di Silvia Iaccarino  

 

Ho riassunto in questa grafica alcuni suggerimenti per favorire al meglio lo sviluppo dei più piccoli, utili anche per gettare le basi dell’autonomia e dell’autostima. Ovviamente c’è molto altro di altrettanto importante. Ma intanto mi faceva piacere fornire qui alcuni spunti che spero possano indirizzare le pratiche quotidiane.   

 

 

1) seguire gli interessi del bambino: ogni individuo è una creatura a sé con proprie predisposizioni, curiosità, inclinazioni, talenti. Favorire l’espressione di sè e il manifestarsi della personalità emergente del bambino è importante affinché egli possa strutturarsi come “soggetto autonomo”. Per promuovere ciò, serve dare spazio a quanto il bambino mostra in termini di interesse verso l’ambiente circostante e agevolare la sua libera esplorazione (nei limiti della sicurezza, chiaramente 😉);

2) verbalizzare ciò che si fa sul bambino: nella nostra cultura si tende a percepire il corpo dei bambini più piccoli quasi come un “oggetto” nelle nostre mani, da lavare, cambiare, sollevare, girare, quasi sempre senza coinvolgerli nelle nostre azioni. Ma essi sono delle persone, fin da subito. A noi non farebbe piacere se qualcuno, senza avvisarci e dirci nulla, iniziasse a toglierci la maglietta o a pettinarci o a soffiarci il naso. Anche se i bebè sono molto piccoli ciò non significa che non capiscano e verbalizzare le nostre azioni sul loro corpo è fondamentale affinchè, di nuovo, possano strutturarsi come “soggetti”. Usare frasi come, per esempio, “Giovanni, ora ti pettino i capelli, sto per soffiarti il naso, ti prendo in braccio e ti porto sul fasciatoio” etc. serve a posare piccoli mattoncini che, pezzo per pezzo, contribuiscono alla costruzione della personalità del bambino;

3) dove adagiare il bambino: molto spesso i lattanti passano diverso tempo nelle sdraiette mentre gli adulti si occupano di altro. Tale pratica, però, per quanto diffusa, non contribuisce al corretto sviluppo motorio dei bambini e nemmeno al crearsi di una solida autostima (per approfondimenti suggerisco “Datemi tempo” di Emmi Pikler, Edizioni Scientifiche). L’ideale è stenderli supini su una superficie confortevole ma piuttosto rigida (affinchè non si sentano sprofondare), con alcuni oggetti di interesse intorno. Da questa posizione, essi autonomamente esploreranno le loro possibilità motorie, acquisendo e padroneggiando via via diversi passaggi posturali e posture;

4) mangiare da soli: in fase di svezzamento (ma non soltanto), è importante che i bambini si sentano attivi, coinvolti e protagonisti in prima persona rispetto a ciò che li riguarda. Vale quindi anche per il momento del pasto, per cui fornire al bambino un cucchiaino e/o proporre il cibo in piccoli pezzi favorisce l’autonomia, la scelta del proprio ritmo di alimentazione, l’esplorazione dei cibi, la messa in campo di diverse abilità fino-motorie e il conseguente apprendimento a vari livelli;

5) oggetti di gioco: pressoché in ogni abitazione in cui vive un bambino abbondano giocattoli di ogni sorta, perlopiù in plastica, con colori ed emissioni sonore varie e variegate. Contrariamente al pensare comune, tali oggetti sono poco utili per lo sviluppo dei piccoli in quanto, da un lato, la plastica fornisce stimoli sensoriali molto poveri e, dall’altro, essi non permettono usi differenziati che ingaggiano la fantasia, la creatività, l’immaginazione, la divergenza, oltre che un’esplorazione sensoriale profonda e differenziata. Sarebbe pertanto più utile privilegiare l’uso di oggetti di casa e di materiali naturali, come anche oggetti di recupero e riciclo. Sicuramente vi sarà capitato di osservare quanto un bambino, anche molto piccolo, sia più concentrato e coinvolto con una pentola e un cucchiaio di legno invece che con i giochi strutturati…😉😉

Buon lavoro! ☺️