Come gestire la masturbazione infantile nei contesti 06

Nido, Scuola dell'Infanzia
Masturbazione Infantile – Percorsi Formativi 06

 

di Silvia Iaccarino, fondatrice di PF06, formatrice e psicomotricista

 

La masturbazione infantile all’interno dei nidi e delle scuole dell’infanzia è un tema delicato e ricorrente: in oltre vent’anni di lavoro, in più di un’occasione, mi sono confrontata con colleghe e colleghi sull’atteggiamento da tenere nei casi in cui riscontriamo che bambini e bambine manifestano questo comportamento.

Comportamento che, tengo a precisare, non è in sé indicatore di un disturbo di qualche tipo, ma ha bisogno di essere accompagnato con attenzione e cura.

La masturbazione infantile diventa faticosa per educatori, educatrici e insegnanti quando si manifesta in modo frequente e intenso nei bambini e nelle bambine. In questi frangenti parliamo di masturbazione coatta, un tipo di comportamento che educatrici, educatori e insegnanti mi riportano talvolta durante le supervisioni.

In questo articolo diamo una definizione di masturbazione infantile e vediamo insieme in che modo gestirla nei nidi e nelle scuole dell’infanzia.

 

Che cos’è la masturbazione infantile?

La masturbazione infantile è del tutto normale, una tipica tappa dello sviluppo attraverso la quale bambini e bambine scoprono il proprio corpo, le sensazioni di piacere che ne scaturiscono e che possono procurarsi attraverso di esso. Per quanto sia spesso un comportamento che crea imbarazzo negli adulti, è importante avere in mente che si tratta di una manifestazione normale, di per sé non indicativa di un disturbo del bambino/a.

Oltre alla scoperta del corpo e del piacere sensuale (dei sensi), la masturbazione in alcuni casi può diventare un mezzo di auto-consolazione e rassicurazione, come altre modalità: pensiamo per esempio al dito in bocca, una delle primissime manifestazioni di questo tipo, riscontrabile già in fase prenatale.

Si tratta, quindi, di una strategia intelligente di autoaiuto messa in atto da bambini e bambine nei momenti di difficoltà. Un modo per cercare di auto-regolarsi quando per esempio provano noia, frustrazione, fatica in una determinata situazione e/o contesto.

Arrivando ai contesti educativi 06, dove più frequentemente questo comportamento è osservabile, nella mia esperienza è spesso agito come una forma di autoregolazione attraverso cui i bambini gestiscono un momento faticoso durante la loro giornata scolastica.

In particolare, talvolta possiamo incontrare una manifestazione coatta (Nicolodi, 2008) di masturbazione quando un bambino o una bambina si masturba in maniera intensa e frequente durante la giornata.

Se la masturbazione in sé, come dicevamo, è assolutamente tipica e normale, quello che desta un pensiero in educatrici, educatori e insegnanti è principalmente questa forma coatta.

Prima di riflettere su come operare in questi casi, poniamoci una domanda: come mai alcuni bambini e bambine si masturbano al nido o a scuola?

 

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La masturbazione infantile come strategia di regolazione

Come dicevamo, bambini e bambine possono utilizzare la masturbazione come strategia autoregolativa a fronte di un momento di fatica.

Osserviamo infatti l’atteggiamento in situazioni abbastanza definite:

  • all’ora del pasto, in particolare durante i momenti di attesa, anche tra una portata e l’altra;
  • nei momenti di transizione;
  • durante il gioco libero.

Questo comportamento può essere agito per regolare l’emozione di un determinato momento, per esempio se il bambino/a è annoiato oppure in difficoltà nell’affrontare una situazione: quando si trova in un momento difficile, prova ad auto-regolarsi e ad auto-consolarsi attraverso il contatto con il proprio corpo che, tra l’altro, porta sensazioni intense di piacere.

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: quello che osserviamo è la capacità del bambino e della bambina di cercare una soluzione  all’emozione e alla fatica di quel momento.

Il gioco libero, per esempio, è complesso da gestire perché richiede a bambini e bambine una significativa capacità progettuale rispetto al gioco stesso nonché la capacità di regolazione della propria emozionalità e del proprio comportamento in un contesto in cui l’adulto è sullo sfondo. Nel gioco libero, i bambini/e sono chiamati a auto-organizzarsi e auto-gestirsi.

Per alcuni bambini e bambine è molto semplice affrontare questo momento, per altri invece è piuttosto sfidante e l’autoregolazione diventa faticosa. Ecco che la masturbazione infantile può diventare, quindi, per quel bambino o bambina, una strategia di auto-aiuto.

