di Laura Fazio, docente di Percorsi formativi 06, pedagogista, insegnante

 

 

L’epistemologia è lo studio critico della natura e dei limiti della conoscenza. Ci invita a fermarci, guardare la realtà e trasformarla generando nuove conoscenze.

Tornare bambini, guardando il mondo coi loro occhi, lasciarsi travolgere dallo stupore  nel qui e ora, nella meraviglia della semplicità di una bolla di sapone.

Provo ad offrire alcuni spunti.

 

Le bolle di sapone e i bambini

La bolla di sapone è diversa ogni volta che la si crea, è un soffio, è effimera, prende forme inaspettate, brilla. Ha bisogno di luce, di umidità, di aria, di spazio.

Ogni bambino è unico, irripetibile, diverso. La vita, il soffio, l’aria sono necessarie. Seguono la loro strada, non sappiamo quale sia. I loro occhi meravigliosi brillano, brillano per le piccole grandi scoperte quotidiane. Hanno bisogni specifici, hanno bisogno di luce, aria, spazio adeguati e necessari per loro.

Le bolle di sapone e il tempo

Le bolle sono la realizzazione concreta del “qui e ora”, della capacità dello stare nel tempo presente. Ci sono e in un attimo non ci sono più.

I bambini sanno stare a bocca aperta per molto, nello stupore del tempo sospeso che dona una bolla di sapone.

Perché non riscoprire questa postura, innata, che ci appartiene. Dovremmo poterla ritrovare questa pienezza del tempo presente.

 

Le bolle di sapone e il controllo

Schiuma, umidità e liquido per fare le bolle. Strumenti adatti di vario genere per dare forme diverse. Possiamo esercitarci nell’indirizzare le bolle in una certa modalità, tuttavia loro prendono la direzione che vogliono, che non dipende tanto da noi, ma dalla condizione «giusta» per loro.

Così come le bolle, i bambini non dovrebbero prendere  la “direzione” che noi adulti desideriamo o ci prefiguriamo, dovrebbero potersi esprimere indipendentemente da noi, trovando la  condizione adeguata a loro, alla loro vita, alle loro capacità e competenze.

 

Le bolle di sapone e la felicità

I bambini sono felici con «poco». Hanno la capacità di vivere intensamente le emozioni, quasi per assoluti e per «densità» alte.

Dovremmo recuperare questa profondità della felicità, dello stupore, della «bocca aperta». I bambini fanno esperienza del “respiro denso” quando sono concentrati, un minuto o mezz’ora. Il loro respiro indica la loro pienezza dentro al momento vissuto.

 

Le bolle di sapone e la reciprocità

Giocare con le bolle è esercizio della capacità di mantenimento dell’attenzione, dell’ascolto e del ricevere. Un dare e ricevere semplicemente con un soffio. E’ stare in relazione.

 

Le bolle di sapone e la ripetizione

L’artista che le crea non ha il bisogno di «nascondere» il suo trucco come fa il mago, ma gioca a carte scoperte. Il fallimento è lì dietro l’angolo. Eppure.

La ripetizione è l’esercizio vincente. La buona riuscita di uno spettacolo di bolle è data dall’esercizio ripetuto più volte. Allora sì abbiamo uno spettacolo.

La ripetizione non è forse una caratteristica tipica dei bambini nel gioco?

La modalità del ripetere più volte la stessa azione rientra nelle capacità cognitive, nel concetto di assimilazione di un tema che poi permette di passare ad altro.

I bambini sostano a lungo. Ripetono a lungo.

Non sono forse uno spettacolo quando giocano? Non c’è forse una sospensione del tempo mentre sono assorti nel loro fare? Sbaglio, dunque riprovo.

I bambini sanno ripetere e tentare più volte fino al raggiungimento della «perfezione» del gesto. Non da intendersi come performance, ma semplicemente “perfetto” così com’è nell’unicità, nel puro piacere del dirsi soddisfatto di quanto raggiunto, scoperto, sperimentato, vissuto.

Pensiamo al concetto di autocontrollo montessoriano: si concentra sulla libertà che viene data al bambino di sbagliare, rendersi conto dell’errore decidere di correggerlo. I giochi proposti al bambino sono concepiti appositamente per questo. Utilizzandoli, egli può chiaramente vedere dove sta sbagliando e sentirsi così in grado di autocorreggersi. Sanno stare nel piacere della ripetizione, del tentare, dell’arrivare al risultato e poi alzare l’asticella della propria competenza. 

 

Ispirati dalla metafora delle bolle di sapone, l’invito è quello di recuperare in noi adulti il dialogo con la parte infantile di noi stessi, provare ad entrare dentro e guardare il mondo con queste chiavi di lettura, lasciandoci stupire ancora delle piccole cose semplici che durano poco, ma che hanno un effetto potente e dirompente di meraviglia e di vita.

 

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