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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Con la testa fra le nuvole

di Ilenia Schioppetti, educatrice, titolare del Nido in famiglia La casetta delle Favole – Venezia La testa fra le nuvole… la testa per aria… se cerchiamo nei libri e nei dizionari il significato di questo modo di dire vi troveremo spesso parole di negativita’, parole che descrivono persone distratte, che non riescono a pensare in maniera logica ed oggettiva, fuori dalla realta’ imminente e quotidiana, presi da altri pensieri. Presi da altri pensieri… Eppure, a mio avviso, fra le nuvole resta un posto bellissimo.  Ho quasi quarant’anni, ma una fra le mie cose preferite e’ rimanere sdraiata con il naso all’insu’, immersa in un quadro effimero, che cambia forma velocemente accompagnato dal vento. Incantata davanti a tanta bellezza che vorrei ma non posso fermare, e mentre cerco di...

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Non è tutto oro quello che luccica…a volte è molto di più

di Alice Rampa, educatrice Il museo degli errori Signori e signore, venite a visitare il museo degli errori, delle perle più rare. Osservate da questa parte lo strano animale gato: ha tre zampe, un solo baffo e dai topi viene cacciato. Nel secondo reparto c’è l’ago Maggiore: provate a fare un tuffo, sentirete che bruciore. Ora tenete il fiato: l’eterna “roma” vedremo tornata piccola, piccola come ai tempi di Romolo e Remo. Per colpa di una minuscola la storia gira all’indietro: questa “roma” ci sta tutta sotto la cupola di San Pietro G. Rodari Cosa c’è dietro quello scotch, quell’oro scelto e applicato con estrema cura su un tamburello? Una storia, c’è una storia. O forse più di una. La storia di un libro letto, di un’idea e della voglia di realizzarla. C’è l’impegno e la concentrazione...

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Sulla soglia. Corpi che si incontrano nei servizi per la prima infanzia

di Alice Rampa, educatrice  Potrebbero non avere bisogno di me – o forse sì –  Allora lascerò che il mio Cuore resti bene in vista –  Forse un timido sorriso, come il mio  Potrebbe essere proprio ciò di cui hanno necessità Emily Dickinson       Un nome. Un viso. Un corpo. Da qui parte tutto. Il mio nome. Il tuo (vostro) nome. Il mio viso. Il tuo (vostro) viso. Il mio corpo. Il tuo (vostro) corpo. “Alice, guadda, sono in alto”. Sei in alto, sullo scivolo. Ti guardo, ti vedo. La potenza del tuo richiamo, il modo con cui ti imponi alla mia attenzione mi costringono a fermarmi e ammirare lo spettacolo a cui sono chiamata come spettatrice privilegiata.  Ogni giorno va in scena uno spettacolo, sempre uguale, sempre diverso. Ogni giorno, tra queste quattro mura, ci sono corpi che...

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Yoga al Nido, si può!

 Progetto “Yoga al nido” presso Nido Bolocan a Pavia, Cooperativa AldiaA cura di Elena Lazzari, educatrice e Sandra Goldin, pedagogista  Il progetto “Yoga al nido” nasce circa 3 anni fa prendendo spunto da un corso a cui ho partecipato (Elena) rivolto ai bambini della scuola d’infanzia. Il corso mi ha dato modo di riflettere e di lavorare sull’adattamento della proposta fino a giungere alla realizzazione di un Progetto rivolto ai bimbi dell’ultimo anno di nido.Lo Yoga è una disciplina che mira alla conoscenza del proprio corpo, stimola e favorisce l’attenzione e la concentrazione, aiuta la coordinazione, la flessibilità e l’agilità. Così per gli adulti, ho pensato potesse essere interessante vedere come potessero viverlo i bambini, fin da molto piccoli.La proposta viene presentata come...

