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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

Periodicamente la pagina verrà aggiornata con nuovi articoli: torna a trovarci!!

N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

L’educazione può cambiare il mondo…

  di Silvia Iaccarino   Come l’educazione può cambiare il mondo?       Con questa citazione possiamo riflettere su come, in questo periodo storico, stiamo iniziando finalmente a renderci conto che la “pedagogia nera” può e deve essere superata se vogliamo un mondo diverso, un mondo migliore. Per secoli la “pedagogia nera” ha permeato le prassi “educative” degli adulti con un’idea di bambino “selvaggio”, “da raddrizzare fin da piccolo” (anche a suon di botte), che deve imparare subito “chi comanda”, che “non può averle vinte”, etc. E con un’idea di “mondo” ostile e difficile, per cui ti devi fare la pelle dura fin da piccolo per essere pronto a farvi fronte. E allora al bando...

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I bambini e le faccende domestiche

  di Silvia Iaccarino   E’ importante coinvolgere fin da molto piccoli i bambini nei mestieri, sia a casa che nelle strutture educative. Nel metodo Montessori, per esempio, le attività di “vita pratica” sono uno dei pilastri del metodo stesso. Ma, a prescindere da ogni metodo, per i bambini è gratificante poter contribuire alla vita di casa/del nido/della scuola, risponde al loro bisogno di “ordine” dei primi anni di vita, responsabilizza, favorisce l’apprendimento a tutti i livelli, li aiuta a sentirsi “grandi” e “padroni di sè”, supportando lo sviluppo di una buona autostima e dell’autoefficacia (“sono in grado di modificare il mondo secondo la mia volontà”). E voi? A casa, al nido, a scuola come coinvolgete...

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L’importanza di rispettare i tempi dei bambini

  di Silvia Iaccarino   Nel rapporto con i bambini, molto spesso, gli adulti di oggi tendono ad aspettarsi risultati piuttosto rapidi a fronte delle loro azioni educative. Si tende cioe’ a pensare che essi velocemente siano in grado di mettere in atto i suggerimenti e le indicazioni di corretto comportamento che gli forniamo. Ma non funziona così. Il percorso di crescita umano richiede tempi ampi e distesi affinché il programma genetico, in stretta connessione con l’ambiente, si dispieghi. Se piantiamo oggi un albero da frutta, passerà molto tempo prima che inizi a fruttificare. Nel frattempo dovremmo avere in mente che il nostro ruolo è come quello del giardiniere: ci occupiamo di quanto abbiamo piantato, fertilizzando il terreno, bagnandolo, estirpando le erbacce, proteggendo dalle...

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Linee guida sull’uso del digitale 0-6 anni

  di Silvia Iaccarino   Uno studio incrociato relativo alle abitudini tecnologiche di 350 bambini tra i 6 mesi e i 4 anni ha evidenziato che il 96,6% di loro utilizza i DD (digital devices). La maggior parte di essi (92,2%) ha iniziato ad utilizzarli prima dell’anno di età. E a due anni molti utilizzano quotidianamente gli schermi. Non si tratta certo di demonizzare la tecnologia ma è un dato di fatto che innumerevoli studi evidenziano i rischi per lo sviluppo dei bambini in età precoce, in quanto i loro sistemi non sono ancora maturi. I pediatri italiani, in linea con la AAP (America Academy of Pediatrics), evidenziano le seguenti principali linee guida per limitare gli effetti negativi dell’esposizione agli schermi in età precoce:     Altre indicazioni pratiche sull’uso del...

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Fammi giocare solo per gioco…

  di Silvia Iaccarino   Abbiamo perso l’idea del piacere di giocare fine a se stesso e continuamente proponiamo attività e stimolazioni ai bambini finalizzate all’apprendimento, sovraccaricandoli così di informazioni e rischiando che ciò susciti in loro una precoce ansia da prestazione.       Ci aspettiamo che non ci deludano, che imparino, che si divertano, che siano sempre al top…Non solo, se un bambino gioca per conto suo, subito ci preoccupiamo perchè non sta socializzando, quando invece è un innato bisogno umano (e vale anche per noi adulti) lo stare per conto proprio. Giocare da soli non va quindi sempre e comunque letto come segno di disagio, bassa autostima, depressione o quant’altro (a volte può esserlo, ma non sempre). Anzi, semmai possiamo leggere la...

