di Silvia Iaccarino

 

In questo articolo vorrei dare alcune indicazioni rispetto a quali giochi e giocattoli possono rappresentare un buon investimento per la crescita dei nostri bambini. 

Non è un tema da poco perché, come sappiamo, molti giocattoli (spesso perlopiù in plastica) sono piuttosto costosi e incidono in modo importante sui budget delle famiglie.  

Oltretutto tale dispendio economico non è sempre “ripagato” dai piccoli, i quali,  come spesso osserviamo, dopo aver esplorato e giocato col nuovo oggetto per qualche giorno, se non per pochi minuti, lo abbandonano velocemente per concentrarsi sull’incarto, sulla scatola che lo conteneva, sui nastri e le coccarde…

 

Come mai ciò accade?

I bambini, soprattutto nella fascia 0-6 anni, e ancora di più tra 0 e 3 anni, investono il loro tempo principalmente giocando e, attraverso il gioco, costruiscono se stessi: il loro cervello,  la loro mente, la loro personalità. 

Per costruirsi al meglio essi hanno bisogno di trovare nel loro ambiente di vita degli oggetti che gli permettano di ingaggiare le proprie abilità, competenze, capacità, pensieri ed emozioni in modo significativo, profondo, intrigante. 

La Montessori diceva: “Il bambino è fatto dal materiale” e con questa affermazione intendeva sottolineare l’importanza di fornire ai piccoli i “giusti” stimoli attraverso degli oggetti in grado di catturarne l’attenzione e favorire la concentrazione.

Inoltre, va evidenziato come il bambino in età prescolare apprenda attraverso il canale corporeo, coinvolgendo tutto se stesso nell’esperienza ed acquisendo i dati sulla realtà che lo circonda e su di sé attraverso i sensi. Pertanto, implicare nell’esperienza l’uso di più sensi è ciò che, in maggior misura, favorisce l’apprendimento e la costruzione del Sè. 

Per tornare all’esempio iniziale, di fronte a un “classico” giocattolo in plastica, quali sensazioni il bambino riceve?

La plastica è liscia e fredda al tatto, colorata alla vista. Stop. 

Dall’incarto, dalla scatola, dalla coccarda e dai nastri, quali sensazioni il bambino riceve?

Le sensazioni tattili sono innumerevoli, sia per la texture dei diversi materiali (ruvido, liscio, per esempio) che per le differenze dei materiali stessi (carta, cartone, stoffa del nastro…) i quali hanno consistenze e pesi differenti e reagiscono in modo diverso alle azioni del bambino (il cartone non si riesce a strappare, nemmeno la stoffa, la carta sì e nella coccarda ci può infilare le dita, per esempio…). A livello visivo abbiamo colori vari,  magari decorazioni particolari sulla carta, che il bambino può esplorare con gli occhi indugiando su di esse, forme differenziate da osservare, forme che il bambino stesso può creare, per esempio strappando la carta… Sul piano olfattivo, per esempio, la carta e il cartone potrebbero avere un certo odore da annusare. Questi materiali, poi,  fanno anche rumore: strappare o accartocciare la carta fa un certo suono, schiacciare il cartone o romperlo un altro, la coccarda se sprimacciata a sua volta può produrre un effetto sonoro…E poi, con tutti questi materiali il bambino può inventare mille e mille azioni che non può fare invece col classico gioco in plastica predefinito, il quale una volta schiacciato un certo bottone, per esempio, non può essere utilizzato per altro.

