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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Atelier sartoria alla scuola dell’infanzia

di Jessica Omizzolo,  coordinatrice di servizi all’infanzia   Gli atelier sartoria e i laboratori di cucito si inseriscono in un percorso di grande riorganizzazione e ripensamento dei servizi 0-6 comunali per i quali lavoro. Proposte ad accesso libero dove interessi dei bambini e obiettivi di sviluppo si intrecciano.  L’atelier, infatti, nel nostro contesto è nato come proposta di adulti esperti che offrono ai bambini uno spazio dove scoprire, incuriosirsi e soprattutto sentirsi competenti e capaci di realizzare le proprie idee, utilizzare strumenti e cooperare per costruirne di nuove. Uno spazio mentale ed affettivo dunque dove le idee dei bambini vengono non solo accolte ma anche valorizzate, dove gli adulti si fanno accoglienti promotori di possibilità. Questi luoghi sono nati...

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Essere l’adulto nella relazione educativa

  a cura di Silvia Iaccarino   Navigando in rete ho trovato questo scritto di Rosa Fuentes che mi ha subito colpito per chiarezza di pensiero ed emozione. Qui troviamo racchiuse le caratteristiche dell’adulto “sufficientemente buono” di cui parlava Winnicott, per crescere bambini equilibrati, rispettosi di sé e degli altri. Non si tratta di un adulto perfetto, che non potrà mai esistere, ma di un genitore consapevole, che si interroga, riflette su se stesso, si mette in discussione, sa chiedere scusa mostrando i propri errori, sa accogliere con empatia e sospendere il giudizio sul bambino. Come già evidenziato con la regola dei terzi, i bambini non hanno bisogno di genitori che non sbagliano mai, ma di genitori umani, che sappiano essere un modello, anche...

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L’imprevisto promotore

di Daniela DePonti, educatrice e coordinatrice, Nido Sogni di fate, Vignate   Un giorno come tanti altri, in sezione. Stiamo giocando con i puzzle dove sono raffigurati diversi animali. Sono piccoli puzzle da due pezzi. A sinistra la mamma e a destra il suo cucciolo. Ad un certo punto, arrivi tu. “Manca un pezzo. Manca il leoncino”. Richiami la mia attenzione mostrandomi il pezzo di puzzle. Insieme decidiamo di andare a cercarlo. I tuoi compagni si uniscono alla ricerca. Non si trova. “Come possiamo fare? Proviamo a pensare. Magari ci vengono in mente delle soluzioni” vi lancio una provocazione. Dopo alcuni istanti di silenzio, L’IDEA! continua a leggere QUI    ...

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S-guardare

  di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport   Pensare alla propria immagine di bambino. Pensare ai servizi educativi e dare forma al proprio punto di vista in modo che si possa veicolare un messaggio.  Un messaggio che faccia spazio ai bambini, alle loro idee, al loro essere “persone giovani” ma esperte. Esperte perché il verbo “esperire” ci parla di loro, che fanno prove e tentativi, che interpretano, che sperimentano.  E gli adulti? Gli adulti come si posizionano in relazione a questo bambino? Come lo guardano?  “Come lo guardi tu un bambino?” Io lo guardo così. È solo quando inizi a vedere così lontano che puoi coltivare questo s-guardo...

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La mente dei bambini

  di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport   Allenare lo sguardo Come l’adulto può interrogarsi rispetto agli apprendimenti dei bambini? Una ricerca nata all’interno della Scuola dell’Infanzia Paritaria Maria Bambina di Lissone che si tradurrà in una mostra dal titolo “Mosaico di apprendimenti”. Un percorso che ha coinvolto insegnanti, genitori e bambini che si sono addentrati nei sentieri della documentazione pedagogica per riflettere su come tale pratica potesse fermare il pensiero sui processi di strutturazione della conoscenza.  Un primo report di questo percorso di ricerca è stato offerto, in sintesi, durante la conferenza gratuita...

