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di Fabiola Tinessa, psicologa e psicoterapeuta, coordinatrice del Nido d’Infanzia “L’Isola di Peter Pan” e di Valeria Zoffoli, responsabile del Nido d’Infanzia “L’Isola di Peter Pan” – Cesena

 

 

 

Un nuovo modello di inserimento è stato sperimentato, a partire da Gennaio 2015, a Cesena, nel Nido d’Infanzia ”L’Isola di Peter Pan”, un privato convenzionato presente sul territorio da oltre 20 anni.

È una pratica importata dai paesi nord europei e adattata al territorio italiano che prevede in fase di inserimento la presenza continua del genitore che accompagna ed affianca il proprio bambino nella scoperta di un mondo nuovo al quale il piccolo dovrà presto abituarsi.

Bambino e genitore trascorrono al nido l’intera giornata dalle 9.30 alle 15.30. Insieme esplorano il nuovo ambiente, conoscono le educatrici e gli altri bambini vivendo tutte le routine previste. Condividono il momento del pasto, del gioco, e delle attività. È il genitore che cambia il piccolo, lo accompagna nel momento della nanna ed è lì ad attendere il suo risveglio. Tutto questo per tre giorni, periodo durante il quale l’educatrice osserva le abitudini del bambino, affianca il genitore ed entra in contatto con loro in modo graduale, diventando a mano a mano una figura familiare per entrambi.

Il quarto giorno il genitore accompagna il bimbo al nido, lo saluta e va al lavoro.

I bambini acquisiscono in tre giorni familiarità con gli spazi del nido e con l’organizzazione temporale di quell’ambiente che hanno imparato a conoscere insieme alla mamma o al papà.

Le modalità di inserimento rispettano i tempi dei bambini ma tengono conto anche delle esigenze delle famiglie. Questa proposta, infatti, richiede al genitore solo 3/4 giorni di ferie e non la lunga serie di permessi lavorativi che a volte si è costretti a prendere per l’inserimento tradizionale.

Pur lasciando ai lettori le considerazioni finali, e auspicando di aver stimolato la curiosità su una pratica in Italia ancora sconosciuta, ci sentiamo di condividere alcune riflessioni.

Abbiamo osservato che già dal quarto giorno i bambini sono in grado di riconoscere e anticipare la scansione temporale della giornata. Allo stesso tempo mostrano grande dimestichezza con l’ambiente del Nido. Questi sono elementi preziosi che consentono loro di sperimentare un senso di padronanza rispetto ad una situazione ignota fino a poco tempo prima e ad un contesto strutturale e relazionale del tutto nuovo.

Per la nostra esperienza, nella stragrande maggioranza dei casi i tempi di ambientamento sono stati considerevolmente ridotti rispetto a quelli dell’inserimento tradizionale: dopo una sola settimana quasi tutti i bambini si mostravano sereni e capaci si riferirsi ad una delle educatrici durante gli inevitabili momenti di crisi.

Rispetto alle famiglie abbiamo notato quanto sia proficuo questo nuovo metodo nel sostenere quelle relazioni intime che riteniamo essere imprescindibili per creare un ambiente educativo in continuità con il contesto familiare.

Riteniamo altresì importante sottolineare quanto sia stato fondamentale per la buona riuscita dell’inserimento lo studio approfondito e la puntuale conoscenza di questa prassi. Come équipe educativa abbiamo dedicato ampio spazio allo scambio di idee, alle riflessioni, alle considerazioni per delineare come applicare questa pratica nel nostro contesto e come adattarla ad ogni coppia genitore bambino rispettandone le caratteristiche.

Una proposta a misura di bambino e di genitore che si sta rivelando una pratica di successo che fa felice proprio tutti!

 

Scopri il percorso formativo nella tua città:

 

“L’inserimento in tre giorni: approda in Italia il modello svedese”

GENOVA

14 aprile 2018

RIMINI

12 maggio 2018

ROMA

19 maggio 2018