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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

Periodicamente la pagina verrà aggiornata con nuovi articoli: torna a trovarci!!

N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Le ricerche evidenziano che è ok consolare il bambino ogni volta che piange

di Sarah Tisinger, traduzione a mia cura da Research says it’s OK to pick up your baby each time it cries   Genitori, senza pressione, ma il successo della nostra società futura dipende da voi! Nuove ricerche evidenziano che i bambini coccolati diventano adulti più sani, meno depressi, più gentili, empatici e produttivi. Secondo un report di WSBT “coccolare conta”! La nuova ricerca della psicologa Darcia Narvaez ha studiato più di 600 adulti ed ha trovato che coloro che sono stati coccolati da bambini sono diventati adulti meglio adattati, meno ansiosi e con una miglior salute mentale. Lo studio ha evidenziato che, oltre alle coccole, una infanzia positiva con molto affetto e tempo di qualità conduce altrettanto alla formazione di adulti con migliori capacità di far fronte...

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Mamma…Papà…Me lo rileggi??!

“Rileggere non è ripetersi, ma dare una prova sempre nuova di un amore instancabile” D. Pennac “La tartaruga rilegge tre volte: una per sé; due per capir cos’è e la terza per raccontarla a te” S. Benni   Quante volte abbiamo sentito i bambini chiederci di leggere ancora e ancora lo stesso libro (come di vedere e rivedere lo stesso cartone)? Anche se spesso per gli adulti la rilettura risulta noiosa quando non frustrante, si tratta invece di una pratica IMPORTANTISSIMA! Perché per il bambino e’ utile ascoltare più volte la stessa storia?   – Perché vuole capirla meglio a livello cognitivo: “Rileggere per un bambino è importante quanto leggere. E’ la ripetizione, infatti, la chiave che permette di conoscere, assimilare, prevedere gli eventi e la realtà” [1].  Il bambino inoltre può...

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Quando non ci sei più…

Qui di seguito trovi un mio articolo sul lutto apparso sul numero 3 della rivista “Educare 0-3” di gennaio/febbraio 2016 “Non è possibile elaborare completamente un lutto senza la presenza di un’altra persona” (John Bowlby)   Il tema del lutto non trova molto spazio nella nostra società a causa della connotazione emotiva che lo accompagna e della centratura culturale sull’“eterna giovinezza”: si fa fatica a pensare e parlare della morte, a maggior ragione coi piccoli. Persino il termine stesso “morte” risulta difficile da pronunciare: si tende a percepirlo come “troppo forte”, preferendo spesso parole più “morbide” come dipartita, decesso o scomparsa. Eppure la morte è ineludibile, innegabile, imprescindibile, parte essenziale della vita stessa. La morte di un animale domestico o quella...

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7 suggerimenti per i genitori sull’uso degli schermi

di Susan Stiffelman Traduzione a mia cura da  7 screen sense tips for parents Molti genitori si rendono conto che gli schermi hanno preso troppo spazio nella vita delle loro famiglie. Mentre alcuni possono argomentare in merito ai benefici che i dispositivi digitali offrono, come genitori è importante stabilire delle linee guida per il loro utilizzo in modo che possano restare degli strumenti utili anziché una fonte di distrazione senza fine dalla vita reale. Qui trovate alcuni suggerimenti per creare un equilibrio tra le attività online e quelle che possono verificarsi solo nel mondo in 3D. Parlate e ascoltate. Nello stesso modo in cui avete più di una conversazione su vari argomenti, è importante avere una serie di dialoghi in famiglia sull’uso equilibrato degli schermi. Prendete atto...

