di Aurora Mascheretti, arteterapeuta, formatrice, docente PF06

 

 

Qualche tempo fa, dopo un tempo di condivisione e riflessione di quanto stavamo registrando nel panorama educativo, in PF06 ci siamo date questo intento, diviso in tre passi:

Indagare le parole;

Osservare il cambiamento;

Trarre direzioni di ricerca.

La parola è un’entità creativa: quando decidiamo di nominare il mondo, un evento, una dinamica, utilizzando quella specifica parola, stiamo scegliendo e generando una realtà.

Le parole sono cartine tornasole, raccontano con immediatezza gli immaginari che più o meno consapevolmente stiamo vivendo e, con il nostro agire, rinforzando e nutrendo.

Delineiamo quattro topos da indagare:

INFANZIA, NATURA, DENTRO E FUORI.

Quattro temi, mondi, spazi che in questo tempo sono stati toccati, scossi, sfidati, percorsi, provati, rivelati, tematizzati in diversi contesti e con finalità differenti.

La “natura” è salita alla ribalta delle nostre progettazioni da maggio del 2020, e abbiamo avuto la possibilità di riposizionarci rispetto al dentro-fuori dei nostri servizi così come al nostro dentro interiore e al nostro fuori esteriore.

Il tutto in dialogo con i bambini e le bambine, interlocutori e destinatari del nostro agire pedagogico.

Abbiamo così pensato di proporre ai membri del gruppo FB di percorsiformativi06 un breve sondaggio, chiedendo di scrivere, per ogni parola da noi proposta, i primi tre aggettivi, verbi o nomi che emergevano immaginandola, così che tutte insieme, le parole, potessero determinare una mappa. Una mappa di riflessione per orientare non solo il nostro agire, ma anche le formazioni che da sempre vogliono essere una risposta efficace alle domande del qui e ora. Il sondaggio ha raccolto 105 risposte provenienti da quasi tutte le regioni di Italia, in maggioranza da educatrici, e poi insegnanti dell’infanzia, primaria e da qualche genitore.

Abbiamo analizzato i dati tenendo conto delle parole che si ripropongono per almeno tre volte (emozioni, emozioni, emozioni) così da formare un gruppo e considerando quelle che, pur non posizionandosi per frequenza tra le prime cinque parole, sono sinonimi o presentano forti richiami tematici (emozioni, sentimento).

Ecco cosa è emerso

Attorno alla parola INFANZIA, individuiamo 26 gruppi di parole che vengono ripetute tra cui, al primo posto, SCOPERTA, seguita da GIOCO, SPENSIERATEZZA, LIBERTÀ’ e CRESCERE.

Dunque, in questo momento, leggendo i dati, potremmo dire che INFANZIA è per noi scoperta, è gioco, è spensieratezza, è libertà, è crescere.

Come ci facciamo garanti di questo? Come permettiamo che ci sia la “scoperta” ad impregnare, a guidare, a condurre il bambino nel suo “crescere”? In quale misura sappiamo sostenere la “libertà” del bambino di scegliere il suo “gioco” perché ci sia crescita? Come significare “spensieratezza”? Da che punto di vista è spesa questa parola? E’ dell’adulto o del bambino?

Attorno alla parola NATURA, vi sono 23 gruppi di parole che vengono ripetute, la prima è LIBERTÀ’, a seguire VITA, SCOPERTA, e RESPIRO BENESSERE VERDE che si presentano in egual modo. Alla parola “scoperta”, associamo, come dichiarato all’inizio, anche il gruppo “ESPLORAZIONE”, così come alla parola “respiro”, associamo “ARIA” e la parola “benessere” ci rimanda a “SALUTE”.

Davvero notevole.

Voi cosa vedete?

Sono solo alcune prime libere associazioni.

La natura è libertà, è la vita che va scoperta ed esplorata.

E’ respiro di aria.

E’ salute di benessere verde.

E’ respiro benessere verde per la mia salute.

“Respiro” e “Aria”, rientrano nella fame d’aria che da marzo scorso stiamo registrando nei bambini così come negli adulti, sia a livello fisico che psicologico e che qui trovano una strada di espressione.

La parola DENTRO ci porta 23 gruppi di parole ripetute, in cui si posizionano CALORE e INTIMITA’ al primo posto, PROTEZIONE SICUREZZA al secondo, e CHIUSO al terzo posto.

A “chiuso” associamo “LIMITI” e “CIRCOSCRITTO”.

Questo DENTRO ci si rivela attraverso termini termici e spaziali.

Il calore lo troviamo quando siamo dentro uno spazio fisico, chiuso, delimitato, quando abbiamo la possibilità di attingere al nostro spazio interiore, così come l’intimità richiama qualcosa di circoscritto, di vicino, di prossimo. In questo contesto, a questa temperatura di relazione e percezione, troviamo protezione e sicurezza. E “chiuso”.

Da cosa dovremmo proteggerci? o da cosa dovremmo proteggere i bambini? Quale funzione ha la protezione? E’ un impoteramento??? delle nostre capacità e abilità di stare al mondo, di quelle del bambino o stiamo delegando qualcuno?

Di quale sicurezza stiamo parlando, o meglio, quale scenario di sicurezza stiamo abitando? Come colleghiamo la “sicurezza” allo stare dentro?

E come sicurezza, protezione, chiuso, fanno in modo che aumenti il “calore”, la temperatura, il fuoco, quando stiamo dentro?

Il FUORI, ci porta anch’esso a 23 gruppi di parole ripetute, in cui spicca la parola LIBERTÀ’, seguita da SCOPERTA e ARIA al secondo posto, e poi da MOVIMENTO e CORRERE.

Alla parola “aria”, associamo “RESPIRO” e “APERTURA”.

E’ immediato il rimando di qualcosa che si apre, che va a rivelarsi, a dischiudersi, di cui è difficile tracciare i limiti: la scoperta ci vede andare verso qualcosa, in un percorso di ricerca, è un atteggiamento, l’aria ha una disponibilità pressoché infinita, la libertà è spesso associata a uno sguardo vasto, a un potere… ampio.  Queste parole incontrano poi termini di azione, come movimento e correre, quasi a voler dire che libertà, aria e scoperta sono connaturate al potersi muovere, ad un’azione attiva, viva, capace.

Molto interessante la presenza del verbo “correre”; lo pensate anche voi?

Il “fuori” ha molte parole che si collegano a quanto emerso per “natura”, ma anche per “infanzia” come se, tra queste, potessimo evidenziare dei ponti, delle vie di navigazione che le collegano, le pongono in dialogo, facendo in modo che possano essere tra loro nello scambio, nel potenziamento vicendevole.

Una tessitura è in corso.

Le terre prese in considerazione nella nostra ricerca, sono in dialogo.

Vogliamo intendere questa mappa come una splendida fotografia in grado di mostrarci le rotte scoperte, quelle da scoprire e ciò che è necessario affinché ci sia equilibrio, bellezza, armonia nel nostro fare educativo, che sempre rimane uno specchio fedele del nostro essere nel mondo.

 

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