Aiuto! Il mio bambino non fa la cacca nel vasino o nel water: che fare?

Educazione e sviluppo infantile, Genitori
Il bambino non fa la cacca nel vasino – Percorsi Formativi 06

 

di Silvia Iaccarino, psicomotricista, formatrice, fondatrice di PF06

 

 

Incontriamo con una certa frequenza genitori e professionisti in difficoltà con bambini e bambine (principalmente nella fascia 2-4 anni) che si rifiutano di fare la cacca nel vasino o nel water.

Si tratta, solitamente, di bambini/e che hanno dismesso il pannolino senza grosse fatiche rispetto alla pipì e che sono bloccati nel defecare senza di esso.

Oppure di bambini/e che, nel passaggio al vasino, all’inizio facevano cacca e pipì nel vasino ma, da un certo punto in poi, hanno iniziato a rifiutarsi di farla lì a causa di uno o più episodi di costipazione.

Questo comportamento può causare stress e preoccupazione nei genitori per ovvi motivi igienici e di salute. In questo articolo ragioniamo insieme sui possibili motivi alla base di tale blocco e vediamo come supportare bambini e bambine a superarlo.

 

Il mio bambino non fa la cacca nel vasino o nel water: i possibili motivi

Possono essere innumerevoli le ragioni per cui un bambino/a potrebbe rifiutarsi di fare la cacca nel vasino o la cacca nel water, come paura, ansia o dolore fisico. È importante esplorare queste cause e creare un ambiente rassicurante che consenta al bambino/a di sentirsi al sicuro in un momento per lui/lei delicato.

Nella nostra esperienza riscontriamo sei possibili motivazioni per cui il bambino/a non fa la cacca nel vasino o nel water.

 

  • Paura di crescere, diventare grande e abbandonare del tutto il pannolino.
  • Difficoltà nel lasciar andare, nel separarsi da una parte di sé.
  • Ansia da prestazione, può accadere che bambini e bambine si sentano pressati dall’entourage familiare rispetto a questo tema. L’insistenza spesso genera resistenza, per cui, più insistiamo e sottolineiamo la questione, più rischiamo che tutto si complichi.
  • Autoaffermazione: collegandoci al punto precedente, consideriamo che bambini e bambine piccoli/e hanno poco controllo sulla loro quotidianità. Il corpo è però il loro territorio, il luogo su cui hanno piena giurisdizione. Talvolta, bambini e bambine faticano con alcuni passaggi e abitudini legate alla fisiologia (compresi quindi pipì e cacca) come modalità inconsapevole di affermare la propria volontà laddove si sentono spinti e manipolati dagli adulti.
  • Questioni legate alla sensorialità che ho trattato nell’articolo: Come togliere il pannolino usando i sensi: 9 consigli.
  • Dolore fisico: in taluni casi, la difficoltà a fare la cacca nel vasino/water si instaura dopo un episodio in cui il bambino/a ha avuto feci dure che hanno causato dolore durante l’evacuazione. Il bambino o la bambina, temendo di provare nuovamente quella sensazione, inizia a trattenere le feci e a rifiutarsi di farle nel vasino o nel water. Purtroppo, in queste situazioni rischiamo di entrare in un circolo vizioso: più il bambino trattiene, più le feci si induriscono, più diventa difficile evacuare. Più a lungo le feci si accumulano, più allungano il retto causando ulteriori problemi.

Questo è uno scenario fin troppo comune il quale porta a quella che viene chiamata costipazione da “trabocco”, ovvero il passaggio di feci acquose sciolte attorno alle feci dure che possono sembrare diarrea al genitore. È molto difficile per un bambino controllare la fuoriuscita di feci liquide poiché i muscoli che controllano le viscere si allungano eccessivamente. Per questo motivo si sporcano le mutandine. I genitori, giustamente, si preoccupano per la salute del bambino/a, temendo anche il blocco intestinale e possono aumentare il pressing, con ulteriore esacerbazione di tutta la dinamica.

 

Il mio bambino non fa la cacca nel vasino o nel water: cosa posso fare?

 

Sulla base di queste motivazioni, vediamo come aiutare i bambini e le bambine a fare la cacca nel vasino o nel water: condividiamo alcuni primi utili spunti.

 

  • Evitiamo di connotare, fin dai primi mesi di vita, le feci come qualcosa di sgradevole e disgustoso.
  • Evitiamo di fare pressione sul bambino/a affinché usi il vasino o il water per fare la cacca: l’insistenza può infatti generare resistenza.
  • Prendiamo in considerazione la possibilità di mettere il pannolino solo per fare la cacca. Non si tratta di fare un passio indietro, ma di accogliere la fatica del bambino/a e di agevolare la sua serenità in questo delicato momento. Potremmo dire qualcosa come: “Giovanni/Lucia, ho capito che per te fare la cacca nel vasino/water è proprio difficile in questo momento. Non c’è problema. Possiamo usare il pannolino quando ti scappa. Basta che mi dici che la devi fare e io ti metto il pannolino. Appena finisci, lo togliamo, ci laviamo e torniamo a giocare. Ok?”.

