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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Stavo pensando…di ripensare il pensiero

di Alice Rampa, pedagogista ed educatrice     Adulti e bambini. Due linguaggi diversi. “Dove sei?” Arianna era sparita e nessuno la trovava. “Vieni, dobbiamo andare”. (Il posto segreto, Susanna Mattiangeli, Felicita Sala, Lupoguido)   Una voce, adulta, ti chiama. Tu resti in attesa. Continui a fare quello che stavi facendo. Uno sguardo, adulto, di disapprovazione. “Subito, forza, vieni!”. Tu? Tu resti in attesa. Continui a fare quello che stavi facendo. Forse, per un istante, ti fermi, ma ti ributti subito anima, pensieri e corpo in quello in cui eri occupato.     Nuove parole, adulte, che provano ad arrivare a te. “Allora, mi ascolti?”. Tu? Tu senti, sicuramente senti. Ma ascolti? Possibile ascoltare mentre stai facendo altro? Mentre sei immerso completamente in...

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Il mio gioco preferito

di Alice Rampa, pedagogista ed educatrice     Il mio gioco preferito prima di dormire è fingermi un sasso in mezzo al bosco. Essere coperta di muschio, stare dentro l’oscurità, stare nella pancia del lupo sapendo che nessuno mi mangerà. Silvia Vecchini     Trovo queste parole di Silvia Vecchini così precise e puntuali nel delineare i contorni del gioco, di quello che è il gioco per i bambini, ma non solo per loro. Finzione, bosco, oscurità, buio, lupo eppure… la sicurezza che “nessuno mi mangerà”. Ma quanto potente è questo pensiero? La possibilità di essere me, di essere altro da me, di provare a fingermi altro da me avendo la sicurezza che nulla di male mi accadrà. Cosa mi permette di sentirmi così (al) sicuro? Cosa permette al bambino di sapere che sta giocando,...

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Il cestino dei tesori

  di Ilenia Schioppetti, nido in famiglia La Casetta delle Favole   Ho preparato proprio in questi giorni un nuovo cestino dei tesori per il mio nido in famiglia.E mentre lo riempivo venivano alla luce dubbi, pensieri, riflessioni. Il cestino dei tesori è stato ideato da Elinor Goldschmied, “psicopedagogista” ed educatrice inglese.Non mi soffermerò in questo articolo a raccontare la sua esperienza, la sua vita e ad analizzare il suo straordinario modo di relazionarsi con i bambini, con le famiglie, con le educatrici e con gli educatori, perché ritengo che sia indispensabile per chi lavora nel settore 0/3 conoscere questa figura all’avanguardia e innovativa che è riuscita a cambiare il pensiero educativo e lo sguardo sui bambini e le bambine in uno dei momenti più difficili...

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Le parole sono importanti

  di Maria Teresa Guerrisi, titolare del Nido “La monelleria di Carignano” – Genova   Le parole che accompagnano la documentazione fotografica al nido non si limitano ad una descrizione delle azioni dei bambini, rappresentano lo sguardo degli educatori che conoscono quei bambini dei quali quotidianamente seguono i processi di apprendimento e di crescita. Una foto isolata dal contesto esprime un’immagine soggetta ad interpretazioni personali di chi la guarda, invece le parole non evocative ma descrittive, contestualizzano le esperienze, forniscono una spiegazione a chi in quel momento non era presente, conferiscono una chiave di lettura delle azioni dei bambini. Il linguaggio deve essere semplice ma non semplicistico, ovvero non deve “rimpicciolire” le azioni dei bambini ma ha...

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Il giardino della crescita

di Silvia Iaccarino   “Il giardino della crescita può essere coltivato solo offrendo con generosità ai bambini relazioni appaganti a cui ancorarsi. Senza radici non si può crescere. Se ci occupiamo di soddisfare i bisogni relazionali dei nostri figli e ci assicuriamo che i loro cuori non si induriscano, la natura penserà al resto. Non è necessario sforzarsi di farli crescere, basterà coltivare il giardino delle relazioni in cui fioriranno” D. MacNamara La nostra cultura educativa risente ancora oggi delle influenze del passato, permeata com’è da un’idea di bambino da civilizzare e “raddrizzare” fin da piccolo, come se la maturità possa essere insegnata attraverso ammonimenti, premi, punizioni (anche corporali), ricatti, minacce… La realtà...

