di Jessica Omizzolo, Coordinamento psicopedagogico 0-6 del Comune di Fano, Appassionata di lettura ad alta voce e a bassa voce, docente di PF06

 

 

Cos’è una pillola?

Una medicina che si prende per guarire.

Giusto.

Leggereste un libro che tratta il tema della morte se vi fosse appena morto qualcuno di caro?

Vi farebbe stare bene?

Io ne dubito.

E allora perchè leggiamo libri sullo spannolinamento, sulla morte del nonno, sulla separazione ai bambini?

La lettura è uno strumento che  da adulti utilizziamo per trovare un angolo di calma e rilassamento, approfondimento e studio, crescita personale, benessere. Ma poi come per magia quando si tratta di proporla ai bambini diventa un momento didattico, forzatamente istruttivo che perde di quel piacere peculiare che porta al benessere. E soprattutto rompe la possibilità di ben-stare relazionale che, invece, la lettura ad alta voce e/o dialogica favorirebbero.

Spesso noi adulti siamo oberati e stanchi, presi da mille impegni e, come se non bastasse, molte volte accadono eventi emotivamente rilevanti che fatichiamo a tradurre ai bambini o che volentieri evitiamo di raccontare.
Non mi riferisco solo ad accadimenti profondamente dolorosi come la morte di un proprio caro (sul tema sono stati scritti meravigliosi albi poetici e illuminanti come “Ho lasciato la mia anima al vento”– Emme Edizioni che consiglio di leggere agli adulti), ma anche a malattie importanti, separazioni familiari, litigi, cambi di casa, incontri che ci scombussolano la giornata, insomma tensioni di vario genere…ricche di grovigli emotivi…

In queste occasioni, e in tante altre che certamente vi verranno in mente, come persone siamo impegnate ad elaborare strategie risolutivee/o per fronteggiare gli eventitanto che spesso coinvolgere in questo processo di traduzione emotiva anche i nostri figli ci appesantisce e ci riesce difficile.

A me è capitato, nella mia vita di genitore, di avere avuto un momento di grande difficoltà personale a causa di problemi familiari e di faticare a trovare un canale di scambio affettivodelicato e calmo con mia figlia. Non avevo bisogno di spiegarle le cose complesse che stavano accadendo, per quelle avevo trovato parole e lei aveva compreso, ma avevo bisogno, un bisogno vitale e necessario, di incontrarci, di ristrutturare i nostri spazi emotivi, di trovare un luogo sicuro insiemedove raccontarci.

Gli albi sono stati fondamentali in quel periodoe sono diventati nostri amici fedeli.

Grazie alla lettura condivisa, e dedicata di silent book e di albi io e mia figlia abbiamo trovato uno spazio tutto nostro per stare vicine alla giusta distanza, senza tensioni, in momenti completamente felici in cui eravamo insieme per uno stesso scopo: leggere qualcosa che ci facesse stare bene e che ci permettesse di stare sedute vicine sentendo l’affetto e la presenza dedicata dell’altra.
Un’esperienza meravigliosa che ha modificato radicalmente il mio approccio alla lettura.

Leggere insieme e per qualcuno avvicina le persone, e non parlo della vicinanza fisica ma anche e soprattutto di quella emotiva.Non serve andare alla ricerca di albi pillola, ossia che impartiscono lezioni al bambino su come togliere questa o quella abitudine (li ritengo assolutamente antipatici e anche controproducenti!) ma, invece, è importante scegliere di leggere insieme qualcosa di piacevole…che faccia stare bene.

Chiaramente è una buona scelta dirigersi verso albi illustrati consigliati per età e qualità, ma non basta, o forse all’inizio non serve.
Create una routine, ossia individuate un angoloe un momento della giornatain cui per voi e i vostri bambini diventa piacevole (e piano piano indispensabile) leggere. Sul divano il pomeriggio, nel letto la sera…in un angolino dedicato a casa, vicino alla libreria…Non importa che il luogo sia impeccabile ma che sia il vostro, confortevole.

In quello spazio scegliete o fate scegliere albi che vi facciano sentire bene e che facciano sorridere, commuovere e poi godetevi la lettura insieme, vicini anche fisicamente…non preoccupatevi di essere impeccabili ma di essere genuini.

