di Danila Grande – Educatrice nido “Trilly” e “Albero delle noci” Municipio XV Roma, insegnante di massaggio neonatale AIMI e nelle scuole dell’infanzia Mini-Misp, Consulente per l’allattamento – Roma e  Protima Agostini, pedagogista, formatrice, consulente, coordinatrice e supervisore pedagogico, Torino

 

 

“Le emozioni provate nei primi anni di vita, e altre sensazioni che hanno suscitato gioia o dolorelasciano tracce indelebili che condizioneranno le nostre azioni e reazioni nell’intero corso dell’esistenza” 

Rita Levi Montalcini

 

L’alleanza educativa…… un filo invisibile ma forte: lo tessiamo giorno dopo giorno, come una tela, pazientemente e con convinzione insieme alle famiglie dei bimbi che accogliamo nei nostri servizi.

L’alleanza educativa……ha sempre costituito una sfida, un obiettivo, ma in un periodo di distanza fisica, di confusione, in un tempo di sospensione e di incertezza come quello della pandemia Covid19, non perdere il filo del legame “e della trama affettiva” è diventato non tanto un obiettivo quanto un punto di partenza.

In particolare nei nidi “Trilly” e “Albero delle noci” di Roma, l’équipe ha intravisto nell’alleanza con le famiglie uno dei tasselli del procedere educativo; un “essere” e un “fare” orientati da una convinzione: che il benessere dei bambini parta in primis dalla interconnessione e dalla fiducia tra servizio e famiglia. Nello specifico l’ispirazione proviene dall’approccio Touchpoints di Brazelton, che implica una forte alleanza tra educatori e genitori, depositari di punti di forza e conoscenze, risorse e competenze, per costruire quel sostegno e promuovere lo sviluppo del bambino e delle competenze genitoriali, mettendo al centro proprio le relazioni tra genitori, operatori e bambini.

 L’obiettivo, e al contempo punto di partenza, lungo un percorso che si riprogetta di continuo, è sostenere il ruolo del genitore: una posizione costellata di ansie, paure, bisogni, domande. Domande che necessitano di risposte, di accompagnamento, di essere ascoltate e di essere accolte. Un ruolo complesso, a tratti faticoso, che necessita di consapevolezza, di interconnesione tra i “sistemi” cui si appartiene (di cui ci ha sottolineato la valenza Bateson). In linea, infatti, con una pedagogia dell’infanzia tipica del XX secolo che porta a riflettere sugli inizi dell’esperienza relazionale, i servizi per la prima infanzia sono portati oggi ad interrogarsi, secondo la teoria ecologica di Bronfenbrenner , sulle interconnessioni dei sistemi cui non solo il genitore, ma anche il bambino inizialmente appartiene: nido e famiglia.

Nei servizi prima infanzia l’agire educativo si snoda attraverso linguaggi plurali, connessioni con il “dove”, “con chi”, ovvero in quale contesto e insieme a chi: in Vygotskij rintracciamo le prime riflessioni sull’influenza esercitata dal contesto sociale di cui si ha esperienza diretta sullo sviluppo. Nei servizi ci concentriamo sulla valorizzazione e sulla qualità delle prime esperienze,  perché come ha sottolineato già Dewey, esse si esperiscono nella socialità. La riflessione, in tempi più recenti, si è ulteriormente arricchita grazie agli apporti delle neuroscienze che evidenziano le basi neurobiologiche di risonanze e rispecchiamenti nelle relazioni umane. Ecco perché, dunque, il punto di partenza e al contempo obiettivo diventa la relazione con le famiglie.

 

L’alleanza educativa …l’incontro con il servizio, con chi lo abita, con gli educatori, sostiene e amplia le relazioni del bambino, produce cambiamenti sulle relazioni e gli equilibri in famiglia.