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La linea del tempo: indizio sulla qualità del servizio

di Jessica Omizzolo, coordinamento psicopedagogico 0-6, formatrice PF06     Che cos’è la linea del tempo? Il luogo dentro il quale bambini ed educatori si muovono lungo la giornata a scuola. Il modo in cui viene scandito il tempo, come vengono attraversate le routine, che valore viene dato al gioco libero del bambino. Indicatore che racconta, quindi, quali idee di educazione si hanno e quali sono i valori che la scuola porta avanti. Sarebbe possibile comprendere se una scuola ha uno stile più o meno direttivo, più o meno centrato sull’autonomia e l’autorealizzazione solo facendosi raccontare la linea del tempo? Bhe diciamo che la risposta potrebbe essere SI’. E’ un indizio forte di come pensiamo la scuola e di come la “impostiamo” per (o CON) i...

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Il tempo dei bambini

  di Marta Arduino, pedagogista     E’ decisamente frequente, oggi, sentire dire: “Non è importante la quantità di tempo che si passa con i bambini, piuttosto importa la qualità”. L’ho detto anche io a qualche genitore a cui ho prestato la mia consulenza. E l’ho pensato da madre che lavora e che fa i salti mortali per passare del tempo con i propri figli. Siamo proprio sicuri che il “tempo di qualità” esista? Le occasioni che ci sforziamo di creare per trascorrere dei momenti “stra-ordinari” con i nostri figli sono davvero momenti preziosi per loro? Proviamo a domandarcelo ed a riflettere su questa domanda. Ho recentemente letto un’intervista ad una pedagogista che parlava di “tempo di qualità”. Si diceva che è molto importante, per una madre che lavora, tornare a casa,...

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Spiegazione ironico-scientifica intorno ai “lavoretti” nei servizi educativi

  di Alice Gabbrielli, insegnante, titolare e coordinatrice del Nido Il Bruco (Pavia)      Cari genitori, se vi aspettate che da queste mura esca un “lavoretto” vi spiego perché avete sbagliato asilo 😉 ! Ogni anno, ad ogni festa comandata, che sia Natale, la Festa della Mamma o carnevale poco importa, un gruppo di genitori attende il lavoretto del proprio bambino come dono o come prova delle sue competenze. E in molti anni di lavoro negli asili, ho appurato che questa è proprio una necessità per qualche mamma o papà. Ho allora provato a sviscerare tale bisogno per comprenderne le motivazioni e provare a farle collimare con quelle dei bambini. Alcuni genitori hanno piacere di ricevere il lavoretto come dono del proprio bambino, magari da tenere sulla scrivania,...

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5 passi per favorire lo sviluppo dei bambini 0-12 mesi

 di Silvia Iaccarino     Ho riassunto in questa grafica alcuni suggerimenti per favorire al meglio lo sviluppo dei più piccoli, utili anche per gettare le basi dell’autonomia e dell’autostima. Ovviamente c’è molto altro di altrettanto importante. Ma intanto mi faceva piacere fornire qui alcuni spunti che spero possano indirizzare le pratiche quotidiane.        1) seguire gli interessi del bambino: ogni individuo è una creatura a sé con proprie predisposizioni, curiosità, inclinazioni, talenti. Favorire l’espressione di sè e il manifestarsi della personalità emergente del bambino è importante affinché egli possa strutturarsi come “soggetto autonomo”. Per promuovere ciò, serve dare spazio a quanto il bambino mostra in termini di interesse...

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Il nido è…

  di Maria Teresa Guerrisi, titolare del Nido “La monelleria di Carignano” – Genova     Il nido è… Il nido è luogo delle relazioni significative tra bambini e adulti. È il luogo dell’accoglienza, in cui il bambino e la sua famiglia assumono un ruolo centrale. Il nido è dove le acquisizioni teoriche si uniscono alle pratiche educative, dalle quali si evince l’identità del servizio e l’idea di bambino che guidano il pensiero pedagogico. Il nido è un luogo di scambi affettivi e di condivisione dei percorsi educativi tra educatori, famiglie e territorio che si fanno comunità educante, ha il compito di far “crescere bene” i bambini poiché ne sostiene i percorsi e i processi di apprendimento. Il nido è il luogo della professionalità educativa, in cui i...