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Il gioco libero dei bambini si è estinto?

  di Silvia Iaccarino     Se masticate l’inglese o lo leggete coi sottotitoli merita veramente di investire 16′ del proprio tempo per guardare questo video relativo a uno speech di Peter Gray: https://www.youtube.com/watch?t=1s&v=Bg-GEzM7iTk&app=desktop Ne faccio comunque qui una sintesi. Peter Gray da tempo sta portando avanti una sensibilizzazione significativa rispetto al tema del gioco dei bambini evidenziando come, dagli anni ’50 ad oggi, abbiamo rubato loro, pezzo per pezzo, tempo di gioco libero ed auto-diretto a favore della scuola, o comunque tempo organizzato e sotto il controllo adulto. Egli evidenzia come, a causa della diminuzione del tempo dedicato al gioco libero, per contro è in aumento la depressione infantile, l’ansia, il narcisismo, la...

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Dalle cure all’autonomia: lavarsi le mani

  di Sara Blesio, pedagogista     Le cure, si sa, sono estremamente importanti nel contesto dell’asilo nido. Attraverso quei gesti lenti, che esprimono tenerezza e rispetto, infatti, l’educatrice crea e mantiene un’intesa speciale con il bambino consentendo a quest’ultimo di sentirsi prezioso, amato e protetto. Prendersi cura di un bambino però è molto più di questo. Significa costruire una relazione di fiducia reciproca che si consolida giorno per giorno a fronte di uno scrupoloso lavoro di conoscenza dell’altro. Responsabile di ciò, l’educatrice è chiamata ad accorgersi di quali siano i bisogni e le competenze del bambino e di come questi cambino, in un’ottica costante di ascolto e aiuto. Prendersi cura di un bambino allora significa non soltanto procurargli benessere, ma anche capire...

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Le bugie dei bambini: sono davvero tanto negative?

  di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta     Ogniqualvolta un bambino racconta una bugia, gli adulti si allarmano e si agitano pensando subito ad un affronto personale, ma se si cambiasse punto di vista si scoprirebbe che non c’è alcun fine (almeno iniziale) malevolo dietro a quelle “false” affermazioni.  Trattare e concepire i bambini come essere umani non equivale a pensarli e a relazionarsi con loro come se fossero adulti, per cui è necessario smantellare alcune convinzioni che li riguardano per capire fino in fondo cosa accade quando dicono una “bugia”. I bambini non hanno cattive intenzioni, agiscono per emulazione, sono in posizione di continua recezione e assimilazione di informazioni, apprendono per prove ed errori, testano incessantemente i propri e altrui limiti, cercano di...

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Buongiorno genitori…

  di Alice Bonello, psicomotricista funzionale, pedagogista     Da sempre e, sicuramente, per sempre i neo-genitori si domandano se saranno in grado di essere “il genitore perfetto”, se e quali errori commetteranno, e se riusciranno a capire a dovere la necessità dei loro pargoletti.  Niente paura… Non sarete genitori perfetti, commetterete molti errori, e capirete a singhiozzo ciò che i vostri figli vi chiederanno (e la cosa peggiorerà con l’adolescenza). Ma va bene così… perchè il bello dell’essere genitori sta proprio qui: nell’insegnare al bambino che la perfezione non esiste; che anche gli adulti sono fonte sempre rinnovata di errori e che per riuscire a capirsi si fa una fatica nera! 😉 Nella genitorialità viene a galla tutta la fragilità...

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Goccia dopo goccia

  di Elisa Pierri, Il mio Nido – Treviglio     I percorsi di outdoor education partono tutti dall’ascolto…ogni genitore ha una storia da raccontare, spesso una paura. Lasciare i propri figli all’aria aperta spaventa molto ma, se noi riuscissimo a parlare al bambino che siamo stati, tutto diverrebbe più limpido e più semplice. Ognuno di noi ha uno splendido vissuto nel cortile di un amico che, purtroppo, oggi per varie vicessitudini o mancanze di tempo non possiamo donare ai nostri figli, ed ecco dunque la ragione per la quale la scuola, di ogni ordine e grado, dovrebbe sopperire a questo bisogno. Maria Montessori fonda un’educazione al silenzio, non in una connotazione negativa, anzi: il silenzio va insegnato ai bambini sin da piccoli per aiutarli a ritrovare il piacere di...