L’alleanza educativa: una dimensione partecipativa, la costruzione di una visione condivisa del bambino che si gioca fin dal primo colloquio di conoscenza e che richiede un difficile equilibrio nella definizione dei confini di ruolo, che si costruisce anche a partire dalla matrice profonda delle storie di vita, delle storie professionali, che affonda le radici nell’incontro tra culture anche differenti e chiede di costruire nuovi significati, chiamati a confrontarsi, integrarsi e comprendersi.

L’alleanza educativa si intreccia fin dal delicato momento dell’ambientamento, e si dipana attraverso l’accoglienza ogni mattina, la quotidianità,  le transizioni, i momenti di cura, il commiato.

L’alleanza educativa fatta di sguardi, di dialoghi, di osservazione,  di narrazioni, di comunicazione tra genitori e educatori, di intersezione di corresponsabilità pedagogiche, orienta l’agire quotidiano al nido, influenza i genitori, nel loro compito e ruolo, e la diade genitore-bambino; si riverbera sul bambino che attraversa, nell’ottica della teoria dell’attaccamento, un “periodo sensibile di sviluppo”.

L’alleanza educativa: un filo sottile, ma forte, che tiene insieme sistemi diversi ma interconnessi.

 

Descriviamo qui di seguito l’esperienza del nido “Albero delle noci” Municipio XV, Roma, dove la voce delle educatrici e delle mamme che hanno partecipato al progetto Io da Te, Tu con Me racconteranno come hanno costruito l’alleanza educativa e costruito le trame dei legami tra famiglia e servizio nel periodo di pandemia COVID 19. L’obiettivo che ha guidato la progettazione è stato quello di costruire “una tana dell’accoglienza”, un momento di ascolto per le famiglie, per stare vicini ai genitori e ai bambini e non perdere il filo del legame, accogliendo le storie, le paure, i bisogni, la quotidianità a distanza, continuare il dialogo, continuare a lavorare in un’ottica di corresponsabilità pedagogica, per continuare a accogliere “i bisogni irrinunciabili dei bambini”.

 

“IO DA TE, TU CON ME”

L’esperienza del nido “Albero delle noci” Municipio XV, Roma

 

 “I bisogni irrinunciabili sono le esperienze e le tipologie di educazione alle quali ogni bambino ha diritto, In una società opulenta come la nostra, nessuno ha il diritto di ignorarli”

(B. Brazelton)

 

I punti di partenza per l’équipe e la voce delle educatrici:

 

Le educatrici sono partite da alcuni concetti imprescindibili: la relazione, l’ascolto dei “bisogni irrinunciabili di bambini e bambine”, la necessità di sostenere le famiglie in un tempo sospeso, la creazione e il mantenimento di una interconnessione tra servizio e famiglia, perché a loro volta i genitori potessero sentire la forza della rete e della comunità educante.

I concetti teorici sopra citati fanno da sfondo alle riflessioni e all’agire educativo: il progetto qui raccontato si pone in continuità con il pre-covid, nell’ottica di continuare a coltivare l’alleanza educativa con i genitori dei bambini iscritti.

Nasce, così, al nido “Albero delle noci” il progetto portato avanti nei mesi di pandemia COVID-19 “Io da Te, Tu con Me” ispirato da

  la voglia di RI-disegnare i confini di un nuovo esistere come comunità educante”….

….un “insieme di fili del legame per mantenere una trama affettiva”…..

….“Questo tempo senza “con-tatto” ci ha visto chiamati come educatori all’esercizio della resilienza, a consolidare e proteggere legami affettivi e dare sostegno alla genitorialità e all’infanzia.

 

Le trame affettive dei legami sono state coltivate dando valore …

 ….“all’impronta restituita al piccolo gesto, al valore del “tocco buono”.

“Io da Te, Tu con Me” ci ha restituito la voce e i volti dei bambini e delle loro famiglie.

 

Come….?

