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Qui trovi diversi articoli rivolti a genitori, educatori e insegnanti di bambini 0-6 anni.

Vuoi pubblicare un contributo in cui racconti le attività che svolgi presso il tuo Servizio educativo? Scrivici su info@percorsiformativi06.it e saremo lieti di valutare il tuo materiale. Non è previsto alcun costo per la pubblicazione, né alcun compenso per l’autore

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N.B. : tutte le copertine dei libri e le relative immagini qui presentate appartengono ai rispettivi proprietari. Tali copertine e immagini sono qui riportate soltanto per scop dimostrativi e su di esse Silvia Iaccarino non ha alcun diritto.

Dal gesto grafico alla scrittura: come favorire questo passaggio?

di Annalisa Riva, Arteterapista e Educatrice del Gesto Grafico e della Scrittura Sempre più spesso i bambini della scuola dell’infanzia sono osservati da noi adulti con la prospettiva del loro futuro e coinvolti in attività preparatorie al passaggio alla scuola primaria. Il pensiero di molti genitori ed educatrici della scuola è puntato sugli apprendimenti e spesso, anche con una certa preoccupazione, si guarda alle difficoltà che possono sopravvenire, soprattutto nell’ambito dell’apprendimento della letto-scrittura.In molti contesti si parla già a questa età di prevenzione di disturbi specifici, in particolare della disgrafia. Se la lettura viene in genere considerata come una capacità che il bambino acquisisce naturalmente, seppur con i propri tempi, la scrittura invece viene intesa...

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Il metodo inRelazione®

di Chiara Degli Esposti e Ornella Cavalluzzi, psicologhe e psicoterapeute, ideatrici del metodo inRelazione®   Nel libro da noi scritto: “inRELAZIONE, come il benessere dell’educatore favorisce l’apprendimento a scuola”  abbiamo voluto mettere tutta la nostra voglia di cambiare le cose. Attraverso esempi di vita quotidiana abbiamo cercato di rendere concreto e possibile l’applicabilità delle teorie e dei pensieri a cui ci siamo inspirate negli anni. Come psicologhe psicoterapeute che lavorano nel mondo della scuola e della formazione, abbiamo ritenuto necessario mettere in dialogo la psicologia con la pedagogia, individuando delle strategie per ridurre l‘incidenza di stress e malessere che caratterizza questa professione. Gli educatori e gli insegnanti sono purtroppo poco “accuditi” dal...

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Click! Un attimo ed è magia!

a cura di Silvia Iaccarino, Carola Castoldi e Elisa Rizzardi della Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone     Condividiamo con piacere questo lavoro narrativo che restituisce e testimonia un’esperienza di gioco con la luce molto interessante. Pensiamo che fare cultura dell’infanzia comporti, tra le altre cose, il “rendere visibile l’apprendimento”, mostrando la profondità dei processi che i bambini attivano durante il gioco, evitando di ridurre e banalizzare le loro condotte ludiche, come a volte accade.  Il pensiero bambino è alto, è profondo, è ampio, è divergente, impertinente, luminoso…   Qui ne abbiamo un esempio: “Click! Un attimo ed è magia”  ...

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Crescere nello stupore – SECONDA PARTE

di Silvia Iaccarino CONTINUA DALLA PRIMA PARTE Come educare, dunque, allo stupore? “Se un bambino deve tenere vivo il suo senso innato di meraviglia, ha bisogno della compagnia di almeno un adulto con cui condividerla, riscoprendo in lui la gioia, l’eccitazione e il mistero del mondo in cui viviamo”Rachel Carson Come anticipato, si tratta di essere registi e “architetti dello stupore”.  Della regia educativa abbiamo già accennato, evidenziando il ruolo dell’adulto come facilitatore, ovvero come presenza che crea le condizioni per interrogare la mente infantile, per generare curiosità ed interesse, mettendo a disposizione dei bambini spazi, tempi e materiali adeguati, come detto anche in altri nostri articoli:  Loose parts e arte effimera  Il gioco con i materiali destrutturati Lo spazio...

