Progetto “Yoga al nido” presso Nido Bolocan a Pavia, Cooperativa Aldia

A cura di Elena Lazzari, educatrice e Sandra Goldin, pedagogista

 

 

Il progetto “Yoga al nido” nasce circa 3 anni fa prendendo spunto da un corso a cui ho partecipato (Elena) rivolto ai bambini della scuola d’infanzia. 

Il corso mi ha dato modo di riflettere e di lavorare sull’adattamento della proposta fino a giungere alla realizzazione di un Progetto rivolto ai bimbi dell’ultimo anno di nido.

Lo Yoga è una disciplina che mira alla conoscenza del proprio corpo, stimola e favorisce l’attenzione e la concentrazione, aiuta la coordinazione, la flessibilità e l’agilità. Così per gli adulti, ho pensato potesse essere interessante vedere come potessero viverlo i bambini, fin da molto piccoli.

La proposta viene presentata come un gioco portandoli a conoscere strumenti non usuali, i cimbali e la campana tibetana, che suscitano sempre grande stupore; ad ascoltare storie di paesi lontani ma anche di animali e della natura. 

C’è poi il racconto, ogni volta diverso, che è il filo conduttore per sperimentare le “asana” che sono le posizioni dello Yoga. 

L’attività viene proposta a piccolo gruppo, massimo 4 per volta, seguendo una routine sempre uguale. 

Appena entrano vi è la scelta da parte dei bimbi di un tappetino che, come spiego loro, diventa il loro spazio per lo Yoga e serve anche per non scivolare. A seguire il Namastè di saluto, l’ascolto degli strumenti e la sperimentazione da parte dei bambini. Segue una fase di giochi con il respiro (ad esempio soffiare una piccola girandola, una candelina, le bolle di sapone). Questi portano il gruppo a concentrarsi su di esso: respirare profondamente e lentamente aiuta a gestire le emozioni, a calmare e aumenta la possibilità di concentrazione. 

A questo punto, con l’ausilio di alcuni libri e delle carte del piccolo Yogi propongo il racconto e il gioco con le asana cercando di stimolare l’ascolto e l’imitazione. 

 

 

Per finire propongo una fase di rilassamento attraverso il massaggio, raccontando di nuovo la storia con  la voce e le mani ad ogni bambino. Il massaggio permette di entrare in confidenza con l’altro, con le emozioni e le sensazioni.

Già dai primi incontri i bimbi, pur non sapendo cosa bene di cosa si tratti e cosa li aspetti, hanno sempre dimostrato grande entusiasmo e curiosità, lasciandosi accompagnare da questa sorta di aura un po’ “magica” anche se sconosciuta.

Dopo le prime volte i bimbi mettono già in pratica la capacità di ascolto e di imitazione, non scoraggiandosi qualora non riescano ad applicarsi esattamente alla posizione proposta ma trovando un “loro” modo.

In questi anni c’è stata un’evoluzione nel modo di proporre il massaggio: una volta imparati i movimenti delle mani ho sperimentato quello che io chiamo “il massaggio a treno”, in cui di fronte allo specchio, incastrati uno all’altro, come fossero vagoni, il massaggio è riproposto a catena, per poi arrivare alla fine dell’anno a fare il massaggio “a coppia”, ultimo livello, in cui sono accompagnati solamente dalla mia voce che racconta.

Al termine dell’attività i bambini condividono con entusiasmo con l’educatrice di riferimento al nido, e con i genitori a casa, stralci della preziosa esperienza vissuta. 

A conclusione dell’anno educativo viene proposta una lezione finale in cui partecipano anche le educatrici di riferimento, che durante i precedenti mesi non vivono con i bambini questa attività, così da segnare il termine del progetto e del percorso.

Questa pratica un po’ esotica, un po’ magica e che mi ha affascinata e conquistata da quando l’ho conosciuta mi permette di regalare ai bambini qualcosa di speciale e di unico con un augurio:

“Nello Yoga impari a tendere il tuo arco: per alcuni è troppo lento, per altri è troppo teso, la crescita e l’equilibrio stanno nella via di mezzo”.