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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Il piatto unico nei servizi educativi: un modo alternativo di proporre il pasto

di Silvia Iaccarino   Nel nostro gruppo FB Percorsi formativi 0-6 – per crescere professionalmente oggi ci confrontiamo continuamente su pressoché qualsiasi argomento, in modo articolato e profondamente e reciprocamente arricchente. Qualche tempo fa, in un post dove discutevamo di cibo e di forzature o non forzature al mangiare ed all’assaggio, Ilenia Schioppetti e Nido Orsetti Scorzè hanno condiviso con noi il loro modus operandi con il piatto unico che, personalmente, ritengo sia una soluzione valida da ragionare. Per tale motivo mi fa piacere condividerla qui: potrebbe rappresentare per qualcuno un interessante spunto sia di riflessione che operativo 😉 Chiaramente gli aspetti organizzativi sono importanti e non tutti, seppure magari interessati, possono praticare questa...

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Il pranzo al Nido

  di Silvia Iaccarino, foto di Sandra Lencioni e dell’equipe del Nido “Il Paese delle meraviglie” di Lucca      Il pranzo rappresenta un passaggio chiave nei servizi educativi 0-6 anni, ed è ancora più significativo al Nido, dove l’età dei bambini e la loro forte dipendenza dagli adulti richiede una responsabilità sostenuta da parte degli educatori nel pensare questo delicato momento affinché i piccoli possano viverlo al meglio.  La dimensione della cura al Nido vede intrecciati diversi aspetti, tutti importanti, i quali, se ben progettati e pensati, possono garantire le necessarie condizioni per favorire il benessere dei bambini ma anche degli adulti che se ne occupano.   Esiste una dimensione fisica e materiale della cura rispetto alle azioni concrete che, nella...

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Il gioco libero è veramente libero?

  di Ilenia Schioppetti, Nido famiglia “La casetta delle favole”, Venezia     Domande. Risposte. Dubbi. Certezze. Setting. Scelta di materiale. Sembrerebbe una struttura questa. Eppure è una destrutturazione. Il nido non cambia forma. I bambini sono liberi di scegliere. Setting. Per ampliare i materiali a disposizione. Per disfarlo, per ricostruirlo, per sviluppare pensieri, per aggiungere materiali. Per… Provocazioni. Oggi piccolo e grande.   I bambini saranno liberi di rispondere al materiale presente nella stanza ognuno secondo le sue necessità? Nel gioco libero i bambini saranno davvero liberi di usare o non usare qualsiasi materiale a disposizione nella stanza sia questo proposto o scelto da loro? Tutti i materiali nella stanza saranno raggiungibili senza il bisogno di...

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Liberamente libera mente!

a cura di Silvia Iaccarino Nel nostro gruppo FB Percorsi formativi 06 – per crescere professionalmente oggi  lavoriamo molto, tutte insieme, per produrre cambiamento nei servizi educativi 0-6 anni e per suscitare nuove riflessioni, osservazioni, sguardi sui bambini. Crediamo fortemente nell’importanza di fare cultura dell’infanzia e di comunicare con valore i processi di crescita ed apprendimento dei piccoli. Intendiamo fare in modo che gli adulti, tanto i genitori che i professionisti, affinino la vista e lo sguardo per andare in profondità e osservare la ricchezza del lavoro dei bambini, per dare valore al gioco autonomo, libero, spontaneo che nasce a partire da spazi, tempi e materiali adeguati e pensati, messi a disposizione dall’educatore. Qui condivido la...

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Domande generative

  a cura di Silvia Iaccarino e del gruppo FB di Percorsi formativi 0-6   Il lavoro educativo e’ entusiasmante, ma anche faticoso, sia dal punto di vista fisico che emotivo. La relazione con i bambini e’ sicuramente gratificante, ma anche molto complessa. Alla “brava educatrice/insegnante” non serve solo il sapere ed il saper fare, ma soprattutto il saper essere, competenza che non si impara sui libri, studiando, ma attraverso il lavoro su se stessi per acquisire una capacita’ riflessiva che possa veicolare, tra le altre cose, l’intelligenza emotiva e le competenze relazionali, così fondamentali in questo lavoro. Si tratta di competenze che si imparano “sul campo”, dedicando del tempo a se stessi e confrontandosi con le colleghe.  Come dice Elisabetta Biffi, “l’educare richiede al vivere...

