di Simona Vigoni, pedagogista e psicomotricista, direzione scientifica PF06

 

Venticinque aprile, ma ancora è tempo di resistenza, tempo di resilienza.

Volti, facce o solo icone a forma di alzata di mano sullo schermo del pc in alto a destra, parole chattate, sempre a destra, in basso  “che per chattare devi aprire la tendina”.

Facce, volti che si protendono verso lo schermo, orecchio e corpo teso, occhi consumati, corpi rilassati, contorni chiari e netti, luci troppo forti, luci troppo fioche.

Sfondi diversi, librerie, cucine, camere da letto, sedie o divani, bambini curiosi che “sfumano”, sembrano spettatori che improvvisamente si accorgono di essere in scena, figli che chiedono “a che ora smetti” perché loro hanno lezione, code di gatti drizzate come antenne che spuntano on line, zampe sulla tastiera.

Voci metalliche, volti ed eloqui a due velocità, fotogrammi, sorrisi, emozioni e connessioni, segnali deboli ma presenze forti, tazze di the, colpi di tosse, domande sul futuro che non trovano risposte o che ne trovano ma senza certezze, nuovi scenari che si aprono, possibilità, incitazioni a “resilire”, promesse di rivedersi.

Queste siamo noi, noi che non ci siamo fermate, noi che abbiamo scaricato programmi, app, noi che forse la “piattaforma pensavamo fosse solo quella di lancio”, noi ascoltatrici inascoltate, noi che i bambini li abbiamo sempre “portati fuori” ma che nessuno sembra che se ne sia mai accorto, noi che ci stiamo organizzando per il fuori, ma anche per il dentro.

Noi che non abbiamo mai smesso di occuparci di educazione, noi che stiamo consumando questo tempo “coltivandoci” col desiderio di diventare appunto, sempre più “colte”, “educandoci”, nutrendoci di “cose buone”, quelle che si mettono in valigia per tirarle fuori quando rientreremo, ma prima dobbiamo “ri-uscire”.

E noi “riusciremo“, noi che non abbiamo mai smesso di credere nell’educazione che è vento di passione, certezza di cambiamento, energia, crescita, trasformazione.

Un’antica legge del mare dice che, in caso di pericolo di naufragio, sulle scialuppe di salvataggio si dia la precedenza alle donne, ai bambini, agli anziani. Che il mare sia su questa terra qualcuno forse se lo è dimenticato. Quindi? Non arrendiamoci alla legge del si salvi chi può.

Prima i bambini, le donne, gli anziani. Quindi?

Oggi, giorno della Liberazione, buona Resistenza a tutte.

 

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