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Bambini sciolti: un progetto dei papà al Nido

  di Alessia Allegri, nido Ghirigò – Giussano   A noi di Percorsi formativi 06 sembra importante, in queste nostre pagine del sito, condividere buone pratiche e testimonianze di servizi educativi che lavorano non solo per e con i bambini, ma anche per e con le famiglie con l’obiettivo di costruire solide alleanze e ponti per co-educare i piccoli. Qui condividiamo con piacere l’esperienza del nido Ghirigò di Giussano dove il gruppo dei papà è stato coinvolto per la ri-progettazione del giardino. Un’esperienza che ha potuto e saputo valorizzare le risorse dei genitori, accogliendole ed integrandole nel Nido, trasformandole in patrimonio comune per gli stessi papà, per i bambini, gli educatori, le famiglie tutte.  Una testimonianza che ci dimostra come sia...

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“Mi porto a casa”…Cronaca di un percorso di formazione residenziale

  di Simona Vigoni, pedagogista e psicomotricista     La cornice: un casale valdese in Toscana, essenziale, immerso nel verde, che da venerdì nel primo pomeriggio ha cominciato lentamente a popolarsi di cuori palpitanti di persone, di mani laboriose, di abbracci e sorrisi e ad arricchirsi di cianfrusaglie per dirla a mo’ delle sorelle Agazzi, cose per dirla alla Malavasi, materie intelligenti per dirla alla Guerra, loose parts per dirla alla Nicholson ed alla nostra Corradi. La sera del venerdì, i primi preparativi nella suggestiva sala del casale, la cena insieme, l’incontro di sguardi, gesti e movimenti nella sessione di biodanza, l’attesa per il giorno successivo. E il sabato mattina sono arrivate le prime suggestioni: da prospettive e angolazioni diverse io stessa a...

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Il modello evolutivo dei bisogni: e tu di cosa hai bisogno?

  di Ivano Orofino, Trainer Professional Counsellor, Progettista Europeo, Educatore   Alcuni principi pedagogici universali da sempre ci hanno guidato nell’incertezza di chi deve muovere il passo educativo e correttamente si chiede: ”da dove devo partire in questa situazione? Cosa posso fare per questa persona che ho davanti a me?”. I sapienti ci vengono in aiuto e a vario titolo hanno suggerito risposte a volte enigmatiche, ma orientanti: “Parti là dove l’altro si trova”. Comprendere dove l’altro si trova è una fatica di spostamento. Lo spostarsi da sé. E’ il punto nodale di molti educatori e genitori quello di saper cogliere profondamente una prospettiva emotiva ma anche corporea di un ALTRO ESSERE UMANO, che vive con le sue note, le sue intuizioni, le sue necessità, le sue...

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Percorsi di ricerca e apprendimento al Nido

  a cura dello staff de “I pupi solari” a Rivanazzano Terme e Cava Manara   Ogni volta che i bambini sono liberi di entrare in relazione con il mondo, danno vita ad un processo creativo dal quale spontaneamente e attivamente traggono apprendimento. Noi adulti ci siamo posti nel ruolo di attenti osservatori attraverso uno sguardo interessato e una presenza vigile ma discreta, ed abbiamo sostenuto la qualità dell’esperienza di gioco. Abbiamo riconosciuto in esso una vera e propria risorsa fondamentale per la crescita dei bambini, abbiamo lasciato che loro stessi fossero “maestri del gioco”, lasciandoli deciderne i tempi, le modalità e gli strumenti. L’altro fondamentale elemento a cui abbiamo attribuito valore ed importanza è stato il tempo: un tempo disteso e rallentato...

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Il valore del tempo passato coi bambini

  di Silvia Iaccarino   “Vorrei confutare quello che è stato venerato quasi fosse un reperto sacro nella mitologia della vita contemporanea. Il tempo di qualità non è altro che un mito culturale. Non esiste, né è mai esistita, una cosa del genere. Quindi non dovremmo contare sul fatto che si verifichi da sé, né dovremmo cercare di crearlo. La realtà è che i momenti migliori con i nostri figli capitano in circostanze non preventivate e inaspettate – durante il viaggio in automobile per andare alla partita di calcio del sabato mattina, nel bel mezzo del bagnetto peraltro senza eventi di rilievo, o mentre ci si affretta a dare la colazione ai ragazzi e mandarli a scuola. Per quanto proviamo a esercitare il controllo su queste occasioni, i momenti di maggiore vicinanza e più...