Ecco perché i piccoli, spesso, preferiscono le confezioni dei regali ai regali stessi… 😉 

Quindi, quali oggetti sono più utili al gioco dei bambini? Senz’altro il materiale cosiddetto destrutturato o “open ended” (a finale aperto)  è ciò che di meglio possiamo offrire, come abbiamo anche già illustrato in questi altri nostri articoli: 

Loose parts

Povero vuol dire ricco

L’importanza del gioco con materiali destrutturati

A partire da questa riflessione sull’importanza delle differenti caratteristiche dei materiali e di come la loro duttilità e varietà sensoriale arricchisca l’esperienza del bambino, possiamo desumere alcune indicazioni da applicare ai giochi e giocattoli, perché magari per Natale o per il compleanno la nonna e la zia non si sentono di regalare scorte di carta e cartone (sebbene siano materiali “top” come illustrato anche qui e qui), nastri e coccarde 😉 

 

Quali giochi e giocattoli privilegiare quindi?

Tenendo conto di quanto espresso in precedenza, potremmo privilegiare:

  • giochi in legno, stoffa, metallo,  gomma, etc che possano offrire sensazioni tattili ricche e interessanti ai bambini. Possono rientrare in questa categoria anche strumenti musicali in legno o metallo che favoriscono libere esplorazioni e produzioni sonore da parte dei bambini (evitare quindi pianole o altri giochi che suonano da soli e che non permettono l’azione dei piccoli);  
  • bambole, animali di peluche o in gomma, personaggi vari, mezzi di trasporto, cucine in miniatura da allestire con oggetti possibilmente veri: pentoline di acciaio, cucchiai di legno, spatole in silicone, barattoli in vetro, tazze di ceramica, etc. Rispetto all’uso di oggetti frangibili, in base all’età, credo vada favorito per molti motivi, come ho illustrato qui. Ai bambini piacciono molto anche piccole scope e palette, finti aspirapolvere e moci o spolverini per fare le pulizie. Tali oggetti possono favorire il gioco simbolico a finale aperto e stimolare capacità narrativa (e quindi anche il linguaggio), fantasia e immaginazione ( e quindi anche ingaggiare l’area socio-emotiva e cognitiva); 
  • stoffe di varie dimensioni, texture, colori per favorire il gioco dei travestimenti in modo libero e non predefinito. Un quadrato di stoffa può diventare il mantello del supereroe di turno,  o la coperta per la bambola, o la tovaglia per fare un picnic, o la gonna da principessa…Alcuni esempi di tessuto: organza, cotone, velluto, pile, millerighe, tulle, jersey, maglina, etc. Nei negozi di stoffa si trovano spesso scampoli a poco prezzo (vanno bene comunque anche vestiti, scarpe e accessori usati, per favorire altrettanto il gioco simbolico e il gioco di ruolo);
  • puzzle di legno e di cartone (in base all’età); costruzioni e costruzioni a incastro di varie dimensioni,  in legno, gomma, anche plastica in questo caso, elementi magnetici di vario tipo, con i quali il bambino può costruire e dare libera espressione alla propria capacità progettuale e ideativa (coinvolgendo sviluppo cognitivo, logico-matematico, problem solving), sempre a finale aperto e non predefinito. Questi materiali, inoltre, favoriscono lo sviluppo della motricità fine, la coordinazione oculo-manuale, l’apprendimento delle relazioni spaziali (il bambino ragiona su come, per esempio, due pezzi si incastrano insieme); 
  • materiali manipolativi ed artistici come pongo, das, didò, plastilina, argilla, sabbia, sabbia cinetica, colori a dita, tempere, acquerelli, acquerelli liquidi, pastelli a olio, a cera, matite e pennarelli, pennelli, etc per favorire la libera espressione del bambino rispetto al proprio mondo interiore, in particolare emotivo, oltre a stimolare la percezione sensoriale e lo sviluppo delle capacità di cui al punto precedente. Rispetto alle diverse paste manipolabili, si possono poi fornire ai bambini materiali destrutturati da abbinare (meglio evitare le formine, se possibile, che hanno un’unica possibilità) per costruire piccole o gradi sculture: legnetti, cortecce, pigne, tappi di metallo, sughero o plastica, sassi e conchiglie, abbassalingua, etc etc (ovviamente di dimensioni adeguate all’età dei bambini). Per il gioco con la sabbia, oltre a questi materiali si possono poi fornire imbuti, cucchiai, contenitori di vario tipo per i travasi; 
  • libri, libri, libri, di buona qualità (potete trovare una selezione sulla mia pagina FB). Sappiamo quanto la lettura sia importante per i bambini (vedi qui);
  • giochi che favoriscano lo sviluppo motorio: palle di varie dimensioni, tricicli, biciclette, hula hop, etc;
  • utensili per la cura delle piante e del giardino: piccoli annaffiatoi, zappette, semi, vasi, etc. Ai bambini piace molto occuparsi delle piante di casa o del giardino. Con poco, poi, si possono possono creare vasi con semi di diverso tipo cosicché essi possano osservare la crescita degli stessi e prendersene cura, sviluppando un importante senso ecologico; 
  • per i bambini più grandi, i classici giochi da tavolo con regole, e che possono essere usati anche per giochi in famiglia che coinvolgono persone di tutte le età. Queste proposte, seconda della tipologia, possono favorire la regolazione emotiva (il bambino deve rispettare le regole e accettare, per esempio, la frustrazione di perdere); lo sviluppo cognitivo e il problem solvin; la memoria; il linguaggio; le relazioni sociali. 