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Come scegliere i giochi per i bambini

  di Silvia Iaccarino   In questo articolo vorrei dare alcune indicazioni rispetto a quali giochi e giocattoli possono rappresentare un buon investimento per la crescita dei nostri bambini.  Non è un tema da poco perché, come sappiamo, molti giocattoli (spesso perlopiù in plastica) sono piuttosto costosi e incidono in modo importante sui budget delle famiglie.   Oltretutto tale dispendio economico non è sempre “ripagato” dai piccoli, i quali,  come spesso osserviamo, dopo aver esplorato e giocato col nuovo oggetto per qualche giorno, se non per pochi minuti, lo abbandonano velocemente per concentrarsi sull’incarto, sulla scatola che lo conteneva, sui nastri e le coccarde…   Come mai ciò accade? I bambini, soprattutto nella fascia 0-6 anni, e ancora di più tra 0 e 3 anni, investono il...

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Il bambino conosce i nostri pensieri

  di Silvia Iaccarino   Un aspetto che talvolta non viene tenuto in sufficiente considerazione nella relazione educativa è l’influsso del nostro stato emotivo sui bambini e sul loro comportamento.     Come poeticamente afferma Leboyer, il bambino conosce tutto di noi, sa leggerci dentro in modo profondo, nulla gli sfugge dei nostri moti interiori e delle nostre emozioni. Il bambino è un essere sociale, che nasce fortemente predisposto per la relazione e per cogliere in modo raffinato il linguaggio del corpo, il linguaggio non verbale. Appena mettiamo il piede in casa (o al Nido, a Scuola), egli ci “scannerizza” e sa subito capire come ci sentiamo, se siamo turbati, se qualcosa ci preoccupa. Vale per i genitori, vale per i professionisti. Poi, fatta questa lettura,...

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Il gesto che crea la mente

  di Silvia Iaccarino   Per i bambini il corpo è il primo e principale strumento di conoscenza di sé e del mondo. Nel primo anno di vita, di fatto, l’unico. Ciò significa che è fondamentale per i piccoli poter fare esperienza diretta, in prima persona, delle cose della vita. Non basta guardarle su uno schermo, non basta scorrere un dito su una tavoletta luminosa per apprendere, per costruire il cervello e la mente, per costruire la propria personalità in modo armonico ed equilibrato. Serve la vita vera! Oggi, invece, vediamo una letterale de-corporeizzazione: i bambini passano sempre più tempo sugli schermi e mancano delle necessarie e fondanti esperienze, sensoriali e corporee, per il loro sano sviluppo. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di monitorarne e limitarne...

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Più intelligenti con la musica

  di Libero Iannuzzi, insegnante di musica     In questo articolo vorrei sottolineare l’importanza dello sviluppo di una esperienza musicale fin dai primi mesi di vita, e contemporaneamente evidenziare come, ciascun educatore, sebbene non sia un professionista specializzato, può attivarsi proponendo pratiche musicali ai piccoli. Infatti, tutti noi possiamo insegnare qualcosa di musicale ai nostri bambini, limitatamente a quello che è la nostra esperienza e competenza. Senza dover necessariamente saper suonare uno strumento, possiamo cantare, recitare filastrocche, giocare con loro attraverso la musica. Non dimentichiamoci che la voce è lo strumento principe, il più diretto ed emozionante, assolutamente in grado di trasmettere ritmo e melodia. Se sappiamo cantare, sapremo insegnare...

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I cani vanno al nido!

  di Alma Perroni, coordinatrice SIUA (Scuola Interazione Uomo Animale) Lombardia e Patrizia Pillitteri, coordinatrice pedagogica servizi prima infanzia     Il titolo di questo articolo è corretto! I cani vanno al nido per incontrare i bambini e condividere con loro momenti ludici in cui imparare anche qualcosa di nuovo. Si tratta di un progetto di Zooantropologia Didattica ideato appositamente per l’Asilo Nido “Il Giardino dei Glicini” di Baranzate. La Zooantropologia è una scienza multidisciplinare che studia la relazione tra gli esseri umani e gli altri animali; una delle sue applicazione è proprio la didattica. L’incontro bambino-cane è sempre un momento che porta stupore, meraviglia e apre molteplici possibilità di incontro e di cambiamento. I bambini dell’Asilo Nido “Il Giardino...