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La gentilezza salverà il mondo

di Silvia Iaccarino La gentilezza è un bene raro e preziosissimo che dovremmo impegnarci tutti a trasmettere ai bambini, innanzitutto col nostro esempio e poi con l’empatia verso le loro emozioni e stato d’animo. Quando diciamo con dolcezza a un bambino: “sei triste, ti capisco. Sono qui con te” oppure quando accogliamo la sua rabbia o ancora quando accompagniamo la sua paura senza volerla per forza eliminare, stiamo compiendo anche atti di gentilezza verso di lui, veicolati dall’empatia. Stiamo lavorando per nutrire quelle innate caratteristiche umane che tutti possediamo e che possiamo far fiorire solo in ambienti che ci fanno sentire protetti e al sicuro sul piano relazionale. Ciò non significa certamente evitare ai bambini le emozioni spiacevoli: fanno...

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Riconnettiamo i bambini alla Natura

  di Silvia Iaccarino   Oggi molti adulti sono quasi spaventati dal fatto che, stando all’aria aperta, i bambini possano sporcarsi ed ammalarsi e/o farsi male. L’iper protezione che connota questi ultimi anni però sta veramente danneggiando l’infanzia, come sempre più ricerche evidenziano. Certo non stiamo traumatizzando i bambini, non si tratta di questo. Però stiamo letteralmente togliendo loro forza, psicologica e fisica, capacità di autodeterminarsi, autoefficacia, fiducia in se stessi: “Studi e test standardizzati iniziano a dimostrare che la forza dei bambini nel complesso sta diminuendo. Uno studio pubblicato sulla rivista di salute infantile ‘Acta Pediatrica’ ha misurato nel 2008 la forza di 315 bambini di 10 anni nella regione dell’Essex, comparandola...

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Il diritto alla Bellezza

  di Danilo Vaghi, istruttore di nuoto, atelierista dell’acqua e ideatore dell’approccio Water Hug dedicato ai bambini da 4 mesi a 6 anni     Cos’è la Bellezza? Perché è così importante? Quale legame ha con la relazione in Acqua? Educare un bambino alla Bellezza non significa educare un bambino alla Perfezione. Bellezza e perfezione non sono sinonimi. Per la filosofia greca “Bellezza” è armonia e proporzione delle parti. Educare un bambino alla Bellezza significa coltivare in un lui non solo, certamente, un senso estetico, ma soprattutto renderlo consapevole di ció che lo attrae e in cui percepisce armonia e pulizia. Allestire un contesto in cui tutto è chiaro, pulito, è fondamentale per la sua sicurezza e per la sua crescita sempre rivolta alla ricerca e...

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La prensione dello strumento grafico

  di Martina Verdese, TNPEE Terapista della Neuro Psicomotricità dell’Età Evolutiva     Inizialmente la prensione dello strumento grafico è definita “a pugno palmare”, passando da quella a “pugno digitale”, poi una “quadripode o tripode statica” per giungere alla prensione matura detta “PRENSIONE A TRE DITA DINAMICA”: polpastrello del pollice e dell’indice e lato radiale del medio, a 2-3 cm dalla punta, parte superiore della penna inclinata a destra per i destrimani e viceversa per i mancini.    È buona prassi quella di impostare correttamente la prensione scorretta e/o poco funzionale, ad esempio se eccessiva tensione o rigidità della mano causano crampi, dolori e affaticabilità. Nella scuola dell’infanzia è utile favorire l’uso dei colori a dita e degli acquerelli,...

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La costruzione della casa nello sviluppo del bambino

di Valentina Campetelli, psicomotricista e Luca Bosco, psicologo, psicoterapeuta, psicomotricista    Case….. grandi, piccole, in alto, in basso, sicure, sbilenche, solide, incerte, ariose, impraticabili, castelli, tane, gallerie, bunker, con tetti che proteggono, con tetti leggeri e trasparenti per guardare il cielo e, di notte, le stelle… isolate, che si mettono in comunicazione attraverso strade, ponti, corridoi… di tutti, da soli, rifugi, luoghi di birbanterie, che ricordano la casa reale, o dove vige la legge dei bambini… Le case costruite nelle sedute di psicomotricità dicono molto del mondo interno, della percezione di sé e del livello di organizzazione dei bambini. Esse possono apparire se i bambini sono sufficientemente strutturati dal punto di...