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Crescere nello stupore – PRIMA PARTE

  di Silvia Iaccarino dal dizionario  “Stupore: senso di grande meraviglia, incredulità, disorientamento provocato da qualcosa di inatteso” “Lo stupore è il desiderio di sapere qualcosa” Tommaso d’Aquino “La capacità di stupirsi è ciò che spinge il bambino alla scoperta del mondo. E’ la sua motivazione interna, la sua prima sollecitazione naturale. (…) Dobbiamo solo accompagnarlo, procurandogli un ambiente circostante favorevole alla scoperta. ” C. L’Ecuyer “L’inizio della nostra felicità sta nel comprendere che la vita senza meraviglia non vale la pena di essere vissuta. Quello che ci manca non è la volontà di credere, ma la volontà di meravigliarci” A. Heschel Oggi la ricerca scientifica e neuroscientifica sta ponendo al centro della propria riflessione sul mondo dell’infanzia un...

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Il diritto al divertimento

  di Danilo Vaghi, istruttore di nuoto, atelierista dell’acqua e ideatore dell’approccio Water Hug dedicato ai bambini da 4 mesi a 6 anni     Cos’è il divertimento? Perchè è così importante? “Divertimento” deriva dal latino “Devèrtere” ossia “Volgere altrove”. Freud affermava che il Divertimento è molto importante per il benessere psicologico; é quel momento ludico-creativo che aiuta a distogliersi dal meccanismo di lavoro-gratificazione. “Il divertimento è una cosa seria” affermava I.Calvino. Divertimento, pensando ai bambini, fa spesso rima con gioco.  Il gioco è una cosa seria.  Il gioco è un momento in cui il principio di realtà incontra un contesto immaginario, fantastico, creativo, in cui tutto è possibile....

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Posiziona-Menti in educazione

di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport   “Il problema è che aspettiamo sempre il bambino nelle grandi stazioni, ma non siamo capaci di vedere come viaggia il bambino, né di vedere se si diverte o no, né che problema incontra o che interrogativi si pone…”    Si parla di bambino, si parla di apprendimenti, di programmi e progetti.  Ma che ruolo ha l’adulto in questa cornice?  Troppo spesso viene trascurata la significatività dell’agire dell’adulto all’interno dei contesti di apprendimento. O meglio, ancora troppo spesso, l’adulto-insegnante viene considerato come il mero esecutore di un progetto, di un programma, colui che si adopera per il...

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I bambini e l’acqua: un approccio innovativo

di Danilo Vaghi, istruttore di nuoto, atelierista dell’acqua e ideatore dell’approccio Water Hug dedicato ai bambini da 4 mesi a 6 anni   Qualcosa si muove nel mondo del nuoto; negli ultimi anni i corsi di acquaticità per i neonati sono gettonatissimi, video di immersioni e galleggiamenti spopolano sui social. Cresce la curiosità, crescono le competenze e le offerte per genitori sempre più attenti. A Milano si sta proponendo un nuovo approccio all’acqua: il WaterHug Approach.  WaterHug è un abbraccio d’acqua, un modo nuovo di pensare e immaginare l’attività in acqua per i bambini. Un approccio in grado di considerare tutti gli aspetti del bambino:  quello relazionale, emotivo, cognitivo, motorio, linguistico, logico matematico, artistico. Non si tratta di un’attività in acqua che...

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Il piatto unico nei servizi educativi: un modo alternativo di proporre il pasto

di Silvia Iaccarino Nel nostro gruppo FB Percorsi formativi 0-6 – per crescere professionalmente oggi ci confrontiamo continuamente su pressoché qualsiasi argomento, in modo articolato e profondamente e reciprocamente arricchente.Qualche tempo fa, in un post dove discutevamo di cibo e di forzature o non forzature al mangiare ed all’assaggio, Ilenia Schioppetti e Nido Orsetti Scorzè hanno condiviso con noi il loro modus operandi con il piatto unico che, personalmente, ritengo sia una soluzione valida da ragionare. Per tale motivo mi fa piacere condividerla qui: potrebbe rappresentare per qualcuno un interessante spunto sia di riflessione che operativo ;-)Chiaramente gli aspetti organizzativi sono importanti e non tutti, seppure magari interessati, possono praticare questa...