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Giocare all’aperto d’inverno: il freddo non fa ammalare

  di Silvia Iaccarino     Come ho già avuto modo di dire in un altro articolo, è essenziale che i bambini possano recuperare il contatto con la Natura e stare il più possibile all’aria aperta. Questa opportunità dovrebbe essere garantita tutto l’anno e non solo con la bella stagione! Molto spesso, invece, ai primi freddi gli adulti chiudono i bambini in casa, a  scuola, in palestra, riducendo così sensibilmente la quota di vita all’aria aperta, temendo per la salute dei piccoli. Eppure nessuna ricerca scientifica ha indiscutibilmente affermato che il freddo faccia ammalare*. In autunno ed inverno ci si ammala di più perché, da un lato, sono più presenti i virus che causano i malanni e, dall’altro, il fatto stesso che siamo più al chiuso, in locali poco arieggiati...

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I diritti naturali dei bambini – SECONDA PARTE

  a cura di Silvia Iaccarino e del gruppo FB di Percorsi Formativi 06®       Dopo aver pubblicato “I diritti naturali dei bambini” di Zavalloni, ho chiesto al gruppo FB di Percorsi formativi 06®: “Che ne pensate? Quale diritto vi colpisce di più? Quali altre interpretazioni, oltre a quanto ho scritto io nell’articolo, potremmo dare ai diversi punti?” Ecco le riflessioni del gruppo:  Miria Quintili suggerirei “il diritto al pianto per un buon inizio” in questa fase di adattamento…(ndr: siamo a settembre e quindi periodo di ambientamenti 😉 ) Letizia Robustelli il diritto alla verità nel momento dei primi distacchi: le mamme e i papà vanno a lavoro e non vanno a fare un attimo pipi’! Rita Butta il diritto a prendere le distanze dai genitori, per poi tornare da loro come in...

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I bambini e il pianto

  di Silvia Iaccarino         Portiamo addosso delle “incrostazioni educative”, retaggio della pedagogia nera che ha guidato per secoli il nostro modo di crescere i bambini. Ci stiamo liberando e ripulendo via via da quei residui, ma oggi sono ancora in molti gli adulti che temono di “viziare” i bambini se rispondono ai loro bisogni di contatto, attenzione, conforto e consolazione. Le ricerche neuroscientifiche invece evidenziano in modo netto quanto sia importante NON tanto che i bambini non piangano e non vivano emozioni spiacevoli, ma quanto invece sia utile che tali emozioni INEVITABILI siano accompagnate da un adulto responsivo e supportivo, che li aiuti a sentirsi al sicuro e li accompagni nel comprendere ciò che accade loro, verbalizzandone i vissuti (vedi...

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I diritti naturali dei bambini – PRIMA PARTE

di Silvia Iaccarino   Grazie a Gianfranco Zavalloni per questo elenco di diritti dei bambini. Aspetti molto importanti su cui riflettere oggi in ambito educativo e non solo.  Il diritto all’ozio: oggi saturiamo la giornata dei bambini con proposte e attività di ogni tipo. Non è loro concesso di avere dei momenti “vuoti”, come del resto non ce li concediamo neanche noi adulti. Tutto è pieno, riempito, otturato. Non c’è spazio per la riflessione, per fermarsi a osservare se stessi e il mondo, non c’è spazio per “stare”, per “essere”…    Il diritto a sporcarsi: impediamo troppo spesso ai bambini il contatto con la terra, la natura e in generale ciò che è “sporchevole”, in una smania igienista che, come evidenziano le...

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E se si rompe? I bambini piccoli e l’uso di oggetti frangibili

di Silvia Iaccarino     E’ usanza trovare nelle nostre case e nelle nostre strutture educative quantità di giochi e giocattoli tipicamente in plastica, dai colori sgargianti e, spesso, vita breve.  Infatti, questi oggetti tendono a catturare l’attenzione dei bambini solo per un tempo scarso. Abbiamo tutti in mente scenari natalizi dove, poco dopo l’apertura dei regali, i piccoli sono presi a giocare con l’incarto o con la scatola piuttosto che col giocattolo donato.  Come mai ciò accade? Perché i giocattoli in plastica in primis sono poco interessanti dal punto di vista sensoriale e in secondo luogo sono predefiniti: con un gioco sonoro con gli animali, un bambino può fare solo ciò per cui il gioco stesso è costruito, non ha la possibilità di inventarsi altro e di utilizzarlo in un modo...