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Cosa sono i pregrafismi

 di Martina Verdese, TNPEE Terapista della Neuro Psicomotricità dell’Età Evolutiva  Pregrafismo = tutto ciò che anticipa la grafia, ovvero la scrittura vera e propria. I bambini si approcciano agli strumenti grafici con istintivo interesse e non appena saranno capaci di impugnare una matita o un pastello produrranno “opera d’arte” uniche, senza avere la cognizione che questo allenamento servirà in futuro per imparare a scrivere.Possiamo riassumere le tappe dello sviluppo delle varie forme pre grafiche come segue:    Inizialmente gli scarabocchi sono un’attività legata al piacere sensoriale del muovere un oggetto su un foglio; gli scarabocchi non sono controllati e non sono ancora la rappresentazione di qualcosa in particolare.L’utilizzo del foglio e delle matite come possibili...

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Il ruolo dei genitori tra affettività e distanza educativa

  di Sara Blesio, pedagogista     Scegliere di diventare genitori oggi significa accettare una sfida tanto complessa quanto nuova, non solo a causa delle macroscopiche peculiarità che delineano questa fase storica (il prorompere della tecnologia e la pressione commerciale in primis), ma anche per una mutata consapevolezza pedagogica tesa ad assegnare una nuova identità al rapporto genitori-figli. Determinati a prendere le distanze dal paradigma educativo di tipo normativo assunto dalle generazioni precedenti, ma non potendo ancora contare su solide fondamenta per mancanza di modelli cui riferirsi, i genitori di oggi si ritrovano spesso ad arrangiarsi come meglio possono, rischiando di dar vita a relazioni non meno discutibili da un punto di vista pedagogico. Molti genitori...

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I pre-requisiti del linguaggio

    di  Stefania Chiaravallotti, logopedista    Tutti i bambini, in assenza di patologie specifiche e tenendo conto delle estreme variabilità individuali,  iniziano a produrre le prime parole a partire dai 12 mesi.  L’accesso al linguaggio verbale è preceduto e favorito dalla maturazione di una serie di competenze comunicative che il bambino sviluppa nel corso del primo anno di vita: i prerequisiti. In assenza dei prerequisiti, il linguaggio verbale potrebbe emergere in ritardo o non emergere affatto. Molto spesso l’attenzione è focalizzata esclusivamente sul linguaggio espressivo. Il più delle volte ci si accorge della presenza di difficoltà quando il bambino, all’età di due/tre anni o, nel peggiore dei casi, anche più tardi,  dice poche parole o non parla ancora. In...

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Sulla scena…in scena

a cura dello staff del Vitamina Gioco al Nido, Segrate A noi di Percorsi formativi 0-6 interessa molto fare cultura dell’infanzia per far comprendere, in primis alle famiglie, quanto sia ricco il mondo interiore dei bambini e quanto le loro azioni non siano affatto semplicistiche né banali. I piccoli, anche nella fascia 0-3 anni, possiedono un mondo interno estremamente complesso e variegato ed hanno una capacità di guardare il mondo con meraviglia e stupore che noi adulti, ahimè, abbiamo il più delle volte perso per strada. Così, un bambino che sta conoscendo il mondo e sta iniziando ad esplorarlo in tutte le sue forme, senza schemi pre-definiti, ma costruendo via via il suo sapere, può coinvolgersi profondamente con un materiale estremamente semplice come del cartone ed un...

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Alleanze educative: sono ancora possibili?

di Silvia Iaccarino   Durante il mese di gennaio 2018 ho ricevuto una intervista da Bologna Nidi  sul tema dell’alleanza scuola-famiglia all’interno dei servizi educativi 0-6 anni. “Intervista a… Oggi torno a dialogare con Silvia Iaccarino, formatrice e psicomotricista, ha una grande esperienza in fatto d’infanzia e di servizi educativi ZeroSei. L’abbiamo già incontrata tempo fa per farci raccontare come affrontare il lutto al nido (leggi qui) Oggi affrontiamo insieme un tema altrettanto difficile e spinoso:  le alleanze educative tra genitori e servizi educativi/scuole. Le domande sono tante e il tema è davvero complesso. Con puntualità ed estrema chiarezza la dottoressa Iaccarino riesce a restituirci un quadro della situazione e individuare possibili...

