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di Silvia Iaccarino

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Come educare, dunque, allo stupore?

“Se un bambino deve tenere vivo il suo senso innato di meraviglia, ha bisogno della compagnia di almeno un adulto con cui condividerla, riscoprendo in lui la gioia, l’eccitazione e il mistero del mondo in cui viviamo”Rachel Carson

Come anticipato, si tratta di essere registi e “architetti dello stupore”. 

Della regia educativa abbiamo già accennato, evidenziando il ruolo dell’adulto come facilitatore, ovvero come presenza che crea le condizioni per interrogare la mente infantile, per generare curiosità ed interesse, mettendo a disposizione dei bambini spazi, tempi e materiali adeguati, come detto anche in altri nostri articoli: 

Loose parts e arte effimera 

Il gioco con i materiali destrutturati

Lo spazio nei servizi educativi

Posizionamenti educativi – Il ruolo dell’adulto

Il gioco libero si è estinto?

Come scegliere i giochi per i bambini

Nel momento in cui offriamo al bambino il materiale adeguato, lo stupore viene da sé in quanto il processo scientifico si attiva in modo naturale grazie all’interesse che egli prova. 

“Il bambino è fatto dal materiale”M. Montessori

“Più sono ampie le possibilità che offriamo ai bambini, più intensa sarà la loro motivazione alla scoperta e più ricca la loro esperienza. Dobbiamo ampliare i temi e gli obiettivi, i tipi di situazioni che offriamo e il loro grado di strutturazione, le diverse combinazioni di risorse e materiali e le possibili interazioni con gli oggetti, i pari e gli adulti”  Loris Malaguzzi

Fondamentalmente si tratta di evitare ai bambini un’agenda totalmente organizzata e di garantire loro un tempo adeguato per giocare in modo libero , seguendo le loro istanze interiori. 

foto Marianna Vaccalluzzo

“Il gioco è l’attività per eccellenza attraverso la quale i bambini possono apprendere, spinti dallo stupore”. C. L’Ecuyer

E’ importante quindi dare la priorità alla scoperta, alla ricerca, al gioco, poi arriverà il tempo  dell’apprendimento formale. 

Un altro elemento fondamentale, di cui abbiamo già parlato altrove e che quindi non approfondiremo in questa sede, riguarda il rapporto tra i bambini e la Natura. 

foto Marianna Vaccalluzzo

“Qui c’è l’immensa, selvaggia, gemente madre di tutti noi, la Natura, distesa tutto intorno a noi, con tale Bellezza e tale affetto per i suoi bambini, come il leopardo; e troppo presto veniamo strappati dal suo petto per essere inseriti in società, in quella cultura che si basa esclusivamente sulle interazioni tra uomo e uomo”  Henry David Thoreau

La Natura è, infatti, la Regina della Meraviglia, prima scuola dove imparare il funzionamento del mondo e capace di generare stupore anche “solo” con un sasso e una pigna. 

Ed essere “architetti dello stupore” cosa significa?

Vuol dire, in primis, mantenersi aperti, come adulti, alla capacità di guardare il mondo con gli occhi dei bambini, come se osservassimo tutto ciò che ci circonda per la prima volta. 

Si tratta di chiedersi, per esempio: “se io fossi un bambino, cosa proverei di fronte a questo fenomeno? Che effetto mi farebbe? Quali pensieri e domande mi potrebbe suscitare?”.

foto Marianna Vaccalluzzo

Questo atteggiamento, oltre ad essere utile in veste di educatori (sia genitori che professionisti), ci risulterebbe utile anche più in generale nella vita, in quanto consentirebbe di meravigliarci in diversi momenti ed ambiti della nostra quotidianità, con un benefit in termini di emozioni “piacevoli”: sicuro nutrimento!

Affinché possiamo avviarci, come adulti, ad essere architetti dello stupore, Sally Haughley delinea i seguenti 5 step: 