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E…se si è rotto?

Grazie a Carola Castoldi per questo contributo che pubblichiamo con piacere anche in collegamento al nostro articolo sull’uso degli oggetti frangibili che potete leggere qui   di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport   Spesso l’adulto ha paura… il rischio fa paura. Ma in educazione il rischio è generativo e noi adulti dobbiamo concedere ai bambini alcune possibilità. Come rendere i bambini sicuri? Per noi insegnanti è lo sguardo dell’adulto che osserva, sostiene, rilancia per far sì che si superi la paura, il rischio si faccia piccolo e la scoperta così grande da annullare il resto.   NOI OGGI A SCUOLA CI SIAMO RIUSCITI. Come? Sezione. Il...

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Quando i bambini mordono. La comunicazione con le famiglie

  di Silvia Iaccarino, per la rivista “Il mio Nido”       Tasto dolente, si sa, quello dei morsi al Nido!  Per noi professionisti le dolenti note riguardano più che altro la relazione con le famiglie in questi frangenti, perché ben sappiamo che si tratta di comportamenti fisiologici dei bambini, naturalmente parte della tappa evolutiva 0-3 anni.  Proprio questo aspetto del rapporto con le famiglie vorrei qui ragionare, in modo da sostenere gli educatori nel delicato compito di comunicare con i genitori l’occorrenza di tali episodi.  Sono diversi gli aspetti da prendere in considerazione. Partirò da una inquadratura generale dei motivi per cui per mamme e papà è generalmente così difficile accettare che il proprio bambino venga morsicato, per poi arrivare a fornire alcune...

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La gentilezza come valore educativo

  di Silvia Iaccarino   Oggi parto da questa citazione che trovo molto bella 😍😍     Ci dà il senso di quanto sia importante il modo in cui ci rapportiamo ai bambini anche nell’uso del nostro linguaggio verbale… Dire a un bambino, per esempio, “sei cattivo”, “sei monello”, “sei un pasticcione”, etc. comporta il costruire in lui un’immagine di sé negativa, che andrà ad impattare sulla sua autostima. E poiché noi ci muoviamo nel mondo in base a come pensiamo di essere, è chiaro che più abbiamo una buona opinione di noi stessi, meglio è.  Infatti, le parole e i giudizi che, fin da piccoli, ci vengono trasmessi, diventano il nostro dialogo interno, il modo in cui noi stessi ci parliamo nella nostra mente. Penseremo pertanto  di noi idee...

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Quando i genitori si separano…come gestire l’evento coi bambini? SECONDA PARTE

  di Silvia Iaccarino   Nella prima parte dell’articolo ci siamo soffermati su cosa dire ai bambini quando i genitori si separano.  Qui vediamo, invece, alcune utili indicazioni per la fase successiva.  In primis, i bambini hanno bisogno di sapere che, anche se i genitori non vivono più insieme, saranno sempre e comunque presenti nella loro vita, a prescindere da tutto. Ciò significa che essi necessitano di continuare a godere di una stabile sicurezza affettiva, potendo vedere con continuità mamma e papà  (sebbene nei tempi e modi che verranno decisi durante il processo di separazione).  Il fatto che il bambino transiti su due abitazioni differenti può essere una risorsa e non obbligatoriamente uno svantaggio: sarà compito degli adulti focalizzare i punti di forza della situazione ed...

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Quando i genitori si separano…come gestire l’evento coi bambini? PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino     Sono sempre più frequenti le situazioni di separazione e divorzio nelle coppie con bambini anche molto piccoli, per i più svariati motivi che non analizzeremo in questa sede.  Contrariamente alle credenze abituali, la separazione/divorzio non per forza rappresenta un evento traumatico nel percorso di vita di un bambino (vedi anche questo mio altro articolo), sebbene sia indubbiamente un evento triste e spiacevole: che il piccolo viva emozioni dolorose è indubbio, ma ciò NON significa automaticamente che egli sia traumatizzato. Il trauma accade quando i vissuti “spiacevoli” non possono essere pensati ed elaborati per poter essere superati. Ma, se debitamente accompagnati sul piano emotivo, i piccoli possono affrontare pressoché qualsiasi esperienza. L’importante...

