I nonni: una risorsa per tutti

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di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta

 

Quando si parla di nonni le sensazioni ed emozioni evocate in mamme e papà possono essere a volte ambivalenti e contrastanti: se da una parte possono riaffiorare teneri ricordi di infanzia, dall’altra possono nascere e crescere aspettative e desiderata di comprensione e presenza da parte dei propri stessi genitori e suoceri, o ancora può presentarsi il fastidio dell’insistenza, della invadenza e del loro giudizio sul ruolo di neo-genitori.

I nonni è indiscutibile che siano figure importantissime non solo per i bambini, ma per tutto il nucleo familiare.

  • Per i nonni stessi, la nuova esperienza rappresenta un modo di:
    • acquisire un nuovo ruolo che può accrescere la propria autostima ancor più in una fase di vita in cui si rischia di percepirsi come “inutili”;
    • porre le basi per vivere anche dopo la vita, per esserci nella memoria dei propri figli e nipoti, per dare continuità alla propria esistenza;
    • impegnarsi nel qui e ora;
    • relazionarsi e vivere i propri figli in modo diverso;
    • rivivere la propria genitorialità, senza il peso, la rigidità e l’insicurezza del ruolo educativo, ma con la libertà del divertimento.

 

  • Per i bimbi c’è l’opportunità di:
    • acquisire un senso di appartenenza grazie al legame con una storia articolata e variegata familiare indispensabile per la costruzione e conoscenza della propria identità e per il recupero di tratti comportamentali e caratteriali nei propri “avi”;
    • avere un punto di riferimento significativo “altro”, oltre i propri genitori, mosso dal medesimo amore incondizionato, che possa proporre un sostegno e un confronto profondamente e autenticamente interessato;
    • attingere da un mondo valoriale differente, con vissuti, priorità ed esigenze molto diverse da quelle dei genitori, dei propri pari e dei propri tempi;
    • vivere uno spazio e tempo più leggero, ludico e gratificante, ma ugualmente intenso, intimo e profondo.

 

  • Per i genitori osserviamo
    • la certezza di un punto di riferimento di fiducia che si conosce in profondità, di cui si possono prevedere risorse e limiti;
    • la possibilità di avere un aiuto soprattutto per tutte quelle situazioni in cui è complicato concedersi del tempo per sé privo di senso di colpa;
    • l’opportunità di contare su un punto di osservazione il cui fine ultimo è il benessere del bambino, che possa fornire confronti e spunti su tratti comportamentali mosso dall’autentico interesse e affetto, alleggerendo preoccupazioni o portando riflessioni e sensibilità.

 

Con queste premesse è evidente come sia utile trovare il modo di convivere con loro con un assetto cooperativo e collaborativo.

È bene innanzitutto rendersi conto di quanto per i nonni possa essere faticoso vestire questo nuovo ruolo: si dà spesso per scontato la naturale evoluzione delle fasi di vita, senza prendere in considerazione il carico emotivo che può essere associato al riadattamento ad una nuova fase, che non sempre è facile ed immediata da elaborare.

Diventare nonni, infatti, rimette in gioco molti valori, certezze, credenze ed aspettative non sempre facili da accogliere e accettare per chi lo vive in prima persona:

  • È una conferma che si sta invecchiando;
  • È una rivalutazione del tempo che volge verso la fine, non più verso la produttività e “l’infinito”;
  • È una ridefinizione dei ruoli, in cui si deve accettare che il proprio figlio è diventato adulto e in grado di “allevare un cucciolo”;
  • È una possibile comparsa di irrisolti relazionali in cui rivivendo la propria esperienza di genitori possono comparire rancori, conflitti, sensi di colpa e altro.

Inoltre, come ogni relazione che prevede la presenza di nuovi soggetti, implica un periodo di tempo per trovare nuovi equilibri, che vanno delicatamente e rispettosamente ricercati, senza forzature e aspettative eccessive: è necessario dare il tempo a tutti di osservare e conoscere i propri spazi e modalità di stare con l’altro.

Come poter trovare un punto di incontro e tra genitori e nonni?

  • Innanzitutto portare il focus sempre sul benessere del bambino;
  • Individuare quali sono le criticità: quando emergono? quali “corde” toccano? Quali sono i temi ricorrenti su cui ci si incaglia?
  • Sulla base di quelli individuati, trovare il modo di affrontare i “nodi”: per esempio se i nonni non condividono le nostre scelte educative, informarli anche con supporti teorici in merito alla nostra posizione; se ci sviliscono e criticano ridefinire i ruoli;
  • Fare un bilancio dei pregi e difetti dei nonni per comprendere cosa è tollerabile, cosa è modificabile e cosa non è permissibile che facciano;
  • Ripensare al proprio stile di attaccamento per poter prevedere quali preoccupazioni e timori potrebbero attivarsi in noi e quali eventuali effetti positivi e negativi potrebbero esistere nello stile relazionale con nostro figlio;
  • Fare uno sforzo di immedesimazione reciproco, invitandoli anche in modo diretto a fare un salto nel passato e a recuperare il ricordo delle sensazioni di quando erano genitori o al contrario di pensare come si sentirebbero oggi se qualcuno li trattasse nello stesso modo in cui loro si relazionano con voi;
  • Porsi in ascolto e comprendere se sia necessario affrontare e riparare irrisolti del passato, per orientarsi verso una nuova fase;
  • Attivarsi in modo assertivo per instaurare un nuovo modo di comunicare più funzionale ed efficace.