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di Elisa Pierri, Il mio Nido – Treviglio

 

 

I percorsi di outdoor education partono tutti dall’ascolto…ogni genitore ha una storia da raccontare, spesso una paura. Lasciare i propri figli all’aria aperta spaventa molto ma, se noi riuscissimo a parlare al bambino che siamo stati, tutto diverrebbe più limpido e più semplice.

Ognuno di noi ha uno splendido vissuto nel cortile di un amico che, purtroppo, oggi per varie vicessitudini o mancanze di tempo non possiamo donare ai nostri figli, ed ecco dunque la ragione per la quale la scuola, di ogni ordine e grado, dovrebbe sopperire a questo bisogno.

Maria Montessori fonda un’educazione al silenzio, non in una connotazione negativa, anzi: il silenzio va insegnato ai bambini sin da piccoli per aiutarli a ritrovare il piacere di ascoltare. Maria Montessori racconta che “giocando al silenzio in classe, i bambini scoprirono il rumore della pioggia e ne furono profondamente felici”: ecco, ogni bambino dovrebbe avere il diritto di assaporare un momento così pieno di silenzio da sentire la musica della pioggia.

Ascoltare e sperimentare l’unicità di ogni stagione non può essere fatto fino in fondo all’interno di una scuola… esplorare le stagioni in natura è qualcosa che dona incanto ai nostri bambini…

Oggi è Ottobre e, mentre raffreddori e influenze la fanno già da padrone, ci dimentichiamo che è proprio all’interno, nei luoghi caldi e chiusi che germi e virus prolificano.

Oggi è Ottobre, il profumo dell’aria cambia, i colori del cielo si scuriscono, è il tempo della pioggia, i bambini hanno bisogno di semplicità, non è necessario fare null’altro che mettergli a disposizione un abbigliamento adeguato.

 

 

Goccia dopo goccia la pioggia si fa battente e nel silenzio le pentole lasciate all’aperto nel nostro spazio “giardino” ci regalano un concerto, i bambini restano all’ascolto. La pioggia aumenta e senza l’intervento di nessuno i piccoli cercano una protezione in più, prendono degli ombrelli e costruiscono una piccola capanna.

Correre per raggiungere un rifugio costruito da un amico, tirare fuori dalla tasca dei gessetti e lasciare che le pozzanghere si colorino fino a scoprire, nel vaso, la terra per fare il fango e cucinarlo. Ecco le azioni spontanee dei bambini…

La pioggia diminuisce, restano rigagnoli colorati a terra, degli ombrelli spostati dal vento, la terra nelle pentole e dei sorrisi immensi sul volto dei piccoli.

I bambini hanno passato una semplice ora all’aria aperta, dove hanno cooperato per costruire; colorato; osservato e ascoltato senza la necessità dell’intervento dell’adult il quale, fermo e in ascolto,  resta affascinato a osservare, cercando di scattare ed imprimere quei momenti incredibili passati sotto i suoi occhi.

Il contatto diretto con la natura è una delle sensazioni più gratificanti e totalitarie che ognuno di noi, grande o piccino possa mai vivere: sottrarsi o sottrarre i bambini a queste esperienze è come togliere un pezzettino fondamentale alla storia di ognuno di noi…