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Il pranzo al Nido

 di Silvia Iaccarino, foto di Sandra Lencioni e dell’equipe del Nido “Il Paese delle meraviglie” di Lucca   Il pranzo rappresenta un passaggio chiave nei servizi educativi 0-6 anni, ed è ancora più significativo al Nido, dove l’età dei bambini e la loro forte dipendenza dagli adulti richiede una responsabilità sostenuta da parte degli educatori nel pensare questo delicato momento affinché i piccoli possano viverlo al meglio. La dimensione della cura al Nido vede intrecciati diversi aspetti, tutti importanti, i quali, se ben progettati e pensati, possono garantire le necessarie condizioni per favorire il benessere dei bambini ma anche degli adulti che se ne occupano.  Esiste una dimensione fisica e materiale della cura rispetto alle azioni concrete che, nella...

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Il gioco libero è veramente libero?

  di Ilenia Schioppetti, Nido famiglia “La casetta delle favole”, Venezia     Domande. Risposte. Dubbi. Certezze. Setting. Scelta di materiale. Sembrerebbe una struttura questa. Eppure è una destrutturazione. Il nido non cambia forma. I bambini sono liberi di scegliere. Setting. Per ampliare i materiali a disposizione. Per disfarlo, per ricostruirlo, per sviluppare pensieri, per aggiungere materiali. Per… Provocazioni. Oggi piccolo e grande.   I bambini saranno liberi di rispondere al materiale presente nella stanza ognuno secondo le sue necessità? Nel gioco libero i bambini saranno davvero liberi di usare o non usare qualsiasi materiale a disposizione nella stanza sia questo proposto o scelto da loro? Tutti i materiali nella stanza saranno raggiungibili...

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Liberamente libera mente!

a cura di Silvia IaccarinoNel nostro gruppo FB Percorsi formativi 06 – per crescere professionalmente oggi  lavoriamo molto, tutte insieme, per produrre cambiamento nei servizi educativi 0-6 anni e per suscitare nuove riflessioni, osservazioni, sguardi sui bambini.Crediamo fortemente nell’importanza di fare cultura dell’infanzia e di comunicare con valore i processi di crescita ed apprendimento dei piccoli.Intendiamo fare in modo che gli adulti, tanto i genitori che i professionisti, affinino la vista e lo sguardo per andare in profondità e osservare la ricchezza del lavoro dei bambini, per dare valore al gioco autonomo, libero, spontaneo che nasce a partire da spazi, tempi e materiali adeguati e pensati, messi a disposizione dall’educatore.Qui condivido la...

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Domande generative

 a cura di Silvia Iaccarino e del gruppo FB di Percorsi formativi 0-6 Il lavoro educativo e’ entusiasmante, ma anche faticoso, sia dal punto di vista fisico che emotivo.La relazione con i bambini e’ sicuramente gratificante, ma anche molto complessa. Alla “brava educatrice/insegnante” non serve solo il sapere ed il saper fare, ma soprattutto il saper essere, competenza che non si impara sui libri, studiando, ma attraverso il lavoro su se stessi per acquisire una capacita’ riflessiva che possa veicolare, tra le altre cose, l’intelligenza emotiva e le competenze relazionali, così fondamentali in questo lavoro.Si tratta di competenze che si imparano “sul campo”, dedicando del tempo a se stessi e confrontandosi con le colleghe.  Come dice Elisabetta Biffi, “l’educare richiede al vivere di...

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Come scegliere i giochi per i bambini

 di Silvia Iaccarino In questo articolo vorrei dare alcune indicazioni rispetto a quali giochi e giocattoli possono rappresentare un buon investimento per la crescita dei nostri bambini. Non è un tema da poco perché, come sappiamo, molti giocattoli (spesso perlopiù in plastica) sono piuttosto costosi e incidono in modo importante sui budget delle famiglie.  Oltretutto tale dispendio economico non è sempre “ripagato” dai piccoli, i quali,  come spesso osserviamo, dopo aver esplorato e giocato col nuovo oggetto per qualche giorno, se non per pochi minuti, lo abbandonano velocemente per concentrarsi sull’incarto, sulla scatola che lo conteneva, sui nastri e le coccarde… Come mai ciò accade?I bambini, soprattutto nella fascia 0-6 anni, e ancora di più tra 0 e 3 anni, investono il loro tempo...

