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di Silvia Iaccarino

 

Partendo dalla seguente citazione vorrei fare qui una breve riflessione

 

 

Credo sia davvero un pensiero profondo e su cui dovremmo soffermarci molto a riflettere, genitori/familiari dei bambini e professionisti.

La prospettiva interazionista evidenzia l’aspetto fondamentale dell’influenza dell’ambiente (inteso in senso ampio, quindi anche relazionale) sui comportamenti dei bambini:

“Abbracciare questa visione delle cose significa smetterla di pensare ai problemi come radicati ‘nel bambino’ per cominciare a valutarli in termini di ‘bambino nel contesto’”

B. K. Keogh


Dovremmo allora sempre chiederci, a casa come al Nido/Scuola: “cosa sta succedendo (o è successo) nell’ambiente affinché il bambino si comportasse così?”.

I comportamenti dei bambini (come quelli degli adulti) hanno sempre una motivazione, non sono “a caso” o “fatti apposta per sfidare/provocare/farci arrabbiare”.

Tenere conto dell’ambiente vuol dire aprire lo sguardo a 360° e iniziare a renderci conto che, magari, ai gonfiabili, il caos presente (rumori, colori, quantità di persone e movimento delle stesse, etc) può generare stress e ansia, le quali possono condurre a una disorganizzazione nel comportamento del bambino.

E allora è inutile sgridare il bambino…forse i gonfiabili non sono il posto giusto per lui (solo per fare un esempio)…