di Marianna Vaccalluzzo, insegnante, formatrice
Mi capita spesso di osservare intensamente i bambini mentre giocano.
Vite appassionate, le loro.
Cadono, si rialzano, trafficano con occhi e mente, simili a onde del mare. Onde che pazientemente provano e riprovano a giocare con la riva. Così fanno i bambini.
Sono affascinata dal modo in cui guardano le cose. È uno sguardo che sa.
Parlano una “lingua” che solo tra di loro comprendono, ma se stai loro realmente vicino, ecco che generosamente parlano più lentamente e ti permettono di com-prendere.
I bambini sono creature che non appena vengono al mondo “sentono”, “vedono” e cercano con armonia di tradurre ciò che hanno davanti.
Chiedono di poter essere.
Sono capaci di rabbie, gioie, gaiezza,curiosità, meditazioni assorte…
Vedo in loro una misteriosa luce: è il desiderio. Desiderio di capire, di scoprire, desiderio di “gustare” la vita.
Ma come adulto so osservare e riconoscere questa creatura in ogni sua dimensione?
So ri-conoscere i suoi punti di forza, i suoi talenti?
E so ripartire da questi per permettere che cresca? Riesco a non comprimere le sue intelligenze?
Riesco a potenziare i suoi sogni?
Guardo alla loro pienezza come ad uno stato di grazia.
Dai miei appunti.
In foto, la goccia e il “suo Come stare al mondo” .

 

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