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Conosciamo i “Tempi per le famiglie”: un’esperienza di sostegno alla genitorialità

  di Marta Arduino, pedagogista e titolare del Nido “La tana dei cuccioli” di Meda     Sempre più spesso, in qualità di pedagogista e coordinatrice di un servizio per la prima infanzia, mi rendo conto di quanto la famiglia oggi sia fragile e bisognosa di sostegno; questo perché sempre meno si riconosce come soggetto portatore di risorse e competenze. In una prospettiva “ecologica” emerge quanto sia importante per lo sviluppo dei bambini l’interazione tra un organismo umano attivo in sviluppo e le persone, gli oggetti e i simboli che si trovano nel suo ambiente circostante; proprio per questo motivo, l’ambiente familiare rappresenta lo spazio nel quale il bambino farà esperienze che saranno di fondamentale importanza per il suo sviluppo cognitivo e affettivo....

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Il travaso montessoriano: controllo del gesto e conquista dell’autonomia

  di Francesca Perica, educatrice Montessori     “Il bambino può svilupparsi pienamente attraverso l’esperienza nel suo ambiente. Chiamiamo queste esperienze lavoro” Maria Montessori     Il lavoro, ossia l’attività finalizzata compiuta nell’ambiente, è il mezzo attraverso il quale il bambino edifica le facoltà proprie dell’uomo. Il movimento, il linguaggio, la volontà, la capacità di concentrazione, non sono nell’essere umano innati e necessitano un lavorìo costante e profondo (guidato da energie creatrici, le nebule, e da specifiche direttive, indicate dai periodi sensitivi). Ma tutte queste potenzialità non possono attuarsi se il bambino non può “agire a spese dell’ambiente”. In poche parole, se egli non ha occasione per esercitare le sue mani, organi...

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L’ozio è il padre…della rivoluzione del pensiero

di Alice Rampa, educatrice e pedagogista     Devo ammetterlo, sempre più spesso ho la fortuna di partecipare ad incontri, eventi dedicati al mondo dell’infanzia e dell’educazione che mi lasciano più domande e riflessioni aperte che risposte servite su un piatto d’argento. Di recente ho partecipato all’evento “E tu da che parte stai?” e, in particolare, ad una tavola rotonda moderata da Cinzia D’Alessandro che  ha visto svolgersi uno scambio prezioso per ridefinire i contorni di quell’aspetto tanto frainteso e lasciato ai margini delle nostre classi, sezioni, gruppi che è l’ozio. Gli interventi si sono susseguiti con tempi ben scanditi dall’organizzazione ma questo non ha impedito ai partecipanti al tavolo di destrutturare il pensiero imperante per poi...

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L’adulto al servizio del bambino

di Ilenia Schioppetti, nido in famiglia La Casetta delle Favole   Rendere il bambino protagonista del suo apprendere non significa abbandonarlo a se stesso. Significa essere l’adulto di cui lui ha bisogno. L’adulto che osserva. L’adulto che offre. L’adulto che si offre. L’adulto che condivide. L’adulto che sa farsi piccolo. L’adulto che sa fare un passo indietro o due. L’adulto che concede. L’adulto che rilancia. L’adulto che comprende. L’adulto che contiene. L’adulto che apre lo sguardo. L’adulto che legge. L’adulto che rispecchia. L’adulto che restituisce. L’adulto che lascia spazio. L’adulto che non si sostituisce. L’adulto che accetta. L’adulto che chiede. L’adulto che si fida. L’adulto che dona significato. L’adulto che si mette in discussione. L’adulto che si mette in gioco....

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Una bimbetta tira la tovaglia

di Silvia Iaccarino Meravigliosa questa poesia della grande Szymborska ❤️ In modo magistrale ha reso tutto il senso profondo e profondamente scientifico che muove il bambino nella scoperta del mondo che lo circonda. “Ora sono sotto esame le cose che non possono muoversi da sole. Bisogna aiutarle a farlo, spostare, spingere, prenderle da dove sono e trasportarle”. Bellissimo! Come rende lo stupore e la freschezza del bambino che ancora non conosce il funzionamento della realtà e per il quale tutto è nuovo e da indagare, per nulla ovvio. Poi ancora: “Non tutte lo vogliono”. Anche queste parole sono potenti. Il bambino scienziato che tutto testa e verifica, si rende presto conto che alcuni oggetti sono “ostinati” e non si vogliono muovere...