Molti dei materiali elencati hanno anche il vantaggio di crescere insieme al bambino. Infatti, per esempio le costruzioni, possono essere da lui utilizzate quando è piccolo per fare una torre e, man mano che egli cresce, dare vita ad oggetti più complessi e più strutturati come castelli, vascelli, città, ponti, etc., e dove può dare prova delle sue capacità ingegneristiche crescenti. Inoltre, si tratta di materiali ed oggetti adatti tanto ai bambini che alle bambine, bambole comprese, che quindi possono aiutarci nell’evitare di passare ai piccoli degli stereotipi di genere che, invece, sono spesso veicolati dai mass-media.

Si tratta, pertanto, di lasciare da parte i giochi in plastica predefiniti e cosiddetti “educativi”. Infatti, c’è poco di educativo in essi in quanto l’apprendimento e la possibilità di esperienza è povera e scarsa per un bambino quando egli può solo osservare un oggetto che suona e si accende a seguito della semplice pressione su un bottone. Molto diversa e decisamente più significativa la ricchezza offerta dai materiali che abbiamo poc’anzi elencato.  

Recentemente, anche la AAP (American Academy of Pediatrics), massima istituzione a livello mondiale in merito alla salute ed al benessere globale dei bambini, ha espresso in modo netto e chiaro alcune linee guida rispetto alla scelta di giochi e giocattoli per bambini, sconsigliando vivamente quelli tecnologici e gli schermi ed evidenziando l’importanza di oggetti che sostengano la relazione tra pari; tra adulti e bambini; il movimento; la fantasia e l’immaginazione; il gioco di ruolo e di finzione, come quelli elencati in questo articolo.

Maggiore è la nostra conoscenza di come si sviluppa il cervello dei bambini, maggiore è l’evidenza in merito alla necessità che il gioco sia basato sull’interazione umana” ha affermato il Dr. Healey. “Non esiste schermo, video gioco o app che possa sostituire la relazione che si costruisce giocando insieme“. 

In relazione agli schermi, la AAP suggerisce di limitare l’uso da parte dei più piccoli. Infatti, “il tempo totale trascorso davanti ad uno schermo (comprese tv e pc) dovrebbe essere inferiore ad un’ora al giorno per i bambini dai due anni, e dovrebbe essere evitato del tutto per i bambini sotto i due anni. I bambini più piccoli di 5 anni“, continua la AAP, “dovrebbero giocare col computer e i videogiochi solo se il loro sviluppo complessivo sta procedendo in modo corretto e dovrebbero essere affiancati da un adulto di riferimento“. 

In conclusione, più i bambini possono ingaggiare il loro corpo e la loro mente con azioni e pensieri auto-diretti e auto-determinati, più imparano e meglio crescono.