Nella nostra esperienza, di solito questa proposta scioglie la tensione del bambino/a e, nel giro di qualche giorno o settimana, la situazione rientra e il bambino/a chiede espressamente o manifesta di voler usare il vasino o il water per defecare.

Rispetto a quest’ultimo punto, oltre all’offerta del pannolino per fare la cacca, è molto importante che i genitori rilascino a loro volta la tensione emotiva sulla questione.

Se il pannolino per fare la cacca viene offerto in accompagnamento a messaggi non verbali di ostilità, delusione, frustrazione da parte dell’adulto, la contraddittorietà della comunicazione tra verbale e non verbale potrebbe mettere in bambino in difficoltà e creare confusione. Avere fiducia, invece, che la fatica può essere attraversata e risolta con un po’ di tempo e pazienza, può rasserenare gli animi di tutti.

 

Il mio bambino non fa la cacca nel vasino o nel water! 10 suggerimenti pratici

Abbiamo visto in che modo possiamo agire se il bambino non fa la cacca nel vasino o nel water, ma possiamo implementare anche altre strategie volte ad aiutare bambini e bambine in questo momento delicato. Vediamo insieme alcuni suggerimenti pratici.

 

1- Evitiamo di fare confronti con altri bambini e/o fratelli-sorelle

Il paragone con altri bambini/e rischia di generare senso di vergogna e umiliazione; di intaccare l’autostima del bambino/a; di indebolire la qualità della relazione educativa.

2 – Confrontiamoci con educatrici, educatori, insegnanti per riflettere sulle eventuali differenze tra nido/scuola e casa

A volte bambini e bambine la fanno al nido/scuola e non a casa. Altre volte la trattengono al nido/scuola e aspettano di essere a casa propria per rilasciare le feci. Il confronto con i/le professionisti/e può aiutare a comprendere più a fondo il bambino/a e a costruire strategie di aiuto condivise, seppur differenti quando necessario, per supportare il bambino/a.

3 – Evitiamo di sgridare bambini e bambine

Quando il bambino/a si sporca le mutandine o la fa sul pavimento, evitiamo di sgridarlo, di fargli pesare l’accaduto, di arrabbiarci. Possiamo coinvolgerlo nel pulire il pavimento oppure responsabilizzarlo nel cambiarsi e lavarsi con il nostro aiuto. Se da piccoli anche noi abbiamo vissuto qualcosa di simile, può essere utile raccontarlo al bambino/a, sottolineando come poi tutto si sia risolto.

4 – Creiamo un ambiente favorevole

Quando il bambino o la bambina ha bisogno di andare in bagno, creiamo un ambiente favorevole, per esempio con un’atmosfera rilassante grazie a profumi come un olio essenziale di lavanda e/o alla lettura di un albo illustrato.

5 – Incentiviamo il rilassamento

Aiutiamo il bambino/a a rilassarsi con delle profonde respirazioni e/o inventiamo insieme una storia, canzone o gioco mentre fa la cacca, anche con la cacca stessa protagonista; per esempio, immaginando il suo viaggio dal vasino o dal water verso… e costruiamo un racconto.

6 – Definiamo le buone abitudini

Incentiviamo il bambino/a a sedersi sul water in modo regolare, ad esempio dopo un pasto. In questa maniera, si abituerà al fatto che il water fa parte della routine quotidiana.

7 – Lodiamo, ma con moderazione

Evitiamo lodi enfatiche per l’uso del vasino o del water. Può essere utile dare riconoscimento e incoraggiare, evitando però grandi festeggiamenti. Se ci fa piacere lodare il bambino/a, possiamo usare le lodi descrittive.

8 – Rispettiamo la privacy del bambino, della bambina

Evitiamo di parlare con altre persone, in presenza del bambino/a, di questa situazione, per non creare in lui/lei imbarazzo, vergogna, senso di fallimento, di colpa, di inadeguatezza. Il bambino/a non fa la cacca nel vasino/water per farci dispetto, non è una sfida o una provocazione. È in difficoltà e sta a noi supportarlo.

9 – Mostriamo un atteggiamento positivo

Manteniamo un atteggiamento positivo e rassicurante per aiutare il bambino/a a sentire che è al sicuro, con empatia, senza giudizio, né prediche, sgridate, umiliazioni o punizioni.

10 – Rivolgiamoci al pediatra

Se il bambino/a continua a rifiutarsi di fare la cacca nel vasino/water è opportuno parlarne con il pediatra. Ed è senz’altro da coinvolgere il pediatra senza indugi appena ci rendiamo conto che il bambino inizia a trattenere le feci per paura di rilasciarle. Evitare che si instauri una dinamica di costipazione cronica è basilare.