La vostra voce, lo sguardo dedicato e rivolto sullo stesso punto del libro, lo stare vicini renderanno quel momento un attimo speciale di relazione in cui le parole e le illustrazioni degli albi si faranno vivi ponti di un affetto e di un prendersi cura reciproco. Momenti preziosi che allevieranno anche il dolore per il momento difficile qualora ne stiate tutti passando uno.

Ricordo, ora con un sorriso, il giorno in cui mi recai in libreria a comprare un albo ad hoc sul tema che la nostra famiglia stava affrontando…tornata a casa aspettai con ansia ed emozione la sera per poter incontrare mia figlia nel nostro momento dedicato alla lettura. Mi assecondò nell’ascoltarmi leggere questo bellissimo albo dal titolo a dir poco esplicativo “Mi chiamo Nina e vivo in due case” (ed. Clavis, 2009). Un albo ben fatto, belle illustrazioni e parole semplici, chiare, affettivamente importanti, con un finale rassicurante (lo volevo così, volevo che dicesse che sarebbe andato tutto bene).
A metà lettura mia figlia mi guardò e mi disse: “Io queste cose le so già, voglio leggere qualcos’altro per ascoltare la tua voce che ride mamma”.

Vi ripropongo questo spaccato della mia esperienza perchè penso che quella frase così cruda e sincera sia un incoraggiamento per tutti noi. A mia figlia, come ad ogni bambino per il quale leggiamo e del quale ci prendiamo cura, non interessava una lezione, se pur ben fatta, su un evento tanto reale quanto doloroso…le interessava che io, in quello spazio, le comunicassi che sapevo sorridere con lei, esserci a cuor leggero…nonostante tutto.

Quella sera, e per tante altre sere, ci orientammo su Cornabicorna e su altri albi divertenti. Leggerla ci diverte, ridiamo, notiamo ogni volta che il protagonista sa essere davvero furbo e accorto e che anche quando la minestra non va proprio giù e i genitori vorrebbero farla mangiare….i bambini sanno trovare strategie incredibili per evitarsi un pasto amaro!.

Prendersi cura dell’altro è anche leggere con amore e trovare un momento, uno spazio sicuro in cui si possa liberamente e spensieratamente essere felici, insieme.
Nasce un fratellino? Muore un caro? Dedicatevi tempo non lezioni di vita.

Leggere crea un ponte d’amore tra noi e il nostro bambino che lui sente, dalla voce, dal corpo, dal nostro cuore che batte, dal modo in cui, insieme, osserviamo i dettagli del libro.

«Quando leggo un libro,desidero che anche tu lo stia leggendo.

Voglio sapere cosa ne pensi.Non è forse amore, questo?»

Gabrielle Zevin

 

CONSIGLI DI LETTURA:

Per assaporare la bellezza della vita:

– I fantastici libri volanti. Rizzoli.

– Yeti. Illustrato da R. Dautremer. Rizzoli .

– La gigantesca piccola cosa. Donzelli editori.

– La  grande fabbrica delle parole. Terre di mezzo editore.

– La valle dei mulini. Terre di mezzo.

– Il mondo è tuo. Terre di mezzo.

– Il venditore di felicità. Kite edizioni

– La trilogia: Viaggio-Ritorno-Scoperta di A. Becker. La  feltrinelli editore.

– Selma. Zambon editore

 

Per ridere a tutte le età:

– Il libro senza figure. Bombiani editore.

– Tutti i libri di Reginald e Tina. Il castoro editore

– I libri di Hervet Tullet per giocare insieme

– Le edizioni minibombo

– Nei guai. Zoolibri

– Chi me l’ha fatta in testa. Salani.

– Buonanotte. Il castoro edizioni.

 

Ma soprattutto ogni libro che vi piace…qualunque esso sia purché di qualità e che vi faccia stare bene! Le tappe evolutive si attraversano tenendosi per mano, sorridendo della vita (avete mai visto un adulto sano ciucciare il ciuccio in una riunione? No!! E’ cresciuto anche lui…con i suoi tempi. Proprio come la paperella di Il fatto è edizioni Lapis)

 

 

Buone letture a tutti!!