Del resto, la masturbazione è un atteggiamento che rientra nella sfera dell’intimità ed è importante che bambini e bambine comprendano che non è un comportamento da attuare in pubblico o in un contesto sociale di fronte ad altre persone.

Come comportarsi con i bambini che si masturbano al nido e a scuola?

In qualità di educatrici, educatori e insegnanti proviamo a riflettere sul tipo di accompagnamento che possiamo dare ai bambini e alle bambine quando si manifesta la masturbazione infantile.

Siccome si tratta di un atteggiamento intimo, è importante che imparino a gestirlo in una cornice adeguata: non in modo esplicito quando sono a contatto con altre persone ma nella loro intimità.

Per noi è essenziale aiutare il bambino e la bambina a regolare la propria emozione in un modo funzionale rispetto al contesto in cui si manifesta il comportamento: la masturbazione infantile non è sbagliata e non va vietata, ma possiamo supportare anche i più piccoli ad autoregolarsi in una modalità socialmente adeguata.

 

Cosa possiamo fare quando osserviamo una manifestazione coatta di masturbazione infantile?

 

Osserviamo i comportamenti e cerchiamo di capire quali sono i momenti della giornata in cui si manifesta la masturbazione.

Le occasioni più critiche e difficili sono, come osserviamo spesso, i momenti di transizione tra un’attività e l’altra, il gioco libero, il pranzo, occasioni di cambiamento: i bambini e le bambine si annoiano, oppure provano stanchezza o si sentono sovrastimolati, faticano a organizzarsi in quella situazione, etc.

Se ci rendiamo conto che la masturbazione infantile si manifesta in uno o più momenti specifici, sappiamo che quel frangente è faticoso: sta a noi in qualità di professionisti aiutare i bambini e le bambine a regolare le loro emozioni.

L’osservazione ci aiuta a comprendere la difficoltà reale e, poi, a lavorare in prevenzione e in situazione. In particolare, potremmo osservare, tra gli altri:

  • fatica nel gioco libero per difficoltà nella progettualità ludica o nella tenuta del senso del gioco;
  • difficoltà nella maggior distanza spaziale e relazionale dall’adulto di riferimento;
  • sfide della sensorialità: bisogno di stimoli differenti e/o di maggiore o minore stimolazione sensoriale; e/o sfida su alcuni sensi in particolare. Per esempio, per molti bambini la masturbazione coatta emerge in momenti “caotici” con molto rumore e/o molte persone in movimento intorno a loro;
  • disinteresse/noia;
  • fatica nel relazionarsi con i pari;
  • difficoltà a stare nel grande gruppo;
  • fatica nell’approcciarsi ai materiali messi a disposizione e/o inadeguatezza del materiale rispetto agli interessi del bambino/a;
  • stanchezza, fame, sonno.

 

Cosa fare durante il pranzo?

Se vediamo che il bambino o la bambina, per esempio durante il pranzo tra una portata e l’altra si masturba, possiamo dargli/darle dei compiti: quando ha finito il primo piatto ed è in attesa del secondo, gli chiediamo di fare una piccola commissione (“vai per favore dalla maestra Giovanna, le chiedi dei tovaglioli e me li porti per favore”), oppure possiamo intavolare con lui/lei un discorso e coinvolgere anche gli altri del gruppo (cosa che, per altro, sarebbe auspicabile nella quotidianità).

L’obiettivo è attivare una modalità costruttiva che inserisca il bambino e la bambina all’interno del gruppo con un comportamento socialmente adeguato a quel contesto.

 

Cosa fare durante il gioco libero?

Se la masturbazione infantile coatta si manifesta durante il gioco libero, diamo un supporto concreto, a partire da quali sono gli elementi di fatica che abbiamo riscontrato durante il processo osservativo.

Per esempio, coinvolgiamoci direttamente nel gioco insieme al bambino/a diventando partner in quella cornice ludica e relazioniamoci con lui/lei, se abbiamo compreso che la fatica è data dalla distanza dell’adulto e dalla tenuta del senso del gioco.

Se il comportamento emerge in momenti “caotici” proviamo a fare dei pensieri su come mitigare l’impatto sensoriale su quel bambino/a, anche lavorando su aspetti organizzativi.

Se comprendiamo che la difficoltà è legata allo stare in grande gruppo, proviamo a interrogarci su come favorire il lavoro in piccoli gruppi.