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Bambini esigenti a tavola

Bambini esigenti a tavola? Utili indicazioni per incoraggiarli ad avere una dieta sana Traduzione a mia cura dal sito EUFIC (European Food Information Council) I genitori rivestono un ruolo estremamente importante nell’aiutare i bambini a sviluppare i loro gusti alimentari, ma l’intento di incoraggiarli a mangiare cibo sano potrebbe in realtà avere l’effetto opposto, come evidenziato da una rassegna di studi pubblicata sull’International Journal of Obesity. Molti bambini diventano esigenti sul piano alimentare intorno ai 18-24 mesi, iniziando una battaglia a lungo termine con i genitori riguardo al cibo. I bambini che erano fino a poco prima contenti di mangiare una ampia gamma di alimenti, incluse frutta e verdura, possono iniziare a rifiutare di mangiare particolari cibi. Altri che...

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Leggere ad alta voce ai bambini – SECONDA PARTE

LEGGERE FIN DA PICCOLI: PRIMA SI INIZIA  MEGLIO E’…   Proseguiamo il nostro viaggio nei benefici della lettura ad alta voce…   Dal punto di vista sociale, oltre a quanto detto in merito allo sviluppo morale (vedi prima parte), la lettura favorisce le relazioni tra bambini e la socializzazione poiché essi parlano tra di loro in merito alle storie condivise, le giocano, le mettono in scena. Viene così facilitata la comunicazione, la cooperazione, la complementarietà. A livello cognitivo, grazie alla lettura il bambino impara ad ascoltare e si allungano via via i tempi di attenzione e di concentrazione. Inoltre, viene agevolata l’organizzazione del pensiero in sequenze logico-temporali e la memoria viene particolarmente stimolata, anche grazie all’importantissima attività di rilettura che i...

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Leggere ad alta voce ai bambini – PRIMA PARTE

LEGGERE FIN DA PICCOLI: PRIMA SI INIZIA  MEGLIO E’…   Leggi e cresci, cresci e leggi Non fermarti, se ci riesci Più tu cresci e più tu leggi Più tu leggi e più tu cresci All’inizio sembra un gioco Ogni libro fai un salto Poi ti accorgi poco a poco Che ogni volta sei più alto Ogni riga cresci un pelo Ogni anno cresci un metro Sempre più vicino al cielo E non puoi tornare indietro  Bruno Tognolini   “Non è mai troppo presto per cominciare perché leggere a un bambino crea occasioni di incontro, intimità, incanto. Abbraccia teneramente il tuo bambino con le parole di un libro” dalla Guida NPL 2015[1]   Leggere ad alta voce ai bambini è un’attività che si svolge regolarmente in diverse famiglie. La lettura della storia della buonanotte, per esempio, è un’abitudine di tanti genitori,...

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Perché il time out non funziona

di Judy Arnall (traduzione a mia cura dal sito http://theattachedfamily.com/?p=2455)   Il timeout è una tecnica di modificazione comportamentale piuttosto diffusa ed utilizzata per sanzionare i comportamenti inaccettabili dei bambini. Similmente all’uso della penalità nell’hockey, in cui si viene esclusi dal gioco, l’obiettivo è di insegnare ai bambini a dismettere il comportamento sbagliato. Però raramente funziona.   L’origine del Timeout Da quando gli esperti di genitorialità hanno suggerito di non utilizzare più la sculacciata, l’uso del timeout è cresciuto, in sostituzione dello sculacciare. E’ stato promosso con molti nomi diversi: tempo di qualità; tempo di riflessione; tempo per pensare; timeout. Viene suggerito per bambini da 1 a 13 anni. I...

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Il sonno dei neonati: dove dormono i bambini?

Argomento molto dibattuto questo…!! Fino a qualche decennio fa i bambini dormivano di default insieme agli adulti. Oggi, invece, nuovi punti di vista bollano come scorretta questa pratica. Ciò porta, di conseguenza, anche innumerevoli sensi di colpa in quei genitori (molti) che consentono ai propri bambini di dormire vicino a loro. Mentre in occidente è diventato un must che i propri figli dormano possibilmente in un’altra stanza rispetto ai genitori fin da neonati, presso altre culture (per esempio centro e sud americane, asiatiche, africane) il co-sleeping (dormire in prossimità degli adulti)  è la normalità e, anzi, la pratica occidentale è vista come estremamente scorretta…! Posto che, dal mio punto di vista, è importante che ogni famiglia decida cosa è meglio per sé, vorrei qui...