  • Step 1- Risvegliare lo stupore: come adulti abbiamo bisogno di essere consapevoli della nostra idea implicita di bambino, rendendola esplicita e lavorando costantemente su di essa, mantenendo quello sguardo aperto e bambino di cui abbiamo detto poc’anzi; 
  • Step 2 – Prepararsi allo stupore: si tratta di essere “coltivatori di relazioni” tra adulti e bambini ma anche tra i bambini e l’ambiente, inteso come spazio, tempo e materiali. Ci si riferisce qui al discorso sulla regia educativa di cui abbiamo già detto. Inoltre, la Haughley menziona l’importanza di coltivare le relazioni con le famiglie ed il territorio e di aprire la mente allo stupore come stile di vita; 
  • Step 3- Essere testimoni dello stupore: significa avere uno sguardo aperto, interessato, in ascolto dei processi messi in atto dai bambini, recuperando un senso di meraviglia per ciò che oramai, come adulti, ci appare banale e scontato. Si tratta di prendersi un tempo per osservare e per riflettere sulle azioni dei bambini e suoi significati dei loro giochi, valorizzandoli al massimo; 
  • Step 4 – Favorire lo stupore: dopo che abbiamo visto e ascoltato gli interessi dei bambini, i loro desideri, bisogni ed idee, possiamo assistere alla magia, diventando ricercatori di meraviglia. Non solo aprendo lo sguardo, come nella fase precedente, ma promuovendo il gioco dall’interno (Bondioli), rilanciando, provocando, invitando i bambini ad approfondire ed espandere le loro ricerche. E’ il momento in cui possiamo anche dialogare con i bambini e provocarli con le nostre domande, volte a far emergere le loro idee e teorie (come ad esempio qui). In questa fase non siamo solo spettatori/osservatori (come nella fase 3), ma siamo attivi co-costruttori del sapere dei bambini, con i bambini;
  • Step 5 – Documentare lo stupore: in questo step, l’adulto ricorre alla documentazione foto-video ed alla narrazione per descrivere e restituire il Processo messo in atto dai bambini. L’adulto comunica l’educazione, la racconta, “rende visibile l’apprendimento”, valorizzando il lavoro dei bambini. Si tratta, quindi, di avere adeguate competenze documentative per catturare i momenti magici in cui lo stupore e l’apprendimento accadono, seguendo le tracce del pensiero bambino e fissandole in video o foto per restituirle al mondo, in primis ai genitori, ma anche ai bambini stessi, al gruppo educativo, alla comunità. “Il bambino piccolo esiste solo se c’è un adulto accanto che gli dà voce, che valorizza le sue competenze e potenzialità. Documentare significa allora assumersi la responsabilità di dare visibilità e valore ai bambini e a chi lavora e vive con loro, in famiglia e nei servizi (…). In questa prospettiva, dare visibilità alle azioni educative attraverso la documentazione rappresenta una pratica democratica di condivisione e partecipazione per tutti i soggetti coinvolti, permette scambio e confronto, rendendo visibili, riconoscibili e valorizzabili le differenze” (L. Malavasi/B. Zoccatelli). 

Quando documentiamo il processo dei bambini, stiamo seguendo le tracce della meraviglia. (…) Mi piace pensare alla documentazione come alla pedagogia dell’amore.”  S. Haughley

Conclusioni

“L’educazione sana mette lo stupore al primo posto. Quando gli esseri umani danno importanza allo stupore, possono accadere grandi cose. La mente si apre, il cuore si apre, e si può dire che si pare anche l’anima. Avviene un’espansione. Ritorna la meraviglia. Il fanciullo interiore rimane vivo e attento nel corso di tutta la vita. apprendere diventa una realtà quotidiana. I libri non finiscono sugli scaffali e la televisione non è più in grado di dominare la nostra psiche”. M. Fox

foto Marianna Vaccalluzzo

Crescere i bambini nello stupore, preservando il loro naturale ed innato senso di meraviglia per il mondo, porta innumerevoli benefici:

  • sviluppo armonico ed equilibrato in tutte le aree; 
  • migliore sviluppo delle funzioni esecutive (autocontrollo, problem solving, flessibilità di risposta, attenzione e concentrazione, memoria di lavoro);
  • significativo senso di autoefficacia e capacità di autodeterminarsi, buona autostima; 
  • apprendimento più profondo e duraturo; 
  • sviluppo del pensiero critico; 
  • minori problematiche comportamentali.

Infine, il bambino che cresce nello stupore potrà diventare un adulto che**: 

  • saprà desiderare, avere dei sogni, essere grato in quanto NON avrà visto soddisfatta ogni minima richiesta e, quindi, saprà apprezzare i doni della Vita; 
  • saprà meditare e riflettere in quanto ha nutrito il suo mondo interiore; 
  • sarà in grado di riconoscere i pregi e meriti altrui senza temere di essere da ciò sminuito, in quanto avrà una solida autostima e un solido senso del proprio valore; 
  • saprà apprezzare e vedere la Bellezza anche nelle piccole cose, perché avrà uno sguardo aperto ed allenato allo stupore e non sarà alla costante ricerca di nuove sensazioni intense; 
  • avrà un carattere equilibrato e calmo, in quanto la sua mente non sarà stata sovra-stimolata e saturata; 
  • sarà capace di seguire la propria strada ed autodeterminarsi ed automotivarsi, pensando con la propria testa, in modo critico; 
  • sarà aperto al mistero, perché avrà sperimentato che non tutto ha una risposta e sarà capace di apprezzare la vita in tutte le sue forme. 

“Non indicate per loro una via conosciuta, ma se proprio volete, insegnate soltanto la magia della vita”G. Gaber

Lo stupore apre la porta della nostra anima, dei nostri cuori e delle nostre menti. (…) Esso provoca esperienze memorabili, risvegliando la reverenza, il rispetto, la gratitudine”. M. Fox

foto Marianna Vaccalluzzo

* G. Delrio in “Lo stupore del conoscere. I cento linguaggi dei bambini”, ed. Reggio Children

**liberamente adattato da “Educare allo stupore” di C. L’Ecuyer

BIBLIOGRAFIA

  • AA.VV., “Lo stupore del conoscere. I cento linguaggi dei bambini”, ed. Reggio Children
  • Dallari M., Moriggi S., “Educare bellezza e verità”, ed. Erickson
  • Fox M., “Educare alla meraviglia. Reinventare la scuola, reinventare l’umano”, ed. La Meridiana
  • Haughley S., “The Wonder based start up Guide” su www.fairydustteaching.com
  • L’Ecuyer C., “Educare allo stupore”, ed. Ultra
  • Malavasi L., Zoccatelli B., “Documentare le progettualità nei servizi e nelle scuole per l’infanzia”, ed. Junior