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Alberto Pellai

Alberto Pellai

Non è il traguardo ma il percorso. Il conflitto tra sapere, saper fare e saper essere all’interno della relazione educativa

Viviamo in un tempo dove tutto è velocità, performance, competizione. Proprio ciò di cui non hanno bisogno i bambini. A loro infatti servono tempo e lentezza. Per loro esprimere è molto più importante che performare. Infine, come educatori  cadiamo spesso nella trappola della “perfezione”: vorremmo bambini perfetti che testimoniano, di riflesso, la “presunta” perfezione degli adulti che se ne occupano e curano. Ma è davvero questa la ricetta della “felicità” per chi è nato nel terzo millennio? Troppo spesso il sapere e il saper fare viene dagli adulti considerato prioritario rispetto al saper essere, privilegiando il prodotto anziché il processo, la performance alla libera espressività del bambino.  E invece è solo nel “saper essere” che un bambino ritrova il senso di sé e del proprio percorso di crescita, oltre che la capacità di costruire un rapporto sano e soddisfacente con se stesso e con chi gli vive a fianco. Favorire lo sviluppo delle Life Skills (ovvero “competenze per la vita”) sembra oggi prioritario rispetto a tutte le altre competenze più disciplinari che contraddistinguono i percorsi scolastici ed i linguaggi espressivi rappresentano senz’altro una possibilità significativa per lavorare in tal senso.