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L’ambientamento al nido

Qui di seguito trovate un mio breve articolo apparso sul numero 1 della rivista “Educare 0-3” di Ottobre 2015   Settembre è arrivato e con lui l’ambientamento dei nuovi bambini e il ritorno dei “vecchi”. È un mese impegnativo, carico di emozioni, anche contrastanti: timore, paura, rabbia, frustrazione, tristezza, malinconia per il distacco e l’ingresso in un luogo ignoto, ma anche curiosità, interesse, sorpresa, gioia per la scoperta di nuovi spazi, nuovi giochi, nuovi amici. Un libro che ha contribuito a sciogliere diversi nodi durante l’ambientamento di alcuni bambini è A più tardi di Jeanne Ashbé (Babalibri, 2007), utilizzato sia dalle educatrici sia dai genitori, a casa con i loro figli, in continuità con la lettura svolta al nido. Si tratta di un formato piuttosto grande...

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Leggere le fatiche dei bambini al nido: i contenitori educativi

Rivista: “Mondo 0-3” Marzo – Aprile 2013 Qui puoi trovare il mio articolo in pdf. Nei nidi è molto frequente trovare situazioni in cui gli educatori faticano a gestire alcuni bambini, che presentano uno sviluppo “tipico”, ma che sul piano comportamentale mettono a dura prova l’adulto. Quando l’adulto nell’istituzione educativa si trova a disagio di fronte al bambino si parla di “disagio educativo” (Nicolodi, 2008). Il disagio educativo è soggettivo: è possibile che, a fronte della stessa situazione, un educatore si senta a disagio mentre un altro no, perché riesce a leggere in modo differente il comportamento del bambino e a gestirlo in modo efficace. Per superare il senso di “disagio”, è necessario che l’educatore possa comprendere che i segnali dei bambini (talvolta espressi...

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I capricci…che fatica!!!

“I bambini non fanno i capricci! A volte usano solo un linguaggio differente, perché non conoscono altro modo per esprimere il loro disagio…siamo noi a dover tentare di interpretare questo linguaggio come fossero parole che nascondono una richiesta di aiuto!” Paola, mamma di Alessandra, Elisa e Giada “Le lacrime di ostinazione e capriccio, sono lacrime di impotenza, ribellione, un disperato sforzo di protesta, una richiesta d’aiuto, la dimostrazione che i bambini vengono bloccati e forzati, un sintomo di malessere, sempre e comunque sofferenza” J. Korczak “Frustrazioni, aggressioni e crisi isteriche infantili sono reazioni sistematiche e dovrebbero essere considerate dalle figure di riferimento primarie come un prezioso feedback: un feedback che i bambini forniscono loro a costo di...

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Autostima e relazioni al nido

Rivista: “Mondo 0-3” Settembre-Ottobre 2012 È questo il titolo di un percorso formativo 1 svoltosi a Brescia lo scorso marzo, durante il quale si è lavorato sulla valorizzazione di sé e su come supportare i bambini nello sviluppo di una buona autostima. Innanzitutto, cos’è l’autostima? Spesso a questa domanda si risponde definendo le caratteristiche di una “buona autostima”: “consapevolezza del proprio valore; accettazione di sé; capacità di riconoscersi pregi e limiti; sicurezza in sé; assertività; capacità di mettersi in gioco; sentirsi all’altezza”. L’autostima, invece, è l’idea/l’immagine/l’opinione che ciascuno ha di se stesso. In questo senso, tutti abbiamo autostima poiché tutti abbiamo un’opinione di noi stessi! L’autostima può essere “scarsa” o “buona”, a seconda di come...

