di Silvia Iaccarino, formatrice e psicomotricista

 

 

Chi, come noi, si occupa di educazione lo afferma spesso: è importante che i bambini e le bambine possano godere di un tempo lento che contempli anche la noia.
Sebbene tendenzialmente oramai sia noto il valore della noia, non è così semplice legittimarla e darle spazio.
Nella nostra cultura iper-veloce e performante essa viene spesso etichettata come pigrizia e ritenuta una perdita di tempo, tanto che siamo portati a riempire, vorrei dire “otturare”, ogni secondo vuoto del nostro tempo con una qualsiasi attività, in primis attraverso gli schermi.
Anche i bambini e le bambine, figli della nostra epoca, sono abituati a una stimolazione costante, che rende loro difficile gestire l’inattività.
A fronte di tale fatica alle prese con la noia, ci sentiamo spesso spinti a fare proposte su proposte, per “aggiustare” questa emozione che riteniamo “scomoda” e spiacevole.
Sarebbe invece importante incoraggiare i nostri bambini e bambine a praticare la noia. Rappresenta un’opportunità di crescita che favorisce il rivolgersi alle proprie risorse interne e, soprattutto, alla propria fantasia e immaginazione.
All’inizio, i bambini potrebbero non abbracciare volentieri i momenti “vuoti”, ma dando un po’ di tempo e sapendo noi adulti so-stare a nostra volta nella fatica di vederli annoiati, potrebbero emergere importanti benefici, tanto per loro quanto per noi.

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