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di Beatrice Jane Vittoria Balfour, PhD in Scienze dell’Educazione presso Università’ di Cambridge, Professoressa Associata all’ Universidad Nacional de Educación (Ecuador) e Direttrice del Progetto ‘Unidad Educativa – UNAE’, una scuola laboratorio per studenti tra i 3-18 anni

 

 

In questo articolo presento una piccola parte dei risultati della mia ricerca etnografica condotta come parte del mio dottorato nelle scuole d’infanzia ed asili municipali di Reggio Emilia (parte dei risultati che presento in questo breve articolo sono stati pubblicati in Balfour, 2016).

Queste scuole ed asili sono conosciuti internazionalmente per la loro pedagogia di alta qualità. All’inizio della mia ricerca sono venuta a conoscenza di una storia di donne legata alla nascita delle scuole di infanzia di Reggio Emilia – storia che, purtroppo, ho scoperto anche rappresentare in alcuni casi una ‘memoria ferita’ di alcune delle donne che furono protagoniste della fondazione delle scuole e che non si sentivano rappresentate in molti dei racconti scritti della storia di queste scuole (Balfour, forthcoming; Ricoeur, 2006, p. 78). Alla luce di precedenti studi (per esempio, Hilton & Hirsch, 2000), che prendevano in esame la nascita e lo sviluppo di scuole progressiste, questo non mi ha stupita: spesso infatti in tali contesti la storia femminile viene dimenticata o messa da parte.

Nella mia ricerca etnografica, pertanto, ho in parte tentato di recuperare questa storia. Per fare questo, ho: analizzato documenti di tre diversi archivi a Reggio Emilia, intervistato donne ed insegnanti di diverse generazioni e figure politiche di rilevanza – come alcune delle donne dell’Unione Donne Italiane di Reggio Emilia (U.D.I.) che hanno contribuito alla fondazione di queste scuole – ed ho condotto osservazioni di eventi ed attività nelle scuole. In questo breve articolo, presento un riassunto di alcuni temi che ho scoperto attraverso la mia ricerca e che credo essere d’ importanza, come spiego in ciò che segue, per la formazione di docenti di scuole d’infanzia in Italia ed altrove.

Per l’analisi dei dati nella mia ricerca, ho utilizzato un approccio ermeneutico ispirato al lavoro di Paul Ricouer (2009), E.H. Carr (1967) ed Adriana Cavarero (2006). Di E.H. Carr (1967), mi interessava la definizione di storia come qualche cosa tra realtà e finizione, mito e fattualità. Del lavoro di Ricoeur (2009), mi interessava in particolare la sua definizione di storia come avente un ‘surplus value’ – un valore aggiunto che va al di là del racconto dei fatti storici e che ha il potere di lasciare una traccia nel presente, influenzando azioni di individui e di comunità. Ho poi utilizzato la filosofia femminista ed ermeneutica di Cavarero (2006) che riflette sulla questione di genere. Per Cavarero, anche il genere è un tipo di narrazione.

In linea con Cavarero (2006), Ricouer (2009) e E. H. Carr (1967), la mia analisi ha rivelato che, anche nel caso delle scuole di Reggio Emilia, le narrazioni della storia delle donne, e del loro ruolo nella fondazione di asili e scuole d’infanzia, hanno un ‘surplus value’ per le insegnanti che lavorano in questi istituti (Balfour, 2016). Le mie interviste hanno infatti dimostrato (Balfour, 2016) che, nonostante l’assenza di una memoria ufficiale sull’importante ruolo svolto dalle donne nella fondazione e lo sviluppo delle scuole municipali di Reggio Emilia, (Balfour, in stampa), tra le insegnanti che operano oggi nelle scuole rimane un’importante memoria collettiva sul ruolo delle precedenti generazioni di donne.

Ho scoperto inoltre che alcune di queste donne-insegnanti che ho intervistato si sentono eredi di questa storia femminile di passate generazioni di donne cha hanno lottato per la nascita e lo sviluppo delle scuole di Reggio Emilia (Appari, 1993; Balfour, 2016). Ho scoperto che la memoria di movimenti femminili in queste scuole, attraverso il suo ‘surplus value’ (Ricoeur, 2006, p. 78), ha avuto un impatto sul senso di sé delle insegnanti-donne che ho intervistato – facendole sentire eredi di una tradizione di donne forti, valorose ed attive – e motivandole a resistere ai modelli tradizionali di genere sul lavoro e nella loro vita privata e professionale (Balfour, 2016).

Approfondire la storia delle donne nelle scuole in Italia, pertanto, ci può ricordare che, in Italia, ci sono state varie correnti e movimenti femminili e femministi con visioni differenti di genere che si sono susseguite nel tempo: è una storia spesso complessa, conflittuale e diversificata. Questo inoltre suggerisce che la storia femminile Italiana, con il suo ‘surplus value’, può anche dimostrare a chi la ascolta (come alle docenti nelle scuole di Reggio Emilia) che è possibile scardinare concezioni di genere tradizionali e che per molte donne del passato questa fu una questione di centrale importanza – anche legata alla nascita di scuole in territorio Italiano (Ricoeur, 2006, p. 78; Appari, 1993).

Il mio studio, inoltre, ha preso in analisi il caso delle insegnanti (Balfour, 2016), e ha dimostrato l’importanza di questa storia femminile sulle docenti delle scuole di Reggio Emilia facendo sentire queste donne parte di un movimento sociale, eredi di una tradizione di donne politiche e politicizzate, di donne forti e valorose – un’ immagine che contrasta con quella tradizionale di donne-insegnati negli asili spesso concepite come ‘seconde-madri’ o ‘balie’. In cambio, in queste scuole di Reggio Emilia, grazie alla memoria collettiva di movimenti femminili ancora presente tra molte di queste donne-insegnanti, spesso le docenti si sentono eredi di una storia di donne politiche e valorose – come loro, si sentono soggetti politici, donne attive e di valore e non ‘seconde mamme’ o ‘balie dei bambini’ nelle scuole (Hilton et al, 2000). La mia ricerca pertanto dimostra che recuperare la storia locale e femminile potrebbe rappresentare uno strumento per la valorizzazione del lavoro delle insegnanti di scuole d’infanzia che in Italia sono spesso donne.

 

 

Bibliografia

Balfour, B. J. V. (2016). Feminist tales of teaching and resistance: reimagining gender in early childhood education (Reggio Emilia, Italy). Gender and Education, 28(3), 445–457.
Balfour, B. J. V. (in stampa). ‘Wounded Memory’, Post-war Gender Conflict and Narrative Identity: Reinterpreting Reggio Emilia Schools’ Origin Stories. History of Education, Accepted with Minor Corrections.
Carr, E. H. (1967). What Is History? New York: Vintage.
Cavarero, A. (2006). Relating narratives: storytelling and selfhood. London; New York: Routledge.
Dillabough, J-A., & Kennelly, J. (2010). Lost Youth in the Global City: Class, Culture, and the Urban Imaginary (1st ed.). Routledge.
Hilton, M., & Hirsch, P. (2000). Practical visionaries: women, education, and social progress, 1790-1930. Longman.
Ricoeur, P. (2006). Memory, History, Forgetting (New edition). University of Chicago Press.
Ricoeur, P. (2009). Memory, History, Forgetting. University of Chicago Press.