di Paola Grillo, pedagogista e formatrice PF06

 

Quelle che seguono sono le riflessioni di una pedagogista in quarantena che vede (e che lei stessa realizza) letture virtuali di albi illustrati sui social[1], nelle chat delle scuole e dei nidi insieme a tante altre attività ed esperienze condivise online con i bambini e le famiglie dei propri servizi.

Sono riflessioni che nascono da una situazione di emergenza, una situazione paradossale in cui ci si sente soli anche se interconnessi e al contempo si è lontani fisicamente ma ravvicinati dagli strumenti tecnologici.

Certo c’è un rischio implicito in questo uso di schermi che non dobbiamo dimenticare: quello della dipendenza, della sovraesposizione dei nostri bambini e degli effetti che esso può avere sul loro sviluppo emotivo e cerebrale.

I telefonini, pc, tablet in questi giorni offrono, però, anche la possibilità di coltivare e nutrire relazioni in un momento storico e sociale in cui tutti ne sentiamo la fame.

Come gestire tutta questa complessità?

Pur consapevole della mancanza di ricette credo che ciò che conta sia sempre il COME.

È la nostra scelta responsabile e consapevole a fare la differenza.  Diamo quindi spazio al nostro sentire emotivo ed emozionale unito al desiderio di condividerlo e co-costruirlo con le famiglie e con la comunità.

Possiamo vivere questa nuova realtà in modo critico, senza perderci la quotidianità reale e concreta, anche e soprattutto oggi che questa quotidianità è stata travolta e stravolta.

Possiamo farlo attivando esperienze di cura anche a distanza e la lettura condivisa può essere una di queste occasioni.

Leggi…..AMO

storie da uno schermo: connessioni e fili che sanno di vita e di cura

 

LeggiAMO:

perché leggere è un atto di amore,

perché è donarsi un tempo regalato,

perché ci si avvolge in un abbraccio virtuale che sa di reale;

perché nel leggere attraverso un video per te ti dico che ti penso, che mi interessi, che mi ricordo di te, richiamandoti nel mio cuore. È la parola stessa che lo dice: ricordo da ri, che vuol dire indietro e cor, cuore.

Perché mentre io, bambino, ti ascolto, assaporo il dono della tua voce, perché il tuo sguardo che danza tra le pagine alla ricerca dei miei occhi lontani ma presenti, mi scalda e rassicura, perché le immagini che mi offri sono nutrimento della mia immaginazione, che è vita, e possibilità.

Leggiamo per sentirci uniti, per vivere la paura senza venirne annientati, per coltivare le nostre relazioni fatte di carezze lontane che ci sfiorano e sostengono.

Leggiamo e ascoltiamo, leggiamo e vediamo, leggiamo e abbracciamo.

Leggi….Amo perché per noi, mamme e papà può essere il nostro momento per viversi, per stringersi insieme ai nostri bambini che ora hanno ancor più bisogno di rannicchiarsi tra le nostre gambe e assaporare nello scorrere delle pagine, la cura, la nostra cura verso di loro che poi diviene cura di noi stessi.

Perché sì, abbiamo paura anche noi educatori, anche noi professionisti, anche noi mamme e papà.

Perché la paura ci sta attraversando, l’incertezza ci sta destabilizzando e offuscando. Ma nella cura a loro, fatta anche di momenti difficili, di crisi, di grandi battaglie, come di presenze, di sguardi d’amore e di protezione, è in questa cura che cresce e resiste la nostra determinazione nel continuare, rallentando ma senza avvizzire né appassire.

In questa cura, verso i nostri bambini e verso l’Altro, chiunque esso sia, sta la nostra possibilità di nutrirci e nutrire: di vivere.

E allora leggiamo, raccontiamo, giochiamo, cuciniamo e suoniamo e continuiamo ognuno con ciò che più lo allieta, con ciò che può donare e donarsi; ma continuiamo in questo atto di amore, che è atto di cura, che è vita.

 

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[1] A questo proposito è necessario ricordare che la lettura pubblica ed integrale di libri e albi illustrati senza autorizzazione delle case editrici viola i diritti d’autore. Al momento molte case editrici hanno deciso di soprassedere e non stanno attuando provvedimenti vista l’eccezionalità della situazione, ma ciò implica una consapevolezza e assunzione di responsabilità da parte di coloro che decidono di trasmettere letture sui social.

 

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