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L’autenticità con i bambini

di Silvia Iaccarino Esempio tipico: un neonato piange da un po’, disperato. La mamma cerca di calmarlo, cullandolo e parlandogli…ma niente da fare. Poi arriva un’altra persona che lo prende in braccio e il piccolo, come per magia, si tranquillizza velocemente. Come questo esempio ne potremmo fare, di simili, molti altri. Spesso gli adulti si stupiscono di quanto accade in tali frangenti. Il fatto è che i bambini sentono le nostre emozioni e, anche se noi ci sforziamo di restare calmi, essi percepiscono i nostri reali moti interiori e ad essi rispondono. Per questo motivo è importante, tra le altre cose, essere autentici con loro: meglio dichiarare la propria stanchezza, rabbia, timore, dispiacere, etc (possibilmente in modo digeribile per il bambino ☺️)...

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L’uso degli pneumatici nei luoghi educativi

a cura di Sandra Lencioni e Alice Gabbrielli, foto Sandra Lencioni Nel nostro gruppo “Percorsi formativi 06 – per crescere professionalmente oggi” nascono spesso confronti interessanti. Di recente è emerso uno scambio sull’uso degli pneumatici nei contesti educativi 06 anni. Alcune educatrici esprimevano dubbi sulla tossicità delle gomme ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, in realtà si tratta di elementi assolutamente alla nostra portata d’uso. In particolare, due colleghe hanno fornito esaustive spiegazioni e riferimenti.   Sandra Lencioni: È stata fatta una ricerca che è durata due anni ed è stata realizzata secondo le migliori tecniche disponibili. Non è emerso nessun possibile sospetto di rischio per la salute legato alla cessione...

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Un corpo amato è un corpo intelligente

 di Carmen Vesci, psicologa, psicoterapeuta  Oggi è risaputo che non si può studiare la mente senza tenere conto dei processi cognitivi influenzati dal corpo che è il principale dato di esperienza ed il centro dell’esistenza del bambino. Il piccolo, infatti, ha una percezione globale di sé, degli altri e del mondo che lo circonda che prima di tutto è corporea.Il corpo implica in sé l’”appartenenza”, cioè l’essere sperimentato come proprio riconoscendone l’inalienabile possesso (è mio questo naso, questa bocca, questa mano). Da esso non posso allontanarmi e non posso allontanarlo, neppure se lo sento estraneo, pesante o ostile. Il mio corpo così diviene espressione e relazione: in ogni momento gli occhi, le mani, le dita, il volto ed i loro movimenti realizzano le mie...

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Innovazione o ritorno al passato?…. La nostra pedagogia del giocare col niente

a cura di NIDO D’INFANZIA “ IL NIDO DELLA COCOGNA, HOP-LA’ ” , PIOMBINO (LI): Cristiana Menti, Laura Cinquetti, Agnese Benincasa Quante volte abbiamo visto nella nostra infanzia la cantina del papà o del nonno piena di meraviglie con cui giocare? Quante volte siamo andati in cucina a prendere padelle e pentolini della mamma? I bambini di oggi hanno poche possibilità di toccare e di sperimentare questi elementi.Il ritorno all’utilizzo di materiale povero può essere un’innovazione per i servizi educativi del 2019, ma in realtà noi non abbiamo inventato nulla, abbiamo solo ricordato la nostra esperienza infantile per farla diventare proposta educativa.Ormai è da qualche anno che si sta consumando un cambiamento nel nostro nido: via il più possibile giochi di plastica e dentro la natura, il...

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Il piacere che lascia… il segno

di Simona Vigoni, pedagogista e psicomotricistaFoto: Asilo nido La Monelleria di Carignano, Genova   “Ogni volta che il gesto con il quale il bambino traccia le forme dettate dal suo organismo viene deviato, egli è vittima di una violenza(….). Far sì che il disegno serva a riprodurre gli oggetti, a descrivere, illustrare, è farlo coincidere con il linguaggio verbale che non ha invece bisogno di alcun ausiliario. E allora è come ammaestrare un bambino a camminare a quattro zampe annullando così le naturali funzioni delle sue mani senza alcun vantaggio per i suoi piedi.” (A. Stern, trad. 1973) Così si esprimeva Arno Stern, l’inventore del Closlieu, l’Atelier dove bambini e adulti scoprono e riscoprono la gioia di esprimersi graficamente senza ansie produttive o estetiche, dove il...