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Dal gesto grafico alla scrittura: come favorire questo passaggio?

di Annalisa Riva, Arteterapista e Educatrice del Gesto Grafico e della Scrittura  Sempre più spesso i bambini della scuola dell’infanzia sono osservati da noi adulti con la prospettiva del loro futuro e coinvolti in attività preparatorie al passaggio alla scuola primaria. Il pensiero di molti genitori ed educatrici della scuola è puntato sugli apprendimenti e spesso, anche con una certa preoccupazione, si guarda alle difficoltà che possono sopravvenire, soprattutto nell’ambito dell’apprendimento della letto-scrittura. In molti contesti si parla già a questa età di prevenzione di disturbi specifici, in particolare della disgrafia. Se la lettura viene in genere considerata come una capacità che il bambino acquisisce naturalmente, seppur con i propri tempi, la scrittura invece viene intesa...

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Il metodo inRelazione®

di Chiara Degli Esposti e Ornella Cavalluzzi, psicologhe e psicoterapeute, ideatrici del metodo inRelazione®     Nel libro da noi scritto: “inRELAZIONE, come il benessere dell’educatore favorisce l’apprendimento a scuola”  abbiamo voluto mettere tutta la nostra voglia di cambiare le cose. Attraverso esempi di vita quotidiana abbiamo cercato di rendere concreto e possibile l’applicabilità delle teorie e dei pensieri a cui ci siamo inspirate negli anni. Come psicologhe psicoterapeute che lavorano nel mondo della scuola e della formazione, abbiamo ritenuto necessario mettere in dialogo la psicologia con la pedagogia, individuando delle strategie per ridurre l‘incidenza di stress e malessere che caratterizza questa professione. Gli educatori e gli insegnanti sono purtroppo poco...

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Click! Un attimo ed è magia!

a cura di Silvia Iaccarino, Carola Castoldi e Elisa Rizzardi della Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone     Condividiamo con piacere questo lavoro narrativo che restituisce e testimonia un’esperienza di gioco con la luce molto interessante. Pensiamo che fare cultura dell’infanzia comporti, tra le altre cose, il “rendere visibile l’apprendimento”, mostrando la profondità dei processi che i bambini attivano durante il gioco, evitando di ridurre e banalizzare le loro condotte ludiche, come a volte accade.  Il pensiero bambino è alto, è profondo, è ampio, è divergente, impertinente, luminoso…   Qui ne abbiamo un esempio: “Click! Un attimo ed è magia”  ...

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Crescere nello stupore – SECONDA PARTE

di Silvia Iaccarino CONTINUA DALLA PRIMA PARTE Come educare, dunque, allo stupore? “Se un bambino deve tenere vivo il suo senso innato di meraviglia, ha bisogno della compagnia di almeno un adulto con cui condividerla, riscoprendo in lui la gioia, l’eccitazione e il mistero del mondo in cui viviamo”Rachel Carson Come anticipato, si tratta di essere registi e “architetti dello stupore”.  Della regia educativa abbiamo già accennato, evidenziando il ruolo dell’adulto come facilitatore, ovvero come presenza che crea le condizioni per interrogare la mente infantile, per generare curiosità ed interesse, mettendo a disposizione dei bambini spazi, tempi e materiali adeguati, come detto anche in altri nostri articoli:  Loose parts e arte effimera  Il gioco con i materiali...

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Crescere nello stupore – PRIMA PARTE

di Silvia Iaccarino dal dizionario  “Stupore: senso di grande meraviglia, incredulità, disorientamento provocato da qualcosa di inatteso” “Lo stupore è il desiderio di sapere qualcosa” Tommaso d’Aquino “La capacità di stupirsi è ciò che spinge il bambino alla scoperta del mondo. E’ la sua motivazione interna, la sua prima sollecitazione naturale. (…) Dobbiamo solo accompagnarlo, procurandogli un ambiente circostante favorevole alla scoperta. ” C. L’Ecuyer “L’inizio della nostra felicità sta nel comprendere che la vita senza meraviglia non vale la pena di essere vissuta. Quello che ci manca non è la volontà di credere, ma la volontà di meravigliarci” A. Heschel Oggi la ricerca scientifica e neuroscientifica sta ponendo al centro della propria riflessione sul mondo dell’infanzia un...

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