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Il bambino conosce i nostri pensieri

  di Silvia Iaccarino   Un aspetto che talvolta non viene tenuto in sufficiente considerazione nella relazione educativa è l’influsso del nostro stato emotivo sui bambini e sul loro comportamento.    Come poeticamente afferma Leboyer, il bambino conosce tutto di noi, sa leggerci dentro in modo profondo, nulla gli sfugge dei nostri moti interiori e delle nostre emozioni.Il bambino è un essere sociale, che nasce fortemente predisposto per la relazione e per cogliere in modo raffinato il linguaggio del corpo, il linguaggio non verbale.Appena mettiamo il piede in casa (o al Nido, a Scuola), egli ci “scannerizza” e sa subito capire come ci sentiamo, se siamo turbati, se qualcosa ci preoccupa. Vale per i genitori, vale per i professionisti.Poi, fatta questa...

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Il gesto che crea la mente

  di Silvia Iaccarino   Per i bambini il corpo è il primo e principale strumento di conoscenza di sé e del mondo. Nel primo anno di vita, di fatto, l’unico. Ciò significa che è fondamentale per i piccoli poter fare esperienza diretta, in prima persona, delle cose della vita. Non basta guardarle su uno schermo, non basta scorrere un dito su una tavoletta luminosa per apprendere, per costruire il cervello e la mente, per costruire la propria personalità in modo armonico ed equilibrato. Serve la vita vera! Oggi, invece, vediamo una letterale de-corporeizzazione: i bambini passano sempre più tempo sugli schermi e mancano delle necessarie e fondanti esperienze, sensoriali e corporee, per il loro sano sviluppo. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di monitorarne e...

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Più intelligenti con la musica

 di Libero Iannuzzi, insegnante di musica  In questo articolo vorrei sottolineare l’importanza dello sviluppo di una esperienza musicale fin dai primi mesi di vita, e contemporaneamente evidenziare come, ciascun educatore, sebbene non sia un professionista specializzato, può attivarsi proponendo pratiche musicali ai piccoli.Infatti, tutti noi possiamo insegnare qualcosa di musicale ai nostri bambini, limitatamente a quello che è la nostra esperienza e competenza. Senza dover necessariamente saper suonare uno strumento, possiamo cantare, recitare filastrocche, giocare con loro attraverso la musica.Non dimentichiamoci che la voce è lo strumento principe, il più diretto ed emozionante, assolutamente in grado di trasmettere ritmo e melodia.Se sappiamo cantare, sapremo insegnare...

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I cani vanno al nido!

 di Alma Perroni, coordinatrice SIUA (Scuola Interazione Uomo Animale) Lombardia e Patrizia Pillitteri, coordinatrice pedagogica servizi prima infanzia  Il titolo di questo articolo è corretto!I cani vanno al nido per incontrare i bambini e condividere con loro momenti ludici in cui imparare anche qualcosa di nuovo. Si tratta di un progetto di Zooantropologia Didattica ideato appositamente per l’Asilo Nido “Il Giardino dei Glicini” di Baranzate.La Zooantropologia è una scienza multidisciplinare che studia la relazione tra gli esseri umani e gli altri animali; una delle sue applicazione è proprio la didattica. L’incontro bambino-cane è sempre un momento che porta stupore, meraviglia e apre molteplici possibilità di incontro e di cambiamento.I bambini dell’Asilo Nido “Il Giardino dei...

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E…se si è rotto?

Grazie a Carola Castoldi per questo contributo che pubblichiamo con piacere anche in collegamento al nostro articolo sull’uso degli oggetti frangibili che potete leggere qui di Carola Castoldi, educatrice professionale presso Scuola dell’infanzia Maria Bambina di Lissone, specializzata in Pedagogia dell’Infanzia, Pedagogia Clinica e Pedagogia dello Sport Spesso l’adulto ha paura… il rischio fa paura.Ma in educazione il rischio è generativo e noi adulti dobbiamo concedere ai bambini alcune possibilità.Come rendere i bambini sicuri? Per noi insegnanti è lo sguardo dell’adulto che osserva, sostiene, rilancia per far sì che si superi la paura, il rischio si faccia piccolo e la scoperta così grande da annullare il resto.NOI OGGI A SCUOLA CI SIAMO RIUSCITI. Come?Sezione. Il nostro atteso...

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