di Silvia Iaccarino

Oggi ho scelto questa frase di Roberto Assagioli, grande Maestro sconosciuto ai più, che a mio avviso ben si adatta al nostro tempo. Una citazione che suscita riflessioni utili, allo stesso modo, non solo per la nostra quotidianità come adulti, ma anche per la relazione educativa.

La modernità ci spinge continuamente a non pensare, a non sentire, a non essere connessi al nostro Sè profondo, in preda alla ricerca incessante di nuovi modi per riempire un vuoto interiore troppo diffuso.

Siamo sempre più scollegati gli uni dagli altri e da noi stessi. Viviamo sempre più nel mondo fuori e sempre meno nel nostro mondo interiore, che coltiviamo poco e al quale dedichiamo un tempo scarso, quando non nullo. La nostra interiorità si depaupera giorno dopo giorno. Siamo occupati a riempire i vuoti e tralasciamo di nutrire la poesia che abita dentro di noi, la nostra Anima… Affamiamo la nostra capacità di stupirci della vita, che si alimenta della meraviglia presente nelle pieghe della nostra quotidianità, e che potremmo contattare se solo ci fermassimo un attimo a sguardare ciò che abbiamo davanti ai nostri occhi.

Ma la perdita non è solo per noi stessi: questo è l’esempio che diamo ai bambini, i quali, oltretutto e a loro volta, hanno delle agende più affollate spesso delle nostre, incastrati tra mille attività affinché non si annoino e si tengano impegnati. Perpetuiamo così un modello che letteralmente tenta di “otturare” tutti i buchi dell’esistenza, invece che nutrire il Sè affinché il nostro mondo interno e quello dei bambini si espanda e si manifesti.

Abbiamo bisogno di tornare indietro, di tornare a noi, di recuperare la nostra Umanità e conquistare più che il fuori, il dentro…🌹