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Dov’è finito “sbagliando si impara”?

  di Alice Bonello, psicomotricista funzionale, pedagogista   “Chiudiamo gli occhi e iniziamo a guardare” A. Catalano   Spesso e volentieri dietro ai modi di dire si nascondono grandi verità, tramandate di generazione in generazione. Ognuno di noi è cresciuto con nonni o genitori che all’occorrenza si affidavano a proverbi o modi di dire per spiegarci concetti o verità assodate, da prendere e considerare come realtà assolute: dei veri e propri assiomi che non lasciavano possibilità di replica!!!  “Sbagliando si impara” è uno fra i tanti… ma in questo momento socio-educativo ne sento professionalmente un po’ la mancanza. Dov’è finita la consapevolezza profonda che l’errore è maestro di vita? Negli ultimi anni questo viene visto troppo spesso con sospetto,...

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Bambini e animali: un rapporto speciale

  di Silvia Iaccarino   Il legame tra umani e animali è speciale, lo sappiamo. E per i bambini può rappresentare, fin da molto piccoli, una grande risorsa in tanti frangenti. Ancora di più per i bambini altamente sensibili di cui spesso parlo, i quali con gli animali hanno un rapporto molto intenso. Avere un animale domestico con cui relazionarsi può sostenere lo sviluppo infantile in molti modi. In particolare, tra le altre cose, il bambino può: – imparare ad essere empatico e sviluppare un senso di responsabilità nel prendersi cura del suo cucciolo, con un impatto positivo anche sulla sua autostima; – beneficiare di minore stress e maggiore calma e tranquillità in quanto accarezzare un animale ha un potente effetto calmante, grazie al rilascio di endorfine e altri ormoni...

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Prevenire il burnout secondo il metodo inRELAZIONE

Prevenire il burnout secondo il metodo inRELAZIONE. Consapevolezza, qualità delle relazioni, condivisione in gruppo   di Ornella Cavalluzzi e Chiara Degli Esposti, psicologhe e psicoterapeute, ideatrici del metodo inRelazione     Il malessere presente nel sistema scolastico rispecchia la società in cui viviamo, una società performante, individualista che spinge all’isolamento e al disinvestimento nelle relazioni. Vivere in un contesto sociale fortemente individualista stimola la competitività in ogni ambito della nostra vita e comporta l’interruzione del circuito empatico che è alla base delle relazioni umane. In ambito scolastico il malessere è spesso evidente e tangibile: i casi di maltrattamento sono sempre più frequenti e risulta essere in forte aumento la sindrome di burnout tra gli...

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L’interazione tra il bambino e il contesto: una breve riflessione

  di Silvia Iaccarino   Partendo dalla seguente citazione vorrei fare qui una breve riflessione     Credo sia davvero un pensiero profondo e su cui dovremmo soffermarci molto a riflettere, genitori/familiari dei bambini e professionisti. La prospettiva interazionista evidenzia l’aspetto fondamentale dell’influenza dell’ambiente (inteso in senso ampio, quindi anche relazionale) sui comportamenti dei bambini: “Abbracciare questa visione delle cose significa smetterla di pensare ai problemi come radicati ‘nel bambino’ per cominciare a valutarli in termini di ‘bambino nel contesto’” B. K. Keogh Dovremmo allora sempre chiederci, a casa come al Nido/Scuola: “cosa sta succedendo (o è successo) nell’ambiente affinché il bambino si comportasse così?”. I...

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Bambino ideale, bambino reale

  di Silvia Iaccarino   Lo scarto tra il bambino ideale, il bambino che abbiamo in mente e il bambino reale che sta davanti a noi può essere molto grande, a volte. Altre volte lo è meno, ma comunque esiste.     Riflettere su immagine reale e ideale del bambino, per arrivare ad accettare quello che è il bambino in carne e ossa che abbiamo davanti è basilare per poter lavorare (genitore o professionista) con maggiore lucidità e libertà di pensiero sul bambino stesso e sulle situazioni. Altrimenti le nostre interpretazioni del comportamento del bambino e le nostre reazioni emotive saranno “inquinate” dalla delusione per non avere davanti il bambino sognato. E lo stesso vale nei confronti di noi adulti stessi. Creiamo un ideale di noi come “buoni genitori/educatori” e...

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