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di Adriano Capoccia, Asilo Nido La Caracolita, Roma

 

 

Vi raccontiamo qui l’esperienza del nostro nido presente a Roma nel X municipio e convenzionato con il Comune da sette anni, ovvero il nido di quartiere, all’interno di un progetto più ampio di outdoor education.

Il nido di quartiere nasce dall’esigenza di rendere più viva una zona come la nostra, l’Infernetto, che nasce purtroppo come quartiere dormitorio per i pendolari che ogni giorno vanno al centro a lavorare. Nello specifico, abbiamo cercato di osservare il territorio circostante cercando di capire se vi potessero essere luoghi di conoscenza per i nostri bambini. Con nostra sorpresa ci siamo accorti che “fuori” vi era un mondo: c’era il fornaio, una bellissima libreria, un mercato rionale, l’ufficio postale, il parrucchiere…Tutti luoghi dove ormai i bambini non vanno più, infatti di solito vengono lasciati a casa: “così almeno faccio prima”.

Per avviare la nostra “scuola fuori”, il primo step ha riguardato la condivisione del progetto con le famiglie, sebbene siamo stati molto agevolati dal fatto di essere un servizio con attivo un progetto di outdoor education:  l’80% delle giornate di nido veniva già passato all’aria aperta, tra giardino e parco.

Dopo diverse riunioni e confronti coi genitori, abbiamo concordato con le famiglie la firma di un’autorizzazione annuale proprio per le uscite fuori dalla scuola.

Un secondo punto da definire e condividere tra noi educatori ha riguardato il come portare fuori i bambini: passeggiata, corda, carretti ? Dopo aver vagliato le diverse opzioni con i relativi pro e contro abbiamo optato, infine, per l’utilizzo di quattro carretti in legno che potevano contenere fino a quattro bambini ciascuno. Tale mezzo ci permette, infatti, un maggior livello di sicurezza negli spostamenti.

Una volta individuato il mezzo, è iniziata la perlustrazione del quartiere. Tranne in alcuni casi, ovviamente, le mete delle nostre uscite venivano integrate nei progetti delle varie sezioni. Per esempio, l’uscita all’ufficio postale si è finalizzata a spedire una letterina per Babbo Natale, oppure la visita alla libreria collegata ad un percorso sulla lettura.

Ogni gruppo di bambini indossa una pettorina colorata, per una loro migliore individuazione nei contesti affollati e che ci aiuta in quella che noi educatori definiamo “conta compulsiva”! 😉 

Il quartiere, ad un certo punto, sembrava starci stretto e così, con la sezione dei grandi, all’interno di un progetto relativo alla scoperta degli elementi della natura, abbiamo allargato i nostri orizzonti!

Questa volta supportati da pulmini e pullman siamo andati prima al mare e poi sulla neve.

La progettualità dell’outdoor education, nel suo specifico con la scuola di quartiere, ci ha permesso di aprirci ad una nuova modalità di lavoro e di vivere in primo luogo quella vecchia canzone di Sergio Endrigo che ascoltavamo da piccoli: ” c’era una casa molto carina senza soffitto, senza cucina, non si poteva entrarci dentro perchè non c’era il pavimento, non si poteva andare a letto , perchè in quella casa non c’era il tetto, non si poteva fare pipì perchè non c’era,il vasino li….ma era bella bella davvero..”

Ecco la nostra scuola è come quella casina: non ha confini, non ha un tetto ma ha tanti vicini, vicini che prima erano estranei e che adesso sono nostri amici. Portiamo allegria nelle strade quando passiamo con i nostri carretti, in ogni auto che incrociamo vediamo un sorriso – merce preziosa oggi giorno – in ogni negozio portiamo distrazione ai mille problemi dei negozianti…Siamo un’onda positiva che non ha intenzione di fermarsi…