Il rifiuto di fare la cacca nel vasino o nel water: studi scientifici per approfondire

Il rifiuto di fare la cacca nel vasino/water (Stool Toileting Refusal o STR)[1] ha un certo grado di diffusione in età prescolare.

In particolare, in uno studio americano che ha coinvolto 255 bambini e 227 bambine (tot. 482 soggetti), si è riscontrato che

“Il rifiuto di defecare nel water si è verificato in un bambino su cinque in questa popolazione di studio. Due comportamenti associati al rifiuto dell’evacuazione delle feci possono richiedere l’intervento del pediatra. Il primo è il trattenimento delle feci che causa stitichezza il quale può provocare occlusione rettale ed encopresi primaria. Il secondo è la mancanza di successo nel passaggio al water/vasino entro i 42 mesi di età. Un bambino ancora poco allenato a questa tarda età può essere fonte di conflitti familiari e di stress che richiedono la consulenza e il supporto del pediatra.”

 Lo studio citato ha rilevato quanto segue:

106 bambini (54 maschi) (22%) che hanno sperimentato almeno 1 mese di rifiuto nel defecare nel vasino o water. Si è riscontrata un’associazione tra la presenza di fratelli più piccoli (P = .023) e l’incapacità dei genitori di fissare limiti per il bambino (P = .017) e il rifiuto di defecare nel vasino o water. Chi rifiutava di defecare in bagno ha dismesso il pannolino in età più avanzata rispetto al resto del gruppo (P < 0,0001). Il 50% (22/44) dei bambini che si sono allenati tra i 42 e i 48 mesi e il 73% (8/11) dei bambini che si sono allenati dopo i 48 mesi hanno sperimentato il rifiuto di usare il water/vasino per le feci. Sessantuno dei bambini dello studio hanno sviluppato il trattenimento delle feci durante il potty training (passaggio dal pannolino al vasino o water). Quarantanove (80%) di questi bambini rifiutavano di defecare in bagno (P <.00001). In 77 (73%) dei bambini non è stato intrapreso alcun intervento. Di questi, il comportamento è durato più di 6 mesi in 20 bambini. L’interruzione dell’addestramento al water e il ritorno al pannolino per le feci ha portato il bambino a usare spontaneamente il water per le feci entro 3 mesi, in 24 su 27 casi.”(in grassetto nda)

Riportiamo, a supporto, i risultati di un altro studio:

Molti bambini si nascondono mentre defecano nel loro pannolino durante il passaggio alla toilette. Alcuni bambini mostrano questo comportamento prima che inizi il potty training. Inoltre, Schonwald et al. hanno scoperto che questo comportamento era comune nei bambini con problemi di dismissione del pannolino. Questo comportamento ci ha portato a una teoria alternativa riguardante la causa del rifiuto di defecare in bagno. Abbiamo ipotizzato che i bambini diventino consapevoli della connotazione negativa che le feci hanno nella nostra cultura attraverso segnali verbali e non verbali dei genitori. Questo, a sua volta, fa sì che i bambini provino vergogna e imbarazzo quando defecano, portandoli a nascondersi quando defecano nel pannolino. Ciò rende anche i bambini riluttanti a defecare nel vasino o nel gabinetto, perché è sempre presente almeno un adulto. Per testare questa teoria, abbiamo esaminato l’efficacia del consiglio ai genitori di non usare termini negativi per le feci e, prima di iniziare il potty training, di elogiare i bambini quando defecano nel pannolino.”

Tale studio ha evidenziato che il differente approccio genitoriale non ha ridotto l’incidenza statistica dell’STR ma ne ha diminuito la durata nel tempo rispetto al gruppo di controllo.

Da questo studio possiamo trarre il sempre utile spunto di evitare, fin dai primi mesi di vita del bambino/a di connotarne le feci con linguaggio verbale e non verbale sfavorevole, in cui esibiamo disgusto e/o ridicolizziamo/mettiamo in imbarazzo il bambino/a per la sua produzione corporea.

È importante evitare di usare frasi enfatiche come “non toccare, è cacca!” ogni qual volta il bambino/a si avvicini a qualcosa di sporco, inadatto, che non vogliamo tocchi.

 

Il bambino non fa la cacca nel vasino o nel water? Offriamo aiuto

Un bambino/a che rifiuta di fare la cacca nel vasino o nel water può causare preoccupazione e frustrazione negli adulti coinvolti, è comprensibile. Tuttavia, con un po’ di pazienza, empatia e supporto, è possibile aiutare il bambino/a a superare questa difficoltà. Fondamentale rivolgersi al proprio pediatra di fiducia per qualsiasi dubbio e per ricevere indicazioni su misura per il proprio figlio/a.

 

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Insieme per educare – PF06

 

[1] L’STR non è da confondere con l’encopresi che è caratterizzata dall’emissione involontaria (o volontaria) di feci in luoghi inappropriati.

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