  • Gruppo whatsapp aperto a genitori ed educatori “per stare insieme”
  • I nostri volti in video
  • Si è costruita una “tana dell’accoglienza: momenti dove attraverso la lettura di libri raccontati da mamme, papà, nonne, educatrici, abbiamo vissuto insieme emozioni e ricordi
  • Uno “spazio per i genitori”: per parlare di tematiche portate dalle famiglie, per ascoltare i bisogni contingenti e che ha attivato riflessioni importanti e si è fatto nutrimento del cuore.

 

 Dal punto di vista delle famiglie…la voce delle mamme

 

I genitori si sono sentiti sostenuti, ascoltati, ma soprattutto “visti” in un modo che oltrepassando il virtuale ha permesso di sentirsi “visti” non solo attraverso lo schermo, ma soprattutto da un punto di vista relazionale. L’alleanza educativa con le educatrici ha permesso di coltivare il futuro, la curiosità, la speranza, sentire la passione del ruolo genitoriale. Si riportano di seguito i feedback delle mamme che abbiamo “ascoltato” e che “ci hanno ascoltate”:

 

“Ogni  volta che mio figlio vede un vostro video rimane incanto per tanto tempo, nomina gli amici e si addormenta dicendo che vuole andare al nido”

 (Simona, mamma di Tommaso)

 

“Ho ascoltato insieme a mia figlia la storia raccontata da voi quattro e quando vi ho visto tutte e quattro assieme mi sono commossa….non pensavo mi mancasse così tanto “abbracciare” qualcuno”

(Ramona, mamma di Maya)

 

“Lallo ascolta l’Orso buco e ripete tutti i versi, Batapum, spatapam, come sente fare a voi”

(Donatella., mamma di Lallo)

 

“Quant’è bello lo spazio per i genitori! Ci spiega la realtà di tutti i giorni. Spesso siamo noi a sostenere, accogliere, ed invece stavolta ad essere sostenuti e ascoltati siamo noi”

(Federica, mamma di Rebecca)

 

“Ci state insegnando come guidarli ad affacciarsi al mondo, a lasciarli liberi di esprimere ciò che hanno dentro, senza avere paura della tristezza, affrontando le paure”

 (Monia, mamma di Diamante)

 

 

Riprendendo la riflessione da cui siamo partite all’inizio dell’articolo: “L’alleanza educativa…… un filo invisibile ma forte: lo tessiamo giorno dopo giorno, come una tela, pazientemente e con convinzione insieme alle famiglie dei bimbi che accogliamo nei nostri servizi”. Perché? Per concretizzare la “comunità educante”, per accompagnare le famiglie nel loro delicato compito di genitori, accogliere e ascoltare le loro ansie, paure, dubbi, narrazioni per crescere, per costruire uno spazio che non sia solo fisico, ma anche mentale, un legame che crea uno “spazio del cuore”, e “nel” cuore, da condividere in modo partecipato anche a distanza, insieme alle famiglie e insieme ai bambini che vivono con noi l’inizio del loro percorso nel mondo.

 

 

Bibliografia

Bateson G., (1972), Verso un’ecologia della mente, trad. it. Milano: Adelphi, 1976.

Bowlby J., (1988), Una base sicura, trad. it., Cortina, Milano, 1989

Brazelton B., Greenspan S.J, I bisogni irrinunciabili dei bambini. Ciò che un bambino deve avere per crescere e imparare, Cortina,  Milano 2001

Bronfenbrenner U., (1979), Ecologia dello sviluppo umano, trad. it., Il Mulino, Bologna 1986

Dewey J., (1938), Esperienza e educazione, trad. it. La Nuova Italia, Firenze, 1949

Vygotskij L.S., (1935), Lo sviluppo psichico del bambino, trad. it., Editori Riuniti, Roma 1975

 

*Parte del materiale, frasi e citazioni presenti in riferimento al progetto si trovano al seguente link, per approfondimenti cfr.

https://www.facebook.com/DanilaGrandeEducatriceNido/posts/1918112908320479

 

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