di Silvia Iaccarino

 

“Vorrei confutare quello che è stato venerato quasi fosse un reperto sacro nella mitologia della vita contemporanea. Il tempo di qualità non è altro che un mito culturale. Non esiste, né è mai esistita, una cosa del genere. Quindi non dovremmo contare sul fatto che si verifichi da sé, né dovremmo cercare di crearlo.
La realtà è che i momenti migliori con i nostri figli capitano in circostanze non preventivate e inaspettate – durante il viaggio in automobile per andare alla partita di calcio del sabato mattina, nel bel mezzo del bagnetto peraltro senza eventi di rilievo, o mentre ci si affretta a dare la colazione ai ragazzi e mandarli a scuola. Per quanto proviamo a esercitare il controllo su queste occasioni, i momenti di maggiore vicinanza e più preziosi con i nostri figli avvengono nei lassi di tempo in cui sono meno attesi: non possono essere organizzati o pianificati; semplicemente affiorano dal normale e monotono corso della vita quotidiana, quando genitore e figlio hanno trascorso un sufficiente tempo ordinario assieme. E’ in quel tempo ordinario che possono verificarsi attimi di straordinaria comunicazione e intimità” W. T. Boyce

Mi è molto piaciuto questo pensiero ed ho pensato di condividerlo per riflettere insieme sul must del “tempo di qualità”.

Per quella che è la mia esperienza nel lavoro con le famiglie, infatti, vedo troppo spesso un estremo affannarsi per creare occasioni straordinarie da proporre ai propri figli, soprattutto nel weekend. Come se quasi non fosse possibile nutrire la relazione in altro modo se non nella straordinarietà ed eccezionalità delle proposte.

Si tende a pensare che siano basilari “effetti speciali” e momenti indimenticabili, quando invece, il più delle volte, gli istanti preziosi che rendono solida la relazione si nascondono nelle pieghe della quotidianità.

Affannarsi a tutti i costi per organizzare eventi eccezionali porta con sè diverse potenziali criticità:

– sovraccarico e sovrastimolazione dei bambini, i quali rischiano di non avere occasioni per trascorrere un tempo tranquillo, in cui eventualmente anche annoiarsi, da soli o coi genitori. I piccoli, come i grandi, hanno necessità di momenti in cui ricaricare le batterie senza essere schiavi del “fare”. Momenti in cui semplicemente “essere” senza che sia richiesta una prestazione: anche “divertirsi”, infatti, per assurdo può essere vissuto dai bambini come un “compito”, per non deludere le attese genitoriali;

– rammarico dei genitori quando vedono che il bambino non è così entusiasta delle proposte, si “comporta male”, “fa i capricci”, si lamenta, non partecipa come ci si era immaginati. Ciò può suscitare in mamme e papà un senso di ingratitudine che rischia di riversarsi nella relazione: “non sei mai contento” potrebbe diventare la cifra su cui il rapporto genitori-figlio si incastra, in un circolo di incomprensioni reciproche. Inoltre, frequentemente, i genitori si espongono anche al senso di “inadeguatezza” nel momento in cui, attraverso i social, continuamente confrontano la propria famiglia e le proprie “prestazioni sociali” a quelle altrui, col rischio di perdere di vista il rapporto reale con i figli;

– scarso investimento sulla quotidianità, in attesa del momento apicale del weekend e/o dell’evento topico, col rischio di impoverimento della relazione educativa, la quale invece si nutre dei tanti micro-episodi giornalieri per costruirsi e fondarsi come porto sicuro a cui il bambino può riferirsi per la sua crescita.

Forse dovremmo rivalutare quel tempo prezioso, per quanto più o meno scarso, che tutti i giorni abbiamo a disposizione, imparando ad apprezzare ogni istante per quello che è, come importante mattone su cui edificare una relazione autentica, senza dover aspettare l’evento cruciale del giorno o della settimana o del mese.

Un tempo che non è sempre connotato da episodi positivi e piacevoli, perchè esistono i momenti di scontro, di discussione, di arrabbiature e delusioni. Ma è un tempo vero, non artefatto, dove adulti e bambini possono incontrarsi nella loro imperfetta Umanità, nelle fatiche come nelle gioie e imparare a stare insieme, componendo una musica originale, in divenire, unica e irripetibile, come ciascuno di noi. ❤️