di Francesca Vacca, promotrice della lettura

 

 

Ai futuri genitori, mi piace leggere le storie.

Fargli “sentire” le storie.

Lo faccio con lo stesso intento con il quale, un tempo, si raccontavano le fiabe: per istruire, per preparare alla vita; per creare un vissuto che, come un bocciolo, possa schiudersi, al momento opportuno.

Lo faccio perché le storie costruiscono. Costruiscono architetture capaci di unire, dentro di noi, ciò che c’era con ciò che ci sarà.

Ecco perché ai futuri genitori, mi piace raccontare le storie.

  

STORIA PICCOLA

“L’universo è fatto di storie, non di atomi.”
Muriel Rukeyser

Ognuno di noi è una “storia piccola”.

Se immaginassimo di poter osservare il mondo dall’alto, nella sua interezza, nella simultaneità degli eventi, non potremmo che constatare questo.

Ma ogni storia, allo stesso tempo, vista da più vicino, ha la capacità di rivelarsi grande, tanto grande da non riuscire a percepirne i confini.

Ogni storia, comincia con una nascita.

 

Questa è la storia di Beniamino.

È la storia della nascita di un bambino, ma anche della nascita di una mamma e di un papà: Reginamamma e Repapà, per l’esattezza.

Amo questa storia.

Amo il modo in cui Cristina Bellemo riesce, con le sue parole, scelte una ad una, a raccontarmi qualcosa di immensamente potente, qualcosa in cui credo profondamente…

Mi racconta di come ogni bambino porti con sè un dono unico per i suoi genitori: l’occasione di ri-vedere il mondo per la prima volta.

 

“…Chi viene alla luce, illumina.”
Niccolò Fabi

 

Reginamamma e Repapà, percepiscono questa nuova luce e, da essa, decidono di farsi guidare. L’accolgono con gioia incontenibile e lasciano che inondi i loro sguardi ed i loro cuori.

“Ascoltano” Beniamino e, facendosi guidare dalle sue stesse parole, gli raccontano il mondo e la sua bellezza.

Ed ogni scoperta del bambino diventa anche una loro nuova scoperta; ogni nuova parola pronunciata da Beniamino per nominare se stesso o le cose o le persone, allarga gli sguardi, apre le porte al mondo, un mondo che si fa via via sempre più grande e pieno.

L’autrice ha il pregio di restituirci un intero regno del quale possiamo sentire i suoni, gli odori, i sapori, le sensazioni tattili… come a voler ridestare i cinque sensi, come a volerci invitare a prestare ascolto a tutto, ad ogni cosa. Come potremmo raccontare, altrimenti?

 

 

Alicia Baladan, con le sue illustrazioni che mescolano sapientemente figure organiche e geometriche, crea un mondo onirico, capace di rendere appieno la complessità delle emozioni narrate.

In questo libro poetico e meraviglioso, i due genitori “accompagnano” Beniamino lungo tutta la storia, la “sua” storia, e non si spaventano quando il figlio pronuncia parole come “LONTANO” o “ARRIVEDERCI”…  ma gioiscono con lui, per lui.

 

 

 Sanno che è giunto il momento, lo vedono: Beniamino è cresciuto, è pronto.

Gioiscono perché sanno che porterà con sè qualcosa di molto più grande di quella piccola valigetta colorata e che quel “qualcosa” lo avranno costruito insieme.

 

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