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Paula Eleta 

con la collaborazione di Mariano Dolci

Il burattino dei 100 linguaggi

La possibilità di costruire una scuola inclusiva e di ampie vedute oggi non è né scontata né semplice. Attualmente la Scuola e gli operatori dei servizi educativi 0-6 anni si trovano a lavorare in realtà sempre più differenziate e complesse, trovandosi davanti ad una vera sfida che non è solo quella di accettare e cogliere le differenze presenti all’interno dei Servizi Educativi, ma quella di creare, nella diversità, un ambiente di apprendimento significativo per tutti. Per poter offrire luoghi educativi aperti e inclusivi, è necessario comprendere e riconoscere nei bambini e nelle loro famiglie una pluralità di saperi per co-costruire un patrimonio comune che si arricchisce, tra le altre cose, dei vissuti, delle esperienze, delle conoscenze e delle competenze dei diversi attori in gioco.

Quindi la questione è se questi Servizi sono in grado di rispondere a tale complessità attivando percorsi specifici nonché adeguate modalità operative e relazionali che sappiano accogliere, comprendere, far dialogare, valorizzare e supportare le diversità presenti al proprio interno. Il burattino con il suo linguaggio non esclude ma integra. Proporre i burattini in ambito educativo vuol dire saper creare le condizioni per permettere ai bambini e agli adulti di sperimentare liberamente tale linguaggio in modo che, ognuno a modo suo, possa scoprire, strutturare o integrare conoscenze, abilità e aspetti diversi della propria personalità e della propria storia. Per quanto riguarda i bambini, il burattino può essere un personaggio empatico che rappresenta per loro un complice in questa nuova 

fase di vita, offrendo un supporto concreto; rispettoso dello sviluppo iniziale dell’identità culturale e linguistica di ciascuno di essi. Si tratta di un linguaggio che include perché offre ai bambini un canale alternativo di comunicazione ed espressione, attraverso il quale essi possono manifestare le loro emozioni, le loro paure, i loro interessi, le loro storie familiari. Il burattino è uno strumento versatile in grado anche di parlare diverse lingue, quindi, può supportare la valorizzazione del multilinguismo nei Servizi educativi. Il linguaggio dell’animazione ci permette di sperimentare nuove forme di essere e stare non solo con i bambini ma anche con i genitori (o referenti del bambino), dando vita a nuove alleanze fra e con le famiglie. In questo caso, il burattino fa parte di una ricerca mirata di modalità e strumenti innovativi per tessere una maglia il più larga possibile per poter includere tutti i soggetti che abitano i Servizi Educativi 0-6 (nella loro diversità).

Quindi, il burattino rappresenta uno strumento di qualità perché è d’aiuto per fondare una “scuola” più inclusiva, dando voce e ascolto ai vissuti, alle esperienze, alle conoscenze e alle competenze dei diversi attori in gioco: i bambini (in primis), le famiglie, gli educatori . Tuttavia l’utilizzo del burattino può rappresentare uno strumento di valore oppure una attività banale, ciò dipende da tanti fattori ma sopratutto dalla consapevolezza, serietà e tecnica con cui questo interessante strumento viene usato.

Contenuti
Bibliografia
  • Dolci M. e Eleta P., 2017, Il burattino poliglotta. Un approccio innovativo per l’apprendimento delle lingue seconde e straniere, Ed. Amazon in digitale e in versione cartacea
  • Eleta P., in collaborazione con Iaccarino S., 2017, Appuntamento scuola-famiglie all’incrocio fra le culture. Guida operativa per progetti interculturali con il coinvolgimento delle famiglie nei servizi educativi (0-6 anni), Ed. Amazon in digitale e in versione cartacea
  • Eleta P. (2013), Scuola – famiglia: una alleanza imprescindibile in un mondo al plurale, Rivista Educazione interculturale di gennaio 2013, Edizioni Erickson, Trento
  • Eleta P. (2017), Il burattino poliglotta. La co-progettazione con i genitori e il burattino poliglotta, Sesamo, Didattica interculturale, Giunti Scuola, 11/17.
  • Dolci M. e Eleta P. (2018), La força educativa dún antic llenguatge a l’era digital: el titella, (in corso di pubblicazione) Revista Infància N° 225, Barcellona.