciuti internazionalmente per la loro pedagogia di alta qualità. All’inizio della mia ricerca sono venuta a conoscenza di una storia di donne legata alla...

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Processo o prodotto? Una riflessione sui “lavoretti”

  di Silvia Iaccarino     “Chi lavora coi bambini non deve tanto acquisire approfondite conoscenze disciplinari, quanto appropriarsi di un metodo di lavoro che riesca a sostenere i bambini nei loro processi investigativi intorno ai fenomeni del quotidiano, disponendo contesti appositamente pensati per loro, finalizzati a rinforzare e sviluppare in modo creativo le loro naturali competenze” E. Giordano e M. C. Onida*     A partire da questa citazione, evidenziamo come, per un equilibrato sviluppo in tutte le aree, sia importante che i bambini possano investigare e scoprire il mondo che li circonda. Per favorire ciò, l’adulto dovrebbe promuovere curiosità, interesse, motivazione all’apprendimento attraverso un “metodo di lavoro” che, basandosi sulla propria sapiente regia, predispone...

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Disciplina dolce: cosa si intende?

di Valeria Falovo, psicologa   Diventare genitori significa, quasi dal primo momento (ma già durante i nove mesi di attesa), dover prendere delle scelte quotidiane che vanno lentamente a delinearsi come uno “stile di accudimento/educazione”. Scegliere come crescere i nostri bambini, quali valori trasmettere loro, come educarli, come renderli sicuri e sereni è una delle sfide più entusiasmanti ma anche più complesse che si aprono davanti a noi nel momento in cui diventiamo “mamme e papà”. La nostra identità viene ribaltata: prima eravamo figli, adesso siamo genitori. Siccome la mente umana tende ad affrontare le situazioni nuove facendo riferimento a ciò che già conosce, viene spontaneo e naturale “fare i genitori” così come abbiamo visto fare, quindi seguendo e ascoltando ciò che abbiamo...

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Perché fare teatro a scuola?

    di Marta Martinelli, attrice e conduttrice di laboratori teatrali nelle scuole       Fine dell’anno scolastico=spettacolo di fine anno=PANICO!!!!! “Cosa facciamo?”/“Come lo facciamo?”/ “E le luci?”/“Chi cuce i costumi?”/ “E il copione?”…”Lo scrivo io!… Ma torno a casa alle sette da scuola… lo faccio di notte!…” Quante ne ho sentite! Quante situazioni di questo tipo ho vissuto in più di 15 anni di lavoro come operatrice teatrale in diverse realtà didattiche. Fare teatro a scuola non è niente di tutto questo, non DEVE esserlo! Fare teatro a scuola è un’opportunità, un grande gioco, un’occasione di scoperta, per tutti, bambini e insegnanti! Molto spesso per le insegnanti, che pure ne hanno grande desiderio, proporre un lavoro teatrale nella propria struttura didattica o...

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L’ambientamento in 3 giorni: una testimonianza – SECONDA PARTE

L’ambientamento in tre giorni all’asilo nido domiciliare “Il bosco incantato” – Firenze di Barbara Mencherini   … CONTINUA   Il quarto giorno è stato piuttosto sereno.  Per oggi sono molto sollevata di aver riposto fiducia in questo metodo. Sms con Silvia Io:Il metodo 3 giorni non è il miracoloso ma ci si avvicina parecchio =)) sta andando tutto molto bene 
Silvia: Sono molto contenta!!
 Io: E io molto sollevata. Anche perché posso rassicurare gli incerti avendo toccato con mano. Ci sentiamo domani
   Messaggi dai genitori: [7/9, 07:25] Mamma S.: Buongiorno a tutti. Ieri sera la M. batteva le dita e poi i pugni sul tappeto e rideva a più non posso ; fantastica la canzoncina del buongiorno !!!! 
Buon lavoro e buona giornata a tutti Io: Grazie S.! Questa è una grande carica in...

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L’ambientamento in 3 giorni: una testimonianza – PRIMA PARTE

L’ambientamento in tre giorni all’asilo nido domiciliare “Il bosco incantato” – Firenze di Barbara Mencherini   A giugno ho incontrato per la prima volta l’ambientamento in tre giorni, su facebook. Ho alzato le sopracciglia per lo stupore, ho storto il naso sospettando una fregatura, sono passata oltre. In agosto si è aperto un nuovo capitolo. Tra i nuovi iscritti c’è un bimbo di 2 anni con un fratellino in arrivo per fine settembre. La madre manifesta il forte desiderio di accompagnarlo nell’ambientamento. Nel preparare gli ambientamenti ho pensato che se in quell’annuncio di facebook avessi trovato un po’ di pedagogia, forse poteva fare al caso mio. Ho iniziato le ricerche, ho cercato informazioni, letteratura e ho trovato il contatto di Silvia Iaccarino. Le...

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Infanzia e natura: una relazione possibile?

di Chiara Ferrari, educatrice     Il tempo attuale è il tempo del disorientamento perché è aumentata la distanza tra l’uomo e le sue caratteristiche naturali. Uomo e natura si sono allontanati così tanto che diventa sempre più difficile ritrovare il punto di contatto. Ma cosa intendiamo con il termine natura? Una prima accezione fa riferimento a ciò che è naturale in quanto originario e costitutivo, ciò che appartiene all’uomo in quanto uomo e che, di conseguenza, non può essere insegnato dall’esterno. La celebre metafora che dipinge il bambino come una pianta (e che attraversa l’intera letteratura pedagogica da Rousseau in avanti) fa riferimento a questo primo significato. La seconda accezione del termine si riferisce invece alla natura intesa come ambiente e paesaggio non urbanizzato,...

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