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Libri pillola

  di Jessica Omizzolo, Coordinamento psicopedagogico 0-6 del Comune di Fano, Appassionata di lettura ad alta voce e a bassa voce, docente di PF06     Cos’è una pillola? Una medicina che si prende per guarire. Giusto. Leggereste un libro che tratta il tema della morte se vi fosse appena morto qualcuno di caro? Vi farebbe stare bene? Io ne dubito. E allora perchè leggiamo libri sullo spannolinamento, sulla morte del nonno, sulla separazione ai bambini? La lettura è uno strumento che  da adulti utilizziamo per trovare un angolo di calma e rilassamento, approfondimento e studio, crescita personale, benessere. Ma poi come per magia quando si tratta di proporla ai bambini diventa un momento didattico, forzatamente istruttivo che perde di quel piacere peculiare che porta al...

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Lettera aperta e semiseria a un educatore di Nido d’Infanzia

di Maria Teresa Guerrisi, titolare e coordinatrice dell’Asilo Nido La Monelleria di Carignano – Genova     Caro educatore, ti scrivo la presente perché vorrei condividere insieme a te, in maniera semiseria, qualche fatica legata al tuo mestiere, ma anche un’ode alla tua professionalità (che poi è anche la mia considerato che appartengo alla categoria). Il centro del lavoro di un educatore dovrebbe essere il bambino e le bambine ovvio, non sia mai si venga tacciati di discriminazione di genere, diciamo i bambini così rimaniamo su un livello generale e linguisticamente corretto. I bambini dal canto loro nell’educatore riconoscono, dopo un adeguato ambientamento e un periodo di conoscenza reciproca, la persona di cui fidarsi, la persona sulla spalla della quale poter...

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Le piccole attenzioni

  di Ilenia Schioppetti, nido in famiglia La Casetta delle Favole   I bambini raccontano. Raccontano storie. Creano storie. Infinitamente. Silenziose. Senza parole. I bambini non smettono mai di raccontare. I bambini raccontano quando non glielo chiediamo. Raccontano anche quando non li ascoltiamo. Raccontano in un modo che a volte non sappiamo più leggere. Perché crescendo si diventa cercatori di parole. Cercatori di voci. Cercatori di immagini concrete e reali. Ma i bambini raccontano. Storie. Infinitamente. Silenziose. Senza parole. E non sono loro a dover cambiare il loro modo di raccontare spontaneo e denso di vita. Siamo noi, che dobbiamo tornare ad essere cercatori di storie. Siamo noi, che dobbiamo allenare il nostro sguardo alle piccole attenzioni e lavorare in...

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Vademecum “Estate in acqua” per mare e piscina

Desideriamo augurarvi, tramite il Vademecum “Estate in Acqua”, una buona vacanza ricca di immersioni, tuffi e bagni da fare insieme ai vostri bambini, perché l’acqua da sempre risulta elemento straordinario, affascinando tutti con la sua enorme capacità evocativa. Ci teniamo molto ad offrirvi questo piccolo pensiero, con l’intento di farvi partecipi della nostra idea e immagine di bambino nella relazione con l’acqua. Qui di seguito potete scaricare il pdf gratuito a cura di Danilo Vaghi, fondatore del Brand WaterHug, Acquapsicomotricista certificato, Studi in Scienze Motorie, Istruttore II livello Fed. Italiana Nuoto Assistente Bagnanti F. I. N., Atelierista dell’Acqua – Reggio Emilia Approach Waterhug mare e piscina   Buona...

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I papà, figure importanti

di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta   Quando sta per nascere un figlio si pensa che sia compito esclusivo della mamma occuparsene, accudirlo e crescerlo, tanto da essere convinti che esista il fatidico “istinto materno” a venire in soccorso, ma così come nessun uomo nasce capace di fare il padre, neppure nessuna donna nasce già madre. È per questo che è fondamentale che i genitori si supportino l’uno con l’altro fin da quando la donna porta in grembo il bambino, così da potersi sentire uniti, compresi, non soli o inadeguati nell’affrontare ogni passo di un processo di crescita condiviso. La nascita di un figlio mette ogni persona di fronte al proprio passato, presente e futuro e non tutti sono capaci e vogliosi di confrontarsi in modo introspettivo con se stessi, ancor di più...

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