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Anna Gatti

Tracce in trasformazione

TRA ANALOGICO E DIGITALE

Quando un bambino entra in un servizio educativo nella fascia 0/6 anni, tutti e cinque i sensi sono in piena attività: l’apprendimento passa attraverso questi preziosi canali. Ma quando deve produrre un contenuto il passaggio necessario è su vista e udito: riproduco, rappresento, parlo di me con suoni e segni, con filastrocche e scarabocchi. Lasciare tracce di sé significa produrre filastrocche e scarabocchi, suoni e segni. In questo processo produttivo, il digitale diventa un’esperienza altra, aggiuntiva alle esplorazioni con carta e penna, colori e luci, ombre e materiali di ogni genere e forma. Lo stupore nel gesto che si riproduce, che prende forma e movimento, la magia di una sincronia tra suono e segno, la possibilità di conservarli e riprodurli, l’interazione tra immagine e corpi in movimento, la realizzazione di storie “vive” con sfondi narrativi in movimento. Sono esperienze digitali accessibili agli insegnanti ed educatori interessati a sperimentarle. C’è inoltre una responsabilità educativa nelle mani di insegnanti ed educatori che devono comprendere come poter insegnare l’uso, il disuso, i significati di ciò che accade nel digitale, la rielaborazione delle esperienze e degli apprendimenti che transitano nei media.

L’avvento del digitale ha portato a cambiamenti significativi nelle vite di tutti, adulti e bambini ma spesso, nei contesti di educazione naturale, l’elemento del digitale non viene trattato con sapere ma vissuto come parte della quotidianità, della vita di ciascuno, senza troppo interrogarsi su ciò che insegna. I bambini, i cosiddetti “nativi digitali”, sono riusciti a impararne l’uso in modo più veloce e intuitivo di molti adulti ma è importante che insegnanti ed educatori comprendano l’utilizzo e le possibilità, i rischi e le funzionalità del digitale per poter accompagnare meglio i piccoli alla scoperta e comprensione del mondo guardando con maggiore chiarezza ciò che accade, per riuscire ad accompagnare con maggiori strumenti i minori che si trovano coinvolti in questo viaggio che è la crescita nel mondo contemporaneo. Esplorare con loro i legami che esistono tra la vita fisica e quelli della vita digitale, imparando a coglierne le dovute differenze e a capire cosa una dimensione di vita può insegnare all’altra, nel rispetto delle specificità e delle potenzialità caratteristiche di entrambe, è un’azione di prevenzione e di insegnamento preziosa per i bambini di oggi.

“La tecnologia è oggi in grado di fornirci gli strumenti di cui abbiamo bisogno per ridefinire il contenuto e i metodi del nostro insegnamento.” *

Senza un orientamento pedagogico chiaro, contenuti e conoscenze tecnologiche non permettono di assolvere alla funzione educativa e didattica del ruolo che si ricopre come professionisti dei servizi per l’infanzia perché “Come insegnanti abbiamo la responsabilità di garantire che l’uso della tecnologia sia solidamente fondato su una teoria e su una pratica pedagogica valide; le considerazioni di ordine pedagogico devono avere sempre la priorità. Inoltre, le tracce narrative digitali che si costruiscono insieme ai bambini, sono possibilità che i professionisti dei servizi educativi hanno per pensare a come mettere in nuova forma il proprio sapere educativo per poterlo comunicare, per poter scavalcare i cancelli dei nidi e delle scuole dell’infanzia arrivando nelle case dei genitori e andando in giro per il mondo per produrre cultura attorno all’educazione che si pratica con i più piccoli.

 

 * Walter McKenzie, Intelligenze multiple e tecnologie per la didattica, 2014, Erickson, Trento
Contenuti
Bibliografia
  • Biffi Elisabetta, Le scritture professionali del lavoro educativo, FrancoAngeli, Milano, 2014
  • Cadei Livia, Quante storie!, Morcellania, Brescia, 2017
  • Faggioli Massimo, Tecnologie per la didattica, Apogeo, Milano, 2010
  • Gatti Anna, Adulti Educazione e Web, Educare03, 1, 2015
  • Gatti Anna, Scelte, Educare03, 6, 2016
  • Laffi Stefano, La congiura contro i giovani. Crisi degli adulti e riscatto delle nuove generazioni, Giangiacomo Feltrinelli, Milano, 2014
  • Lancini Matteo, Adolescenti Navigati. Come sostenere la crescita dei nativi digitali, Erickson, Trento, 2015
  • McKenzie Walter, Intelligenze multiple e tecnologie per la didattica. Strategie e materiali per diversificare le proposte di insegnamento, Erickson, Trento, 2006
  • Metitieri Fabio, Il grande inganno del Web 2.0, Laterza, Bari – Roma, 2009
  • (a cura di) Moretti Vincenzo, Il coltello e la rete per un uso civico delle tecnologie digitali, Ediesse, Roma, 2015
  • Rainie Lee, Wellman Barry, Networked, il nuovo sistema operativo sociale, Guerini Scientifica, Milano, 2012
  • Ranieri Maria, Manca Stefania, I social network nell’educazione, Erickson, Trento, 2013
  • Rivoltella Pier Cesare, Costruttivismo e pragmatica della comunicazione on line. Didattica e socialità in Internet, Erickson, Trento, 2003
  • Salomone Igor, Il setting pedagogico, Carocci, Roma, 1997
  • Toni Paola, Di Paolo Sara, Promuovere e diffondere la cultura d’infanzia. Dal reale al digitale: strategie e strumenti per una comunicazione multicanale, Zeroseiup, Bergamo, 2018