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Un libro per l’ambientamento al Nido

A PIU’ TARDI di J. Ashbè, ed. Babalibri, Milano, 2007 Età di lettura: dai 12 mesi   Un libro che nella mia esperienza è risultato utile per i bambini e che ha contribuito a sciogliere diversi nodi durante l’ambientamento al nido  è “A più tardi“, utilizzato sia dalle educatrici che dai genitori, ai quali è stato suggerito di utilizzarlo a casa con i loro figli, in continuità con la lettura svolta al nido. Si tratta di un libro di formato rettangolare piuttosto grande (30 x 24 cm) con semplici immagini dai colori e contorni ben definiti, incorniciate su fondo bianco. Le figure ed il testo ritraggono la routine della vita al nido, dall’ingresso all’uscita, di due bimbi: Milo e Anna, un lattante il primo ed una “grandicella” la seconda. Milo...

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L’autostima dei bambini

L’AUTOSTIMA: CRESCERE UN BAMBINO SICURO DI SE’ Possiamo sinteticamente definire l’autostima come l’idea, l’opinione, che ciascuno ha di se stesso, sia rispetto ai propri pregi,  talenti, risorse (etc), sia rispetto ai propri limiti, difetti,  fatiche. In questo senso, tutti abbiamo autostima, in quanto ciascuno ha un’immagine, un’opinione rispetto a se stesso.  Tale immagine di sé si costruisce gradualmente, fin dall’infanzia e lungo tutto l’arco della vita, per lo più a partire da come si è stati considerati dal contesto in cui si è cresciuti. L’autostima si struttura in gran parte basandosi su come ciascuno di noi ha interpretato ed interpreta i rimandi che ha ottenuto ed ottiene  dall’ambiente di riferimento. Posto, quindi, che tutti “stimiamo” noi stessi (il termine...

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Mamma, papà…giocate con me?!

Si dice spesso che è importante trascorrere del “tempo di qualità” con i  propri bambini: tempo esclusivo per loro, in cui si è completamente dedicati e dare a questo tempo la priorità, con presenza, disponibilità, attenzione. Stanley Greenspan*  parla dell’ora del pavimento (che non deve essere per forza un’ora) come strumento per aumentare la fiducia reciproca tra genitore e figlio, favorire la comunicazione, rafforzare l’autostima del bambino. L’ora del pavimento è quando l’adulto si siede a terra, di fianco al proprio bambino, ed  interagisce con lui attraverso il gioco guidato dal bambino stesso. Il  principio di questa modalità è semplice: il genitore si adatta al livello del figlio e lo incoraggia a condurre il gioco. Il genitore segue. Sedersi a terra vicino al bambino genera un...

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Mi fate tante coccole?!

MAMMA…PAPA’… MI FATE TANTE COCCOLE?! “Per i bambini piccoli essere portati, cullati, accarezzati, tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più. Se viene privato di tutto questo e dell’odore, del calore, della voce della madre che conosce bene, il bambino, anche se gonfio di latte, si lascerà morire di fame” F. Leboyer La ricerca in ambito infantile negli ultimi decenni ha evidenziato come il bambino, seppure molto competente fin dalla nascita su diversi fronti, è anche il cucciolo che (rispetto agli altri mammiferi), persiste più a lungo in uno stato di dipendenza dagli adulti ed il cui sviluppo richiede parecchi anni per completarsi. Ciò dipende dal fatto che il cervello umano, estremamente sofisticato,...

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L’ imperdibile "Dov’è Spotty?"

UN LIBRO IMPERDIBILE PER I BAMBINI DA 0 A 3 ANNI: “DOV’E’ SPOTTY?” di E. Hill, ed. Fabbri, Milano, 2011 Questo libro è, secondo me, un must che non dovrebbe mancare nella libreria di casa e del Nido. Adatto a tutti i bambini per la semplicità del testo e delle figure, “Dov’è Spotty” tratta in modo leggero, interattivo e divertente il tema del distacco. E’ ora di mangiare, mamma Sally ha già esaurito il suo pasto mentre la ciotola del suo cucciolo Spotty è piena, ma lui non c’è: dove sarà mai quel “birichino”? I bambini vengono quindi implicitamente invitati a seguire mamma Sally alla ricerca di Spotty, dietro diverse alette : sarà dietro la porta? No! C’è l’orso che mangia il miele! Forse nella pendola? No!...

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