Quando i bambini non ascoltano: che fare?

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di Silvia Iaccarino

 

 

In un precedente articolo abbiamo indicato diversi motivi per cui bambini e bambine “non ascoltano” solitamente.
Qui alcune indicazioni su come gestire la situazione in contingenza.

Una riflessione più ampia e profonda potrebbe riguardare il significato che ha per noi il “non ascoltare”. Perché, più che altro, quando ci lamentiamo che i nostri bambini e bambine non ascoltano, sostanzialmente, stiamo dicendo che noi non ci sentiamo ascoltati, il che è differente.
E ciò ha a che fare, da un lato, col fatto che vorremmo essere “obbediti”, ovvero che eseguissero ciò che chiediamo senza discutere, dall’altro con le nostre risonanze personali sul “non sentirci ascoltati”.
Entrambi questi aspetti possono pescare nella nostra storia personale, nel “copione educativo” (cit. D. Novara) che abbiamo ereditato come figli sia sul piano della cultura educativo-familiare in cui siamo cresciuti che nel nostro sentire sul piano emotivo.

Infatti, potremmo aver assorbito l’idea che gli adulti vadano obbediti senza discutere e che ciò sia segno di rispetto e affetto. Di conseguenza, quando i nostri bambini/e non eseguono ciò che chiediamo loro, viviamo tale “inadempienza” sia come mancanza di rispetto che come dubbio verso il fatto che ci vogliano davvero bene.
Inoltre, come figli e figlie, potrebbe essere stato difficile per noi non sentirci ascoltati dai nostri adulti di riferimento, motivo per cui, oggi, quando non ci sentiamo ascoltati dai nostri bambini e bambine, suonano i nostri tasti dolenti, e fatichiamo a gestire la situazione sul piano emotivo.

Alcune domande stimolo per l’auto-riflessione:

Quando ero bambina/o, quanto mi sono sentita/o ascoltata/o?
E quanto, oggi, ciò pesa nella relazione con i bambini e le bambine di cui mi prendo cura?
Se da piccolo/a non mi sono sentita/o ascoltato/a, in che modo tale mia esperienza entra in gioco nel rapporto attuale con i bambini/e?