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Le foto in educazione

di Alice Rampa, educatrice, pedagogista E a volte una parola si impone con la potenza di un seme che si schiude. Parola embrione. Dal greco en-bryein: “fiorire dentro”. Olivia Valentine     Ci sono due modi per passeggiare in un bosco. Nel primo modo ci si muove per tentare una o più strade per uscirne al più presto. Nel secondo modo ci si muove per capire come sia fatto il bosco, e perché certi sentieri siano accessibili e altri no.” (Umberto Eco, Sei passeggiate nei boschi narrativi) Io sono una profana, faccio subito outing per non accendere aspettative cui non potrei rispondere. Insomma, siamo di fronte ad un bosco, tutti insieme, e insieme affronteremo sfide e sentieri più o meno impervi. Tutti pronti? Andiamo!  Siamo noi e la nostra macchina fotografica. Questo è il punto...

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Materie in dialogo

A cura di Alice Rampa e del gruppo di Percorsi formativi 06®     “Scegliere oggetti che hanno già una storia, non consueti a volte non conosciuti dai bambini, oggetti che ci interrogano, che richiedono uno sforzo per essere capiti e interpretati significa offrire ai bambini situazioni che richiedono gesti nuovi, non conosciuti, nuovi movimenti, nuove prensilità, nuovi ingegni. Raccontare la vita degli oggetti, da parte degli adulti,significa poter consegnare ai bambini già storie dentro alle quali potersi inserire e arricchire con nuovi vissuti. […] Il gioco dei bambini molto spesso prende vita dall’incontro di oggetti che attivano e alimentano scenari, possibilità e visioni. Si raccolgono, si scelgono, si tengono e si custodiscono nelle mani, passano di mano in mano e si...

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Il bambino esecutore

di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport Foto: Vanessa De Cesare    Quante volte passando nei corridoi delle scuole, tante, troppe si vedono ancora scene in cui i bambini sembrano essere all’esame della patente. Ognuno seduto al suo posto con la sua scheda davanti. Tutte uguali. Tutti che colorano le castagne, tutti che ritagliano le strisce, tutti che seguono quelle linee che (ancora a parere di pochi) li aiuteranno a scrivere meglio alla scuola primaria. Di cosa si tratta? Si tratta di anticipare? Di preparare alla scuola dei grandi? Di produrre? Non so cosa muove tante insegnanti a cadere ancora, più o meno consapevolmente, in questa trappola,...

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Connessi a se stessi

di Silvia Iaccarino Si parla tanto di autostima e dell’importanza di crescere un bambino sicuro di sé. I genitori e gli educatori si interrogano costantemente su come favorire al meglio la crescita dei piccoli anche sotto questo profilo. Tipicamente, quando si ragiona su questo argomento, i primi pensieri si rivolgono, da un lato, alla lode, all’incoraggiamento, al rinforzo positivo, talvolta al premio. Dall’altro lato, poi, si pensa generalmente a come gestire i “rimproveri” e se è giusto o meno utilizzare le punizioni. Un aspetto che però di rado viene preso in considerazione, quando si riflette comunemente su come sviluppare una buona autostima nei bambini, riguarda l’importanza di facilitarne parallelamente la connessione con se stessi, col proprio...

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Conquistare gli spazi interiori

di Silvia Iaccarino Oggi ho scelto questa frase di Roberto Assagioli, grande Maestro sconosciuto ai più, che a mio avviso ben si adatta al nostro tempo. Una citazione che suscita riflessioni utili, allo stesso modo, non solo per la nostra quotidianità come adulti, ma anche per la relazione educativa. La modernità ci spinge continuamente a non pensare, a non sentire, a non essere connessi al nostro Sè profondo, in preda alla ricerca incessante di nuovi modi per riempire un vuoto interiore troppo diffuso. Siamo sempre più scollegati gli uni dagli altri e da noi stessi. Viviamo sempre più nel mondo fuori e sempre meno nel nostro mondo interiore, che coltiviamo poco e al quale dedichiamo un tempo scarso, quando non nullo. La nostra interiorità si depaupera giorno dopo giorno. Siamo occupati...

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