di Carola Castoldi, coordinatrice servizi prima infanzia e docente di Percorsi formativi 06

 

Il tema dell’anticipo scolastico si connette con le realtà delle Sezioni Primavera che, spesso, alimentano una serie di rappresentazioni controverse. 

Ma dove si inseriscono nel panorama 0/6 le realtà delle sezioni primavera? 

Il progetto sperimentale delle sezioni primavera e la successiva stabilizzazione delle stesse come realtà nel panorama dei servizi educativi, è una risposta atta a  combattere il fenomeno degli anticipi, cioè dell’ingresso alla scuola dell’infanzia dei bambini minori di tre anni. 

Quando parliamo di sezioni primavera parliamo di servizi educativi che hanno spazi esclusivi e dedicati, progettazioni che rispondono ai bisogni dei bambini, un continuum educativo che fa da “transito” tra il nido e l’infanzia, nel rispetto dei diritti e dei bisogni dei bambini e delle bambine. La primavera, discostandosi fortemente dal riproporre un anticipo, si offre come luogo in continuo dialogo con il nido e l’infanzia nell’ottica di tradursi in una sorta di collante tra le differenti realtà, andando così a comporre in modo arricchente il quadro del panorama zero-sei. 

Nell’ottica di un sistema integrato 0/6 la sezione primavera è “il luogo dell’incontro tra la pedagogia del nido centrata sulla cura, la relazione e quella della scuola dell’infanzia caratterizzata da alfabeti, linguaggi, apprendimenti per superare una visione stereotipata e “meticciare” le due prospettive” (Loretta Lega).

Ma che connessione c’è, allora, tra la prassi dell’anticipo (alla scuola dell’infanzia) e l’identità della Sezione Primavera?

Quello che accade ancora troppo spesso nelle realtà educative è che “format indefiniti” vengono assimilati e propinati come realtà che “assomigliano” alla Sezione Primavera, senza avere un’identità specifica pur di “accaparrarsi” le iscrizioni di bambini di 2 anni e mezzo. 

Ma, allora, è sufficiente accogliere bambini anticipatari di 2 anni e mezzo nella scuola dell’Infanzia per offrire un servizio educativo equiparabile alla Sezione primavera?

Di frequente è proprio la scuola a svendere questa possibilità ai genitori: 

“Non si preoccupi, se lo iscrive qui lo inseriamo in un gruppetto di bambini di 2 anni e mezzo che abbiamo identificato nella lista dei nuovi iscritti e per loro penseremo attività specifiche come se fosse una primavera ecc.”. 

“Farà le attività con altri bambini anticipatari… è come se fosse in una sezione primavera”. 

Questo “come se” ci parla di situazioni prive di identità, di un pensiero pedagogico solido, di una specificità professionale. 

Nulla è “COME LA PRIMAVERA”. 

Se portiamo i bambini in piscina non possiamo dire loro che è “come se fossimo al mare.” Il solo fatto che in entrambi i luoghi ci sia acqua non rende tali luoghi assimilabili, interscambiabili. 

E chiunque sarebbe pronto e preparato nell’identificare cosa rende tali luoghi differenti: colori, odori, sapori, materia, ecc.

Costituire gruppetti di bambini anticipatari all’interno di sezioni di scuola dell’infanzia non significa garantire un pensiero progettuale ad hoc, pratiche educative e didattiche che possono ricalcare in qualche modo la specificità del progetto educativo delle sezioni primavera.

La valenza delle sezioni primavera, inserite in un progetto 0/6 dal respiro più ampio, si appoggia su un’identità molto definita ed estremante dialogica che si connette al nido e alla scuola dell’infanzia in modo da tessere fili che rendano variegato ma armonioso l’ordito e la trama. 

La questione non è essere favorevoli o contrari alle Sezioni Primavera, ma ragionare su cosa si offre ad un bambino, ad una famiglia, quando si propone o si asseconda la scelta dell’anticipo scolastico come strada alternativa alla frequenza di un servizio 0/3 pensato, progettato, calibrato per tale fascia di età.

 

Bibliografia

L. Lega, A proposito (e sproposito) di ZEROSEI, Articolo pubblicato su www.edscuola.eu

 

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