di Ivano Orofino, counselor e formatore

 

Pensare la scuola credo sia una strada valida per aiutare ogni famiglia. Aiutarsi ora è più che mai un fattore decisivo.

Cosa vuol dire pensare la scuola oggi? Pensarla avendo nell’orizzonte non una “riapertura a settembre”, ma un rilancio dell’educazione da settembre.

Pur imparando a confrontarci con e sui temi dell’igiene e della sanità, è opportuno che la scuola e tutte le figure competenti al suo interno/esterno siano ben centrati su quanto è possibile fare a partire dalle proprie competenze. Chi lavora nella scuola porta la competenze educativa, relazionale e degli apprendimenti.

Ho osservato per settimane un’eccessiva centratura del personale scolastico su materie e competenze non proprie. Così non aiutiamo la scuola, così chiediamo al personale scolastico di fare ciò che non sanno fare. Non siamo medici. Va detto. Non siamo igienisti. Va detto senza trascurare l’argomento ma chiedendo ad altre figure di sostenerci per capire e orientarci. Dopo di che, fatte fuori le ansie, i tecnicismi sanitari, facciamo fare al personale scolastico quello per cui sono preparati a fare: curare la persona che apprende. Mettersi lì al suo fianco, serenamente e accompagnare la sua crescita.

In questi mesi ho visto e toccato con mano, diverse scuole e tantissimi professionisti dell’educazione, mettere tanta attenzione per poter ri-accogliere i bambini. Dove ho visto qualità pedagogica, pensiero, cura, non ho mai visto ansia, angoscia, sfiducia, pessimismo o catastrofismo. I docenti si sono rimboccati le maniche e hanno ri-fatto la scuola.

Non facciamoci confondere dalla pandemia, Noi educatori sappiamo fare scuola, lo abbiamo sempre fatto. Abbiamo attraversato tutti i tempi, tutte le crisi, e la scuola è sempre rimasta. Quindi vuol dire che la scuola ha già superato altre crisi nella storia, altre pandemie, ed è sopravvissuta. Facciamo memoria di questa innata capacità di esserci per gli altri esseri umani, in particolare per i cuccioli in crescita.

Passiamo dalla logica delle masse, dei numeri ammassati al pensare la scuola come uno spazio “PER TE”. Pensiamo spazi per permettere un gioco sicuro, ma soprattutto sereno, libero da pensieri. Sosteniamoci a vicenda per cogliere l’originalità di ogni bambino e i bisogni che porta affinchè insieme si possa trovare quella flessibilità scolastica e relazionale che crea una gestione educante, per tutti.

Recuperiamo tutto quello che abbiamo lasciato, e costruiamo una nuova rete del successo formativo.

Perchè da soli non si fa scuola, si può far lezione, si possono dare esercizi, ma la scuola, quella è un’altra cosa, si fa solo dentro gli sguardi che si incontrano.

Buona scuola a tutti e per tutti !!

 

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