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Ambientamento o inserimento al Nido?

  a cura di Simone Rigoli, psicologo, coordinatore ed educatore del Servizio educativo in contesto domiciliare Bu Bu Settete, Firenze     “In una prospettiva ecologica, per ambientamento si intende il processo attraverso il quale il sistema-bambino e il contesto educativo si adattano l’uno all’altro con modalità e strategie progettate. L’ambientamento è un evento di transizione, emotivamente complesso, un evento straordinario, inteso nel suo significato etimologico di fuori dall’ordinario. È il periodo necessario affinché bambini, genitori ed educatori si integrino nel contesto comunicativo-relazionale che si realizza con il loro incontro nel servizio Nido (o scuola dell’Infanzia). È un evento che comporta una forte variazione nel contesto relazionale di tutti i soggetti...

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Le tappe dello sviluppo linguistico dei bambini

  di Stefania Chiaravalloti, logopedista     In assenza di patologie neurologiche, sensoriali, cognitive o legate a sindromi genetiche, lo sviluppo del linguaggio avviene attraverso una serie di fasi che si succedono l’una all’altra in un ordine che tutti i bambini condividono. Esiste, però, una notevole variabilità individuale per ciò che concerne i tempi, i modi e le strategie che ogni bambino mette in atto per raggiungere livelli di competenza comunicativa e linguistica sempre più elevati. Bisogna tenere presente, infatti, che lo sviluppo linguistico deve essere inserito nel contesto più ampio dello sviluppo cognitivo, psicologico, relazionale-affettivo, senso-motorio. Ciò significa che ogni bambino segue un suo personale ritmo di sviluppo che deve essere rispettato. Non bisogna fare...

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Ri-pensare lo spazio come “mediatore pedagogico” – SECONDA PARTE

  di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport     Riprendendo dalla prima parte dell’articolo, ecco dunque il mio Vademecum. “Ri-Pensare gli ambienti”, che non vuole essere un condensato di indicazioni pratiche, ma una serie di possibilità, punti di vista, sguardi rispetto ai quali ogni educatore si possa collocare con una giusta vicinanza/distanza per ricercare il proprio modo di progettare lo spazio educativo. Quando “Ri-Penso” i luoghi educativi ritrovo, infatti, alcuni presupposti che permeano il mio procedere progettuale: Nessuno spazio è considerato marginale: dai corridoi ai bagni, ogni scelta è sorretta da un pensiero pedagogico;...

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Ri-pensare lo spazio come “mediatore pedagogico” – PRIMA PARTE

  di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport   “Nel progettare luoghi ed esperienze è utile pensare al luogo educativo come ad un luogo abitativo, ciò significa pensare di arricchire ogni giorno questo luogo come un “laboratorio di interesse“, significa selezionare materiali in grado di restituire curiosità e stupore.”                                                   Carla Rinaldi   Parlare di spazi. Pensare agli spazi. Progettare gli spazi. Nella mia esperienza come educatrice trovo che molto spesso ci fossilizziamo a cercare delle risposte, senza dapprima interrogarci su ciò che stiamo ricercando. Come allestire lo spazio?  Quali...

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Come parlare ai bambini 0-12 mesi

di Silvia Iaccarino     Talvolta, con i bambini sotto l’anno di età, si rischia di parlare loro troppo poco, pensando che “non capiscano” poichè molto piccoli. Ma, al contrario, essi hanno bisogno che gli si parli a lungo, non solo perchè apprendano il linguaggio stesso, ma anche per costruire una salda relazione con l’adulto di riferimento. Ecco alcune semplici indicazioni     A proposito di libri in bianco e nero per i bambini di questa fascia di età, sulla nostra pagina FB trovate un album con diversi titoli. Inoltre, per approfondire il motivo per cui è facilitante utilizzare tale tipologia di libri, potete leggere qui.  Buone chiacchiere e letture!...

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