Come professionisti, possiamo lavorare sulla prevenzione attraverso la progettazione di una strategia educativa che comprenda la riflessione e l’analisi di spazi, tempi e materiali affinché siano coinvolgenti per i bambini e le bambine, in base ai loro interessi; lavoriamo sulle dinamiche di gruppo e sulla disponibilità dell’adulto per fare in modo che vivano con maggiore agio un momento difficoltoso. Prevenire e accompagnare “a monte” le situazioni di difficoltà dovrebbe ingaggiare tutto il gruppo di lavoro in una riflessione condivisa sul piano dell’organizzazione del servizio/scuola; sull’allestimento dell’ambiente, dei tempi, dei materiali, delle proposte; sul ruolo dell’adulto e sulla qualità della relazione.

 

Masturbazione infantile: come comportarsi in questa situazione

Quando la masturbazione infantile si manifesta in modo coatto, non sempre riusciamo a prevenire.

Educatori, educatrici e insegnanti raccontano che in quei momenti i bambini e le bambine sono sganciati dalla loro realtà, da ciò che succede intorno e sono immersi nella loro “bolla”, in un momento di auto-pacificazione, di rassicurazione e di conforto, di piacere.

Masturbarsi non è sbagliato, lo abbiamo detto, ma non è appropriato all’interno di un gruppo, davanti ad altre persone. Che la masturbazione sia coatta o saltuaria, il nostro compito è quello di aiutare i bambini e le bambine a comprendere che quel comportamento può essere agito solo nella propria intimità.

Come lavorare sul piano concreto?

 

  • Sia al nido che all’infanzia, avviciniamoci al bambino/a e proviamo a rispecchiare le emozioni, usando un linguaggio accogliente: “Giovanni, Lucia, forse sei un po’ annoiato/a? ” oppure “forse hai un po’ di nostalgia della mamma/del papà? stai pensando a lei/lui? oppure “forse non stai trovando qualcosa che ti va di fare?”  etc. Chiaramente il rispecchiamento dipenderà dal contesto: la nostra presenza in quella situazione ci fornirà indicazioni su quale potrebbe essere l’emozione del bambino/a;
  • Dopo i 4 anni, quando gli strumenti emotivi, sociali e cognitivi del bambino e della bambina sono più avanzati, può diventare importante esplicitare il fatto che il toccare le proprie parti intime* (che di per sé va bene) non va fatto in classe davanti a tutti gli altri bambini. Nella contingenza possiamo essere più espliciti:Vedo che stai toccando le tue parti intime, una cosa che ti rilassa molto, mi sembra di capire. Riguarda l’intimità. Toccare le parti intime del proprio corpo è una cosa che si fa quando non si hanno altre persone davanti”. Suggeriamo di farlo nel lettino la sera prima di dormire o quando sono da soli/da sole. Aiutiamo i bambini a comprendere che la masturbazione riguarda parti preziose del nostro corpo da toccare nella propria sfera intima;
  • Reindirizziamo il comportamento del bambino e della bambina verso altro: un compito alla sua portata; intavolando una conversazione; proponiamo un momento di gioco condiviso tra noi e lui/lei; leggiamo un libro insieme; supportiamo le condotte ludiche più da vicino; etc.

 

*qui ho usato il termine “parti intime” per rendere in modo complessivo entrambi gli organi sessuali. Potete riflette in equipe su quale terminologia ritenete più adatta. Per approfondire, ne abbiamo parlato qui.

 

Masturbazione infantile: riflessioni finali

Impariamo a non giudicare in modo negativo il bambino/a e/o il suo comportamento: trasmettiamo il concetto che non sia sbagliato masturbarsi, ma che non è una pratica da attuare davanti agli altri.

Siccome sappiamo che si può anche trattare di una modalità di auto-regolazione, aiutiamo il bambino/la bambina a trovare strategie differenti di auto/mutuo aiuto e a capire come comportarsi quando si sente emotivamente in difficoltà.

Rispecchiamo quella che ci sembra l’emozione del momento, e diamo ai bambini/bambine l’opportunità di comprendere che quell’atteggiamento ha un suo contesto definito, fornendo valide alternative.

Quando possibile, preveniamo i momenti di fatica che abbiamo intercettato attraverso l’osservazione, anche lavorando su routines, spazi, tempi, materiali e ruolo dell’adulto per andare incontro ai bisogni emotivi dei bambini e delle bambine.

Per ulteriori spunti sul delicato tema della masturbazione infantile puoi anche visionare questo mio video su Youtube.

 

 

 

 

 

Qualche suggerimento di lettura…

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